Recensione X-Box 360
Titolo del gioco:
Fez
Anno di uscita:
2012
Genere:
Platform/Puzzle
Sviluppatore:
Polytron Corporation
Produttore:
Microsoft Studios
Distributore:
XBox Live Arcade
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Solo testo, no audio
Sito web:
Requisiti minimi:
.
  •  Giraaa...
  •  Dot!
  •  Uno dei principali livelli hub
  •  Le atmosfere sono spesso bucoliche.
  •  Abbiamo completato un frammento di cubo unendo otto frammenti più piccoli!
  •  Don't look up
  •  La complessa mappa dei livelli
Redattore:  Silvano 'Avion' Iorizzo                        Pubblicato il:  19/07/2012
Un bel platform vecchia scuola... oppure no?
Il mercato dei videogiochi "indie" è ormai una fucina di opere fantastiche sviluppate da poche persone con scarsi mezzi ma belle idee, che spesso colgono nel segno. Quando Microsoft ha visto il lavoro fatto da Polytron Corporation, studio costituito da due sole persone, ha deciso di prenderla sotto la propria ala protettiva, facendo di Fez un titolo di punta del catalogo Live Arcade. Vediamo cosa è scaturito da questa alleanza.


IL LEGGENDARIO 3D

Gomez è un simpatico ometto bianco che vive felice nel suo tranquillo mondo bidimensionale insieme ai suoi simili, in molti dei quali è radicata la convinzione che la terza dimensione sia una storiella inventata (e vorrei che lo fosse, quando al cinema hanno solo la versione 3D di un film). Ma un giorno, l’anziano del villaggio lo manda a chiamare: è un momento speciale, perché sta per arrivare l’Hexahedron, il grande cubo, una creatura mistica e leggendaria! Gomez viene ammesso al suo cospetto e riceve in dono il Fez che dà il nome al gioco, ma subito dopo qualcosa va storto e il cubo finisce in mille pezzi. Quando Gomez si riprende, è nuovamente nella sua casetta, ma c’è una novità: il Fez gli dà ora il potere di accedere alla terza dimensione e così di ruotare il mondo bidimensionale, scoprendone aspetti nascosti; questo potere sarà necessario per recuperare i frammenti del cubo sparsi in ogni dove. Senza alcun indugio, e accompagnato da Dot, un prisma senziente che sembra una versione meno fastidiosa della fatina di Zelda, Gomez si imbarca nella sua lunga avventura.


UN GIOCO POCO... PROFONDO

Fez, a prima vista, è un platform vecchio stile, non solo nell’aspetto tecnico ma anche nell’impostazione, con piccoli ma numerosi livelli e tanti salti da compiere, talvolta millimetrici. Non ci si impiega più di qualche minuto, però, per rendersi conto che si tratta fondamentalmente di un puzzle game che richiede anche una certa abilità con il joypad.
Come già accennato, la feature che caratterizza il gameplay di questo gioco è la possibilità di ruotare il livello di novanta gradi alla volta sull’asse verticale, semplicemente premendo i grilletti o i bumper del joypad. Ognuna delle quattro facce disponibili sarà considerata come un normale livello bidimensionale, ma le trasformazioni date dalla diversa prospettiva lo cambieranno radicalmente: una piccola piattaforma si rivelerà essere un lungo camminamento che era visto di taglio, superfici inserite in incavi diventano fruibili perché viste frontalmente, sezioni che in una prospettiva sono lontanissime, in un’altra diventano molto vicine, scale e rampicanti che appaiono sparsi per il livello quando visti frontalmente diventano un elemento unico se visti di profilo, eccetera. Non passerà molto prima che si introducano anche manovre più complesse quali ruotare il livello mentre Gomez è a mezz’aria, attivare meccanismi che ne modificano la struttura per alcuni secondi, richiedendo rapidità d’esecuzione, e altro ancora. Non mancano all’appello neanche le classiche piattaforme mobili o che crollano sotto il peso del protagonista, oggetti da spostare, bombe per distruggere pareti, piccole trappole... Niente paura però, le vite a disposizione sono infinite e in caso di prematura dipartita ripartirete tranquillamente dall’ultima piattaforma stabile toccata. Non incontreremo invece alcun nemico: in Fez il vero nemico è il livello da affrontare, talvolta popolato di buffi animaletti ma mai da presenze ostili, favorendo un clima rilassato maggiormente adatto a concentrarsi per venire a capo dei problemi messi in campo.
La quantità di livelli a disposizione è enorme. Si parte da alcuni hub piuttosto grandi che contengono gli accessi a molti sottolivelli, oltre a un portale che permette di teletrasportarsi negli altri hub che si incontreranno man mano. Benché si possa capire al volo se una porta è già stata attraversata (nel qual caso Dot compare mostrando una piccola immagine del livello che si trova oltre), è facile perdersi nella miriade di livelli e sottolivelli presenti. Ci viene in aiuto una mappa consultabile premendo il tasto Back, che mostra tutti i livelli scoperti e quelli visitabili partendo da essi, anche se non ancora esplorati (tranne in qualche caso particolare). Se in un livello sono stati raccolti tutti i frammenti e scoperti tutti i segreti celati, la cornice sarà colorata d’oro, mentre nei casi in cui sia presente un enigma particolare un piccolo punto di domanda ce lo segnalerà. Tali enigmi sono seminati con una certa classe derivata sempre dai giochi di un tempo, in cui se s’incontrava qualcosa di particolare che colpiva la nostra attenzione, probabilmente era segno della presenza di un enigma e anche l’indizio per risolverlo. Venire a capo di questi quesiti spesso è ricompensato con l’elargizione di un anticubo, un frammento di cubo oscuro necessario per completare il gioco al 100%. Gli enigmi sono molto vari nel modo di proporsi e nella loro risoluzione (in un caso mi sono persino imbattuto in una parete recante un QR Code; al che ho afferrato il mio smartphone, l’ho scansionato con la fotocamera e ho scoperto che conteneva un messaggio con il cheat code da eseguire per ottenere l’anticubo!).
Disseminati in giro troveremo anche alcuni scrigni. Questi possono contenere chiavi utili ad aprire certe porte chiuse (mentre altre si aprono solo raggiungendo un numero minimo di cubi raccolti) oppure mappe del tesoro, che starà a noi decodificare capendo quale livello mostrano e come sfruttare gli elementi o passaggi segreti indicati.


VECCHIO E NUOVO

Lo stile grafico di Fez miscela abilmente i classici sprite bidimensionali, dotati di poche ma simpatiche animazioni, con gli oggetti tridimensionali costituenti il livello, “spacciati” però per classici oggetti bidimensionali grazie alla visuale e alle texture in stile 8-bit (sia come qualità che come varietà di colori) che li caratterizzano. L’aspetto retrò risultante non può che ammaliare i nostalgici, benché sia “finto” dato che in realtà il gioco gira in Full HD. Gli effetti sonori, anch’essi minimali e retrò, fanno il loro lavoro senza eccellere, mentre le musiche, sempre in stile console 8-bit, risultano affascinanti... se ascoltate, dato che riempiono l'ambiente di gioco con discrezione, senza mai diventare invadenti o, peggio, fastidiose.
Fez si rivela essere una piacevole sorpresa nel panorama Xbox Live Arcade, e in quello videoludico in generale. Le meccaniche fondamentalmente semplici lo rendono immediatamente fruibile e divertente, ma non per questo facile. Può essere completato solo recuperando tutti i frammenti di cubo o, per chi ha pazienza e vuole una sfida più interessante, risolvendo anche tutti gli enigmi presentati. La sua struttura lo rende adatto anche a sessioni mordi e fuggi di pochi minuti, tanto che non sfigurerebbe su una console portatile. L’unica vera critica che si può muovere al gioco è che tende a reiterarsi senza mai introdurre particolari nuove meccaniche nei livelli più avanzati.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE