Recensione PSP
Titolo del gioco:
Call of Duty: Roads to Victory
Anno di uscita:
2007
Genere:
FPS - Sparatutto in prima persona
Sviluppatore:
Amaze
Produttore:
Activision
Distributore:
Activision
Multiplayer:
Solo off-line, WiFi max 6 giocatori
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
N.A.
  • Che dire? semplicemente, il logo del gioco...
  • Ahi, ci hanno beccato... Per fortuna il mirino automatico ci viene in aiuto nell'eliminare il nemico di turno...
  • Da questa finestra possiamo coprire i nostri colleghi
  • Avvicinandosi ad una scalinata la visuale si abbassa o alza automaticamente
  • Un momento carico di tensione: chi si nasconderà  dietro questa porta?
  • Vietato sporgersi troppo: la morte è dietro l'angolo!
  • Chi premerà  per primo il dito sul grilletto?
  • Tipica azione di cecchinaggio
  • Uno dei rarissimi livelli (forse l'unico..) in cui godiamo di una certa libertà  di movimento
  • La classica mitragliatrice con la quale eseguire la classica mattanza di nemici..
  • Ehi ma qui piove dentro l'edificio! più che un bug, una piccola disattenzione da parte programmatori
  • Un'altra situazione delicata. Un vero peccato che la dentro sappiano già  del nostro arrivo : (
  • Alcune situazioni sono intervallate da azioni di contorno da parte dei nostri alleati. Forza ragazzi!!
  • Questo screenshot rende bene l'idea della bontà  del dettaglio grafico del gioco
  • Un bellissimo effetto di luce: sono questi gli effetti che voglio vedere sulla mia PSP!
  • Indovinate un pò? Il classico cannone da far saltare in aria...
  • Azione notturna. Peccato per l'estrema linearità  delle missioni!
  • Ogni scenario della campagna principale è illustrato da bellissimi filmati d'epoca.
  • E' possibile raccogliere le armi dei nemici uccisi in battaglia.
  • Questo piccione ha i secondi contati...
  • Che dire? bello!
  • Ooops... tra poco di me resteranno solamente pezzi sparsi :O
  • La resa grafica complessiva è straordinaria (per una PSP)
Redattore:  Simone 'BoZ' Zannotti                        Pubblicato il:  21/04/2007
Alla fine del 2003 i PCisti reduci da Medal of Honor trovarono in Call of Duty il nuovo riferimento per gli shooter bellici in prima persona. Accadrà lo stesso oggi per gli utenti PSP?
Call of Duty: Roads to Victory è una versione "light" del grande classico di Infinity Ward, lo sparatutto in prima persona ambientato nella Seconda Guerra Mondiale che come forse saprete uscì inizialmente su PC alla fine del 2003 raccogliendo un enorme e meritato successo. In effetti alcuni livelli dell'originale Call of Duty sono rimasti impressi indelebilmente nella memoria di molti player, compreso il sottoscritto: come non ricordare la nave da guerra, la conquista del ponte, la palazzina circondata dai nazisti o il livello finale a Berlino! Riuscirà dunque Roads to Victory (RTV da ora in avanti) a trasmetterci le stesse emozioni del grande classico? Leggete e lo scoprirete…

IN CAMPAGNA
Il menù principale ci permette di iniziare una nuova campagna, di caricare un salvataggio, di intraprendere una partita multigiocatore, di vedere il materiale bonus sbloccato durante il gioco (filmati, armi, veicoli, artiglieria, sfondi e trucchi) e di accedere alle opzioni. Queste ultime permettono di modificare i comandi scegliendo tra 4 diverse configurazioni, di modificare i volumi (musica, effetti sonori, dialoghi), di attivare i sottotitoli e il mirino, di gestire la mira e di scegliere la velocità desiderata per il movimento della visuale.
La campagna principale può essere iniziata a livello di difficoltà recluta, esperto oppure veterano. Col senno di poi non mi sento di raccomandarvi necessariamente la difficoltà normale (=esperto): è possibile infatti che i veterani trovino sì pane pane per i loro denti, ma anche maggiori soddisfazioni di quante un soldato esperto potrebbe contarne alla fine del gioco.

Comunque sia la campagna è divisa in tre scenari principali, Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna, ciascuno dei quali è caratterizzato da un certo numero di missioni. Queste (13 in tutto) sono nel complesso estremamente lineari e non danno praticamente nessuna libertà di scelta al giocatore, complici delle mappe di gioco abbastanza 'claustrofobiche' nelle quali risulta impossibile muoversi oltre i ristretti confini imposti dagli autori.
Ciascuna missione ha comunque una sua lunghezza non indifferente e risulta divisa in vari checkpoint, dai quali si può per fortuna ricominciare nel caso di morte prematura. Gli obiettivi associati a ciascun checkpoint compariranno di volta in volta sullo schermo e potranno essere consultati in qualsiasi momento con la semplice pressione di un tasto. Questi rientrano in quanto di più classico ci si può aspettare da questo genere di giochi: piazzamento di cariche esplosive su carri o cannoni, raccolta di documenti, eliminazione di cecchini, ecc. Non mancano tuttavia alcune sezioni totalmente diverse dal solito, come una a bordo di un bombardiere nel quale dovremo vedercela con un nugolo di aerei nemici pronti ad abbattere il nostro velivolo.
Per quanto riguarda le armi, come in ogni COD che si rispetti potremo portarne con noi solamente due, oltre a un certo numero di granate che saranno utili in particolari circostanze. E' possibile raccogliere nuove armi e munizioni dai cadaveri dei nemici uccisi (che comunque dopo pochi secondi dalla loro morte scompariranno dalla mappa), cosiccome è possibile affidarsi alle stesse mitragliatrici nemiche per compiere vere e proprie mattanze di nazisti. Un classico del genere FPS 'bellico'.
In ogni arma si può passare in qualsiasi momento alla modalità 'mirino', nella quale vedremo lo scenario zoomato più o meno a seconda dell'arma utlizzata. Inutile dire che i fucili di precisione rappresentano da questo punto di vista il top, e saranno indispensabili per compiere alcuni specifici obiettivi.

I PRO E I CONTRO
Restando sui comandi è possibile, oltrechè muoversi (ma dai? NdBoZ), abbassarsi di due livelli, effettuare uno spostamento laterale (strafe) e lanciare una granata; non è invece possibile sporgersi lateralmente, osservare liberamente lo scenario a 360° (tranne che quando si guarda attraverso il mirino dell'arma), saltare, correre, fare le capriole, ecc.
A causa proprio dell'impossibilità di correre molti giocatori hanno bollato Roads to Victory come un gioco 'lento': in realtà, vista la dimensione delle mappe e la facilità con la quale si viene stecchiti dai nemici quando si esce un po' troppo allo scoperto, direi che questa limitazione è quantomeno comprensibile.
Curiosamente, nei livelli di RTV non troveremo mai MediKit o pozioni per ripristinare l'energia: i programmatori hanno infatti adottato un metodo abbastanza innovativo per cui si muore solo se si rimane per troppo tempo esposti al fuoco nemico. Sulla validità di questa scelta si potrebbe discutere: personalmente mi sono trovato a mio agio e direi che i problemi 'seri' del gioco devono essere ricercati altrove.

In genere non saremo mai soli nell'affrontare una missione: al contrario, i nostri compagni ci affiancheranno continuamente nel raggiungimento degli obiettivi e spesso ci apriranno la strada verso una nuova porzione del livello. Purtroppo la loro I.A. è estremamente limitata, cosiccome quella dei nemici, per cui capiterà non di rado di assistere a risibili scontri a fuoco fra soldati posti a distanza di pochi metri l'uno dall'altro, che tuttavia riusciranno a centrarsi solo dopo molti tentativi.
Il peggior difetto del gioco è però, probabilmente, un altro: si ha infatti la forte sensazione di essere sempre aspettati dal nemico, senza alcuna possibilità di aggirarlo o di avvicinarci senza essere visti o sentiti da lui. E' cioè come se i nostri nemici fossero sempre in allerta, pronti ad imbottirci di piombo non appena un pixel del nostro modello virtuale entri nella loro visuale. Questa sgradevole sensazione tende ad appiattire pesantemente il gameplay, e già dopo poche missioni la monotonia tende pericolosamente a prendere il sopravvento. Ed è un vero peccato perchè l'intero comparto grafico e sonoro è superbo: l'engine, in particolare, ci regala un dettaglio notevolissimo degli ambienti, con ottimi effetti visivi legati ad esplosioni, fumo, luci diffuse, edifici in rovina, e molto altro che contribuisce a ricreare uno scenario di gioco del tutto verosimile con la vicenda storica narrata. Gli effetti sonori, da parte loro, contribuiscono in maniera significativa ad aumentare emozioni e realismo, anche se si sente molto la mancanza di SFX legati al movimento del giocatore.
A proposito di audio, se le cuffie o gli auricolari rappresentano - come sempre - la soluzione ideale per ottenere il massimo del coinvolgimento, tuttavia con un semplice sistema 2+1 da poche decine di euro collegato alla console si può apprezzare al massimo il lavoro fatto dagli autori in fatto di qualità degli effetti sonori.

MULTIPLAYER
Per concludere, il multiplayer è una vera e propria doccia fredda: non è infatti presente una modalitè di gioco online, come in Medal of Honor: Heroes (dove ricordo si può giocare in 16 sulla stessa mappa) ma solamente una via WiFi per 6 giocatori. A questo scopo sono presenti modalità Deathmatch, Team deathmatch, Cattura la bandiera, Mantieni la bandiera e Re della collina.
Questo Roads to Victory per PSP mi fa storcere un pò (molto) il naso: gli autori hanno infatti perso l'occasione per sfornare un piccolo capolavoro portatile, regalandoci invece uno sparatutto estremamente classico in versione 'ultra light'. Livelli lineari che più lineari non si può, totale mancanza di libertà di azione e movimento, intelligenza artificiale dei soldati ai minimi termini e non ultimo assenza del multiplayer online sprofondano questo Call of Duty parecchi gradini più in basso rispetto all'originale per PC - ma anche ai seguiti usciti in questi anni - e non rendono affatto giustizia al nome che porta. Provaci ancora, Amaze!
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