Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Vendetta
Anno di uscita:
1990
Genere:
Beat'em Up, Arcade Adventure, Guida
Sviluppatore:
codice: Stanley Schembri
Produttore:
System 3
Distributore:
System 3
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 con registratore o disk drive e un joystick, oppure emulatore dedicato
Altri formati:
  • La spettacolare, anche se severa, presentazione animata
  • Cominciano l'avventura... e la strage
  • Buonasera, posso offrirle un caffè?
  • Tra computer e radio sembra di stare all'Euronics
  • C'è anche un magnifico coinoppone anni 80!
  • La Ferrari lasciata aperta, parcheggiata dal più scemo del pianeta
  • Terzo livello, ma stessa solfa: anche tu, caro mio, stai per morire
  • Anche qui computer da fregare
  • Mi stavano aspettando, c'è anche il tizio trincerato pronto per darmi il benvenuto
  • Buono carrarmatino, cuccia carrarmatino...
  • Amorevole stanza da letto
  • Ecco il nostro macchinone on the road
  • Poliziotto davvero inquietante
  • Notare il paesaggio quasi spaziale
  • Dopo la scampagnata ricomincia il duro lavoro
  • Ho usato Omino Bianco sui delicati e guardate che è successo...
  • Scusi assistente di volo, si può avere uno snack salato?
  • Central Park: l'ultima tappa prima della vittoria
Redattore:  Michelangelo 'Pippo' Carbonara                        Pubblicato il:  24/03/2011
Terrorismo e violenza la fanno da padrone in questo storico titolo System 3. Ma niente paura: ci penserà il nostro eroe vendicativo a rimettere le cose a posto...
La software house inglese System 3 è senza dubbio una delle più significative all’interno del panorama videoludico per il C64; fin dai primi prodotti si è distinta per la ricerca di una qualità superiore e di una grande atmosfera. I primi grandi successi della casa si ebbero con giochi dall’ambientazione orientale, quali i superclassici di combattimento International Karate (1986), International Karate Plus (1987) e Bangkok Nights (1987). Nei due anni successivi spopolarono i primi due capitoli della saga The Last Ninja che, pur attuando un cambio di concept, mantennero protagonisti orientali e caratteristiche da picchiaduro. Fu nel 1989 che System 3 cominciò ad allargare i suoi orizzonti producendo giochi di altri generi: shoot’em up, avventure in stile Indiana Jones, e così via. Vendetta matura in questo quadro: rispetto ai suoi predecessori ha un'impronta decisamente più contemporanea e forte, proponendo una storia di violenza e morte.

FINALMENTE UNA STORIA CHE IMPRESSIONA
Contrariamente alle abitudini di molte software house, i prodotti della System 3 si distinguono spesso per la trama molto definita e dettagliata, e Vendetta non fa eccezione. Il manuale comprende quattro pagine di intensa narrazione che motivano in modo convincente il titolo del gioco. Lo scenario è squallido e desolato: l’eroe della storia è in realtà un personaggio tormentato e ruvido, ricercato dalla polizia, un ex militare che si trova a dover riprendere le armi per andare a salvare un suo fratello professore di chimica e la figlia di quest’ultimo, ambedue rapiti da una banda di terroristi senza scrupoli. Si dà il fatto che il fratello professore abbia scoperto la formula per realizzare una bomba atomica a basso prezzo: la banda ha dunque intenzione di ricattare la città promettendo di fare esplodere la bomba se non le verranno pagati milioni e milioni di dollari. Il manuale è davvero l'ideale preludio all’impresa che dovrà affrontare il giocatore, offrendo tutta l’atmosfera e il senso di immedesimazione necessari. Una volta lanciato il gioco, viene anche proposta una notevole sequenza animata, mostrata da un monitor collegato ad una telecamera a circuito chiuso che ha ripreso il momento del rapimento (sequenza a dir poco storica NdBoZ). Il bianco e nero da "TV verità" e la musica lugubre accentuano ulteriormente la serietà dell’argomento e l’epicità dell’avventura che sta per cominciare.

GAMEPLAY: LIVELLI A VISUALE ISOMETRICA
Le condizioni per terminare Vendetta sono abbastanza dure, come il contesto generale: si ha una sola vita a disposizione, dell’energia che cala ogni volta che si è colpiti e una sola ora di tempo per completare il tutto.
Andando ad analizzare la struttura del gioco, si può tranquillamente affermare che Vendetta è niente più che un clone di Last Ninja 2, almeno per quel che concerne i livelli dispari. La visuale isometrica è la medesima, la collocazione americana pure (anzi, in alcune sezioni è proprio newyorkese, come LN2), il sistema di controllo via joystick è virtualmente identico. Si può ruotare il personaggio nelle quattro direzioni, si può sferrare un calcio oppure usare un’arma, e inginocchiandosi a mo’ di corridore sulla linea di partenza è possibile esaminare e raccogliere oggetti. Diversamente da Last Ninja 2, in cui gli oggetti erano visualizzati sullo schermo e a volte lampeggiavano, in Vendetta essi sono segnalati da X intermittenti, perché il più delle volte, stranamente, non sono disegnati nel background e senza un segnale che ne rivelasse la presenza sarebbe impossibile sapere dove si trovino. Quest’elemento è il primo che potrebbe far sorgere un pensiero a chi sta giocando: perché questa eccentrica trovata delle X? Con il procedere dell’azione, purtroppo, verranno rivelate altre “eccentriche trovate”, la maggior parte delle quali contribuiscono a creare un divario di qualità importante rispetto alla serie di Last Ninja. Una delle principali è che molti degli oggetti raccolti non sono utili al fine della risoluzione dell’avventura. Chi conosce Last Ninja sa che il cuore del divertimento risiede nel dover capire come utilizzare gli oggetti raccolti per superare gli enigmi e proseguire. Qui, invece, il 90% degli oggetti servono come “prove”. Essendo infatti il protagonista diffidato dalla polizia e sospettato di essere complice dei terroristi, dovrà raccogliere vari effetti personali appartenenti agli ostaggi come collanine, borsette, documenti e altro ancora, da mostrare ai poliziotti appena ne venga fatta richiesta.
Il collezionare oggetti diventa quindi una ottusa ricerca, con la speranza di essere riusciti a scovare tutto perché, se la polizia ci ferma e ci chiede un oggetto che non abbiamo, la partita è finita e bisogna ricominciare tutto. E per “ricominciare tutto” si intende "spegnere il computer e ricaricare il gioco" perché Vendetta, quando arriva il game over, si rifiuta di tornare al livello 1 automaticamente. Un malus non da poco, secondo noi, indegno di un videogame System 3.
Altre cattive notizie vengono dal comparto tecnico, e ancora una volta bisogna scomodare i capolavori della serie Last Ninja: dove sono finite le bellissime musiche ingame che accompagnavano egregiamente le scorribande di Armakuni? All’audio abbiamo sempre il grandissimo Matt Gray, che aveva composto la soundtrack di LN2. Perché qui non c'è quasi nulla, a parte qualche normalissimo effetto sonoro (programmato tra l'altro dai Maniacs of Noise, altri talenti sprecati)? Inoltre non ci sono più neanche i personaggi disegnati in alta risoluzione: in Vendetta tutti gli sprite sono blocchettosi e sgraziati, animati sufficientemente ma con un effetto piuttosto innaturale, soprattutto considerando che nei LN i protagonisti presentavano una fluidità invidiabile, tale che sembrava ballassero sullo schermo.
Aggiungiamo anche che il codice si presenta abbastanza bacato, generando errori che vanno dall’innocua visualizzazione errata degli sprite (gambe separate dal resto del corpo o personaggi che scorrazzano sui muri) a situazioni in cui non si riesce più a proseguire perché magari il nostro eroe si è ficcato in un punto da cui non è più possibile tornare indietro con il macchinoso sistema rotatorio del joystick.
Per dovere di cronaca, va rimarcato che Vendetta era nato come un gioco teso a sperimentare un nuovo engine grafico che sarebbe poi stato utilizzato per Last Ninja 3: ecco il motivo di tante imprecisioni e superficialità, ma essendo stato Vendetta commercializzato normalmente questi errori vanno condannati senza attenuanti.

GAMEPLAY: LIVELLI DI SIMULAZIONE AUTOMOBILISTICA
Ed eccoci all’unica, sostanziale novità di Vendetta. Se i livelli dispari narrano l’avanzata a piedi del vendicatore in cerca dei terroristi e dei parenti rapiti, i livelli pari rappresentano gli spostamenti che il nostro compie su una Ferrari F40 (poverino!) (un eroe figo necessita di un'auto figa, è la regola. ndAvion) trovata nei paraggi. Questo è un elemento interessante, perché queste sezioni di guida sono il primo esperimento della System 3 con i giochi di guida (seguirà poi il fantastico Turbo Charge, nel 1991). Purtroppo, anche questa parte del gioco è deludente.
La macchina si controlla malissimo: muovendo a destra o a sinistra il joystick, la vettura va a sbattere a tutta velocità contro il corrispettivo lato dello schermo, senza alcuna relazione con ciò che succede sulla strada. Ogni tanto si incontrano bivi: se non si azzecca la direzione giusta, la macchina sbanda per un attimo e poi si dirige da sola nella direzione corretta (quindi a che servono?). Anche qui ogni tanto la polizia chiederà qualche oggetto prova, ma ciò non aumenta affatto il divertimento dato che si rischia di dover spegnere tutto solo perché non si è fatto in tempo a vedere quale oggetto è richiesto o perché, nella foga, è stato selezionato l’oggetto errato.
Stendiamo un velo pietoso anche sugli ostacoli di questa fase: due macchinette scalcagnate e altrettanto agonizzanti elicotterini che sparano qualche missiletto. Il nostro eroe ha alcune armi a disposizione, ma sono quasi inutili, visto che il livello si supera tranquillamente senza usarle.
Segno meno anche sul piano estetico: la strada è disegnata sufficientemente, ma ai lati compaiono orridi alberi flickeranti e l’orizzonte è realizzato in maniera mediocre.

CONCLUSIONI E VALUTAZIONI
Vendetta è un gioco fatto in fretta, che soffre di alcune lacune di concept, che manca di divertimento nelle fasi di guida e che desta poco interesse nelle fasi esplorative, oltre a possedere una preoccupante facilità di fondo (ricordiamo che i livelli esplorativi nei Last Ninja erano in media sei, mentre qui, per colpa di queste scialbe sequenze di guida, sono solo tre, oltre ad un livello scemo, molto breve, nel finale).
C’è qualcosa che possa compensare tutti questi nei? Per fortuna sì, d’altronde si parla sempre di un gioco distribuito da una delle più prestigiose case videoludiche degli anni '80 e '90.
La grafica nelle parti di esplorazione è ottima come al solito: non è molto varia perché gli ambienti sono per forza di cose asettici e crudi (l’aeroporto, la base militare), ma rende molto bene l’atmosfera.
Nonostante non ci siano molte sorprese né ci sia da fare chissà quale esplorazione, l’azione è abbastanza tesa, l’energia a disposizione non è molta e il tempo scorre inesorabile, e questo fa sì che ci si debba concentrare parecchio. In alcuni momenti il gioco è molto adrenalinico e dà sul serio la sensazione di voler sparare a tutto spiano per eliminare il nemico pericoloso: non so se sia molto educativo, ma non si può proprio negare che la suspense sia parecchio elevata.
Per chi voglia giocare fino in fondo Vendetta, è prevista anche una sequenza di chiusura, molto stringata ma che comprende un’altra grande musica di Matt Gray.
L'esperimento è più interessante sulla carta che in pratica, il mix tra avventura e guida genera un prodotto che è medio-alto (più medio che alto) su ambedue i fronti ma non si può proprio parlare di capolavoro per una casa produttrice che ha da sempre sfornato giochi importanti e di prestigio. Resta comunque un buon tentativo di uscire dal seminato affrontando nuovi argomenti e tecnicamente rimane il "papà" di Last Ninja 3, che sarebbe apparso l'anno successivo e avrebbe meravigliato il mondo intero. Direi che si merita di essere giocato e di essere apprezzato per quello che è, meglio ancora usando l'emulatore che permette i salvataggi di posizione, evitando così l'imbarazzante manovra di hard reset cui costringe il gioco originale.
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