Recensione X-Box 360
Titolo del gioco:
Tom Clancy's Endwar
Anno di uscita:
2008
Genere:
RTS - guerra moderna
Sviluppatore:
Ubisoft
Produttore:
Ubisoft
Distributore:
Ubisoft
Multiplayer:
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
X-Box 360 Arcade
  • Elicotteri d'assalto e fanteria costituiscono una combinazione micidiale!
  • Le truppe aeree godono di una visuale privilegiata del campo di battaglia, meglio sfruttarle...
  • Gli elicotteri d'assalto sono impotenti contro i mezzi di trasporto della fanteria...
  • ...per non parlare delle ADM, un bel raggio ad alta energia direttamente dallo spazio!
  • L'attacco aereo è fondamentale per neutralizzare i nemici che ci tengono sotto assedio.
  • I carri invece fanno la parte dei leoni negli scontri terrestri.
  • Le ADM sortiscono un effetto devastante su tutte le truppe all'interno del raggio d'azione, occhio...
  • Un bel assembramento di truppe a protezione del Campidoglio in Washington D.C.
  • Gli scontri in campo aperto sono decisamente molto pericolosi, ma anche spettacolari.
  • Se la capitale di una fazione viene presa, beh... è la fine!
  • Questa è la mappa tattica globale, attraverso la quale possiamo mettere in atto le nostre scelte strategiche.
  •  La caserma ci permette invece di visualizzare le trupe del nostro battaglione e di potenziarle.
  •  Il SITREP, accessibile solo dal comando mobile, ci dà una visione 3D del teatro di guerra.
  •  A fine missione i notiziari ci daranno un aggiornamento della situazione politica mondiale.
  •  La Tour Eiffel che svetta al di là della Senna indica che la fine è vicina...
Redattore:  Stefano 'Riz' Rizzi                        Pubblicato il:  16/01/2009
La terza guerra mondiale è pronta a spazzare le acque stagnanti del mondo videoludico con un titolo innovativo e avvincente…
Albert Einstein non aveva idea di come si sarebbe combattuta la terza guerra mondiale, ma era sicuro che la quarta si sarebbe combattuta con pietre e bastoni. Alla Ubisoft hanno deciso di colmare questa lacuna, e per Tom Clancy’s Endwar si sono inventati un sistema di combattimento del tutto rivoluzionario e che farà la felicità degli appassionati dei giochi strategici. Questo particolare genere, nonostante non sia tra i più prolifici, è comunque uno di quelli che gode a tutti gli effetti di maggior longevità e con l’avvento delle console si è trovato relegato in un mercato di nicchia. Nei decenni passati su PC si è visto un po’ di tutto: RTS, a turni, giochi di guerra e anche simulazioni assolutamente pacifiche e inoffensive. Sfortunatamente a causa del sistema di controllo estremamente scarno delle console e del fatto che il pubblico di riferimento era un tempo più predisposto verso i titoli d’azione, per questo tipo di piattaforma le conversioni degli strategici sono arrivate con un certo ritardo e spesso con adattamenti di dubbia efficacia. In effetti, solamente con la nuova generazione si può dire che il gap sia stato colmato, soprattutto ora che il mercato videoludico è fortemente indirizzato verso questo tipo di piattaforme di intrattenimento: si è così cominciato a vedere la produzione di titoli in esclusiva o quantomeno con un’interfaccia più versatile. Vediamo quindi le novità introdotte da questo Tom Clancy’s Endwar e valutiamole insieme.

PRELUDIO ALLA GUERRA

Tom Clancy, per chi ancora non lo sapesse, è innanzi tutto uno scrittore e fin dai suoi primi romanzi ci ha abituato a scenari fantapolitici tanto inquietanti quanto realistici. L’aspetto che ha maggiormente caratterizzato i suoi testi, tra le altre cose, è il dettaglio con cui vengono descritti gli armamenti e le tecniche di combattimento dei diversi protagonisti. La sua conoscenza in merito all’arte bellica ha negli anni assunto dimensioni enciclopediche, facendo di lui un vero e proprio esperto del settore. Non solo, Tom Clancy (e questo davvero in pochi lo sanno) è sempre stato vicino al mondo degli war games, tanto che l’ispirazione per quello che è probabilmente il suo romanzo più celelebre, Caccia a Ottobre Rosso, gli venne proprio dalla collaborazione con Larry Bond durante lo sviluppo di quel gioco del 1989 che sarebbe poi divenuto famoso come Harpoon, forse il migliore simulatore navale di tutti i tempi, finanziato e distribuito direttamente dall’U.S. Naval Institute. Da allora son passati vent’anni e il nome del nostro scrittore è diventato una sorta di certificato di qualità per decine di titoli tattici e strategici di indubbia fama.
Endwar si presenta come un gioco di guerra ad ampio respiro. Ci troviamo infatti nel 2016 e le riserve energetiche mondiali sono agli sgoccioli dopo che un attacco nucleare all’Arabia Saudita ha ucciso milioni di persone e interrotto le forniture di greggio dal Medioriente. Per scongiurare una guerra nucleare globale, Stati Uniti ed Europa decidono di unire le proprie forze per realizzare uno scudo spaziale missilistico in grado di neutralizzare le testate intercontinentali. Nel frattempo la Russia, che si ritrova ad essere il Paese con le più consistenti risorse energetiche del pianeta, decide anch’essa di salvaguardarsi militarmente sulla scia di un nuovo boom economico.
Dopo soli quattro anni gli Stati Uniti sono sul punto di ultimare la piattaforma militare orbitante Freedom Star, che secondo gli analisti europei potrebbe sbilanciare gli equilibri mondiali, a causa dell’introduzione di un’innovativa ADM (Arma di Distruzione di Massa).

A questo punto basterebbe una scintilla a far saltare tutta quanta la polveriera ed è qui che entriamo in azione noi. Innanzi tutto, però, dobbiamo scegliere da che parte stare, un aspetto piuttosto importante visto che stiamo per entrare in guerra col resto del mondo e ciò risulta essere ancor più vero alla luce del fatto che ogni fazione viene caratterizzata in modo del tutto preciso. Nello specifico possiamo decidere di prestar servizio per la Joint Strike Force americana, gli Enforcer Corps europei o la Brigata Guardie Spetsnaz russa. Ognuno di questi corpi scelti ha a sua disposizione armi e truppe che presentano similitudini solamente a livello macroscopico, mentre sarà facile scoprire che in azione il comportamento è sensibilmente diverso. Gli americani infatti preferiscono sfruttare la loro supremazia tecnologica per nascondersi e colpire in modo chirurgico, le truppe europee invece agiscono velocemente con l’obiettivo di tendere trappole e snidare il nemico e infine i russi, beh si sa, loro prediligono la potenza di fuoco pura e semplice, come ai vecchi tempi…

SUL CAMPO DI BATTAGLIA

Una volta caricato Endwar si accede al menù principale dal quale è possibile scegliere tre differenti modalità di gioco, di cui due online fino a un massimo di quattro giocatori (due per fazione). La prima, Teatro di Guerra, è una vasta campagna multiplayer con partite classificate su X-Box Live, nella quale dovremo affrontare una serie di battaglie per fare in modo che la nostra squadra raggiunga gli obiettivi indicati nella sala strategica. In Schermaglia potremo invece combattere contro i nostri avversari tramite partite del giocatore non classificate, su uno scenario a nostra scelta tra tutti quelli presenti nella campagna principale o nelle quattro missioni aggiuntive inserite nel Escalation Pack, il primo DLC rilasciato da Ubisoft e scaricabile dal Marketplace al costo di 800 MP. Infine, se siete tipi solitari o semplicemente preferite prima prendere confidenza con le tecniche di combattimento, è presente anche la modalità Campagna con cui è possibile cimentarsi nella conquista del mondo a diversi livelli di difficoltà.

Dal menù si passa direttamente alla mappa tattica globale, una proiezione tridimensionale dell’emisfero boreale, sulla quale sono indicati con degli esagoni tutti i territori strategici della partita in corso. Ognuno di questi è colorato a seconda della fazione che lo possiede, e in caso di contesa l’obiettivo viene bordato col colore della squadra attaccante. Solitamente, operando in modalità campagna, ad ogni turno avremo modo di scegliere tra almeno un paio di azioni da portare a termine, decidendo autonomamente se concentrarci sulla difesa dei nostri possedimenti o sulla conquista dei territori avversari. Questo naturalmente influenzerà le fasi successive della guerra, in quanto la perdita di avamposti o il sabotaggio di basi nemiche si ripercuoterà in modo diretto sulle opzioni disponibili durante il prosieguo dell’avanzata. Nel gioco sono presenti quattro tipologie di missione differenti (Conquista, Assalto, Raid e Assedio), con obiettivi e condizioni di vittoria del tutto particolari. Si va dalla supremazia territoriale legata dalla quantità di torri radio conquistate al completo annientamento delle forze nemiche, e dall’incursione per sabotare basi avversarie fino alla cattura di obiettivi specifici. Tutte le missioni hanno comunque un timer, ma potrebbero benissimo terminare per l’esaurimento delle riserve o la distruzione di un avamposto protetto. Le torri radio inoltre rivestono un ruolo fondamentale per richiamare l’intervento delle forze alleate poste nelle vicinanze del campo di battaglia, in quanto sono direttamente collegate alla rete satellitare e una volta potenziate mettono a disposizione tutta una serie di attacchi supplementari. Infine, quando una delle due squadre sta per avere la meglio, si passa a DEFCON 1 e vengono messe a disposizione le ADM per un ultimo disperato attacco, che in alcuni casi potrebbe stravolgere il corso della battaglia o quantomeno danneggiare seriamente le unità schierate nella zona colpita.

UNITÀ E SISTEMA DI CONTROLLO

Come accennato in precedenza, i mezzi e le truppe disponibili sono raccolte in unità simili indipendentemente dalla fazione scelta. Troviamo sette tipologie raggruppate in fanteria (fucilieri e genieri), unità di trasporto, carri, artiglieria ed elicotteri d’assalto. Vi è inoltre un’unità particolare, definita comando mobile, con la quale possiamo accedere al SITREP, che ci mostra una planimetria strategica del campo di battaglia dalla quale possiamo analizzare in tempo reale i movimenti delle nostre truppe e di quelle del nemico quando sono in vista. Durante il briefing di missione possiamo richiamare la caserma per visualizzare lo stato delle nostre truppe prima del combattimento e, se siamo stati bravi nel corso della guerra, avremo a disposizione dei crediti da spendere per potenziare le loro caratteristiche o aggiungerne di extra. È in questo punto che si colgono le maggiori differenze tra Stati Uniti, Europa e Russia e i cui benefici sono direttamente visibili una volta entrati in azione. Tutte le unità sono collegate tra loro attraverso un rapporto di forze concettualmente simile a quello della morra cinese ed è quindi necessario un attento studio del nemico per cogliere i suoi punti deboli e sfruttarli a nostro vantaggio.

Siamo finalmente pronti a scendere sul campo di battaglia... ed è qui che viene il bello: potete scordarvi il frenetico utilizzo di pulsanti e levette che ha sempre caratterizzato gli RTS di un tempo, qui funziona tutto (o quasi) con il semplice uso della vostra voce. Si signori, la Ubisoft ha deciso di implementare un sistema di controllo totalmente vocale per schierare le truppe e gestire il combattimento, in modo del tutto simile a una radio walkie-talkie. Premendo il grilletto destro del pad accediamo infatti ad un rapido menu a video che ci mostra i comandi disponibili, non dobbiamo far altro che scegliere l’unità, gli ordini da impartire, l’obiettivo e ordinare con la nostra voce ciò che vogliamo che venga fatto. All’interno dello schema sono state inserite e nidificate le azioni disponibili e possiamo anche comporre una serie di combinazioni per definire comandi multipli, il tutto col semplice utilizzo di cuffia e microfono. Una volta appresa la necessaria dimestichezza ci dimenticheremo presto di leggere gli schemi a video e saremo in grado di controllare le azioni alla velocità del pensiero, con un livello di gratificazione assolutamente senza precedenti.
Per le operazioni più delicate o macchinose potremo comunque fare affidamento sul classico schema di comandi digitali del nostro pad, sebbene l’azione di gioco sia stata calibrata per permetterci di gestirla in modo efficace anche utilizzando la sola modalità vocale.

ASPETTI TECNICI

Tom Clancy’s Endwar si presenta con una veste grafica ben congeniata, a partire dai filmati di presentazione che mostrano un ottimo livello di realismo. Le sezioni del menu, briefing e rapporto missione sono semplici e funzionali, mentre la mappa tattica globale è davvero avvincente e ci permette di cogliere tutta la maestosità del conflitto. Probabilmente l’aspetto che avrebbe richiesto una maggior cura è quello legato all’utilizzo della caserma, dove possiamo si visualizzare in 3D le truppe a nostra disposizione, ma sarebbe stato preferibile un maggior dettaglio nella caratterizzazione delle stesse in base a potenziamenti acquistati e magari un poligono dove potersi esercitare nel loro utilizzo.

Sul campo di battaglia invece il livello grafico è molto buono, con texture definite e un motore di gestione dei poligoni che non perde un colpo. Il territorio è privo di zone d’ombra, ma non possiamo spingerci al di la della visuale dell’unità selezionata in quel momento. Per questo motivo risulta molto utile avvalersi degli elicotteri e dei centri di comando mobile dotati di radar, per stanare il nemico e organizzare una tattica di approccio. Tutto ciò ovviamente nell’ottica che alcune unità d’elite sono in grado di mimetizzarsi per tendere imboscate, qualsiasi edificio è una fonte di riparo per le unità di fanteria e i genieri possono stendere campi minati e schierare droni d’assalto a guardia degli avamposti. Insomma, il livello di realismo con cui si ha a che fare è indubbiamente eccellente, e nonostante la semplicità delle truppe e del loro utilizzo risulterà piuttosto difficile imbattersi in manovre d’ingaggio ripetitive.

Per quanto riguarda il sonoro anche in questo comparto non c’è nulla da eccepire, con effetti nitidi e potenti che caratterizzano in modo specifico le diverse unità. Seguendo l’avanzata delle nostre truppe potremo distinguere chiaramente i colpi dell’artiglieria avversaria o l’incombere di elicotteri d’assalto sopra le nostre teste, per non parlare del frastuono provocato da un attacco del supporto aereo o del ben peggiore utilizzo di un’ADM.
All’inizio del gioco, o accedendo alle Opzioni dal menù principale, possiamo attivare la sezione di addestramento dei comandi vocali con cui l’algoritmo registra i tratti caratteristici del timbro della nostra voce e ci permette di impartire gli ordini in modo del tutto naturale. Il livello di riconoscimento è impressionante, se ben calibrato il dispositivo è infatti in grado di acquisire il parlato in modo fluido e senza errori. L’implementazione di un sistema di controllo di questo tipo, sebbene pionieristico, si è dimostrata stabile e matura al punto da poter essere ulteriormente ampliata e applicata ad altre tipologie di giochi strategici nel prossimo futuro.

La sezione multiplayer, infine, è decisamente ricca e come sempre costituisce la chiave per mantenere alta la longevità di un titolo. Sfortunatamente (o fortunatamente, a seconda dai punti di vista, NdFallingwater) i giochi di questo tipo costituiscono ancora una nicchia di mercato nel mondo delle console e il rischio è quindi quello di trovare pochi avversari disponibili a giocare col passare dei mesi. Durante la prova ci è capitato speso di dover attendere diversi minuti in sala d’attesa prima di trovare altri giocatori, l’ideale è quindi che una volta trovati ci si organizzi in chat per le sessioni di gioco successive, in modo da non minare la giocabilità del titolo. Il supporto della Ubisoft è comunque ottimo, visto che la casa ha già rilasciato due DLC scaricabili a pagamento dal Marketplace per l’aggiunta di scenari di combattimento in schermaglia e add-on extra per le nostre truppe.
Di rado ci troviamo ad avere a che fare con titoli che sono in grado di rivoluzionare il modo di concepire un genere, ma questo Tom Clancy’s Endwar conferma tutte le aspettative. La fama dello scrittore che ha dato vita a celebri personaggi come Jack Ryan, alle prese con inquietanti scenari di conflitto mondiale, non è andata affatto sprecata e alla Ubisoft devono sentirsi orgogliosi per un lavoro svolto in maniera encomiabile su tutti i fronti. Dopo aver giocato a Endwar sarà difficile abbandonare quel sistema di controllo unico, in grado di farci assaporare pienamente il gusto del comando o l’amarezza della nostra incapacità tattica. La guerra è un gioco e tale dovrebbe rimanere, e Tom Clancy’s Endwar, con il suo realismo e il totale coinvolgimento, è li a ribadirlo per l’ennesima volta. Mondiale.
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