Recensione X-Box 360
Titolo del gioco:
Burnout Paradise
Anno di uscita:
2008
Genere:
Racing
Sviluppatore:
Criterion Software
Produttore:
Electronic Arts
Distributore:
Electronic Arts Italia
Multiplayer:
2-8 giocatori
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Xbox 360 core
  •  Quando attraversi un incrocio non sai mai se riuscirai a salvare la pelle
  •  Sgommare è uno dei modi migliori per ricaricare il boost
  •  Guidare a destra è più sicuro, ma sicuramente meno divertente
  •  Un bello schianto mette sempre di buon umore!
  • Puoi sempre customizzare le tue vetture con lo stile e i colori che preferisci
  • Uscire vittoriosi dai duelli sarà spesso veramente dura!
Redattore:  Michele 'IPR Hagarr' Rizzi                        Pubblicato il:  17/07/2008
Sei un drogato di adrenalina? Adori fare a sportellate in macchina? Bene, sei capitato nel posto giusto!
Benvenuto a Paradise City, dove l'erba è sempre verde e le ragazze sono da impazzire!

Burnout Paradise è l'ultimo capitolo di una ormai storica serie che, fin dagli inizi, ha portato pura follia e un tocco di genialità nel genere dei racing games. Praticamente tutto ciò che nella vita reale non puoi (o non dovresti) fare con la tua macchina nel gioco ti viene posto su un vassoio di cristallo. Anzi, vieni proprio obbligato a farlo. Tra duelli e corse contro il tempo il tuo scopo è quello di farti un nome in una città in cui l'unica cosa che sembra essere importante è correre, correre e, possibilmente, vincere.

Cosa sarebbe la macchina senza l'autoradio...

Inserito il DVD del gioco vieni senza preamboli catapultato sulla tua prima vettura, una classica muscle-car americana che, manco a dirlo, recuperi direttamente dallo sfascia carrozze in pessime condizioni. Già dall'inizio ti rendi conto che qualcosa è cambiato dai precedenti titoli: infatti i menù che di solito ti accompagnavano per l'intera partita sono competamente scomparsi e sono stati rimpiazzati da una suadente voce femminile di una Dj della radio locale, Crash F.M. Per l'intero gioco rimarrai sintonizzato su queste frequenze, tra musiche, sfottò (nella sconfitta) e complimenti (nella vittoria).
Una volta accesa la vettura capisci che, visto il suo penoso stato, forse è meglio darle una sistematina. Quindi ti getti a capofitto nel traffico di Downtown Paradise, cercando il primo degli 11 meccanici sparsi in tutta la mappa. E' soprattutto in queste fasi che inizi a prendere confidenza con l'interfaccia di gioco, in particolare con la mappa e i nomi delle strade. Nell'angolo in basso a sinistra dell'HUD noti però subito qualcosa che attira l'attenzione, ovvero una barra di fuoco verde, che scoprirai essere le linfa vitale del gioco: il turbo. Senza questo è dura competere con gli avversari; scoprirai comunque che potrai guadagnarlo con la stessa facilità con cui potrai bruciarlo.
A questo punto sei pronto per lanciarti nella prima vera sfida. Le possibilità sono diverse e potrai impegnarti tra gare da punto a punto, corse contro il tempo, inseguimenti (attenzione, sarai tu la preda), sfide take-down e prove acrobatiche. Ogni gara ha naturalmente le sue peculiari caratteristiche, e nel caso anche particolari premi. Ad ogni modo scopri fin da subito che l'unico risultato contemplato è la vittoria, quindi come si dice in questi casi il secondo arrivato è soltanto il primo dei perdenti. Le varie sfide che puoi affrontare di volta in volta vengono segnalate agli incroci delle strade, inizialmente solo in alcuni e alla fine del gioco in tutti. Il tuo scopo di base sarà quello di vincere tutti questi eventi per ottenere patenti sempre migliori, vetture sempre più veloci, agili e resistenti, e farti un nome in città.

Eccoci di nuovo, mi sono perso!

Eh si, non è facile ambientarsi in una città completamente aperta tra vicoli, lavori in corso e autobus. Questo è infatti il secondo importante aspetto che differenzia Paradise dai precedenti titoli Burnout: si basa infatti sul free-roaming, quindi con la tua macchina avrai la possibilità di vagare in giro per l'intera città in cerca di eventi o per completare delle missioni secondarie. Naturalmente questa scelta ha i suoi pro e i suoi contro... se mentre da un lato la possibilità di viaggiare liberamente ti permette di imparare le varie strade, le scorciatoie e tutto ciò che un pilota d'elite deve sapere, dall'altro però in alcune fasi può divenire frustrante. Per fare un esempio, in caso di sconfitta in un evento non potrai scegliere di riprovarlo immediatamente, ma sarai invece costretto a farti la strada al contrario fino al punto di partenza per poterlo affrontare nuovamente. Per il vero hardcore gamer, tuttavia, questo non è certo un problema.

Percorrendo in free-roaming le strade di Paradise infatti è possibile impegnarsi per completare obiettivi secondari, il completamento dei quali (manco a dirlo) ti regalerà vetture eccellenti. Alcuni di questi obbiettivi sono lanciarsi a tutta velocità contro i cartelli pubblicitari di Burnout, sfondare i cancelli che delimitano le scorciatoie, prendere il volo in salti improponibili, battere i record di percorrenza delle vie della città e, infine, creare il panico nelle strade.

Vuoi incidenti e distruzione? Ti viene dato ancora di più

Siamo ora arrivati alla caratteristica che forse più ha fatto la storia di Burnout, ovvero la possibilità di gettarsi con la propria vettura contro il traffico nel tentativo di produrre il maggior quantitativo possibile di danni economici. Anche in questo aspetto Paradise City si differenzia rispetto ai predecessori: non troverete più i classici eventi schianto, ma sarete voi a decidere dove e quando distruggere la vostra macchina. In ogni momento del gioco basta far andare il boost al massimo per capire che non sarà facile salvare la carrozzeria della vostra vettura. Nel momento in cui vi scontrate contro un muro, un albero, una vettura o un qualsiasi oggetto statico dell'ambiente che vi circonda entrate in una modalità di tempo rallentato, in cui potete godere piacevolmente nel vedere la vostra bellissima macchina ridursi ad una scatoletta di sardine. Per questo motivo vi potrebbe capitare più volte di NON evitare appositamente un incidente, per il semplice gusto di vedere fino a che punto la vostra automobile è in grado di disintegrarsi.

Questo però è soltanto un preambolo della vera distruzione. Le sfide Schianto, come detto, non esistono più, ma al loro posto è ora possibile con la semplice pressione contemporanea dei tasti LB/RB entrare in modalità Spettacolo, una sorta di follia improbabile in cui dovrete distruggere macchine, autobus e cartelli stradali, con l'obbiettivo di creare il maggior danno possibile in ogni strada della città. Purtroppo, nonostante questa esperienza sia sicuramente divertente soprattutto all'inizio del gioco, a lungo andare rischia di diventare decisamente ripetitiva e monotona, facendo rimpiangere un poco i buoni vecchi Schianti pre-programmati.

La voglia di Takedown non finisce mai

Se in single-player il piacere di buttare fuori strada gli avversari è sempre di alto livello, nel multi-player raggiunge livelli da arresto cardiaco. Mentre ci si trova in free-roaming è possibile entrare in modalità multigiocatore, creando una partita oppure entrando in una partita libera di qualche altro giocatore. Così facendo in pochi secondi vi ritroverete esattamente nello stesso punto e con la stessa macchina che avevate, ma insieme ad altri giocatori (da 2 a 8) con i quali potrete cimentarvi in un infinito numero di sfide in cooperativa oppure gareggiando uno contro l'altro. Per rendere ancora più interessante l'esperienza è stato implementato l'utilizzo della webcam; infatti se venite schiantati o eliminate un altro giocatore viene scattata una foto (mug-shot) vostra o del vostro avversario che potrete inserire nella vostra personale collezione. Naturalmente creando una partita privata potrete giocare solo con i vostri amici, il che renderà l'esperienza estremamente divertente.

Aspetti tecnici

Come sempre l'aspetto grafico non delude, anzi. I 60 fps scorrono che è un piacere anche nelle situazioni più esplosive, in un ambiente dal dettaglio di alto livello. Le texture e la luce sono ben curate e la distruzione che vi accompagnerà per l'intero gioco vi lascerà spesso a bocca aperta. La giocabilità è inalterata rispetto ai precedenti titoli della serie, restando immediata e alla portata di tutti, anche se - non essendo previsto un livello di difficoltà - diventerà sempre più complicato vincere gli eventi nel prosieguo del gioco. A questo proposito c'è da dire che nelle gare può risultare eccessivo l'effetto elastico tra voi e gli avversari controllati dal computer. Infatti vi potrebbe capitare di fare una gara perfetta, schiantarvi per sbaglio ormai a pochi metri dal traguardo e scoprire che i bot vi erano rimasti attaccati per l'intera corsa. Se invece fate qualche errore ad inizio gara le altre macchine andranno molto più piano del solito, permettendovi abbastanza agiatamente di recuperare il gruppo. Un altro aspetto che, particolarmente all'inizio del gioco, può arrecarvi non pochi problemi è la difettosa segnalazione della strada migliore durante gli eventi. In pratica non esiste più un tracciato fisso, ma soltanto un punto di partenza e un traguardo. Nel mezzo siete voi a scegliere la strada migliore da seguire, ma se non sapete la strada da soli dovrete fidarvi di un poco visibile indicatore in alto allo schermo, che spesso si attiva consigliandovi di cambiare strada quando voi ormai state attraversando a tutta velocità un incrocio. Il gioco presuppone che girando per ore nella città prima o poi la conoscerete come le vostre tasche, e vi assicuro che se vorrete completarlo al 100% dovrà essere veramente così. Il sonoro purtroppo non è ai massimi livelli, con rombi di motori spesso un pò troppo standard, macchine con 1000 marce e canzoni riprese direttamente dai precedenti Burnout.
Piccola nota di merito va data infine ai Criterion, che hanno deciso di rendere scaricabili gratuitamente le espansioni che usciranno sul Marketplace di Xbox Live nei prossimi mesi, dimostrando una politica commerciale che è l'emblema finale del successo ottenuto con la serie Burnout.
Distaccandosi in diversi aspetti dai suoi predecessori, questo Burnout Paradise riesce a mantenere più che vivo l'interesse per un gioco che forse con Revenge aveva già raggiunto i suoi massimi livelli. La totale follia e improbabilità delle corse che dovrete affrontare ad una velocità da crisi epilettica vi terranno comunque incollati al gioco fino a quando i vostri neuroni chiederanno pietà. Se già conoscete il titolo la crisi d'astinenza vi potrebbe obbligare ad acquistarlo, mentre se non lo conoscevate ancora giocarlo vi farà rimediare ad uno dei più grossi errori della vostra vita.
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