Recensione PC
Titolo del gioco:
Roche Fusion
Anno di uscita:
2015
Genere:
Shoot'em-Up - Indie
Sviluppatore:
Amulware
Produttore:
Amulware
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Co-op locale
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
OS: Windows XP o successivo - CPU: 1GHz Dual-Core - Sch. Video: Qualunque che supporti OpenGL 3.2 (Radeon HD 2xxx Serie o Mobility Radeon HD 4330; GeForce 8xxx(M) serie; Intel HD Graphics, Ivy Bridge; o superiore) - HD: 200 MB di spazio libero
  • Poche impostazioni nella schermata principale, fra cui la modalità Fullscreen o Windowed
  • Fondamentale la schermata per ridefinire i pulsanti, soprattutto per il Controller
  • C'è anche un bottone "Extra" con altre piccole funzionalità disponibili
  • Da qui possiamo vedere quali potenziamenti abbiamo sbloccato per la nostra navicella
  • Ed ecco una schermata riassuntiva per i potenziamenti
  • Fra un livello e l'altro ci vengono proposti tre potenziamenti. Dobbiamo solo sceglierne uno
  • Il gioco è molto veloce e frenetico. Bisogna muoversi di continuo per non farsi colpire
  • Il laser è uno dei gingilli più potenti...ma ha un discreto tempo di ricarica.
  • Ecco uno dei boss finali. Sembra semplice ma non lo è affatto
  • Comunque l'abbiamo fatto fuori e possiamo lanciarci nell'iperspazio
  • Oltre al tipo che ci spara, c'è una bella pioggia di asteroidi a limitare i nostri movimenti
  • Adesso siamo riuscito a sbloccare la modalità normale. E' uno di quei traguardi permanenti, che rimangono anche dopo il game over
  • Ora la nave "Trinity" è sbloccata. Da ora in poi sarà sempre disponibile
  • Un update di questo tipo ci dice pure il tasto (leva analogica di destra) al quale verrà assegnato
  • Altro boss finale: lo scorpione, ma questo lancia pure le sue chele contro di noi...occhio !
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  28/01/2015
Grazie al nuovo gioco di Amulware si torna a sparare come ai vecchi tempi...
Gli sparatutto ad ambientazione spaziale si possono sicuramente considerare come i giochi più vecchi mai approdati sul mercato videoludico.
Basti pensare a delle vere e proprie icone come Space Invaders o Asteroids che non solo hanno fatto storia, ma hanno gettato le basi per un genere di gioco che si è continuamente evoluto nel corso degli anni, fino a giungere ai nostri giorni.
Questo tipo di prodotti infatti incarna l'essenza del videogioco: divertimento senza troppi pensieri, con l'unico scopo di battere un record o di totalizzare più punti del nostro avversario.
L'evoluzione del setting videoludico poi ha aggiunto molto di più, come la voglia di vedere il livello successivo, di completare il gioco arricchendo la parte grafica con sprite sempre più grandi e definiti, una velocità di gioco maggiore e molto, molto altro.
Negli ultimi anni sicuramente le ambientazioni spaziali hanno presentato una complessità di gioco impensabile diversi anni fa: basti pensare ai vari Destiny (qui la nostra recensione), Halo: The Master Chief Collection (qui la nostra recensione), non tralasciando giochi come Lost Planet, Dead Space e tanti altri.

Un gameplay che si è sempre più strutturato, accompagnato da una trama complessa e da un cambiamento di rotta sulle motivazioni del gioco stesso: arrivare al completamento della storia, piuttosto che concentrarsi sul punteggio.
A volte però può capitare a tutti di trovarsi in tale condizione di stanchezza che, quando ci si siede davanti al PC per fare una partita, si preferisce un prodotto leggero, senza troppo impegno, giusto per il bisogno di rilassarsi un po'.
Ci arriva in soccorso il genere Indie (vedi box) che sta letteralmente spopolando negli ultimi tempi: prodotti semplici, molto più votati all'innovazione che alla struttura tecnica e in grado di divertire senza richiedere risorse hardware esose oppure chissà quale impegno da parte dell'utente.
In questo genere si colloca il nuovo gioco di Amulware.
GIOCHI INDIPENDENTI?

La parola Indie deriva dall'abbreviazione dell'inglese Independent e indica un videogioco spesso sviluppato da una singola persona o da piccoli gruppi di programmatori, che lavorano senza l'ausilio economico di un editore. Dal momento che spesso le strumentazioni necessarie allo sviluppo sono acquistate di tasca propria dai programmatori stessi, questo genere punta più sulla fantasia e sull'innovazione rispetto al comparto tecnico del prodotto stesso.

Questo tipo di giochi nasce addirittura a metà degli anni '90 con il genere Shareware ma la sua diffusione è dovuta sicuramente all'avvento di internet e alla nascita di sistemi di diffusione di massa come Steam, Xbox Live e così via.
Va detto che si tratta spesso di prodotti piccoli, che non richiedono upgrade hardware di un certo tipo (e costo) ai nostri PC e, dal costo spesso contenuti, sono quindi alla portata di tutti. Del genere Indie fanno parte veri e propri capolavori di ideologia e programmazione, che poi hanno riscosso un successo planetario: uno su tutti, sicuramente è Minecraft.

SI SPARA COME AI VECCHI TEMPI

Non si può lanciare Roche Fusion senza ricordare tantissimi capolavori del passato di questo tipo. E non mi riferisco ai gioconi citati prima, bensì a quei prodotti che qualsiasi videogiocatore di una certa età ha provato almeno una volta.
A parte i già citati Space Invaders e Asteroids a schermata statica, sono venuti fuori in un tempo piuttosto remoto anche parecchi prodotti a scorrimento verticale od orizzontale, tutti ambientati nello spazio.
In questo caso forse il capostipite è Scramble, seguito poi a ruota dai vari R-Type, Project-X, Stardust (mi stai facendo scendere una lacrimuccia! Nd New_Neo) e potrei continuare all'infinito, tanto la lista è lunga.

L'idea dei ragazzi di Amulware, come ci hanno chiaramente spiegato nell'intervista che potete leggere di seguito, era quella di prendere un genere vecchio e aggiungere delle meccaniche nuove grazie anche all'esperienza maturata nel corso di tanti anni di evoluzione videoludica.
In Roche Fusion infatti si spara e basta, facendo naturalmente attenzione a non farsi colpire, ma comunque con l'intento di progredire nei livelli e di raggiungere un certo tipo di punteggio. In questo nuovo ibrido dove disponiamo di un arsenale davvero niente male, sono parecchie le citazioni riferite ad altri videogame più o meno recenti usciti sul mercato.
Lo scudo che si rigenera ad esempio, ma anche la navicella che ci accompagna aiutandoci a far fuori i nemici, piuttosto che un laser molto potente, per non parlare dei vari pod che una volta raccolti ci permettono di velocizzare il rate del nostro fuoco, il Bullet Time tanto inflazionato nel mondo dei videogiochi (Matrix docet....NdR) e tanto altro che lascio a voi il piacere di scoprire.
In alto nello schermo si trova una barra verde, che si riempie man mano che si fanno fuori le navicelle aliene e che, una volta completata ci permette un balzo nell'iperspazio dove possiamo scegliere fra tre potenziamenti disponibili.
All'inizio del gioco ci vengono date un certo numero di vite che, una volta esaurite ci conducono alla storica e ultimamente dimenticata schermata del Game Over.

QUANTI POTENZIAMENTI...

Oltre alla navicella stessa che ci viene data all'inizio del gioco, avanzando nei livelli possiamo sbloccarne altre, tutte con caratteristiche diverse tra loro. In base alla nave prescelta, cambiano anche i potenziamenti che ci vengono proposti ad ogni intervallo fra i livelli.
Alcune navicelle sono più veloci di altre, così come alcune hanno una capacità di sparo maggiore, uno scudo più efficace e così via.
Inoltre i potenziamenti sono davvero tanti: oltre ai quattro che possiamo acquisire e portare sempre con noi come ad esempio un magnete che attira a noi i pod sullo schermo o uno scudo più potente e duraturo, possiamo prenderne altri quattro da assegnare alla leva analogica destra del nostro controller e, in questo caso parliamo di laser distruttivi, piogge di missili, buchi neri che risucchiano i nemici e molto altro. Questi ultimi però necessitano di un tempo di ricarica fra un'azione e l'altra con il risultato di non poterli utilizzare in questo intervallo. Lo sparo è piuttosto veloce e possiamo impostarlo anche in automatico, comunque tenendo premuto il pulsante di fuoco la navicella sparerà automaticamente.
Lo scudo di cui disponiamo all'inizio, è indicato da una barra in basso a destra: quando veniamo colpiti questa si abbassa, ma se riusciamo a non farci colpire di nuovo, la vedremo rigenerarsi piuttosto in fretta. Questa innovazione ci permette di non perdere una vita ad ogni piccolo errore, ma comunque non incide minimamente sul livello di abilità richiesto al giocatore, infatti quando lo schermo si riempie di nemici e proiettili, farsi colpire 3 o 4 volte consecutive non è poi così improbabile. Naturalmente quando la barra raggiunge lo zero, la nostra astronave esplode e perdiamo una vita.
Per fortuna quando ci fanno fuori i potenziamenti acquisiti rimangono fino al game over e, questo è parecchio d'aiuto rispetto a prodotti del genere usciti negli anni passati dove ci si trovava in livelli avanzati ma senza alcun potenziamento disponibile, con tutte le difficoltà del caso.
Ci sono alcune migliorie come navi extra o altro che lascio a voi il piacere di scoprire che possiamo tenere sempre, anche dopo il game over e comunque sono tutte consultabili nella pagina di selezione della nostra navicella
Nello schermo dei titoli del gioco possiamo settare diversi parametri come ad esempio se usare la visualizzazione Fullscreen o Windowed e soprattutto abbiamo la possibilità di ridefinire i tasti di gioco. Questo passaggio è tutt'altro che scontato, dal momento che durante i test il Gamepad X360 non veniva inizialmente riconosciuto, salvo poi poterlo utilizzare una volta ridefiniti i tasti di gioco per il controller.
A mio parere i puristi del gioco da tastiera e mouse avranno un po' di filo da torcere in un prodotto del genere, molto veloce e dinamico, tanto che mi sento di consigliare comunque l'uso di un controller.
Periodicamente si incontrano dei boss di fine livello, ispirati naturalmente alle navicelle che abbiamo incontrato durante il livello stesso, quindi scorpioni giganti, ragni e amenità del genere.

TECNICAMENTE

Dal punto di vista prettamente tecnico, il primo aspetto che si evidenzia, e che poi è il cavallo di battaglia di Roche Fusion, riguarda la struttura del gioco con i suoi livelli procedurali. In questo modo ogni partita è diversa dalla precedente e ogni orda nemica si muove in maniera del tutto diversa rispetto alla partita appena conclusa. In un prodotto di questo tipo non è un'innovazione da poco, dal momento che impedisce al giocatore di memorizzare il movimento dei nemici per anticiparne le mosse: tutto a vantaggio della varietà e longevità del prodotto. La parte grafica è pulita, essenziale, con dei fondali ben disegnati e con delle astronavi che pur muovendosi velocemente non brillano però in quanto a dettaglio.
I potenziamenti sono belli e spettacolari, così come le esplosioni, il tutto accompagnato da una colonna sonora inedita e scritta apposta per il gioco che risulta di accompagnamento senza mai stancare (dura ben 30 minuti). Sul gameplay c'è poco da dire, è semplice e sicuramente immediato: si spara e non ci si fa colpire, anche se un pizzico di varietà è offerto dal gran numero di potenziamenti disponibili durante il gioco.
Roche Fusion offre la possibilità di giocare in due contemporaneamente: in questo caso il livello di divertimento si innalza in maniera esponenziale, anche perchè il gioco si adatta aumentando il numero dei nemici su schermo.
Riguardo la longevità, il gioco sembra apparentemente infinito, ad ogni modo non siamo riusciti in redazione ad arrivare più in là del secondo boss di fine livello, quindi è un mistero cosa ci attende in seguito, anche perchè i programmatori hanno detto ben poco da questo punto di vista e, per fortuna, il livello di difficoltà è ben calibrato tanto da non risultare mai frustrante.
Se il tutto è così semplice però, non ci si spiega come si abbia la voglia di provare e riprovare per voler proseguire nel gioco, con un "incollamento" del videogiocatore allo schermo che non mi capitava di provare dai tempi che furono, quando la frase "faccio l'ultima partita e poi smetto" mi faceva passare le notti in bianco.
Sotto questo aspetto Roche Fusion centra perfettamente il suo obiettivo e si propone a chi, spendendo una cifra moderata (su Steam il gioco viene venduto a 12 euro...NdR), vuole semplicemente divertirsi senza pensare a nient'altro.

L'INTERVISTA A TOM RIJNBEEK E AL TEAM DI SVILUPPO

Noi di GamesArk abbiamo avuto la possibilità di contattare i ragazzi di Amulware che si sono occupati di Roche Fusion e allora abbiamo colto l'occasione per chiedergli qualcosa soprattutto sui loro progetti futuri.

Gamesark: Come è nata l'idea di un gioco vecchio stile, che ricorda un gameplay tipico degli anni 80, proprio mentre il genere Indie focalizza la sua attenzione su nuove idee?

T.R.: Anche se il genere sparatutto spaziale è molto vecchio dovendo le sue radici addirittura a Space Invaders, Roche Fusion innova ancora il genere. Non vorrei quindi dire che stiamo cercando di riproporre un prodotto di quel tipo, ma stiamo prendendo il loro concept e cercando di inserirvi nuove idee molto più moderne. Roche Fusion contiene molte caratteristiche innovative, in particolare i livelli generati proceduralmente, ma anche lo scudo che si rigenera. Riteniamo che questi elementi possano ringiovanire il genere, che è stato sempre più di nicchia nel corso degli ultimi due anni: infatti gli sparatutto di questo tipo con le loro limitazioni sono sempre stati indicati per gli amanti del genere e piuttosto ostici per i nuovi giocatori. Roche Fusion ha un approccio più moderno, rendendo il gioco più accessibile a chi si affaccia al genere per la prima volta.

Gamesark: Giochi di grandi dimensioni richiedono grandi risorse economiche: Amulware e voi e per il futuro avete in mente qualche
progetto molto più ambizioso o preferite continuare a dedicarvi al settore degli Indie?


T.R.: Questo gioco è nato da una collaborazione momentanea tra liberi professionisti. Ciò significa che ognuno di noi probabilmente andrà per la propria strada dopo questo progetto (anche se noi continueremo a lavorare insieme per sostenere Roche Fusion). Quindi al momento non ci sono piani per iniziare e / o investire in ogni nuovo progetto.

Gamesark: Indie: un genere che ha avuto molto successo fino ad oggi: a tuo parere, questo è perché gli utenti non vogliono investire in risorse hardware sempre più potenti per far girare i grossi titoli oppure perché la gente vuole semplicemente rilassarsi davanti al PC senza molti pensieri?

T.R.: Penso che l'ascesa dei giochi Indie abbia diverse ragioni. Noi vediamo che molte aziende si pongono di ricreare giochi molto simili, in quanto questi prodotti sono molto graditi dalle masse. Gli Indie invece, per le scarse risorse di cui dispongono devono concentrarsi maggiormente sulle innovazioni e sembra che il mercato stia premiando questo tipo di prodotti diversi dal solito. Inoltre, fare giochi è diventato molto più facile nel corso degli ultimi anni, e la disponibilità di piattaforme accessibili ragionevoli come il Play Store App / Greenlight rendono più facile la pubblicazione di un gioco per le società più piccole, mentre in precedenza un gioco che si pubblicava doveva essere importante e godere di un certo appeal, come i giochi che sono stati distribuiti esclusivamente su supporto fisico (CD / DVD).

Gamesark: Tornando a Roche Fusion: integrazioni aggiuntive come altri livelli, navi, armi, ecc.. sono previste per il futuro? O ti stai già preparando per un nuovo progetto?

T.R.: Il nostro piano è quello di continuare a fornire a Roche Fusion supporto tecnico e nuovi contenuti se le persone saranno interessate al gioco.
In questo momento abbiamo previsto almeno un aggiornamento importante. Cosa faremo in seguito dipende esclusivamente da quante persone stanno giocando Roche Fusion e da ciò che chiedono. Informazioni più dettagliate sulla nostra attività post-pubblicazione di Roche Fusion le potete trovare sul nostro registro di sviluppo, consultabile al seguente indirizzo: clicca qui

Gamesark: Ciao Tom e un saluto a te e a tutto il team di sviluppo dai lettori di GamesArk.it

T.R.: Grazie e un saluto affettuoso anche a voi.

"Roche Fusion" è un gioco semplice, alla vecchia maniera. Pur non godendo di un comparto grafico che faccia gridare al miracolo e senza una struttura di gameplay particolarmente complessa, riesce ad offrire un sano divertimento, amplificato se si gioca insieme ad un amico. Misteriosamente una volta lanciato, viene difficile staccarsene, ma non perchè si vuole completarlo, o perchè grazie ai suoi livelli procedurali il gioco è diverso ogni volta che si inizia una nuova partita. E' semplicemente la sua struttura globale che invoglia a giocarlo nuovamente mentre il tempo passa e ci si chiede come si possa aver passato ore su un gioco così semplice.
Consigliato per chi ama questo tipo di giochi, soprattutto perchè ne ha seguito l'evolversi durante questi anni, ma anche per chi vuole passare un po' di tempo davanti al PC senza troppi pensieri.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE