Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
Call of Duty: Black Ops III
Anno di uscita:
2015
Genere:
Sparatutto in prima persona
Sviluppatore:
Treyarch
Produttore:
Activision
Distributore:
Activision Blizzard
Multiplayer:
Locale e Online
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - abbonamento Xbox Live Gold - 50 GB di spazio libero su hard disk
  • Un tipo molto inquietante... dalla solida armatura
  • Pur se con alti e bassi, il dettaglio di alcune scene è impressionante.
  • Noi contro quel drone brutto e cattivo... chi la spunterà ?
  • Tenersi con una mano e sparare con l'altra. Con un braccio meccanico è possibile.
  • Certi scenari sono davvero fantastici
  • Ecco lo specialista Ruin in tutta la sua maestosità
  • Non è un bello spettacolo quello che ci accoglie in questa locazione
  • Questo sembra lo zombi di Groucho Marx... Attenti, è tutt'altro che affettuoso
  • Nella campagna Zombi si affronteranno forze oscure inimmaginabili
  • L'amico Jacob Hendricks un primo piano se lo merita di certo.
  • Il crepuscolo si avvicina. Bisognerà vedere chi ci arriverà vivo
  • Correre e sparare...Black Ops III è uno sparatutto allo stato puro.
  • La misteriosa Jessica nella modalità Zombi. Non sembra passarsela tanto bene però
  • Quell'enorme ferraglia che si muove alle nostre spalle sembra dannatamente letale... e lo è!
  • Arrivano proiettili e bombe da tutte le parti... meglio ragionare bene prima di muoversi.
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  07/12/2015
Uno dei giochi piu' venduti di sempre fa la sua apparizione anche su Xbox One: carichiamo i nostri fucili e buttiamoci nella mischia.
Con la solita cadenza annuale, Activision ci propone un nuovo capitolo di Call of Duty considerato, a ragione, uno dei videogiochi più venduti di sempre. Come ogni episodio di Black Ops, gli sviluppatori sono gli statunitensi di Treyarch i quali si sono alternati, nel corso della storia della serie, a Infinity Ward, autori invece dei vari Modern Warfare.

Gli eventi iniziano 40 anni dopo la conclusione della narrazione di Black Ops II (potete leggere qui la nostra recensione per PS3): l'innovazione tecnologica ha inciso profondamente sulle strategie belliche, e adesso, grazie a strumenti sofisticatissimi, piccole unità di soldati si muovono nel tentativo di portare a termine le varie missioni, forti di nuove protesi cibernetiche che fanno dei soldati dei superuomini capaci di correre più veloce, resistere più a lungo e compiere tutta una serie di acrobazie mai viste prima.

In realtà questo capitolo di Call of Duty presenta tantissime novità aggiuntive rispetto ai titoli precedenti, una fra tutte l'implementazione della D.N.I. (interfaccia neurale diretta) in grado di interfacciare fra di loro alcuni soldati che, in questo modo, sono perennemente interconnessi fra di loro e in grado quindi di scambiarsi informazioni in tempo reale.

Ma Black Ops III offre molto di più, assicurando al giocatore ben tre esperienze di gioco diverse fra di loro: la campagna cooperativa, il multiplayer e la modalità zombie.

CAMPAGNA COOPERATIVA

La campagna a giocatore singolo si presenta molto ampia, richiedendo all'incirca 10 ore per il suo completamento, ed è quella poi che permette di usufruire anche della modalità cooperativa: ad esempio unendoci ad altri tre giocatori (in locale con lo split screen), potremo affrontare i livelli in un modo tutto nuovo, sicuramente più efficace e divertente, oltre alla possibilità di rigiocare i livelli per raccogliere ad esempio tutti gli item sparsi in giro e arricchire così la nostra Safe House (praticamente una stanza dei trofei...NdR)

Inizialmente potremo scegliere il sesso del nostro soldato e, anche se la versione femminile compare per la prima volta nella serie di Call of Duty va detto che, a parte l'aspetto estetico non cambia poi molto a livello di storia e di gameplay.

Il comparto narrativo implementato in Black Ops III è solo per palati fini: la trama infatti va seguita molto attentamente soprattutto per coglierne le sfumature forse un po' troppo sofisticate per il pubblico giovane a cui è indirizzato da sempre Call of Duty, con un sacco di allusioni, riferimenti e metafore che rendono la storia poco scorrevole a un primo impatto. Da questo punto di vista, giocare gli 11 livelli in rigida successione si rivela necessario per non perderci nella narrazione che, comunque è meno incisiva e particolareggiata rispetto all'episodio precedente della serie.

Una delle tante novità riguarda comunque la meccanica di gioco: adesso negli spostamenti ci saranno anche delle pause, da trascorrere muovendoci in questo o quell'altro corridoio e da utilizzare per studiare l'approccio migliore ai nemici. Quindi, meno azione frenetica e più componente tattica, senza tuttavia influire negativamente sul ritmo.

Un'introduzione importante riguarda l'uso dei Tactical Rigs, potenziamenti che potremo portare con noi, fino a un massimo di due per volta, e che influiranno sui nostri movimenti o sulla nostra difesa, permettendoci modalità esclusive del multigiocatore come ad esempio la possibilità di camminare sui muri oppure attivare la resurrezione automatica.

È molto interessante invece l'aggiunta dei Cyber Core, migliorie sbloccate man mano che procediamo nel gioco e avanziamo di livello. Ci faranno eseguire azioni divertentissime, come utilizzare dei droni da lanciare contro i nemici, per non parlare della possibilità di violare le torrette e i robot avversari e utilizzarli a nostro vantaggio. Nel momento in cui prendiamo il controllo di un drone sia volante che terrestre, la visuale si sposta in prima persona sul drone stesso che dovremo guidare contro il nostro bersaglio: una fase di gioco piuttosto divertente e in grado di regalare parecchie soddisfazioni.

Le armi sono tante e belle come al solito, personalizzabili sotto ogni punto di vista anche se, come spesso capita, finiremo per utilizzare sempre le stesse in base ai nostri gusti e al nostro modo di giocare. L'I.A. dei nemici è discretamente calibrata, passando dal molto buono per alcuni soldati fino al sufficiente per certe unità robotiche che ci vengono incontro come se volessero suicidarsi.

L'IMMENSO MULTIPLAYER

Da sempre Call of Duty è sinonimo di gioco online, potendo vantare una comunità di videogiocatori vastissima in tutto il mondo, con gente in grado di padroneggiare ogni singolo aspetto del gioco e di affrontarsi in tornei di caratura anche internazionale.

Non molto tempo fa avevamo provato la versione beta del multiplayer di Black Ops III (potete leggere l'articolo qui) che ci aveva aperto un ventaglio di possibilità di gioco e di sfide online, tanto da renderlo uno dei comparti multigiocatore più ricchi di sempre. La novità maggiore riguarda l'introduzione degli Specialisti, 9 supersoldati, ognuno con delle specifiche abilità, da impiegare nelle sfide online. Oltre all'abilità specifica ogni specialista dispone di un'arma tutta sua naturalmente personalizzabile al massimo grazie ai vari potenziamenti raccolti durante il gioco. Sicuramente una bella aggiunta anche se qualche difetto notato nel beta test, è rimasto poi nella versione finita del prodotto: infatti qualche specialista risulta decisamente più forte di altri, creando una sorta di sbilanciamento che ci indurrà poi ad assoldare sempre gli stessi.

Oltre alle tipiche modalità come il deathmatch, search and destroy e così via, ne sono state aggiunte di nuove parecchio interessanti come la safeguard dove ci viene richiesto di scortare un robot da un punto all'altro. Non mancano naturalmente le varie classifiche online, tornei e trofei di ogni genere e soprattutto le partite personalizzabili dove potremo scegliere tutto noi, partendo dai parametri di gioco fino all'equipaggiamento.

Nei test effettuati i server di gioco (a quando quelli dedicati? NdR) si sono rivelati all'altezza la maggior parte delle volte con pochissimi rallentamenti e con una fluidità di gioco che ha sempre contraddistinto il prodotto di Activision. Durante qualche test invece sono emersi dei fastidiosi lag e soprattutto una lentezza di connessione un po' esagerata, segno che qualcosa si può ottimizzare ancora da questo punto di vista.

Call

ZOMBI E OLTRE...

Questa modalità di gioco è stata sicuramente la più attesa dal pubblico durante lo sviluppo del prodotto. Ci troviamo negli anni '40, in una sorta di Chicago virtuale (anche se ricostruita senza alcun riferimento reale) nella necessità di sopravvivere a continue ondate di zombi che cercheranno di fare di tutto per "assaggiarci un po'". I quattro protagonisti della storia, dei delinquenti della peggior specie, nella versione originale doppiati da attori di indubbio calibro (Jeff Goldblum su tutti...NdR) dovranno quindi cercare di resistere grazie all'uso di alcune armi tutt'altro che avveniristiche e soprattutto al sapiente utilizzo di trappole sparse qua e là nella città e in grado di far fuori grandi quantità di "non-morti" in un colpo solo.

In realtà la trama è molto più complicata e, partendo dagli zombi, ci troveremo ad affrontare demoni e mostri di ogni tipo, anche se non vogliamo svelare nulla per evitare di togliervi il gusto di scoprire dove si è spinta la mente contorta degli sviluppatori.

Sono previsti potenziamenti di ogni tipo, come l'utilissimo rampino in grado di farci salire nei piani alti delle costruzioni per sfuggire agli zombi, oppure come la magnifica bubblegum machine per di generare gomme da masticare colorate che, se mischiate abilmente fra di loro, possono regalarci altri poteri speciali. Tantissima roba in grado di apportare una varietà alla modalità zombi, la quale potrebbe rappresentare un titolo a sé e che troviamo invece insieme a tutto il pacchetto.

Come se non bastasse, nel gioco troviamo un'altra intera campagna a giocatore singolo, la Nightmares, che ripropone quanto visto in quella principale, con degli zombi al posto dei nemici abituali. Questa modalità, sbloccabile una volta terminata la storia principale, aggiunge altre 8 ore di sano divertimento con una voce narrativa esterna che contribuisce a ricreare la giusta atmosfera e con la gestione di armi e potenziamenti modificati nella modalità zombi. Adesso i nemici saranno più lenti, ma molto più numerosi: un'aggiunta sicuramente gradita in grado di accrescere la longevità di gioco.

Ma le sorprese non sono finite. Ad esempio nella Collector Edition di Black Ops III e comunque per chiunque acquisti il season pass sarà inclusa un'ulteriore mappa di gioco: The Giant, la quale ripropone ancora una volta in chiave zombi la mappa Der Riese già vista in Call Of Duty: Black Ops e in Call Of Duty: World At War.

Infine c'è Dead Ops, un giochino con visuale dall'alto nel quale dovremo fronteggiare orde di famelici morti viventi: questa chicca si sblocca dalla safe house, ma, nuovamente, non desideriamo aggiungere altro per non rovinarvi la sorpresa.

TECNICAMENTE

Dal punto di vista tecnico Call of Duty: Black Ops III non delude le aspettative, con una grafica pulita e dettagliata pur senza raggiungere livelli di eccellenza e con delle animazioni molto fluide che, grazie al motore grafico ben collaudato, permettono al gioco di mantenere i 60 fotogrammi al secondo quasi costantemente. Sono sicuramente apprezzabili molti video intermedi; anche la definizione di alcuni nemici (soprattutto i robot) e locazioni appare molto ben curata. Il doppiaggio del sonoro è ben fatto, ottimo in lingua originale e con le controparti in italiano ben recitate e comunque parecchio credibili.

E poi c'è il gameplay: qui siamo di fronte a Call of Duty, un gioco semplice da padroneggiare, molto difficile soprattutto nei livelli avanzati e nel comparto online, ma poi alla fine è questo che chiedono gli appassionati della saga.

Tantissime personalizzazioni, potenziamenti di ogni tipo e diverse campagne giocabili di varia durata possono garantire un divertimento prolungato, almeno per l'anno necessario agli sviluppatori per realizzare il capitolo successivo.

È come trovarci di fronte ad uno sparatutto in prima persona in grado di offrirci tutte le varianti del genere. Si passa dalla voglia di caricare il gioco e sparare per far fuori nemici e basta, alle modalità più ragionate per gli amanti di quel pizzico di furtività che non guasta mai. Ci sono robot, soldati e perfino zombi come a voler soddisfare le esigenze di tutti.

Dalle tre modalità presentate nel gioco passiamo al giochino nascosto nella safe house, alla possibilità di rigiocare la campagna principale in chiave zombi e a un'intera mappa aggiuntiva per chi ha la Deluxe Edition o vuole investire nel season pass.

Il comparto online poi è, come al solito, di pregevole fattura con tantissime modalità in grado di accontentare chiunque.

Qualche nota negativa riguarda il lato narrativo che sposta l'asticella verso un pubblico diverso, sicuramente più adulto rispetto agli episodi precedenti con una trama più misteriosa e sicuramente meno intuitiva: una maggiore attenzione comunque da questo punto di vista avrebbe sicuramente giovato dal momento che la storia risulta piuttosto deboluccia, soprattutto se paragonata a Black Ops II.

Qualche critica, oltre allo scarso bilanciamento degli specialisti, alcuni dei quali praticamente inutili, riguarda il gioco in sé. È vero che ci sono tantissimi contenuti ogni anno, tuttavia magari gli appassionati hanno dichiarato più volte di desiderare maggiori innovazioni proprio nella struttura principale del gioco, che potrebbe scadere nella ripetitività. Di conseguenza il gruppo degli appassionati di Call of Duty si ritrova spaccato in due, fra chi prenderà il nuovo gioco senza pensarci due volte e chi invece è stufo della solita minestra ormai propinata da troppo tempo.

In conclusione Black Ops III è un ottimo prodotto in grado, a conti fatti, di offrire ancora molto divertimento a tutti quanti, fan della saga e no. Tantissimo materiale disponibile per passare parecchio tempo a far fuori nemici e zombi, abbinato alla qualità di sempre. Per l'innovazione radicale chiesta dal pubblico bisognerà attendere l'anno prossimo.

Modus Operandi: abbiamo potuto testare tutte le caratteristiche dell'ultima fatica di Treyarch grazie alla copia inviataci dalla sezione italiana di Activision Blizzard.

Call of Duty: Black Ops III non smentisce le attese, con un motore di gioco collaudato, un buon comparto tecnico e una sezione multiplayer ricchissima fino all'inverosimile. Diverse campagne accontenteranno anche gli amanti del gioco in singolo, mentre i veterani troveranno pane per i loro denti grazie alla difficoltà dei livelli avanzati e del gioco online e alle innumerevoli personalizzazioni disponibili.

Dopo tanti anni tuttavia il prodotto risente in qualche modo del peso del tempo, ma è in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi giocatore votato agli sparatutto in prima persona. Per tutto quello che offre, se amate questo genere, Black Ops III merita comunque di finire nella vostra collezione.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE