Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Creatures
Anno di uscita:
1990
Genere:
Platform
Sviluppatore:
Steve & John Rowlands
Produttore:
Thalamus
Distributore:
Thalamus
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 e un joystick, oppure emulatore dedicato.
Altri formati:
  • La sfavillante introduzione della versione floppy
  • Mappa di gioco e counter di caricamento
  • La hall of fame con i Clydini che ballano
  • versione in scala del livello 1 (scrolla anche quando si è avanti nel percorso)
  • Primo livello già alquanto colorato e popolato
  • L'effetto della cascata è bellissimo
  • L'avvenente streghetta che elargisce pozioni per aumentare la potenza di fuoco
  • Stage 1.2, osservare la quantità incredibile di colori contemporaneamente su schermo
  • Prima camera di tortura, con tanto di vermone che spara escrementi
  • Secondo mondo, ora cominciano ad esserci vere e proprie orde di nemici veloci e spietati
  • Questo stage si svolge per gran parte nell'acqua, e si può ben dire che è la fase più dura da completare
  • Foresta con scrolling parallattico: una gioia per gli occhi
  • Per completezza, ecco il loading screen della versione su cassetta
  • Seconda camera delle torture, sensibilmente più difficile della prima
  • Un assaggio del terzo mondo, con il suo castello infestato di mostri
Redattore:  Michelangelo 'Pippo' Carbonara                        Pubblicato il:  22/04/2011
Signore e Signori, ecco a Voi il platform più colorato di tutto il repertorio Commodoriano!
A volte è il destino a creare i presupposti per un gioco importante. Immaginate due fratelli inglesi, John e Steve Rowlands, con la stessa passione per gli home computer e più specificatamente per il Commodore 64. Continuate immaginando che ognuno dei due cominci ad approfondire un ramo diverso della produzione informatica di quegli anni, dedicandosi John al codice e Steve a grafica e composizione di musiche e suoni. Come ciliegina sulla torta, aggiungiamo come i due possiedano un notevole talento e abbiano il desiderio di convogliare le loro capacità in progetti concreti sotto forma di videogiochi. Adesso tutti possono comprendere perché Creatures sia stato realizzato in maniera eccezionale, conferendo al prodotto caratteristiche innovative nonostante il concept del gioco sia in fondo classico.

PICCOLI, PELOSI E CHIASSOSI

I fratellini Rowlands avevano già prodotto altri giochi prima di Creatures, tutti di ambientazione fantascientifica, ed il livello era già alto. Le loro creazioni, Cyberdine Warrior e Retrograde, erano distribuite rispettivamente dalla Hewson Consultants e dalla Thalamus, due rispettabilissime case che avevano già all’attivo titoli ottimi.

Ma ecco arrivare dalla sorgente ispirativa videogiochistica dei due consanguinei l’idea di Creatures: un platform game a scorrimento orizzontale! Detto così sembra uno dei soliti epigoni di Ghosts’n'Goblins, ed in parte è anche così, ma… c’è un ma, rappresentato dal fatto che ogni aspetto del progetto è stato studiato e portato ai massimi livelli consentiti da un C64, sia dal punto di vista tecnico che da quello più schiettamente intrattenitivo.
Vi aspettereste una storia più demenziale di così? Alcuni alienetti pelosi desiderano divertirsi e fuggono dal proprio pianetino deserto e noioso. Cambiano nome in “Fuzzy-Wuzzies” (che sarebbe a dire “neri lanuginosi”, come i soldati britannici usavano chiamare i membri delle tribù africane – e non chiedetemi che c’entra col gioco) e scorrazzano per l’universo alla ricerca di un posto eccitante e divertente. Raggiungono un’isoletta sperduta della Terra, un puntino che emerge dall’Oceano Pacifico, e si stabiliscono lì, organizzando party a tutto spiano e facendo casino notte e giorno. Si dà il caso, però, che nei pressi risiedano alcuni demoni (o semplicemente delle creature di buon senso) che non ne possono più di sentir schiamazzi. Un giorno organizzano una retata, catturando quasi tutti i rumorosi Wuzzies. Tutti tranne uno, il barbuto Clyde Radcliffe, cui tocca l’oneroso compito di girare in lungo e in largo l’isoletta per ritrovare i propri compagni, rinchiusi in crudeli camere di tortura nell'attesa di essere giustiziati.
Questa storiella imbecille inquadra subito il tipo di gioco di cui stiamo parlando: un platform che si svolge in gran parte all’aperto, tra paesaggi naturali e selvaggi, con un carattere fortemente ironico ed eccessivo. Al termine di ogni livello sono incluse delle sezioni in cui il nostro eroe deve liberare i compagni dalle cosiddette camere di tortura, cercando di interrompere le elaborate catene di eventi generati da demoni e macchinari che in poco tempo porterebbero uno dei Wuzzies alla morte.

TORTURANDO TORTURANDO...

Andando a snocciolare le feature del gioco, vediamo che è costituito da tre livelli molto lunghi, ciascuno suddiviso in tre sottolivelli: i primi due sono platform “alla Super Mario”, mentre il terzo è la summenzionata camera delle torture. Clyde deve raccogliere alcune creaturine lungo il percorso per poter migliorare la sua potenza di fuoco, e prima di perdere una vita può essere colpito o toccato due volte (come in Ghosts'n'Goblins).
Le fasi platform, apparentemente, non presentano grandi elementi di originalità, ma andando a scavare nel dettaglio si potrà comprendere come ogni singola cellula di esse sia stata eccellentemente programmata e pensata. La varietà dei mostri è incredibile: creature di diversi colori con pattern personalizzati costituiscono uno sfavillante e spassoso zoo. Varia persino il modo in cui i nemici esplodono quando vengono colpiti: ce ne sono almeno cinque diversi. Il paesaggio è estremamente colorato e caratterizzato: ci sono caverne, cascate, fiaccole, piante, ponti, cimiteri, foreste… Davvero di tutto. A metà del gioco compare anche una corposa e difficile sezione subacquea, in cui Clyde non puo’ uccidere i nemici e deve saltuariamente risalire in superficie a respirare per evitare di annegare. In questo frangente, i tocchi di classe si sprecano: Clyde chiude gli occhi, in alcune situazioni compaiono fumetti, si sente addirittura l’effetto sonoro della cascata che, avvicinandosi, aumenta pian piano di intensità.
Clyde puo’ usufruire di un vasto campionario di fiamme che gli escono dalla bocca, potenziabili grazie alle pozioni di un'avvenente maga che compare al termine di ogni livello, oltre ad avere a disposizione un micidiale alito incendiario attivabile tenendo premuto il tasto fuoco per qualche secondo.
Il gioco potrebbe apparire un po’ lento nell’azione e piuttosto difficile, ma l’intelligenza con cui sono stati allestiti i vari ostacoli ed il divertimento intrinseco al genere fanno sì che la sfida attragga, e molto! Se non altro per vedere quali prodezze tecniche si troveranno nel livello successivo.
E veniamo alla chicca del gioco: le torture chambers. Molto prima delle saghe cinematografiche di Saw e Hostel, troviamo qui marchingegni complicati e sadici creati con l’unico scopo di uccidere i poveri Wuzzies imprigionati. In queste camere, Clyde deve riuscire a capire qual sia la logica che regola il tutto e cercare, interagendo con gli oggetti visibili sullo schermo, di fermare l’esecuzione capitale. Gli enigmi a cui si viene sottoposti sono perfettamente calibrati in quanto a difficoltà, ma è richiesta una particolare destrezza con il joystick perché il limite di tempo entro cui attuare il sabotaggio dei macchinari è esiguo e bisogna spesso eseguire salti veloci e precisi, cambi di direzione immediati e cose del genere. Parte del successo delle torture chambers risiede nel fatto che, se un Wuzzy muore a causa delle torture, lo fa nel modo più sanguinolento possibile! Demenzialità e splatter quindi convivono, donando sicuro spasso al giocatore. Queste sezioni, al tempo dell’uscita del gioco nei negozi, furono lodate e glorificate da pubblico e critica, così tanto che nell'altrettando pregevole seguito, Creatures 2, esse costituiscono una parte importantissima del percorso, essendocene ben sei (mentre qui ne incontriamo solo tre)!

TECNICA SOPRAFFINA

Il chip grafico VIC II del Commodore è stato spremuto all’inverosimile: lo schermo è sempre stracarico di elementi grafici animati vivacemente e con pochi sfarfallii. Per ottenere questa esagerazione di colori su schermo si è dovuta suddividere l'area di gioco in più sezioni orizzontali, ognuna dotata di proprie caratteristiche di colore, sfruttando le interruzioni del raster, mentre per alcune creature è stato utilizzato un metodo di fast flickering che permette di ottenere tonalità di colore diverse dalle solite 16 in dotazione. Le musiche non sono originalissime ma fanno il loro lavoro, mentre gli effetti sonori sono molto vari e ben realizzati.

FIOCCHI & CONTROFIOCCHI

Terminiamo la disamina della mole di elementi che costituiscono Creatures segnalando tutta una serie di tocchi di classe disseminati qua e là che non hanno a che fare strettamente con il gioco in sè, ma che rendono l’esperienza più avvincente e “bella”.
Cominciamo dai caricamenti: molto eleganti, con la freccetta che indica quanto tempo manca alla fine dell’attesa, un espediente che all’epoca era molto raro, e che qui troviamo anche nella versione su cassetta. Altro particolare interessante è che le versioni su cassetta e su disco differiscono nelle schermate di caricamento e nell'introduzione (la versione floppy possiede una sezione di intro in più).
Nella schermata dei titoli compare un simpatico sketch che vede due sprovvedute creaturine venire schiacciate dalla scritta “Creatures”. Attendendo qualche secondo si accede alla schermata della classifica punti, con tanto di piccoli Clyde che sculettano e danzano a ritmo di musica!
Per ogni livello (e per ogni vita) è possibile selezionare se si desidera la musica ingame o gli effetti sonori. Nella stessa schermata si può ammirare una riproduzione in miniatura dello stage in corso, per rendersi conto del punto finora raggiunto. C'è una sopresa anche in caso di game over: una musica dai toni tragici accompagna una vignetta in cui la fidanzata di Clyde piange accanto al corpo senza vita dell’eroe, un tocco inaspettato che inserisce una punta di tristezza in un contesto scanzonato e carnevalesco. Naturalmente è prevista una bellissima sequenza di chiusura per chi riesca a completare il gioco, impresa veramente ardua ma che vale la pena tentare di compiere se amate il Commodore 64 e i bei giochi arcade.
Per giochi di questo calibro la descrizione non è sufficiente: si fa prima a giocarli e a goderne. Lo stile grafico cartoon, sgargiante e super deformed, è incredibilmente accattivante. La gran quantità di musiche, di intermezzi animati e di chicche disseminate qua e là donano al gioco una grande freschezza. E anche quando si parla dell'azione vera e propria il livello è veramente alto: ci sono un mucchio di sorprese e situazioni divertenti, anche se il livello della difficoltà è piuttosto alto. Gli stage sono davvero lunghi: occorrono 6-7 minuti per completare un singolo sottolivello. Il multiload è abbastanza ben strutturato.
Come unica nota negativa posso segnalare che, essendo Creatures abbastanza mostruoso a livello tecnico, a volte va incontro a improvvisi crash o piccoli bug, soprattutto per i possessori della versione tape. Va da sè che, per chi utilizza l'emulatore, non c'è alcun problema.
Se non avete mai giocato a Creatures, provatelo assolutamente!
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