Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
Fallout 4
Anno di uscita:
2015
Genere:
Gioco di Ruolo
Sviluppatore:
Bethesda Game Studios
Produttore:
Bethesda Softworks
Distributore:
Bethesda
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - Account Microsoft Silver o Gold - 35,5 GB di spazio su Hard Disk
  • L'ingresso del Vault
  • Prime perlustrazioni
  • Nemici ostici (e anche agnostici -NdCJ cit. A, Sacchi)
  • Mezzi di trasporto futuristici in salsa rétro
  • Il nostro primo, fido, amico!
  • Andiamo!
  • La nostra armatura!
  • Ricordi
  • Deserto
  • Primi nemici
  • La vita pre apocalisse
  • La nostra casa
  • Riscopriamo ciò che resta
  • Strani avversari
  • Scorci apocalittici
  • La civiltà...
Redattore:  Corrado 'Sakurambo' Micheli                        Pubblicato il:  23/11/2015
L'energia nucleare ci ha promesso passi da gigante in ambito tecnologico, ha reso il nostro paese indipendente dal punto di vista energetico. Ma come ogni medaglia, anche il nucleare mostra crudelmente il suo rovescio.
PERCHÉ LA GUERRA, LA GUERRA NON CAMBIA MAI

Come da titolo e ripetuto come litania nei primi incessanti e crudi minuti di gioco, la guerra (ormai nota premessa della serie di Fallout), ci introduce immediatamente a questa sesta edizione della serie, senza "se" e senza "ma". Cominciamo con il dirvi da subito - poiché "il ferro va sempre battuto quando è caldo" (specie dopo un conflitto atomico appena compiuto) - che la serie si ripropone sui nostri schermi con delle tematiche e dei contenuti di vero pregio! La recensione di questo gioco, come avrete modo di appurare durante la lettura, ha saputo impegnarci e coinvolgerci con un'intensità tale che il vissuto videoludico cui siamo stati sottoposti entrerà a far parte delle vostre vite come raramente e solo alcuni titoli riescono a fare. Possiamo pertanto dirvi che sì, Fallout è tornato e che sì, merita la vostra attenzione!

C'ERA UNA VOLTA UNA CITTÀ, IN QUEL CONTINENTE LAGGIÙ

Questo gioco di ruolo fa esattamente quello che l'utente si aspetta una volta effettuato l'acquisto, ovvero propone l'immedesimazione:dal punto di vista degli sviluppatori non si tratta certo di un gioco da ragazzi, bisogna innanzitutto creare una storia, un ambiente credibile su cui la stessa si svolge ed implementare tutti quei parametri che sia i novizi, sia i puristi del genere, sfruttano per vivere appieno l'esperienza ludica.

Bethesda in questo senso ci sa fare, non per niente sono gli stessi autori di Skyrim recensito in passato dal nostro buon Giuseppe (io invece da veterano dei primi due capitoli faccio parte di quella minoranza che ha mal digerito il terzo e ha solo parzialmente riveduto il proprio giudizio con Fallout New Vegas, proprio perché riprendeva molte idee del F3 "Van Buren" originariamente progettato dai Black Isle Studios -NdCJ).

Procediamo pertanto con ordine nel caos apocalittico grazie ad un codice Xbox Live datoci da Laboratorio Comunicazione.

La nostra avventura incomincia al fronte (nota storica: si tratta di un confronto armato tra Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese scoppiato nell'inverno del 2066 a causa dell'invasione dell'Alaska da parte della seconda, allo scopo di impossessarsi delle ultime riserve petrolifere presenti sul pianeta -NdCJ). Dopo una piccola prefazione (comunque molto forte da un punto di vista psicologico) veniamo congedati, possiamo pertanto tornare a casa dalla nostra famiglia, riabbracciare nostra moglie, coccolare nostro figlio. Tutto intorno a noi è fantasticamente all'avanguardia, corre l'anno 2077 e i mezzi di locomozione, così come ogni strumento tecnologico, sono alimentati a energia nucleare. In questo senso colpisce ma non stupisce l'ambientazione in stile rétro anni '50, che strizza l'occhio al periodo della guerra fredda fra Stati Uniti e Unione Sovietica, in cui l'incubo del conflitto atomico era tangibile (caratteristica fondamentale della serie, ma soprattutto uno dei motivi del suo successo, mi permetto di aggiungere... -NdCJ).

Veniamo pertanto proiettati nei pochi sprazzi di vita normale vissuti dal nostro protagonista che, come coriandoli, verranno dispersi dal vento in un turbinio di eventi in divenire. Avendo prestato il servizio militare, noi e la nostra famiglia veniamo scelti per l'assegnazione di un posto nel Vault, nello specifico il numero 111 (i Vault altro non sono che rifugi antiatomici i quali dovrebbero garantire la salvezza ai cittadini statunitensi in caso si avveri l'apocalisse) (in realtà non pochi di essi erano "esperimenti sociali" i cui risultati dovevano essere noti alla Enclave, il governo segreto degli USA post-catastrofe visto in F2. Per es. la porta del n. 12, che diede origine a Necropolis (F1) era programmata per non chiudersi del tutto e lasciar passare le radiazioni in modo da poterne studiare gli effetti sul corpo umano; nel n. 29 gli occupanti avevano massimo 15 anni di età; nel n. 34 le armi erano tante ed alla libera portata di tutti, e dai suoi occupanti discesero infatti i militaristi Boomers di FNV; e così via -NdCJ).

Quello che succede subito dopo, tanto palese quanto scontato vista la serie, è proprio quello che nella realtà vorremmo non accada mai: gli eventi precipitano... Perché la guerra, la guerra non cambia mai.

Il conflitto atomico si avvera e succede tutto in un attimo, corriamo a perdifiato dalla nostra casa lasciandoci alle spalle Sanctuary Hills verso il Vault, verso la salvezza. Qui cominciano la nostra storia e le nostre disavventure: durante l'ibernazione verremo risvegliati erroneamente, giusto in tempo per assistere al rapimento di nostro figlio e all'uccisione di nostra moglie.

Da quell' evento in poi... il buio, spento 200 anni prima dal crollo di un mondo, dal quale ne emerge uno nuovo in cui dovremo farci largo alla ricerca della nostra vita, di nostro figlio e del suo destino.

Questo è il Commonwealth, questo è Fallout, che la nostra avventura abbia inizio.

UNA COMPLESSITÀ DA CAPOGIRO

La nostra avventura ci catapulta in un mondo ostile dove l'anarchia regna sovrana, la fauna inselvatichita e modificata dalle radiazioni rappresenta una minaccia e ad ogni nostro passo rischiamo la morte. Presa sin da subito confidenza con le prime armi disponibili, ci renderemo immediatamente conto che, per un corretto ed equilibrato svolgersi degli eventi, necessiteremo di un approfondito uso del Crafting e la cura dei Perk. Ciò che ha saputo incuriosirci ma allo stesso tempo spiazzarci è stato il sistema e la struttura di gioco messa in campo in questa nuova edizione.

In buona sostanza e rispetto al passato, potremo sin da subito impadronirci di alcune armi (utili contro i predoni e gli animali selvatici), senza risentire del relativo logorio d'uso. Questa scelta (abbastanza user friendly per i novizi) potrebbe far storcere il naso agli amanti della serie, ma ci vorrà poco per rendersi conto che come sempre il crafting sarà determinante per la prosecuzione dell'avventura.

Definiremmo questo gioco progressivo nella sua complessità, infatti come è tradizione per la serie il mondo di Fallout riuscirà ad essere coinvolgente a poco a poco, con lo scorrere degli eventi e con le relative (ma non meno impegnative) missioni secondarie. Possiamo pertanto affermare che, per proseguire al meglio nella vicenda, converrà curare i parametri collegati all'armamento (relativo al crafting), la creazione di appositi avamposti (utili per la conservazione delle riserve o la lavorazione di beni e materiali) e le nostre tanto amate attitudini ed abilità. Ci congratuliamo per ciò che concerne il lato narrativo, in quanto la nostra avventura costruita in situazioni e con compagni differenti, saprà accompagnarci dall'inzio alla fine con uno spessore di buon livello abbinato a un doppiaggio totalmente in italiano!


GAMEPLAY STRATIFICATO

Pad alla mano, Fallout 4 non rende minimamente l'idea all'utente di cosa o come stia realmente giocando: per intenderci, a primo acchito dà l'impressione di uno sparatutto in prima persona, ma poi, nel crescendo narrativo, riesce a sviluppare una complessità e una miriade di abilità e perk veramente vasta. Per chi è avvezzo ai prodotti di questa software house non potrà non notare la medesima stratificazione del personaggio presente in Skyrim!

In questo caso lo sviluppo del nostro personaggio, le abitilità e le risorse verranno gestite premendo il tasto Y ed accedendo al relativo Pip Boy, il nostro fido strumento, indossato come un orologio ma ovviamente di dimensioni differenti, ci aiuterà nella gestione della totalità degli eventi. Tramite i tasti dorsali infatti, potremo accedere alle varie voci disponibili, passando dalle armi, al magazzino, fino alle abilità. Questi strumenti, ben noti agli amanti della saga, saranno coadiuvati dall'armatura atomica che, in questa edizione, sarà disponibile sin dalla prima missione!
PIP BOY FOR ANDROID

In concomitanza con il lancio del gioco, è stata resa disponibile la App che simula in toto le funzionalità del Pip Boy con il medesimo layout grafico, garantendoci il massimo grado d'immedesimazione nonchè una discreta praticità all'interno del gioco.

Abbiamo scaricato l'applicazione lanciandola durante la partita, questo ci consentirà di poter gestire in contemporanea, o una volta abbandonata la partita, sia le caratteristiche del nostro personaggio, sia la gestione delle risorse disponibili.

Tutto sommato quest'implementazione utile, per quanto non indispensabile, ha saputo comunque garantire un alto tasso di coinvolgimento.
Vi invitiamo pertanto, una volta acquisita la copia del gioco, a scaricarla.

L'andare per le terre devastate, in quest'avventura free-roaming, riuscirà pertanto a rivelarsi divertente ma a tratti ostico senza un dosato e consapevole sviluppo del personaggio. A titolo di esempio, nel classico scontro a fuoco, i nostri avversari saranno capaci di centrarci anche da distanze elevate ed in movimento, mentre il nostro tiro (anche se coadiuvato dalla funzione rallentatore che ci consente di decidere quale parte fisionomica colpire) risentirà notevolmente del nostro tasso di fortuna e precisione. In questo senso pertanto i programmatori ci hanno saputo mettere di fronte ad una reale condizione di necessità/virtù che effettivamente avremmo dovuto riscontrare in un contesto reale nell'ambito di uno scenario post apocalittico.

È giusto poi parlare degli aspetti strategici che ci aiuteranno nell'avanzamento della storia sino ai tanto agognati titoli di coda. Come abbiamo detto prima, la nostra armatura atomica sarà disponibile sin da subito e potremo tramite il Pip Boy gestire completamente il nostro personaggio, salvo che nelle apposite missioni secondarie relative alla costruzione del nostro banco di lavoro per le modifiche e l'ulteriore laboratorio per la raffinazione delle risorse.

In questo contesto viene inserita la creazione dei nostri avamposti, dove nel corso della storia potremo introdurre i rifugiati e mettendo a loro disposizione strutture e mezzi. Ci siamo posti il quesito di quanto e come tali avamposti (i quali, è bene ricordarlo, costituiscono una delle novità di questo episodio poste maggiormente in evidenza -NdCJ) potessero di fatto incidere nella gestione del nostro personaggio e non possiamo nascondervi che, a nostro avviso, si sono rivelati un aspetto letteralmente marginale nell'ambito gestionale. Se da un lato essi rappresentano un riferimento per le nostre cose e le persone tratte in salvo, d'altro canto andranno controllati ripetutamente con l'assegnazione di funzioni e ruoli ad ogni singolo abitante in quanto, in autonomia, non vedremo svolgere alcun tipo di mansione o comportamento significativo e di supporto al nostro personaggio.

Difficile tirare le somme su quella che possa essere la corretta scelta artistica nel gioco, infatti il mondo che andiamo a esplorare presenta alcune luci ma anche tante ombre contornate e ricche di segreti. Potremo infatti ad inizio avventura fruire del sostegno di una sopravvissuta, la quale in seguito all'assunzione di droghe riuscirà ad avere delle visioni su dove possa essere nostro figlio; tuttavia fornirle tali sostanze non farà altro che nuocerle gravemente alla salute.

Per chi è già avvezzo alla serie confermiamo sarà presente l'istituto, con il quale andremo ad intrecciare dei rapporti che vi lasciamo il piacere di scoprire, senza parlare della miriade di sopravvissuti e della relativa ferrovia.

Tutti questi elementi arricchiscono una trama ricca di bivi e di dubbi profondamente personali che vi lasciamo il piacere di scoprire.

UN GIOCO SU CUI TIRARE LE SOMME NON È FACILE

Dare un voto, universalmente riconoscibile e oggettivamente corretto, a questo prodotto non è un impresa affatto semplice.

Fallout 4 è da scoprire, da esplorare, da conoscere. Parliamo di un prodotto da studiare, da assimilare e da rendere proprio in ogni singolo parametro.
La profondità progettuale, la narrazione ed il lato gestionale sono quanto di meglio un vero amante dei GdR possa chiedere. Questo gioco mantiene le promesse che gli utenti aspettavano, una ricca trama condita da una pletora di missioni secondarie, oggetti leggendari e una personalizzazione del protagonista che solo i gamers più stoici riusciranno ad ottenere, premettendo che la storia si sviluppa per all'incirca 20 ore (anche se per terminarla ne abbiamo messe circa 25) con un massimo del monte ore che si aggira sulle 400 comprendendo le missioni secondarie.

Riguardo al comparto grafico non possiamo negare che il passaggio alla next-gen non ha saputo convincerci, in quanto sia gli ambienti, sia i protagonisti nonché le varie animazioni non presentano progressi evidenti rispetto ai titoli immediatamente precedenti.

Per concludere parleremo di un aspetto, di una certa rilevanza ma non fondamentale, inerente una peculiarità di questo gioco ovvero: i dialoghi. Rispetto a quanto visto in Skyrim infatti, la gran quantità di domande e risposte riconducibili ai vari personaggi e comprimari presenti nell'avventura si limiterà sostanzialmente a un menù di quattro risposte corrispondenti ai tasti del pad, di cui generalmente due vengono utilizzati per i quesiti, uno per le risposte ed uno per l'interruzione del dialogo, riducendo - e non di poco - un aspetto che avrebbe potuto esprimere un certo potenziale.

Non possiamo comunque non promuovere un prodotto che, a nostro avviso, merita almeno un minimo di attenzione da parte di qualsiasi utente Xbox One, nonché di ogni amante della saga, che troverà in quest'avventura (lunga 200 anni) pane per i propri denti e tante, tante ore di divertimento e coinvolgimento!

Fallout 4 non rappresenta nel panorama videoludico una novità per ciò che concerne il mero lavoro grafico. Affacciandosi in punta di piedi sulle console di nuova generazione riesce comunque a far gridare al miracolo, non foss'altro per una complessità, completezza ed immedesimazione che raramente e solo determinati videogames riescono a dare.

Maglrado ciò rappresenta comunque un genere, in parte di nicchia, dove la dedizione, la voglia di conoscerne ogni sfaccettatura e l'impegno fanno parte del bagaglio dell'esperienza. Per cui ci sentiamo di escludere dalla cerchia di coloro che sono orientati all'acquisto soltanto i casual gamer di cui questo titolo rappresenterebbe soltanto la croce. Se siete invece fra coloro che amano la serie o più semplicemente i videogame di spessore in generale, allora sì, sappiate che riteniamo Fallout 4 uno di quei rari giochi che a pieno titolo merita di far parte della collezione di ogni singolo utente.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE