Recensione X-Box 360
Titolo del gioco:
Assassin's Creed 2
Anno di uscita:
2009
Genere:
Action adventure
Sviluppatore:
Ubisoft Montreal
Produttore:
Ubisoft
Distributore:
Ubisoft Italia
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox 360
  • Uno scorcio di Venezia al tramonto...impressionante
  • Una delle nuove abilità, utilissimo per sbarazzarsi dei nemici sui tetti e nelle torri.
  • L'omicidio da posizione nascosta, utile per nascondere l'assalito senza destare sospetti.
  • Assalto aereo alla Basilica di San Marco, tutto merito di Leonardo Da Vinci
  • Gli avversari con armatura completa saranno duri da abbattare, meglio non usare armi da taglio ma contundenti
  • L'interazione con i mercanti sarà fondamentale per rifornirci di armi, armture, medicine, abiti e abbelire Montegirone
  • L'interno dei monumenti è impressionante per dettaglio e cura...
  • Montegirone, proprietà degli Auditore e sede degli Assassini in Italia
  • Cosa c'è di meglio di una bomba fumogena per uscire dalle situazioni più complicate?
  • Due guardie intralciavano la nostra perlustrazione della Basilica, meglio usare le nostre due lame celate per ucciderli in contemporanea
  • Stupendo scorcio di Firenze in notturna, si nota subito l'imponente cupola di Santa Maria del Fiore e il suo campanile.
  • Gli avversari più agili saranno duri da seminare, ci seguiranno insistentemente in qualsiasi nostra evoluzione
  • Eccoci dare ordine ad alcuni ladri di intrattenere delle guardie, così da permetterci di passare indisturbati.
  • Ecco una guardia che subisce l'ira della sua stessa lancia...
  • L'eleganza delle eseguzioni di Ezio è stupefacente...
  • Il salto della fede, fondamentale acrobazia che ci permetterà letteralmente di "volare" giù dai tetti arrivando incolumi a terra.
  • Nascosti in acqua possiamo aspettare il momento opportuno per far sparire una guardia...
Redattore:  Alessandro 'KVegeta' Marongiu                        Pubblicato il:  22/01/2010
Altaïr ci ha fatto vivere il medioevo mediorientale del 1191, Ezio Auditore da Firenze ci porterà invece nel cuore del rinascimento italiano, nel fiore della nostra crescita artistica e culturale, ombre e luci dal XV secolo.
EREDITA' DAL PASSATO
Il primo Assassin’s Creed ha stupito per la realizzazione tecnica e per la sua innovativa idea di gameplay, permettendoci di esplorare immensi panorami e città che sembravano vive, molte delle promesse fatte in fase di sviluppo rimasero però disattese e a fronte di un comparto visivo suntuoso e imponente si celava non poca ripetitività nella sua struttura di gioco.
Le recensioni furono comunque entusiastiche e il pubblico accolse ugualmente a braccia aperte questo nuovo Brand che comunque faceva intravedere una grande idea di fondo.
Arrivati a questo secondo capitolo possiamo però dire che lo sviluppo e la strada imboccata da Ubisoft Montreal è decisamente quella giusta!
La struttura della trama è sostanzialmente la stessa, grazie all’animus e alla memoria genetica alla base della sua tecnologia utilizzeremo il pronipote di Altaïr (nonché quindi prozio di Desmond Miles) per vivere degli avvenimenti accaduti secoli prima, così da poter sviscerare dei segreti che arrivano a scuotere i concetti stessi di divinità e umanità, contrapponendo il nostro Credo di Assassini a quello dei Templari, ancora vivi e agguerriti ai giorni nostri.
Fuggendo dall’Abstergo Industries grazie all’aiuto di Lucy Stillman (che ha miracolosamente recuperato un anulare Nda…) ci riuniremo ad un gruppo di assassini moderni, per iniziare la nostra ricerca e il nostro addestramento grazie ad un nuovo Animus 2.0 ricostruito per l’occasione.
La forte sensazione di “videogioco di formazione” si ha poi fin dal primo ingresso di Desmond nel nuovo apparato, cominceremo infatti i nostri viaggi rinascimentali con la nascita stessa di Ezio in una piccola sequenza iniziale, dovendo aiutare il neonato nei primi vagiti e movimenti grazie a dei semplici Quick Time Event, per poi fare un balzo temporale fino ai suoi 17 anni, mostrando un Ezio adolescente e intento alla bella vita, diviso fra donne, soldi e risse giovanili.
La trama prenderà poi un improvviso cambio di direzione, portandoci a vivere situazioni e avvenimenti che saranno il motivo trascinante di tutta la storia: fatta di intrighi, tradimenti, avventura e fantastica esplorazione.

INSEGNAMENTI DEGLI AVI
Salvo alcune aggiunte le abilità del nostro alter ego saranno sostanzialmente le stesse che hanno portato fasto al precedente titolo, sarà infatti fondamentale l’esplorazione e la ricerca dei punti d’osservazione per sbloccare parte della mappa, ma la struttura di gameplay ha subito un radicale cambiamento e rivisitazione, passando da una serie di minimissioni da concludere con un assassinio ad una struttura narrativa molto più coesa, coerente e matura, ponendo Ezio Auditore al centro del gioco e non le sue abilità, portandoci a vivere la trama principale con più empatia e coinvolgimento rispetto al passato.
Seguendo le gesta di Altaïr non si avvertiva una vera e propria crescita, era semplicemente il mezzo con cui compiere le tanto acclamate evoluzioni, in un susseguirsi di scippi, appostamenti, pestaggi, fughe e assassinii molto simili fra loro, il tutto condito da panorami mozzafiato e un estensione visiva ancora oggi impressionante.
In Assassin’s Creed II è invece Ezio a muovere la trama, a rendere viva la storia e a subirne gli sviluppi, non è più il sottoposto di qualcuno ma è lui stesso giudice, giuria e boia; la città non è più “semplice” panorama esplorabile ma diventa il palco in cui inscenare la nostra danza mortale.
Le piccole missioni che prima facevano da collante sono state relegate a quest secondarie e non fondamentali, ora la storia si regge sulle sue gambe grazie ad una regia molto più cinematografica (in ACII non possiamo cambiare inquadrature nelle scene di intermezzo ad esempio) e all’aggiunta di personaggi secondari fondamentali e fortemente interpretati e caratterizzati, non più semplici NPC che ci danno consigli su come svolgere qualche missione.
La nuova “linearità” della main quest frenerà parte delle scelte sull’ordine delle azioni da compiere, ma porterà sicuramente un coinvolgimento emotivo molto maggiore, potendo poi di volta in volta completare parecchie sub quest di sicuro non ci sarà la stessa cadenza e ripetitività vista nel primo capitolo, tutt’altro!

EVOLUZIONE DELLA SPECIE
Il set di azioni e movimenti che hanno caratterizzato Altaïr e reso famoso il brand sono tutte state riproposte con alcune importanti aggiunte, per prima cosa si nota che la configurazione del pad è leggermente variata, soprattutto per la parte di combattimento, il feeling rimane però lo stesso durante le nostre corse e arrampicate.
Se è vero poi che con le nuove generazioni si tramandano i tratti è anche vero che questi solitamente vengono migliorati grazie all’evoluzione: Ezio avrà infatti tutta una nuova serie di caratteristiche che ci aiuteranno a portare a termine il suo destino di assassino, fra queste la possibilità finalmente di nuotare, utilizzare 1 lama celata per braccio, disarmare i suoi avversari per poi utilizzare le loro stesse armi, sfruttare un intero set di spade, pugnali, mazze e asce personalizzate e altri ameniccoli come bombe fumogene e uno stupendo prototipo di pistola montata sul suo guardiabraccio creata da Leonardo Da Vinci in persona.
Altra importante caratteristica che accompagna questa nuova uscita è il nuovo sistema di energia, crescita del personaggio e interazione con il mondo circostante.
Ora l’energia è principalmente legate all’equipaggiamento che indossiamo, potrà essere ripristinata grazie alle medicine e l’armatura che equipaggiamo verrà danneggiata nel tempo.
Prima “tutto scorreva” intorno a noi, ora ci sarà una grande quantità di NPC con cui interagire, dai medici per curarci ai sarti per cambiare colore alle nostre vesti o acquistare borse più capienti, dai fabbri che venderanno nuova attrezzatura bellica ai mercanti d’arte utili ad abbellire la residenza Auditore.
Tutte queste botteghe incideranno sulla struttura di progressione: ora infatti le nostre abilità di ladro non serviranno solo per recuperare qualche pugnale ai lestofanti cittadini ma, soprattutto nelle fasi iniziali, saranno quanto mai utili per poter rubare qualche moneta alla popolazione e acquistare così armi, armature, quadri e mappe dei tesori.
Altra fondamentale caratteristica variata dal precedente capitolo è l’approccio all’azione: Altaïr prediligeva un metodo più fisico e la maggior parte delle situazioni si poteva risolvere in vari modi, ma lo scontro era quasi sempre necessario in fin dei conti. Ezio potrà invece essere più discreto a seconda del contesto e l’anonimato sarà strettamente necessario per il successo di alcune missioni.
Oltre al filo della nostra lama per farci strada avremo la possibilità di gettare a terra delle monete per attirare dei passanti che rallenteranno i nostri inseguitori, assoldare delle cortigiane perché ci facciano da copertura visiva o intrattengano le guardie, utilizzare cadaveri gettati dai tetti per allontanarle da un ingresso sorvegliato o assoldare ladri e combattenti perché facciano il lavoro sporco per noi, potremo oltretutto assassinare delle pattuglie che si avvicineranno incaute ai nostri nascondigli, occultando così il corpo della vittima. Attenzione: se compiremo l’assassinio nel campo visivo di un commilitone questo darà giustamente l’allarme.
Altra aggiunta non da poco è l’alternanza del giorno e della notte durante la sessione, questa ci permetterà di agire durante i cambi di guardia e programmare in maniera differente le azioni da compiere.

IL SALTO DELLA FEDE
Ciò che colpisce subito è l’immensa estensione visiva che Assassin’s Creed II riesce a gestire con disinvoltura, nonché la maniacale cura nel dettaglio avuta da Ubisoft Montreal.
Il campo visivo è vastissimo, il dettaglio generale e la complessità delle strutture è alto anche a grande distanza, la qualità di quello che vediamo è impressionante da quasi tutti i punti di vista e i colori freddi come nel precedente capitolo rendono il tutto più realistico, il piacere per quello che si para dinnanzi ai nostri occhi è da encomio per il 99,9% del tempo.
Le pecche più grosse sono inerenti i modelli dei personaggi che non riescono a seguire la qualità delle architetture rinascimentali finemente riprodotte, mantenendo mani e capelli particolarmente spigolosi e alternando texture di ottima qualità ad altre un po’ meno dettagliate.
Nonostante la maestosità e la cura generale alcune piccole lacune permangono dal precedente capitolo, prima di tutto non sempre la visibilità è uniforme, alcuni dettagli compaiono infatti una volta che ci si trova troppo vicini, alcune ombre si comportano come se avessero vita propria scalettandosi e spostandosi da sole a seconda dell’inquadratura e, molto di rado, sono capitati dei lievissimi rallentamenti, niente però che riesca ad inficiare la qualità generale del prodotto.
Per quanto riguarda invece il level design la ricostruzione architettonica delle strutture originali è di una qualità impressionante, tanto da dare l’impressione di trovarsi realmente davanti agli storici monumenti che caratterizzano il nostro bel paese. La cura nel particolare è visibile: S.Maria Del Fiore è identica alla sua controparte reale, Ponte Vecchio vivo e pulsante di popolazione, così come piazza S.Marco e tutto il resto della Toscana e del Veneto riprodotti.
Dal punto vista dell’Intelligenza Artificiale questa è stata leggermente rivista e migliorata, adesso gli avversari reagiranno in maniera un po’ più logica rispetto a prima e tenteranno di tendere imboscate separandosi e accerchiando, durante i combattimenti gli attacchi saranno più serrati e ci vorrà più precisione per eseguire contromosse, rimane però ancora di poca importanza la superiorità numerica avversaria, che non verrà sfruttata mai a pieno, sicuramente positivo invece il fatto che i nemici siano stati differenziati in tratti, equipaggiamento, abilità e reazioni, dovendo così imparare ad agire diversamente in base a chi ci troveremo di fronte, affrontando spesso gruppi misti.
Assassin’s Creed aveva stupito e si era fatto amare per la sua componente esplorativa e di agilità ma peccava di varietà, questo nuovo credo dell’assassino riesce invece nell’intento di creare un gioco più vario, ricco e appagante da tanti punti di vista.
Graficamente immenso e maestoso nei suoi panorami mozzafiato ci porta direttamente nel vivo del XV secolo italiano, dove l’arte, la cultura e la scienza esplodevano ovunque e dove Firenze iniziava la sua rinascita grazie a Lorenzo de’ Medici, insieme a tutte quelle figure che ancora oggi rendono eterno il nostro paese, molte delle quali poi incontreremo nel corso del nostro cammino.
Il Gameplay alla base del titolo è il medesimo, ma tutto quello che segue la trama e lo svolgimento è stato pesantemente rivisto e migliorato sotto tutti i punti di vista.
La varietà impressa alla storia principale è perfettamente in linea con le produzioni cinematografiche e si sposa alla perfezione con le grandi città rinascimentali e l’imponente ricostruzione storica messa in piedi da Ubisoft Montreal.
Se Assassin’s Creed e il suo Altaïr vi avevano rapito ma non convinto a pieno per colpa della varietà, Ezio Auditore da Firenze non potrà che farvi innamorare di questo titolo.
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