Recensione PC
Titolo del gioco:
Wolfenstein
Anno di uscita:
2009
Genere:
FPS
Sviluppatore:
Raven Software
Produttore:
id Software
Distributore:
Activision
Multiplayer:
lan, internet
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
CPU: dual core 2,4GHz; RAM: 1GB (2GB); SCHEDA VIDEO: ati x1900 (geforce 9800); SPAZIO SU DISCO: 8GB
  • Foto senza velo
  • Foto con velo
  • Una volta eliminate le guardie è possibile utilizzare le mitragliatrici contro gli stessi nazisti
  • Classica visuale "iron sight". Ormai è un must in ogni gioco che si rispetti
  • Cosa c'è nella vecchia fattoria? Un enorme complesso sotterraneo
  • BOOM!. Il barile di combustibile esplode e i nazisti urlano tra le fiamme
  • Il nostro diario, con tutte le informazioni che ci servono
  • La battaglia si fa cruenta...ma cos'è quel bagliore azzurro?!
  • E questo chi è? Probabilmente il risultato dell'esperimento non ha dato l'esito atteso
  • Uno scorcio di Isenstadt e del castello che domina la città
  • La differenza tra un ospedale e un mattatoio? A quanto pare nessuna...
  • No, non è la fine del mondo. E' solo un altro portale che sta per essere sigillato
  • Il soldato morente si preme la gola per arrestare il sangue...ma in un gorgoglio sta per lasciare questo mondo
  • 3 gemelli o scarsità di caratterizzazione dei personaggi?
  • Ah, il lanciafiamme in azione è sempre spettacolare. Forse questo soldato non apprezza però
  • Quando c'è di mezzo una donna, le cose non possono che volgere al peggio...
Redattore:  Simone Maria '7ornado' Fumagalli                        Pubblicato il:  30/12/2009
Ancora una volta nazisti. Ancora una volta Blazkowicz. Ancora una volta Wolfenstein.
L’ultima fatica dell’ormai celebre team di sviluppo dei Raven, realizzata su commissione di id Software, riporta sui nostri monitor la famosissima serie di Wolfenstein. Dopo l’ultima comparsa nel lontano 2001 (eppure non sembra sia passato tanto tempo) andremo a vestire nuovamente i panni del prode Blazkowicz, agente segreto degli alleati e guastafeste numero uno per i nazisti.
Il dovere ci chiama, c’è nuovamente una minaccia da sventare per salvare il mondo.


QUELLA STRANA OSSESSIONE PER L’OCCULTO
Neanche a farlo apposta, anche questa volta i malefici piani dei nazisti hanno a che fare con strane forze e poteri occulti. Ci si mette poco a intuirlo: già durante il filmato introduttivo si può capire come il medaglione che salva la vita a Blazkowicz avrà un ruolo determinante in tutta la trama, ma soprattutto nel gameplay.
La trama, nonostante non sia delle più originali, viene portata avanti ottimamente man mano che completeremo le varie missioni, scoprendo dettagli via via più importanti che andranno a far luce sul quadro della situazione.

I nazisti, basandosi sugli studi effettuati da una setta chiamata Thule svariati secoli prima, hanno scoperto l’esistenza di una dimensione parallela, detta “del Sole Nero”, a cui possono accedere e di cui stanno studiando come sfruttare l’energia per sviluppare armi e altre tecnologie con lo scopo di cambiare l’esito della guerra. Come potremo notare durante il gioco, alcuni risultati (piuttosto raccapriccianti, tra l’altro) li hanno già ottenuti.

L’OMBELICO DEL MONDO
A differenza di Return to Castle Wolfenstein, dove la trama aveva uno sviluppo lineare e si visitavano svariati luoghi (tra cui il noto castello), questa volta il tutto si svolgerà nella fantomatica cittadina di Isenstadt, occupata dai nazisti per condurre i loro studi sull’altra dimensione e i portali che danno accesso ad essa. In una delle ultime missioni assalteremo un castello, che con “l’originale” condivide solo le attività che vi si svolgono all’interno. E ovviamente pullula di SS.

Ma ritorniamo a Isenstadt. La composizione della città richiama molto quella già visto nei titoli di GTA, ovvero è suddivisa in quartieri che potremo raggiungere solo dopo il superamento di certe missioni; l’estensione ovviamente è più ridotta, ma si gode comunque di ampia libertà quando si tratta di scegliere il percorso per raggiungere un obiettivo. Una cosa che non ho capito, e che non sono mai riuscito a verificare, è se c’è effettivamente la possibilità di spostarsi di soppiatto sui tetti e quindi eludere tutte le pattuglie naziste più o meno agguerrite. Più di una volta ci viene suggerito dai personaggi della resistenza che incontreremo, ma a parte qualche scaletta per salire sulle terrazze o i piani superiori degli edifici non ho trovato.
Ho parlato della resistenza: sì, all’interno della città c’è una banda di partigiani che ci assegnerà missioni da compiere e che in certi casi ci darà anche supporto o preziose informazioni. Oltre a questi c’è anche una setta chiamata Alba d’Oro, che cerca di ostacolare i nazisti per quanto riguarda lo studio del Sole Nero. Entrambe queste fazioni hanno dei personaggi alla loro guida a cui dovremo fare riferimento per ottenere nuovi obiettivi da raggiungere ed effettuare rapporto una volta portati a termine.
Altri personaggi non giocanti che incontreremo sul nostro cammino ci daranno la possibilità di accedere a delle missioni secondarie, che ci daranno la possibilità di mettere le mani su notevoli quantitativi di tesori e denaro. Già, la città è disseminata di scrigni, sacche, casse e quant’altro possa contenere lingotti, manufatti e tomi di vario genere. Recuperare questi oggetti ci garantirà l’accesso a diversi bonus. Inutile sottolineare che il denaro è il più importante, perché con esso potremo recarci presso le sedi del mercato nero ad acquistare potenziamenti per le armi e munizioni.

ARMI NON CONVENZIONALI
In un gioco come questo non si può certo tralasciare un discorso su armi e ammennicoli vari!
Non mi dilungo sulle classiche armi a nostra disposizione perché ormai si conoscono a memoria: lanciarazzi, mitragliatore leggero MP40, mitragliatore pesante MP43, granate classiche e a frammentazione, fucile (che con l’ottica diventa un’ottima arma da cecchino). Ovviamente acquistando potenziamenti presso il mercato nero diventano tutte più o meno devastanti, dato che si può abusare di silenziatore, che manda nel panico i nemici e li disorienta come se non capissero chi è a sparare, e calibro maggiorato. Menzione particolare per il lanciafiamme: purtroppo durante il gioco non si trovano molte taniche per ricaricare il serbatoio di miscela infiammabile, ma utilizzarlo negli ambienti angusti e nei corridoi stretti è davvero devastante.
La vera manna però sono i ritrovati tecnologici dei nazisti: cannone tesla, cannone particellare e cannone gravitazionale. Il primo genera scariche elettriche che possono fulminare uno o più bersagli all’istante, ma ha un corto raggio d’azione. Il secondo genera un raggio non meglio identificato che incenerisce i nemici e l’ultimo più che un’arma è un attrezzo per sollevare cancelli e altri ostacoli sul nostro cammino. Ovviamente sparando contro i soldati, questi verranno sbalzati in aria e la ricaduta al suolo non sarà proprio indolore.
La vera chicca però è il medaglione che avremo sempre con noi e che ci sarà utile come un coltellino svizzero. Man mano che recupereremo dei cristalli, il medaglione ci metterà a disposizione diversi poteri: la possibilità di rallentare il tempo, uno scudo in grado di respingere i proiettili, maggiore potenza di fuoco per ogni arma e la possibilità di entrare nel “velo”, una specie di limbo tra la nostra dimensione e quella del Sole Nero, nella quale ci si muove più velocemente e in cui si possono scoprire passaggi segreti e punti deboli di strutture e nemici altrimenti invisibili a occhio nudo .
Chiaramente questo ben di dio non è gratis, ma ha una certa carica, terminata la quale dovremo ricaricare i poteri restando per qualche secondo all’interno di pozze in cui ci sono esalazioni del potere del generato dal Sole Nero che nutre il nostro medaglione.

IL CANTO DEL CIGNO
Passiamo all’analisi tecnica, dove purtroppo emergono tutti i limiti di questo titolo, le cui potenzialità inespresse restano tante.
Cominciamo dalla cosa più evidente: una grafica che sa già di vecchio dalle prime scene. Purtroppo il motore grafico di Quake 4, seppur con qualche lifting, mostra tutti i segni della sua età e non può reggere il confronto con altri titoli di prossima uscita. Nonostante a livello di texture e di illuminazione in tempo reale sia stato fatto un gran lavoro, lo stesso non si può dire per le animazioni dei personaggi: il ragdoll troppo approssimativo e la “legnosità” delle figure nei filmati mossi dal motore del gioco limitano di molto l’impatto sul videogiocatore .
Nota positiva per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, che si comporta sempre dignitosamente, ma senza mai eccellere: quando incontriamo una pattuglia tedesca, se non li prendiamo alla sprovvista uccidendo tutti con una raffica, i soldati si precipitano al riparo o se ne procurano uno (rovesciano tavoli, casse, si mettono spalle al muro) e si coprono a vicenda per tenerci inchiodati nella nostra posizione e accerchiarci.
L’intelligenza tattica però non è seguita di pari passo dai dialoghi e dai gridi di allarme quando veniamo scoperti: ogni volta vengono ripetute esattamente sempre le stesse parole e alla lunga la cosa è stancante.

Ultima delle magagne, ma non certo la meno influente sul giudizio di questo titolo, è lo scripting approssimativo degli eventi e dell’alternarsi delle missioni. Spesso capita che in un dialogo ci si riferisca a persone vive quando in realtà sono già trapassate e a luoghi da raggiungere che in realtà sono già stati visitati.
Wolfenstein è un buon gioco, nulla più. Purtroppo non riesce a convincere come fece a suo tempo il predecessore per una serie di problemi già elencati nella recensione. Se si aggiunge il fatto che anche il multiplayer si riduce ad un team deathmatch, il quadro è completo. Per quanto riguarda questo aspetto non ci resta che attendere eventuali mod gratuiti come Enemy Territory, che è tuttora giocato e ben realizzato. Nonostante questo io vedo il bicchiere mezzo pieno: sarebbe stato facilissimo cadere nel banale e nel già visto (non che la sensazione non si percepisca eh...), ma la trama convince sempre più man mano che si procede nel gioco, che tutto somamto si lascia giocare. Basta non fare troppo caso a dettagli fra loro discordanti (uno su tutti, la missione per infiltrarsi sullo zeppelin: se scata l'allarme a che pro decollare comunque per permetterci di ragiungere il mega boss finale?) e sarete davvero presi a cercare di eliminare tutti i nazisti che si frappongono tra voi e la riuscita della missione. Ma non stupitevi se in una quindicina di ore potrete cantare vittoria.
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