Recensione PC
Titolo del gioco:
TimeShift
Anno di uscita:
2007
Genere:
FPS
Sviluppatore:
Saber Interactive
Produttore:
Saber Interactive
Distributore:
Vivendi Games (Sierra)
Multiplayer:
si
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
http://www.timeshiftgame.com
Requisiti minimi:
O.S.: Windows 2000/XP/Vista, Processor: 2 GHz processor, RAM: 1 GB RAM Video Card: 128 MB video card with pixel shader 2.0 support, ESRB: Mature (M), OFLC: MA 15+, PEGI: 18+, USK: 18
  • La città presenta un aspetto tetro e suggestivo, ammantata dalla pioggia e dai suoni della guerriglia in atto.
  • Alcuni ambienti, come i condotti di manutenzione. sono decisamente claustrofobici...
  • La sala di comando su un vascello volante dei ribelli: pur essendo ben realizzata, in gioco viene sfruttata decisamente poco...
  • A bordo di un treno scoperto in movimento, possiamo goderci il paesaggio che sfila attorno a noi.
  • Una rastrelliera per le armi: nei livelli di sfida elevati, ogni volta che ne vedrete una farete letteralmente dei salti di gioia !
  • Ed eccoci nella cabina di pilotaggio di un jet a motore. Come detto in fase di recensione, non potremo pilotare questi mezzi...
  • Comodo, pratico e pieghevole: rubare il jet nella foto sarà uno dei nostri obbiettivi principali.
  • Allarme ad infrarossi ? Macchè, si tratta di raggi laser fatti per sminuzzare gli intrusi ! Per fortuna abbiamo il "Ferma Tempo".
  • Un soldato nemico "surgelato" e in attesa di entrare in servizio. Questi soldati hanno l'abilità di rallentare il tempo proprio come noi.
  • La fabbrica dei carri in tutto il suo splendore ! ...vi ho già detto che non potremo pilotare questi gingilli, vero ?... Delusione.
  • Premi X per raccogliere l'arma: in caso di più armi sul terreno, dovremo fare "prendi & molla". Non sono previsti menù di selezione.
  • Piromani ? Niente paura: con l'HellFire potrete fare arrosto anche il nemico più ostico. Parola di giovane marmotta !
  • Manifesti dal sapore "Hitleriano". Sono stati inseriti per far comprendere il pensiero politico dei nemici, ma alla lunga tendono a perdere significato.
  • Un Quad fatto a pezzi: se avete munizioni per le armi pesanti da sprecare, ogni tanto può essere divertente...
  • Il "Ragno Meccanico" farà la sua comparsa in diverse fasi di gioco, ma solo alla fine potremo affrontarlo con armi adatte.
  • Sangue, violenza, PEGI: 18+... alcune immagini sono decisamente realistiche e lasciano ben poco all'immaginazione.
  • Una bomba a tempo: dopo averla piazzata dovremo allontarci in tutta fretta, il suo raggio d'azione è molto ampio !
  • Notare le braccia del tipo: a distanza ravvicinata è possibile vedere anche le vene sottopelle...
  • Il posto ideale dove trascorrere le vacanze invernali ! I paesaggi hanno un tocco grafico impeccabile.
  • Una fortezza inespugnabile: il telone di questi veicoli, tristemente, non viene penetrato neanche dalle esplosioni...
  • BloodHound: la possibilità di guidare in remoto i razzi ne fa un'arma temibile e potentissima !
  • Usando il blocco temporale assieme all'Echo Rifle potremo uccidere anche 4 nemici per volta...
  • L'aereodirigibile dei ribelli si scontra con alcuni jet nemici in mezzo a nubi di fumo: una vista assolutamente suggestiva.
  • Graaanaaataaa !!! Il soldato con la mano amputata e la gola a brandelli si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.
  • Il combattimento urbano è quello più appagante per chi ama pianificare le tattiche d'attacco.
  • Le torrette di contraerea sono postazioni vulnerabili e semplici da eliminare se avete un fucile da cecchino.
  • Questa scena, non so perchè, mi ricorda tanto Terminator e l'attacco dei Ribelli alle Macchine...
  • L'Urlo di Munch accoppiato con il motto dei Borg ! Mi chiedo se rientri tra la categoria dei "Cameo" o no... ?
Redattore:  Gianni 'Norris The Nerd' Stefanelli                        Pubblicato il:  01/09/2008
Salti temporali, armi avveniristiche e feroci dittatori pronti a farci fuori: viaggiare nel tempo non è mai stato tanto pericoloso !
Sci-Fi è bello

I prodotti fantascientifici, devo ammetterlo, mi hanno sempre affascinato.
Fin dal "primo contatto", avuto con l'universo di Star Trek e poi successivamente con i grandi capolavori del cinema e dei giochi per PC, ho sempre provato quella sensazione di mistero e attrazione che circonda le insondabili conquiste tecnologiche del futuro.
TimeShift va ad inserirsi in un genere diffuso e blasonato, quali sono gli sparatutto in prima persona (FPS), ma sfruttando e ampliando un concetto ripreso dall'oramai lontano primo episodio di Max Paine: quello del "Bullet Time".

Per chi fosse nuovo a questa definizione, il Bullet Time altro non è che un rallentamento voluto dello scenario di gioco, che però non coinvolge il personaggio guidato dal giocatore: così, mentre il tempo scorre a velocità ridotta, chi gioca si trova di fronte a nemici dai movimenti congelati, libero di prendere la mira con calma o schivare nugoli di proiettili in pieno stile "Matrix".
In questo contesto e con le premesse di cui sopra va ad inserirsi TimeShift; vedremo in seguito con quanto successo.

Ieri, oggi o domani ?

La trama di TimeShift si svolge nel passato, o per meglio dire in un futuro alterato da paradossi temporali: in possesso delle tecnologie necessarie, un gruppo di scienziati mette a punto due modelli di cronotuta; il modello Alfa meno avanzato, ed il modello Beta già pronto per l'utilizzo militare.
Come in ogni plot fantascientifico che si rispetti il cattivo di turno, uno degli scienziati che lavorano al progetto, non tarda ad impossessarsi della tuta Alfa, sfruttandola per tornare indietro nel tempo e modificare il corso degli eventi a suo favore.

Noi, ovviamente, saremo i fortunati possessori della tuta Beta.
Stipati all'interno di questo tecnologico vestiario verremo catapultati, sempre per merito di un provvidenziale paradosso, proprio nell'arco temporale in cui si trova il Doctor Aiden Krone (questo il nome del criminale che ha rubato la tuta Alfa).
Fermare il Doctor Krone si rivelerà impresa tutt'altro che facile e che ci costringerà a rischiare la vita tra flashback mnemonici e sequenze di combattimento adrenaliniche.

Il tempo è un concetto relativo...

L'interfaccia di gioco in TimeShift si presenta come quella di molti classici FPS:
La barra di energia in alto a destra dello schermo, con la quale tenere d'occhio la salute, sarà affiancata dall'utilissimo radar per individuare i nemici, mentre la gestione delle armi verrà mostrata in un riquadro in alto a sinistra e sormontata dal pannello di gestione temporale.
L'uso accorto di quest'ultimo pannello sarà la chiave di volta per finire il gioco: ogni situazione nella quale ci imbatteremo infatti prevede l'utilizzo del rallentamento temporale sia per evadere i pericoli, come proiettili nemici, esplosioni o impatti con oggetti pesanti, sia per risolvere i vari puzzle con i quali dovremo fare i conti per attraversare alcune fasi di gioco.

Il tempo in TimeShift è tuttavia un fattore determinante anche a livello di trama, e si presta quindi a differenti tipi di manipolazione: sempre con l'interfaccia temporale saremo in grado di arrestare il corso degli eventi (acquisendo un vantaggio strategico non indifferente), oppure di "riavvolgere" il tempo, capacità questa che garantisce un approccio più ragionato se utilizzata nei momenti giusti.
Non pensiate però che questi poteri ci rendano in grado di fare qualunque cosa: ogni tipo di deformazione temporale ha una durata precisa, trascorsa la quale la nostra tuta dovrà necessariamente ricaricarsi.
La ricarica avviene in pochi secondi, che d'altronde in un FPS ad alto tasso adrenalinico come TimeShift risultano decisivi nel decretare la vittoria o la sconfitta.

Dai un nome al tuo fucile, soldato !

Come ogni sparatutto che si rispetti, anche TimeShift prevede una vasta gamma di armi, ciascuna con peculiarità e difetti che la rendono più o meno utile a seconda del nemico che ci troveremo a fronteggiare; ogni arma sarà dotata di una modalità di fuoco principale e di una secondaria, anche se purtroppo il gioco ci consente di trattenere solo tre armi alla volta; dovremo quindi scegliere con saggezza...

La KM-33 è la classica pistola di base, infligge pochi danni e non è facile da trovare, questo ci spingerà ad abbandonarla quasi subito in favore di calibri più pesanti, come il KM 2103 Karbine che si rivelerà l'arma principale e più versatile di tutto il gioco: con un munizionamento facilmente reperibile ed un lanciagranate per il fuoco secondario, potremo agevolmente impiegarlo in tattiche di guerriglia o in scontri d'assedio a postazioni fortificate.
Lo Shatter Gun, un fucile a canne mozze in versione avveniristica, causa danni ingenti a distanza ravvicinata, ma risulta praticamente inutile sulla media e lunga distanza; al contrario, sempre per la categoria fucili abbiamo l'Echo Rifle: se vi piace fare il cecchino alla Hitman, quest'arma vi accompagnerà per buona parte del gioco, lo zoom periscopico unito alla capacità di penetrare nelle fessure dei ripari concede all'Echo Rifle un margine di efficacia elevatissimo.
Restando in tema di cecchinaggio, il ThunderBolt si rivelerà prezioso, visto che possiede uno zoom notevole e i suoi dardi incendiari esplodono a contatto con il nemico, causando danni ad area d'effetto che possono far esplodere contenitori di benzina nelle vicinanze.

L'E.M.F. Cannon rientra a pieno titolo all'interno della categoria "armi pesanti": pur avendo una scarsa riserva di munizioni, un paio di colpi sono spesso sufficienti per eliminare gli avversari, concedendo una potenza di fuoco invidiabile.
Passiamo al BloodHound: a prima vista un banale lanciarazzi, ma con un'abilità secondaria che permette di guidare i missili fino al loro bersaglio. Indispensabile per abbattere elicotteri e Mech nemici, risente molto della penuria di munizioni, al contrario dell'Hell-Fire, che come suggerisce il nome, spara proiettili infuocati a medio raggio e utilizza un getto lanciafiamme a corto raggio per tener lontani i cattivoni più insistenti; dar fuoco ai barili di esplosivo si rivelerà molto spesso la scelta vincente quando ci troveremo in netta inferiorità numerica.
Infine, l'arma suprema: il SurgeGun; se spappolare gli avversari con il lanciarazzi non vi da più soddisfazione, grazie al SurgeGun potrete togliervi lo sfizio di far saltare i veicoli nemici come fossero palloncini.
Purtroppo i colpi per quest'arma sono rarissimi e il caricatore assai limitato, il che ci porterà ad utilizzarla sporadicamente negli scontri verso unità più deboli; il fuoco secondario del SurgeGun ha l'abilità di stordire temporaneamente il nemico: avvicinarsi e colpire con il calcio del fucile non sarà più un problema.

La tutina delle meraviglie...

Parliamo un pò della Suite Beta e di come può salvarci la pelle:
Questa tuta in nero dall'aspetto tecnologico e aggressivo ha in dotazione, oltre al sistema di salto temporale, anche uno stimolatore (il Rapid Recovery System) che prevede il ripristino della salute nel caso in cui si subiscano pesanti ferite.
La salute infatti "ricresce" miracolosamente stando qualche secondo senza prendere colpi dai nemici.
Come è ovvio questo tende a sbilanciare il gioco, infatti combinando questa feature della suite con l'uso del distorsore temporale (che non influenza il possessore della tuta...), ci garantiremo "l'immortalità" anche a livello di difficoltà elevato.

Struttura e motore di gioco

Il sistema 3D impiegato per TimeShift è, graficamente parlando, più che adeguato alle aspettative.
Gli effetti di luce, la pioggia e le nuvole di polvere attraversate dai fasci di energia o fiamme lanciate dai nemici regalano un esperienza qualitativamente eccellente; al contempo l'audio è ben bilanciato negli effetti d'ambiente e presenta una colonna sonora d'atmosfera ed un parlato (nella versione Italiana) che non si limita alla presenza nei dialoghi, ma affianca il giocatore durante le sezioni di guerriglia urbana, dando la sensazione che nei paraggi siano in atto conflitti a fuoco e fughe precipitose.
Particolarmente curata, specie all'inizio, la "gita guidata" che ci permette di fare esperienza con il potere della tuta, il sistema di movimento e le varie funzioni dei comandi, raggruppati di default in modo da facilitare il gioco con la combinazione tastiera/mouse.

Applausi o fischi ?

Volendo trovare una definizione adeguata per TimeShift, potremmo paragonarlo ad una stella cadente: bello da vedere, luminoso graficamente ma veloce a scomparire tanto quanto è stato veloce ad apparire.
Sopra ho scritto stella cadente: in effetti la caduta nelle aspettative per il giocatore è precipitosa come una meteora, più che cadente come una stella !
Se da un lato troviamo una grafica d'eccellenza e un sonoro evolutissimo, dall'altro la carenza nella trama ci porta a giocare in modo continuativo quella che sembra essere “la danza del trova obbiettivo”.
Per ogni obbiettivo raggiunto il gioco ne propone subito un altro, stessa icona, stesse istruzioni solo un po' differenti nella forma, indirizzano verso l'ennesimo punto da raggiungere per ottenere lo sblocco di una misera sequenza video che raramente supera i 50 secondi, portando ad anelare una pausa tra tanto carnaio a favore di un dialogo interattivo, una cut scene esplicativa, un puzze logico che dia senso alla storia nel suo complesso.

La mancanza di upgrade tecnologici da applicare alla tuta si fa sentire con tutto il suo peso durante l'arco del gioco:
Per i veterani di FPS "ruolistici" alla Deus Ex, adeguarsi al concetto di schematica staticità imposto da TimeShift non sarà ne piacevole ne facile.
Spesso si avverte una lacuna su questo fronte, resa ancor più concreta dagli ovvi upgrades che un gioco dei questo tipo manca di introdurre, quali ad esempio la capacità di trasportare più armi in una "tasca temporale" della tuta, un visore ad infrarossi per individuare i nemici in condizioni ambientali difficili, l'utilizzo del "Bullet Time" per un periodo di tempo più esteso attraverso incrementi di potenza o aggiornamenti della suite e così via.

Parlavamo della trama:

La storia viene centellinata, anzi potremmo dire “trattenuta”, fino all'epilogo conclusivo, che lascia un senso di insoddisfazione abbastanza marcato, sia per la brevità intrinseca del gioco (insufficiente anche per utenti non veterani), sia perché non viene data al giocatore la possibilità di “continuare” ad un livello di sfida successivo portandosi dietro eventuali bonus o punti da sbloccare.
L'unico vantaggio sta nell'accesso (anche giocando solo a livello facile) ad una galleria di musiche, filmati e bozzetti di cui non si sente particolarmente la necessità dopo aver finito TimeShift e che non spinge a rigiocare in single player.

Ma io ho la patente !

Il senso di delusione che ho provato una volta arrivato alla fine del gioco, nello scoprire che la maggior parte dei veicoli incontrati non sono pilotabili è stato profondo.
Forse "viziato" dal capolavoro della Bungie Studios che mi ha permesso di giocare ad Halo e i suoi seguiti, speravo di poter pilotare almeno uno degli elicotteri o dei jet, lanciandomi in paraboliche picchiate per sterminare indifesi nemici a terra, oppure governare uno dei dirigibili, la cui sala comando ha dei tratti decisamente carismatici.
E che dire dei carri armati (bellissimi, ma non utilizzabili) o dei mech, veri e propri oggetti di culto per un appassionato di games in generale ?
Niente di tutto quello elencato sopra ci verrà offerto come mezzo di distruzione, al limite potremo toglierci lo sfizio, più avanti nel gioco, di abbattere un paio di elicotteri, distruggere un mech o far saltare qualche Quad (le moto pilotabili a quattro ruote), giusto se non si ha di meglio da fare e posto di avere munizioni del lanciarazzi da gettare al vento...
Sempre volendo parlare della gestione delle armi, ci si accorge subito che il sistema non è certo uno dei migliori: tralasciando l'insoddisfazione che scaturisce dalla mancata possibilità di non poter trattenere più di 3 armi alla volta (feature voluta sicuramente per allungare artificialmente la vita del gioco), trova rilievo anche una pecca nel sistema di raccolta; premendo X si può raccogliere un'arma da terra, ma quando più armi si ammucchiano sopra una cassa che ne contiene altre, prendere oggetti situati sul fondo diventa un'impresa quantomeno fastidiosa e spesso foriera di morte se nei paraggi vi sono dei nemici.

Insomma, un passo indietro nel mondo degli FPS per quello che appare un clone mal riuscito di MaxPaine e Deus Ex messi assieme e imbellettato con grafica e sonoro di alta qualità, che secondo le intenzioni dei realizzatori dovrebbe fare da specchietto per le allodole e soddisfare un tipo di utenza matura e abituata a titoli ben più complessi e longevi.
All'inizio di questa recensione mi sono chiesto come giudicare TimeShift: alla stregua di un “normale” FPS, oppure seguendo il criterio secondo il quale ogni gioco, FPS o meno, è fatto per divertire chi si trova davanti al monitor e deve evolversi tenendo conto dei suoi predecessori più illustri ?
Ho optato per la seconda scelta, pur consapevole che se avessi optato per la prima (meno impegnativa) il mio giudizio finale, così come quello globale espresso durante la recensione, sarebbe stato di gran lunga più lusinghiero.

Diciamolo quindi con chiarezza: TimeShift è un FPS notevole, che fonde una grafica d'alto livello con un sonoro qualitativamente eccellente, il suo punto debole sta nel fatto che si ha l'impressione, sia durante che soprattutto alla fine del gioco, di trovarsi davanti ad un prodotto incompleto, nato con altri obbiettivi o con maggiori prospettive e successivamente ridimensionato per questioni che si possono solo ipotizzare.
Pur garantendosi ottimi voti sugli aspetti riguardanti grafica, audio e giocabilità, il giudizio finale tiene doverosamente conto soprattutto dell'insoddisfazione che causa dover giocare ad un prodotto all'apparenza "incompleto" e dalla longevità ridotta, reduce forse da impietosi (ma non certo giustificabili per chi acquista il gioco) tagli in fase di realizzazione e pensato principalmente per un approccio multiplayer, senza tener conto delle esigenze di chi vuol giocare offline.
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