Recensione X-Box 360
Titolo del gioco:
Call of Duty: Black Ops
Anno di uscita:
2010
Genere:
FPS
Sviluppatore:
Treyarch
Produttore:
Activision Blizzard
Distributore:
Activision
Multiplayer:
Competitivo e coop
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console X-Box 360, copia originale, connessione ad internet e account gold per le partite competitive.
  •  La necessità di avanzare con calma sarà sempre necessaria, anche in questo Black Ops, le coperture saranno fondamentali per quanto non ci sia un sistema per la loro gestione
  •  Tanto dettaglio nonostante il vetusto motore che muove questa grafica! Nonostante tutto, 60 fps quasi granitici!
  •  Questi simpaticoni sbucheranno letteralmente da ogni dove per farci la pelle...ci fossero molti stabili credo che la citazione ""Escono dalle fottute pareti!" sarebbe azzeccata :)
  • Strada libera, la possibilità di indirizzare gli attacchi del supporto aereo in alcuni missioni sarà fondamentale.
  •  Nostro compagno per buona parte dell'avventura, Franks Woods è il perfetto stereotipo di patriota americano buttato nel mezzo della guerra.
  •  La fida balestra ci permetterà di infiltrarci in una base senza creare troppo frastuono, una delle missioni più immersive.
  • Frank, fai ciiiiiis e metti in mostra i tatuaggi, ok perfetto così!
  •  Irruzione in una base avversaria, ci attenderà la buona vecchia pioggia di fuoco a spianarci la strada, nonchè l'uso di qualche simpatico lanciamissili
  •  La missione sui ghiacci, ormai immancabile!
  •  Ecco l'odiosa e allo stesso tempo amata RC-XD all'opera.
  •  Pronti per l'infiltrazione
  •  La missione in cui dovremo farci largo a bordo dell'elicottero sarà breve ma intensa.
  •  Notiamo i giochi di luce sulla neve!
  •  Online che passione, da notare il logo del Clan inciso sul retro del fucile.
Redattore:  Alessandro 'KVegeta' Marongiu                        Pubblicato il:  03/12/2010
Dopo aver sviscerato la Seconda Guerra Mondiale nei precedenti lavori, la Treyarch torna al comando di Call of Duty e sposta l'ambientazione in piena guerra fredda. Mano alle armi: si torna sui campi di battaglia...
Iniziamo col dire che questa recensione sarà un po' fuori dalle righe: Black Ops viene spesso osannato come IL capolavoro fra i Call Of Duty più o meno da ogni sito o rivista del settore, in questa recensione invece cercheremo di sviscerare alcuni punti del gioco che, dal nostro personalissimo punto di vista, vanno a minare alcuni aspetti del singleplayer, non togliendo ovviamente molto dalla qualità eccelsa di un prodotto ormai raffinato e perfezionato in 7 anni di uscite, ma facendo storcere il naso a chi adora Call of Duty ma cerca anche di essere obiettivo.

CORREVA L'ANNO 1961...

Fatte le dovute premesse iniziamo con quello che principalmente ha mostrato, a mio avviso, il fianco rispetto al precedente Modern Warfare 2, il singleplayer. Già dalla schermata dei menù ci troveremo circondati da monitor, in una lugubre stanza per interrogatori, uno dei quali presenta la lista delle scelte disponibili fra Singleplay, Multiplay, Zombie e Opzioni; Sarà proprio all'inizio della campagna che capiremo il perchè di questa scelta: tutte le vicende che andremo a vivere in Call of Duty: Black Ops saranno estorte e narrate da Alex Mason, militare degli stati uniti che si trova rapito, torturato e interrogato da sconosciuti. Questo espediente configura tutta la struttura narrativa di questo capitolo come un lungo flashback, dipanato in svariati anni e che andrà a lambire i vari punti chiave delle guerra che fece tremare le fondamenta della società negli anni sessanta. Come gli ultimi Call of Duty anche qui andremo a impersonare vari protagonisti, 3 per la precisione, e i salti spazio-temporali che vivremo saranno un eccezionale stratagemma per portarci nel vivo dell'azione, li dove i fatti hanno rischiato di cambiare il corso della storia dell'uomo e quasi portato ad una terza guerra mondiale. Ecco che qui si intravede il primo, personale, problema di valutazione. Se da un lato la trama è orchestrata magistralmente fra i protagonisti ci siamo trovati per la prima metà della campagna ad avanzare e uccidere, senza un gran coinvolgimento emotivo ed interesse verso i fatti, solo al giro di boa sono entrato davvero nel gioco e ho iniziato ad appassionarmi alla vicenda che finalmente incrementa il ritmo e tesse dei fili storico-politici più interessanti. Certo abbiamo il nostro povero Mason legato e drogato che parla e racconta, ma se esuliamo dalla pessima condizione del narratore, durante la prima metà delle missioni ci siamo trovati ad avanzare da un checkpoint all'altro aspettando che il ritmo e la storia decollassero, certo questo avviene ma parecchio in ritardo rispetto ad un Modern Warfare 2, dove fin dalle prime battute sembra di trovarsi in un libro di Tom Clancy. Certo questo è un parere più che personale, che se però si somma ad una "intelligenza" artificiale forzata e totalmente irrealistica e ad un sistema di checkpoint decisamente da rivedere per quantità e posizione, può far capire perchè, con gran dispiacere, abbiamo provato per le prime ore di gioco un pesante senso di insoddisfazione e addirittura un po di frustrazione in alcuni passaggi.

Testato in modalità veterano il gioco, ci siamo trovati spesso con dei nemici che avanzavano indomiti in mezzo a 5/6 nostri compagni, non curandosi minimamente di cosa essi stessero facendo (probabilmente una briscolata, visto il supporto prossimo allo zero... NdR) e venendo a cercare noi e soltanto noi, nonostante magari fossimo nascosti da prima del loro ingresso! (in effetti fa un po Terminator, ma è da sempre un classico della serie COD.. NdBoZ). Certo lo zelo dei nemici per farci ricaricare dall'ultimo checkpoint è lodevole e rasenta la prodigiosa efficienza di un Terminator (ecco, appunto.. NdBoZ), ma dal lato giocatore si prova una grandissima frustrazione nel constatare che buona parte della difficoltà implichi soltanto il nostro abbattimento nella folla piuttosto che una più efficiente organizzazione tattica. Unite tutto questo all'annoso fastidio del respawn infinito, reintrodotto per l'occasione dopo Modern Warfare 2 che non ne faceva uso, e capirete che in alcuni casi ci troveremo di fronte ad alcuni passaggi al limite della decenza.
Detto questo possiamo però affermare che, se non si è dei fanatici del massimo livello di sfida e si affronta la campagna anche solo come esperto, questa scorre via molto più "facilmente" lasciandosi godere decisamente meglio e permettendoci di avanzare nella storia senza troppe ripetizioni, così da arrivare presto ai livelli che più riescono ad appagare per trama ed eventi. La struttura narrativa è infatti un continuo crescendo, per quanto le prime missioni siano molto più anonime e poco appaganti man mano che ci si avvicina alla conclusione il ritmo è sempre più serrato, gli eventi che andremo a vivere sempre più intensi e le missioni saranno decisamente strutturate meglio. Decisamente epica una delle ultime missioni, a mio avviso una delle più belle degli ultimi 4 Call of Duty, in cui ci troveremo ad avanzare su un fiume a bordo di un gommone, portando morte e devastazione al ritmo di "Sympathy for the devil" dei Rolling Stone, sessione estremamente emozionante e degna del miglior film hollywoodiano!

STESSO MOTORE, NUOVE VETTE!

Dal punto di vista prettamente tecnico la Treyarch ha decisamente mostrato i denti: nonostante il motore grafico che muove Black Ops abbia sulle spalle ormai parecchi anni il team di Santa Monica è riuscita a spremere davvero le nostre console, ancorandosi quasi sempre sugli ormai assodati 60 fps tipici della seria ma portando sui nostri schermi nuove vette visive. Le ambientazioni sono state arricchite e, nonostante una lieve diminuzione del dettagli delle armi, i volti e le animazioni principali hanno ricevuto un miglioramento impressionante. Durante le classiche sezioni di intermezzo in cui parleremo con i comprimari ogni sguardo, gesto o espressione facciale sarà estremamente realistico e immersivo, come se ci trovassimo di fronte a veri attori digitalizzati. Di contro il doppiaggio italiano, per quanto eccezionale dal punto di vista recitativo, è estremamente asincrono con il labiale, portando in alcuni casi a far parlare personaggi che si trovano con le labbra serrate. Altra nota a favore di questo Cod:BO è che il campo visivo è stato ampliato e migliorato, il dettagli sulle lunghe distanze era prima relativamente limitato, qui ci troveremo invece a poter guardare molto in profondità, con una qualità generale davvero eccezionale, con una qualità generale delle texture spesso migliorate e effetti particellari eccezionali.
Altra nota di eccellenza e da conferire all'acqua, realmente mostruosa in alcuni livelli per qualità delle increspature. Alcune piccole note di demerito riguardano invece dei materiali non particolarmente ispirati e l'interazione che come sempre è prossima allo zero, più scriptata che dinamica, capiterà ad esempio di veder volare fogli da una scrivania, alcuni tavoli ribaltarsi o scaffalature cedere, ma niente che possiamo realmente controllare o sfruttare tatticamente...sarebbero caduti comunque.

NON PIU' NELL'OMBRA...

...non perchè il gioco si svolga maggiormente in campo aperto rispetto ai predecessori, ma perchè finalmente la Treyarch sembra essere uscita dall'oscurità portatagli dall'Infinity Ward in termini registici (?? NdBoZ) e di varietà. Quello che World at War mostrava era infatti il fianco di un team di sviluppo molto prolifico nei sui oltre 12 anni di lavoro, ma mai realmente alle prese con titoli d'eccellenza o che richiedessero completezza prima di COD.
Quello che ne risultava era sì un bel gioco, ma che nell'economia dei Call Of Duty peccava di dinamismo, varietà stilistico-visiva e soprattutto cinematografica. Black Ops ribalta completamente questa tendenza e riesce a mostrare una regia sempre eccezionale, brevi e ottime scene "giocate" senza reale gameplay che ne aumentano l'immersione e finalmente una varietà di situazioni precedentemente penalizzata e fiaccata dall'abuso della Seconda Guerra Mondiale come sfondo.
SPOILER INSIDE!

Una sezione molto interessante - per quanto brevissima - del gioco, introdotta in una missione, ci porterà a controllare un piccolo gruppo di infiltrazione composto da 4 uomini a terra e da un Blackbird in volo. Indirizzando gli uomini grazie ad un radar all'interno delle linee nemiche, nel momento in cui si ingaggi una battaglia un suggestivo cambio di inquadratura ci porterà alla visuale in soggettiva, per controllare l'agente CIA Jason Hudson direttamente sul campo. EPICO!
Tutti gli intermezzi, le scene in Bullet Time e gli eventi scriptati adempiranno magistralmente al loro lavoro, essendo sempre adatte sia come scelte registiche che emotive. Risulterà forse troppo prolifico l'uso degli script per poter temporizzare eventi ed intermezzi (sempre ben inseriti e coerenti): contiamo però che nei suoi prossimi lavori gli sviluppatori riusciranno a calibrare maggiormente questo aspetto per limare la sensazione di "Sparatutto su binari" che ogni tanto si può avvertire.

NUOVE E VECCHIE MODALITA'

Tante nuove modalità multiplayer, alcune vecchie conoscenze riproposte e alcune perse per strada, vediamo cosa bolle in pentola!
Come primo punto di interesse ricordo che la Treyarch ci aveva viziato nel quinto capitolo con la possibilità di giocare tutta la campagna in cooperativa, questa scelta, per quanto apprezzatissima e piacevole, cozzava purtroppo con la scelta di una regia votata alla spettacolarità tipica del film d'azione Hollywoodiano, ed è pertanto stata eliminata. La Infinity Ward aveva optato per la modalità "Special Ops", che prevedeva delle missioni studiate a quel fine, la Treyarch ha invece preferito rimanere sul porto sicuro della modalità Zombie come unica possibilità di coop. Quanto presente in Black Ops ripropone abbastanza fedelmente quanto già visto in World at War, se non per alcuni extra, nuove armi e powerup, ma la formula di base rimane la stessa in buona sostanza. Nel versante Multiplay, invece, avviene il vero e profondo cambiamento. Ci preme affermare che le classi sono state finalmente ribilanciate, molti perks (vantaggi o specialità) sono stati rivisti (l'odioso "akimbo") e quelli che risultavano scelte quasi obbligate sono stati rimossi (uno fra tutti "potere d'arresto"), questo permette di creare partite decisamente più bilanciate e divertenti, oltretutto ora sarà meno evidente la logica del "chi prima vede prima uccide". Piccola aggiunta alla giocabilità è la possibilità di buttarsi a terra in corsa, fondamentalmente inutile in singleplayer è risultata spesso preziosa online, permettendoci di andare in copertura prima che una raffica avversaria completasse l'opera di abbattimento. Da Modern Warfare 2 è stata persa la modalità terza persona, di cui probabilmente nessuno sentirà la mancanza, e sono stati invece introdotte 4 interessanti modalità legate al nuovo sistema di acquisizione armi, accessori, perks e Killstreak (serie di morti). Se prima si doveva salire di livello, acquisire exp da ogni battaglia e completare diverse sfide per incrementare il nostro arsenale ora questo sarà letteralmente acquistato dai Cod Points. Questi punti, al pari dell'esperienza, verranno assegnati alla fine di ogni partita e serviranno appunto a sbloccare nel nostro profilo ciò che più ci interessa. Le 4 nuove modalità introdotte riguardano invece la possibilità di giocarsi i punti all'inizio di questi "Wager Matches", facendo spartire il bottino ai primi 3 classificati, come una vera e propria giocata d'azzardo:

One in the Chamber
Tutti i giocatori iniziano con il coltello e un pistola con un solo proiettile, se uccidi prendi il proiettile del caduto, se ancora nell'arma, vince ovviamente chi rimane in piedi!

Sticks and Stones
Stesse regole di One in The Chamber ma le uniche armi sono un ballistic knife, una balestra e dei tomahawk, se si uccide un avversario con il tomahawk lo si manda direttamente in bancarotta (perdita di tutti i punti del match). Questi ultimi sono assegnati diversamente a seconda dell'arma usata per l'uccisione.

Gun Game
Qui gli avversari iniziano la partita con la pistola e ad ogni uccisione avanzano di un livello acquisendo l'arma successiva (sempre migliore), le uccisioni in corpo a corpo non causano avanzamento e il suicidio penalizza invece con un decremento. I livelli sono 20 e l'ultima arma che si ottiene è il ballistic knife, chi effettua per primo un uccisione con questo chiude il match. Munizioni infinite.

Sharpshooter
In questa modalità tutti i partecipanti avranno la stessa arma che verrà cambiata a random ogni 45 secondi, per ogni uccisione consecutiva si avrà l'attivazione di 3 perk totali, dalla 4a consecutiva invece dei grossi moltiplicatori ai punti, non c'è limite a questo ma solo di tempo. Munizioni infinite.

Altra novità è quella relativa alla differenziazione di quattro categorie di gioco che si sbloccheranno con l'avanzamento del livello. Queste sono: recluta, essenziale, veterano e prestigio. Ognuna di esse avrà al suo interno delle modalità specifiche, riprese pedissequamente da MW2, con regole più o meno ferree e con la quasi totale rimozione dell'HUD nelle ultime due categorie. E diamo ora una rapida occhiata ora ai killsteak...
Affermiamo subito che la fastidiosa bomba nucleare è stata giustamente rimossa dalla lista: questa infatti portava in alcuni casi a far vincere una squadra nettamente in svantaggio, ma con un unico player davvero in gamba. Ora la lista è compresa fra le 3 e le 11 uccisioni e porta come premio finale l'attacco dei cani, già conosciuti in World at War, e il Gunship già visto nel precedente capitolo, capace di una rateo di fuoco impressionante! Una simpatica aggiunta che spaccherà in due gli appassionati è la RC-XD (3 uccisioni): una piccola macchinina radiocomandata con innestata una carica esplosiva (ah però... NdBoZ).
Infine, un'ultima nota di merito per questo capitolo di COD è relativa all'opzione "Cinema", grazie alla quale potremo rivivere l'ultima settimana di gesta online così da poter estrapolare da esse immagini e filmati, condividendoli poi con il nuovo sistema di community messo in piedi per l'occasione!
Tanta, tantissima carne al fuoco, questa è la prima cosa che ci viene in mente pensando a Black Ops.
Dopo il precedente capolavoro della Infinity Ward, la Treyach si mette al comando della fruttuosa barca "Call of Duty" (650 milioni di dollari nei soli primi 5 giorni) e riesce a confezionare un prodotto completo da tutti i punti di vista.
La campagna singleplayer è stata finalmente allungata rispetto a prima, certo si possono imputare alcune critiche all'intelligenza artificiale, la faziosa difficoltà causata dal respawn infinito, i checkpoint mal introdotti e un eccessiva scriptazione di eventi, ma la storia narrata in Call of Duty: Black Ops è un continuo crescendo di immagini, eventi, scontri a fuoco e personaggi che dimostrano un carisma perfettamente assimilabile a quello di attori nei loro ruoli, grazie anche all'ottimo doppiaggio italiano.
Personalmente ritengo più completa e affascinante quella del Modern Warfare 2, ma ricordiamoci che stavolta ci si attiene ad un periodo storico molto controverso e difficile degli ultimi cinquantanni, non può pertanto fruire di contenuti di fantasia come accaduto prima.
Il vuoto lasciato dalla rimozione della campagna in cooperativa è stato in parte colmato dalla divertentissima modalità Zombie e il comparto Multiplayer competitivo apre un mondo di opzioni e sfaccettature davvero enorme, con l'interessantissima possibilità poi di giocare finalmente online in split screen, cosa fino ad oggi non consentita!
Come ogni nuovo capitolo di Call of Duty anche questo lascia in parte scontenti alcuni dei fan ancorati ad archetipi che riconoscono in precedenti uscite, questo però non toglie a Black Ops la corona del titolo da guardare come punto di riferimento per il genere!
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