Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
Mad Max
Anno di uscita:
2015
Genere:
Azione open-world ad ambientazione post-apocalittica
Sviluppatore:
Avalanche Studios
Produttore:
Warner Bros. Interactive Entertainment
Distributore:
Warner Bros. Interactive Entertainment
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Solo testo, no audio
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - un Account Xbox Live Silver o Gold - 32 GB di spazio libero su Hard Disk - Prezzo: €69,99
  • Eccolo, il cattivo di turno... ammazza quanto è brutto !
  • Se cercate paesaggi verdi e lussureggianti, avete sbagliato gioco...
  • Auto sgangherate, ma corrono molto velocemente...
  • Le esplosioni in Mad Max sono davvero spettacolari
  • Siamo a corto di munizioni? Una bella speronata può risolvere il problema
  • Le auto sono ampiamente personalizzabili: ci si possono montare cannoni di ogni tipo
  • Mad Max non disdegna le risse alla vecchia maniera... anzi, le vedremo anche troppe volte
  • Tanti nemici, ma per fortuna non ci vuole molto a farli fuori
  • Un sommergibile in mezzo al deserto? E come ci è finito ?
  • "Ecco, spero proprio di averti convinto!"
  • Quel puntino verde riportato anche sulla mappa è il nostro obiettivo
  • Una ciotola d'acqua... sarà potabile? Forse è meglio non fare gli schizzinosi
  • Un bel primo piano ci vuole proprio...ahhhh si chiama selfie adesso !! (una volta si chiamava autoscatto -NdCJ)
  • Nemici brutti e pericolosi, ma siamo noi gli eroi...
  • Cannone centrale, corazza e spuntoni laterali. Fatevi sotto!!!
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  23/09/2015
Il mio nome e' Max. Il mio mondo e' fuoco e sangue.

La frase ad effetto pronunciata da Tom Hardy nella nuova opera cinematografica dedicata a Mad Max riassume in poche parole l'intero universo delle Wasteland dove l'eroe Max Rockatansky interpretato nel lontano 1979 da un allora poco conosciuto Mel Gibson vive le sue avventure. Nel 2015 con la rivisitazione cinematografica Fury Road della trilogia di George Miller, la software house svedese Avalanche Studios ha deciso di sviluppare un videogioco sull'eroe australiano.

In realtà i collegamenti fra il gioco e il film sono ridotti all'osso: complici uno sviluppo travagliato da continui rinvii e problematiche e soprattutto una realizzazione iniziata quando del film si conosceva a malapena la trama, a parte i protagonisti e un paio di ovvie somiglianze, le due trame risultano piuttosto slegate fra loro e praticamente indipendenti.

WASTELAND: L'ANTITESI DEL PARADISO

Le Wasteland sono un territorio desertico, da collocare presumibilmente nel deserto australiano: un paesaggio arido e desolato anche per lo scenario post-apocalittico generato dalla solita e abusata guerra nucleare che ha distrutto il mondo che conosciamo. Tante persone adesso che vivono alla giornata, anzi sopravvivono, spesso a spese di altri loro simili. L'anarchia totale da che mondo è mondo non ha portato mai nulla di buono, indirizzando spesso l'esistenza stessa dei sopravvissuti alle regole dettate dalla "legge del più forte".

Il gioco inizia con molto analogie rispetto alla pellicola, con il nostro Max che subisce il furto della sua vettura a causa della prepotenza del bullo di turno, un certo Scrotus cattivissimo e con un bel seguito di delinquenti alle spalle. Da quel momento il nostro scopo sarà riappropriarci del nostro mezzo e inanellare una serie di missioni volte a colpire lo strapotere di Scrotus per cercare di spodestarlo dal trono immaginario sul quale si è seduto per poi continuare per la nostra strada.
LA STORIA DI MAD MAX

ll primo film della serie, Interceptor (1979), vedeva un giovanissimo Mel Gibson nei panni dell'agente scelto Max Rockatanskyin un'Australia devastata da bande di teppisti continuamente in lotta fra loro. Il film, costato solo 200 mila dollari, ebbe un successo mondiale con introiti che superarono i 100 milioni di dollari. Questo gli permise di entrare nel Guinness dei Primati come il film a più alto rendimento di sempre e lanciò Mel Gibson nel firmamento delle star di Hollywood. Il seguito Interceptor - Guerriero della strada, uscì due anni dopo raccogliendo parecchi consensi per la spettacolarità degli effetti speciali e per aver approfondito la conoscenza della metà oscura di Mad Max. Invece nel 1985 è venuto alla luce il terzo capitolo della trilogia Mad Max - Oltre la sfera del tuono sempre ad opera di George Miller e con Mel Gibson nel ruolo di protagonista. Quest'anno Mad Max: Fury Road, ancora girato da Miller ma con Tom Hardy come protagonista, va visto invece non come un seguito, ma come una rivisitazione della saga in chiave moderna. L'auto guidata è sempre una V8 Interceptor e la pellicola è stracolma di inseguimenti mozzafiato ed effetti speciali di ogni tipo. Ad ogni modo, la serie di Mad Max ha fatto scuola nel genere del fanta-action con parecchi film ispirati alla trilogia iniziale di Miller, ad esempio la saga di Terminator

Faremo subito la conoscenza di Chumbucket, uno storpio e strambo meccanico il quale, oltre a procurarci una nuova vettura, ci guiderà passo passo nelle missioni di gioco. Attaccheremo quindi gli avamposti nemici per indebolire le difese di Scrotus e per recuperare rottami utili al potenziamento del nostro nuovo mezzo di trasporto.

Mad Max gode di un respawn infinito, ma riacquista energia dopo i combattimenti grazie all'uso dell'acqua presente un po' in tutta la mappa di gioco e necessaria per riempire la borraccia da portare sempre con noi. Anche se spesso disporremo di alcune armi, non molte per la verità, la lotta corpo a corpo caratterizzerà tutto il gioco mediante la tecnica del freeflow combat system, già vista ad esempio in Batman e qui presente in modo molto più semplificato (un combattimento guidato, dove bisogna premere al momento giusto il tasto che appare su schermo per realizzare contrattacchi e combo spettacolari ....NdR).

LA MAGNUS OPUS

La nostra vettura riveste un carattere primario in tutta l'avventura di gioco. Partendo da un modello piuttosto base e con una vasta gamma di personalizzazione da eseguire man mano che si avanza nel gioco, la Magnus Opus è probabilmente la vera protagonista del gioco di Avalanche Studios. In parecchie missioni ci sarà infatti chiesto di guidarla per le dune sabbiose delle Wasteland; oltre che come mezzo di trasporto, utilizzeremo la nostra macchina per attaccare gli avamposti nemici, grazie ad alcune armi come fucili e lanciagranate da montare sulla carrozzeria. In realtà la nostra auto può fare molto di più e, malgrado i tutorial piuttosto dettagliati, sarà un problema prendere confidenza con i comandi di gioco e con lo stile di guida parecchio arcade che ci viene richiesto.

Ci toccherà anche cercare in giro delle taniche di benzina, vera rarità nei territori dove siamo costretti a muoverci, ma comunque necessarie per rifornire il nostro mezzo e portarci qua e là per le nostre scorribande. Questa idea, piuttosto azzeccata, degli autori del gioco si scontra però con un'implementazione di gioco tutt'altro che coerente. È vero che dovremo continuamente cercare della benzina, ma con un pieno della stessa potremo scorrazzare per ore e ore. Sicuramente un peccato, che vanifica lo sforzo in termini di innovazione fatto dagli sviluppatori.

Le migliorie all'auto, oltre che funzionali, possono riguardare anche l'estetica: da questo punto di vista le personalizzazioni sembrano ben realizzate anche se il tutto si riduce alla continua ricerca di rottami necessari per aggiudicarci questo o quell'altro potenziamento. Non sarebbe stato male introdurre una serie di migliorie in conseguenza della vittoria in sfide o gare, così come visto ad esempio in Rage.



UN PO' DI QUA E UN PO' DI LÀ

Mad Max nel suo gameplay assomiglia a parecchi altri giochi, spesso veri e propri "mostri sacri" dell'industria videoludica, usciti precedentemente. Oltre al citato sistema di combattimento "libero" già visto in Batman, vi troviamo la conquista degli avamposti nemici di Far Cry con le postazioni che, una volta liberate, si riempiranno di nostri alleati pronti a rifornirci di rottami. Inoltre potremo evidenziare e sincronizzare i punti nevralgici della regione da conquistare con un sistema già visto in Assassin's Creed, per non parlare degli attacchi volti a indebolire le vetture nemiche nei quali useremo una sorta di bullet time già visto in una quantità considerevole di giochi d'azione.

Se l'ispirazione a prodotti di spessore nella creazione di un nuovo videogame ci può stare, d'altro canto sarebbe lecito attendersi anche qualche apporto innovativo: da questo punto di vista Mad Max è parecchio deficitario dal momento che presenta tante idee poi non del tutto realizzate per un motivo o per un altro. Oltre alla benzina praticamente inutile da cercare, il nostro eroe vede riempirsi la propria barra di energia totalmente ad ogni morte e successivo respawn oppure ad ogni nuovo login del giocatore. La ricerca dell'acqua quindi, necessaria per dare un po' di pepe alla meccanica di gioco si rivela spesso inutile e piuttosto secondaria. Inoltre dalla metà del gioco in poi alcune missioni si riveleranno spesso ripetitive, anche troppo, mancando quella caratteristica che ad un certo punto dell'azione è in grado di continuare a tenere il giocatore saldamente incollato allo schermo, come abbiamo sperimentato in Batman o Shadow of Mordor giusto per citare un paio di altri titoli.

Un vero peccato se si considera che i programmatori svedesi di Avalanche sono gli stessi della serie di Just Cause (con il terzo episodio in arrivo il 1° dicembre -Nd New_Neo). Di conseguenza, anche se la mappa open-world è abbastanza estesa, non si può parlare di un vero e proprio free roaming. Infatti non potremo sbloccare alcune missioni se prima non avremo completato qualche obiettivo precedente, spesso a base di ricerca di rottami e scontri corpo a corpo: una libertà limitata nel gameplay che poco si addice ad un prodotto di nuova generazione, uscito nel 2015.

TECNICAMENTE PARLANDO

L'aspetto grafico di Mad Max si presenta bene, pur non presentando niente di miracoloso; comunque il panorama delle Wasteland è di chiara matrice desertica. Tuttavia i personaggi sono ben definiti così come i fondali, anche se noteremo qualche texture un po' ballerina di quando in quando. Il tutto fa in ogni caso pensare a una buona realizzazione della grafica e delle animazioni, con gli effetti delle esplosioni e le tempeste di sabbia davvero belli da vedere. Ottimo anche il gioco di luci ed ombre che contribuisce a intensificare l'atmosfera di gioco. Ogni tanto capita qualche piccolo rallentamento nel frame rate, soprattutto quando i nemici da affrontare su schermo sono tanti; un paio di volte abbiamo notato dei cali di prestazioni davvero notevoli anche se, per fortuna, di brevissima durata. Il doppiaggio in inglese è ben realizzato, ma in italiano sono presenti purtroppo soltanto i sottotitoli. La longevità si attesta intorno alle 30 ore per il completamento di tutto il gioco, mentre 15 basteranno per giungere alla fine della trama principale. Sono comprese anche diverse sotto-missioni, malgrado in misura minore rispetto ad altri titoli del genere, e sfortunatamente nemmeno brillanti per varietà di gioco.

Il problema di Mad Max sta proprio nella ripetitività. Il reiterarsi delle stesse azioni, che diventa parecchio frustrante soprattutto dopo la metà del percorso, ci costringe a svolgere quasi sempre gli stessi compiti: cercare rottami, portarli al nostro meccanico per potenziare l'auto, liberare quell'avamposto e così via. Avrebbe sicuramente giovato al prodotto l'introduzione di qualcosa in grado di apportare varietà all'azione di gioco. I boss finali non sono molti e comunque tutt'altro che impossibili da abbattere, mentre i combattimenti risentono della semplificazione del freeflow combat risultando sì spettacolari, ma per nulla proibitivi da portare a termine. La trama di gioco si perde durante la prosecuzione della narrazione: è vero che un titolo simile è fondamentalmente d'azione e che non ci sono riferimenti con la trama del film, però un minimo di coinvolgimento narrativo avrebbe sicuramente giovato a tutta la storia del gioco. In conclusione Mad Max, con i suoi pregi e difetti è un titolo in grado di divertire lo stesso, soprattutto per chi è appassionato della serie cinematografica oppure adora gli scenari post-apocalittici: l'importante è non aspettarsi più di tanto.

Modus Operandi: abbiamo potuto sperimentare le peripezie di Max Rockatansky grazie ad una copia gentilmente inviataci da Laboratorio Comunicazione.

Mad Max è un prodotto ibrido, nel senso che offre cose buone intervallate da altre meno buone. La considerevole realizzazione tecnica si scontra con una ripetitività spesso fastidiosa e con una narrazione davvero di scarso livello. Nonostante questo però riesce ad intrattenere il giocatore, complici le belle sezioni di guida arcade fra le dune e l'atmosfera arida e desolata di sicuro impatto visivo.

Gli amanti della serie possono comunque trovare di che divertirsi, tutti gli altri invece dovrebbero provarlo prima dell'acquisto.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE