Recensione Spectrum
Titolo del gioco:
Atic Atac
Anno di uscita:
1983
Genere:
Labirinto
Sviluppatore:
Ashby Computer Graphics (Chris Stamper, Tim Stamper)
Produttore:
Ultimate
Distributore:
Ultimate
Multiplayer:
No
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
48K o emulatore
  • Schermata di caricamento
  • L'inizio del gioco. Sulla destra il portone del castello
  • Abbiamo trovato la croce e la chiave verde
  • Il mago può servirsi del passaggio segreto nascosto dallo scaffale
  • La situazione sembra critica, fortunatamente possiamo fuggire attraverso la porta verde
  • Frankenstein non è un problema se abbiamo la chiave (per bulloni)
  • Le scale possono anche presentarsi secondo prospettive insolite
  • Il gobbo viene attirato dall'ala, permettendoci di passare attraverso la porta azzurra in alto
  • Lo scudo mostra la direzione dell'ingresso del castello. Sfortunatamente non disponiamo della chiave rossa
  • La stanza della chiave gialla
  • Abbiamo già perduto una vita. Quella botola potrebbe aprirsi da un momento all'altro...
  • L'inizio del gioco nel rifacimento Retrospec per PC-Windows
Redattore:  Alessandro 'Caporale Jonlan' Grussu                        Pubblicato il:  27/12/2010
Non avendo mai creduto nei fantasmi, vampiri e altre amenità parapsicologiche del genere, ci siamo avventurati in un labirintico castello ritenuto infestato da simili presenze. Mal ce ne incolse!
Ora siamo chiusi dentro e dobbiamo trovare il modo di uscire, sfidando le numerose entità maligne che faranno di tutto per farci restare tra queste mura maledette... per sempre. L'unica speranza è ritrovare la chiave del portone d'ingresso, la grande chiave A.C.G., ossia Ashby Computer Graphics, il nome della compagnia fondata dai fratelli Stamper e commercializzata dalla consociata Ultimate, dal nome della cittadina inglese Ashby-de-la-Zouch di cui sono originari i due. Come se la nostra situazione non fosse già abbastanza problematica, questa chiave è divisa in tre parti disseminate casualmente per il castello (l'impugnatura però si trova sempre nell'attico) e va pertanto ricomposta.

La nostra identità nel gioco può assumere tre forme diverse: un cavaliere (Knight) armato di asce da tiro, un mago (Wizard) capace di sparare palle di energia e un servo (Serf) abile nel lancio dei coltelli. Sulla destra dello schermo un rotolo mostra gli oggetti in nostro possesso - ne possiamo portare fino a tre -, il tempo trascorso dall'inizio della partita, il punteggio, la nostra forza vitale - simboleggiata da un pollo arrosto che lentamente ma inesorabilmente viene spolpato, accelerando nel caso in cui veniamo a contatto con i mostri o i funghi velenosi disseminati per il sotterraneo - e infine le vite rimaste a nostra disposizione. In molte camere troviamo del cibo, che si rigenera periodicamente, la cui funzione è proprio quella di rimpolpare il nostro pollo.

Il castello si articola su cinque piani, collegati tra loro da rampe di scale e da botole. Queste ultime ovviamente permettono soltanto il passaggio dall'alto verso il basso e possono aprirsi quando meno ce lo aspettiamo, facendoci precipitare al piano sottostante. Nell'ordine abbiamo: l'attico, il primo piano, il piano terra, il piano interrato e un sotterraneo le cui sale hanno una pianta alquanto curiosa e irregolare. Le porte delle varie sale non sono sempre spalancate, ma si aprono e si chiudono con cadenza regolare, per la qual cosa non di rado ci capiterà di restare bloccati in una stanza a rintuzzare gli attacchi dei nostri nemici fino a che la via di uscita non si sarà resa disponibile; e se la nostra forza vitale sarà prossima all'esaurimento, avremo buone probabilità di perdere una vita, lasciando al posto del nostro personaggio una croce piantata nel pavimento.

Le stanze sono inoltre disseminate di varie altre caratteristiche: mobili, pelli di animali usate come tappeti, quadri, scheletri incatenati (nelle segrete) e altro ancora, il che contribuisce a creare una distinta atmosfera di gioco assieme agli sprite dei nostri alter ego e degli infami esseri - fantasmini, streghe sulla scopa, zucche di Halloween e così via - che ci danno incessantemente la caccia. Va sottolineato quindi come la grafica, colorata e pulita nel consueto e intramontabile stile Ultimate (Alex permettimi di ricordare ai più sbarbati che questo stile ha fatto scuola per molti anni. NdBoZ), renda egregiamente l'azione di gioco. Sempre dal punto di vista tecnico, l'azione è accompagnata da dei gradevoli effetti sonori - lo scalpiccìo dei nostri passi, le porte che sbattono, le nostre armi che rimbalzano di parete in parete... Per converso mancano del tutto le musiche.

Numerose altre porte possono essere aperte con la chiave del colore corrispondente - giallo, rosso, verde o azzurro. La chiave gialla, in particolare, sblocca la porta che conduce all'attico. Si trova in una sala le cui porte possono essere aperte solo con essa e che per questo motivo è raggiungibile inizialmente solo facendosi cadere da una certa botola posta al piano terra. Oltre a ciò, il castello presenta dei passaggi segreti, che però possono essere sfruttati solo da un personaggio per volta: la pendola per il cavaliere, lo scaffale dei libri per il mago e la botte per il servo. Altri oggetti possono essere trovati, ma solo alcuni ci serviranno, nella fattispecie a sviare o eliminare alcuni esseri non affrontabili con le nostre armi canoniche - come la croce che tiene lontano il Conte Dracula o la chiave che smonta Frankenstein.

Da quanto abbiamo visto fino a qui sembrerebbe che l'impresa non sia poi tanto difficile. C'è però qualcosa che non abbiamo ancora detto. Il castello è enorme. Consta di decine e decine di stanze collegate tra loro in maniera tutt'altro che lineare, per cui è facile perdervisi, malgrado alle pareti di alcune di esse siano appesi scudi con la scritta ACG e una freccia che punta (orientativamente) nella direzione del portone principale. La nostra esplorazione è ulteriormente complicata dalla necessità di aprire le porte colorate, e poiché possiamo portare solo tre oggetti per volta, ivi compresi i pezzi della chiave A.C.G., possiamo dimenticare di andarcene in giro allegramente con tutte le chiavi che ci servono alla bisogna. A ciò dobbiamo - come visto in precedenza - aggiungere il fatto che la nostra forza vitale cala costantemente e che non sempre abbiamo a disposizione del cibo per reintegrarla; è opportuno, pertanto, evitare di ingozzarsi inutilmente e risparmiare eventuali vivande trovate lungo il cammino per i momenti di necessità. Questo elemento strategico, unito ai differenti passaggi segreti disponibili per ciascuno dei tre personaggi, contribuisce a rendere Atic Atac qualcosa di più che un semplice, sia pure ben realizzato, arcade labirintico.

Se vi sta già venendo voglia di provarlo sul vostro emulatore di fiducia (giacché chiunque abbia avuto uno Spectrum ci avrà con buona probabilità già giocato), sappiate però, nel caso in cui non ne foste comunque a conoscenza, che la libera distribuzione di Atic Atac, come di tutti i giochi Ultimate, è stata negata dai fratelli Stamper, per cui o vi mettete a navigare là dove non possiamo condurvi (chi ha orecchie per intendere, intenda), o provate l'ottimo rifacimento per PC-Windows ad opera di quei geni di Retrospec, che potete scaricare gratuitamente alla pagina http://retrospec.sgn.net/game/atic.
Quasi trent'anni dopo, Atic Atac mantiene la freschezza e la giocabilità tipica dell'età d'oro dello Spectrum e dei computer a 8 bit in generale. Certamente non è difficilissimo da terminare una volta che si è presa sufficiente confidenza con esso, ma la presenza di tre personaggi diversi è un incentivo a rigiocare e ne aumenta, sia pure in maniera non eccessiva, la longevità. Comunque sia, Atic Atac è uno di quei giochi che quasi tutti coloro che hanno avuto a che fare con lo Spectrum in passato hanno almeno provato, e questo già basta a testimoniarne la qualità e lo status di grande classico della storia dei videogiochi.
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