Recensione Amiga
Titolo del gioco:
Defender of the Crown
Anno di uscita:
1987
Genere:
Strategico
Sviluppatore:
Master Designer Software
Produttore:
Cinemaware
Distributore:
Mirror Soft
Multiplayer:
NO
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore Amiga o relativo emulatore (ad es. WinUAE)
Altri formati:
  • Ecco tra chi dobbiamo scegliere: chi ci sta più simpatico ?
  •  L'amico Robin ci offre il suo aiuto, ma solo per tre volte.
  •  Ecco una bella immagine di ciò che dobbiamo conquistare
  •  Squillino le trombe. Il torneo sta per incominciare
  •  Riusciremo a colpire il nostro avversario o finiremo a gambe all'aria ?
  •  Questi farabutti ci saboteranno la catapulta o ruberanno metà dei nostri averi.
  •  Andiamo a duellar..trullallero trullallà
  •  Questa bella fanciulla verrà con noi se la salveremo dalle grinfie dei cattivi...
  •  O forse preferiamo la bella morettina ?
  •  Anche lei non è niente male...
  •  Ce n'è per tutti i gusti.
  •  E questo è il premio che ci spetta. Meglio dell'oro no ?
  •  Quattro crediti non guastano...
  •  Ecco la mappa di gioco
  •  Bellissimi fondali in defender of the crown...
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  16/10/2012
Il Re è morto, viva il Re !!! Ma quale Re?? "Io naturalmente", "No, io!", "Invece io !"...vabbè ci siamo capiti e allora: "Parlino le armi !!!!!"
Il re è morto! Poverino, forse non ha digerito l'ultimo polpettone cucinato da sua suocera... Tutti gridano al complotto, i servizi segreti si sono lanciati in indagini scrupolosissime per scoprire il colpevole, salvo poi pensare che non è così importante che il vecchio sovrano abbia tirato le cuoia. Meglio pensare al nuovo Re: costui infatti dev'essere valoroso, impavido e soprattutto più bravo degli altri nelle arti belliche. Troppi pretendenti però, meglio lasciarli confrontare sul campo. Alla fine, ne rimarrà soltanto uno...

Defender of the Crown inizia così, nel caos più totale. Ci sono quattro contendenti con i loro bei manieri e tanti territori che in realtà non appartengono a nessuno. All'inizio del gioco ci toccherà scegliere il nostro paladino: ecco quindi che ci vengono presentati Wilfred of Ivanoe, Cedric of Rotherwood, Geoffrey Longsword e Wolfric the Wild. Ognuno presenta abilità diverse nell'arte del comando, nell'uso della spada e nella capacità di duellare nei tornei. Inoltre in base al personaggio scelto (e comunque ogni volta che riavvieremo il gioco) partiremo da un punto diverso della mappa; in questo modo i programmatori hanno apportato un po' di varietà al tutto poichè ogni partita sarà sempre diversa dalla precedente. La nostra missione è quella di conquistare tutti i territori del Regno e diventare così il nuovo sovrano di Inghilterra. Naturalmente poi dovremo fare attenzione ai polpettoni avvelenati: meglio buttarsi sul pesce...e soprattutto diffidare dalle suocere!

STRATEGIA

Defender of the crown è sostanzialmente un gioco di strategia a turni, anche se di tanto in tanto si alterna a piccole sezioni arcade. Una volta caricato e scelto il nostro personaggio, toccherà a noi fare la prima mossa scegliendo un territorio adiacente al nostro da conquistare. Successivamente si muoveranno anche i nostri avversari, e così via proprio come avviene per un classico gioco da tavolo.
Cliccando sul territorio che vogliamo occupare, ci verrà indicato quanti soldati e quante monete d'oro otterremo con la conquista; tutto questo finché ci saranno territori liberi.
Se invece una località è già occupata, dovremo affrontare l'esercito che la difende: anche in questo caso potremo conoscere in anticipo la consistenza delle truppe che presidiano la zona e, paragonandole con le nostre, valutare se ci converrà provare ad invadere il territorio oppure soprassedere.
Come ogni esercito che si rispetti, non disporremo solo di soldati a piedi ma anche di cavalieri, catapulte e tutto l'armamentario che veniva utilizzato durante i conflitti nel Medioevo. Dopo aver conquistato una zona inoltre potremo lasciarla così com'è e andare oltre, oppure costruirvi una torre assegnandovi un certo numero di soldati; in questo modo la nostra area sarà difesa dai tentativi di conquista dei nostri avversari.

DUELLIAMO IN ALLEGRIA
QUANTE CONVERSIONI !

Defender of The Crown è stato convertito per un numero impressionante di piattaforme (e questo dimostra ancor di più l'importanza del titolo NdBoZ). Il gioco è uscito infatti anche per Amstrad CPC, Atari ST (nella foto), Apple, MS-Dos, Commodore 64, Nintendo, ZX Spectrum, Gameboy Advance oltrechè per Amiga CDTV.
Tuttavia la resa della versione Amiga è risultata ineguagliabile per tutti gli altri sistemi, anche se le versioni per Commodore 64 e Atari ST si sono rivelate un gradino sopra la media.
Nel 2003 un remake intitolato Robin Hood: The Defender of the Crown ha visto invece la luce su Pc, PS2 e X-Box. In questa versione sono state aggiunte tutte quelle idee rimaste inespresse nella versiona originale.
Infine, a distanza di 25 anni dalla pubblicazione, la sempre-verde Cinemaware ha pensato ad un remake per iphone e iPad.


Di tanto in tanto potremo decidere se sfidare direttamente uno dei nostri rivali in una singolar tenzone. Armati di lancia e cavallo possiamo mettere sul piatto uno dei nostri territori oppure il nostro onore. Naturalmente possono anche essere i nostri contendenti a volerci sfidare: in questo caso spetterà a noi a noi decidere se accettare la sfida oppure passare per conigli (magari cercando un buco dove nasconderci per la vergogna... NdR).
Durante il duello ci ritroveremo sul nostro cavallo, in una visuale in prima persona, lanciati verso la gloria e cioè verso il nostro avversario che cavalca in direzione opposta: chi colpisce il centro dello scudo dell'altro, vince. Questa fase del gioco è particolarmente difficile, perchè le oscillazioni del cavallo e la scelta del momento giusto per assestare il colpo faranno in modo che saremo quasi sempre noi a perdere (già, e non c'è possibilità di far pratica accidenti... NdBoZ); di conseguenza è sempre conveniente pensarci su un poco prima di giocarsi un lotto di terra tanto faticosamente conquistato: meglio un giorno da coniglio che cento da miserabili!

ALL'ATTACCO DEL CASTELLO NEMICO!

Nelle nostre scorribande potremo anche tentare di infiltrarci in uno dei castelli avversari, per tentare di rubare l'oro o per liberare una fanciulla che è stata rapita. In quel caso armati di cappa e spada sfideremo le forze difensive del castello. Se riusciremo ad arrivare fino in fondo avremo la nostra ricompensa che, in caso di monete d'oro, potremo investire per assoldare nuovi soldati o acquistare nuove catapulte.
Diverse volte invece verremo ridestati dal nostro torpore dalle urla di fanciulle in pericolo (e che fanciulle...NdR): in questo caso il nostro premio sarà proprio la gentil donzella, che penserà bene di ripagarci...in natura. A questo proposito assisteremo a una bellissima scena raffigurante noi e la nostra nuova compagna vicini a un caminetto acceso, deliziati da una bellissima musica di sottofondo (non è quello che pensate... NdBoZ), il tutto in un'atmosfera talmente romantica da farci pensare che forse vale la pena rischiare di farsi infilzare di tanto in tanto.

L'AMICO ROBIN HOOD

Visitando la foresta di Sherwood potremo incontrare Robin Hood in persona, che ci offrirà il suo aiuto per la nostra missione. Tuttavia si tratterà di un aiuto limitato: potremo infatti richiedere il suo intervento soltanto tre volte durante tutta la sessione di gioco; converrà quindi usare con parsimonia questa possibilità, anche perchè la presenza del celebre Eroe potrà essere determinante in certe situazioni.

LA CATAPULTA

Se e quando decideremo di attaccare un castello avversario, entrerà in gioco la nostra fida catapulta. Anche in questo caso - come per i duelli - saremo noi a sferrare i colpi, cercando di danneggiare il più possibile le mura nemiche: maggiori danni provocheremo, minore sarà la resistenza dell'esercito che dovremo affrontare una volta entrati dentro il castello. Ne consegue che la catapulta è l'elemento base di tutto il gioco, tanto che spesso e volentieri alcuni cospiratori ce la saboteranno costringendoci a comprarne una nuova (ma la garanzia no, eh? NdBoZ). Una volta entrati nel castello, la battaglia si sposterà sul campo ed entrerà in gioco la forza del nostro esercito, ovvero quanti soldati e cavalieri avremo deciso di mandare all'assalto. Non è detto comunque che i nostri attacchi si tramutino in vittorie certe: spesso infatti i nostri nemici saranno davvero ben attrezzati in quanto a risorse umane, con il "bel" risultato di dovercene tornare a casa con le ossa rotte.

IL GIOCO

Quando DOTC uscì sul mercato, permise a tutti i possessori del computer di casa Commodore di vantarsi della propria macchina. Non a caso questo titolo è stato a lungo usato come termine di paragone per i giochi a 16bit. Con un comparto grafico eccezionale e una colonna sonora strepitosa, l'impatto visivo per chiunque lo guardasse era infatti di una qualità impensabile per l'epoca.

Eccezionale il lavoro del designer Jim Sachs che, con un programma grafico chiamato Graphicraft, realizzò dei bellissimi fondali con risoluzione 320x200 a 32 colori, elaborandoli pixel per pixel e usando la tecnica della rotazione dei colori della palette per realizzare gli effetti dell'acqua e del fuoco. Il risultato finale agli occhi di tutti è di una bellezza ancora oggi straordinaria. Per non parlare dei disegni delle ragazze, della cura nei dettagli nelle giostre e via discorrendo. Inoltre, durante la realizzazione del gioco Sachs creò diverse routine per mettere insieme immagini in sequenza e creare poi le relative animazioni: il concetto fu talmente rivoluzionario e soprattutto efficace che venne utilizzato poi nella creazione di successivi software di grafica come il famoso Deluxe Paint.

Per quanto riguarda la difficoltà, Defender of the Crown è un gioco semplice, breve, non così facile da completare, ma comunque dotato di una longevità piuttosto ridotta. Se è diventato un cult quindi il merito è principalmente del comparto tecnico, davvero ottimamente realizzato. Altro suo merito è stato quello di uscire nel momento giusto, quando la concorrenza tra Commodore Amiga, Atari ST e PC si era fatta spietata e soprattutto senza vincitori. La Commodore calò l'asso del titolo Cinemaware e anche se sembra incredibile tantissime persone conobbero l'Amiga e successivamente lo acquistarono grazie alla bellezza di Defender of the Crown.
A causa di problemi finanziari, tuttavia, la Cinemaware mise in commercio il gioco malgrado questo non fosse del tutto completo, quindi alcune implementazioni come la catapulta con palle di fuoco, altri territori e altri avversari non videro mai la luce.
Diverse di queste migliorie, previste ma non applicate al gioco, furono implementante nelle varie conversioni per altre piattaforme e nelle rimasterizzazioni, la più importante delle quali riguardò l'Amiga CDTV (console mai passata alla storia NdR) che presentava le colonne sonore e addirittura dialoghi parlati in pura qualità CD.

In conclusione, il lavoro della Cinemaware riesce nel suo intento: quello di calarci in un mondo fatto di tornei, sfide e conquiste e di tenerci incollati allo schermo per ore e ore. Poco importa se il gioco non offre tutta la varietà che ci si aspetta da un prodotto simile: per quanto ci riguarda siamo al cospetto di un grande classico divertentissimo, il resto conta davvero poco...
Defender of the Crown è IL gioco per Amiga. Dotato di un comparto grafico e sonoro ai limiti dell'incredibile, riesce sempre a divertire a distanza di 25 anni dalla sua uscita. La casualità della locazione di partenza e la voglia di ammirarne i bellissimi fondali ci invogliano a ricaricarlo anche dopo averlo completato. Difficile trovare sulla faccia della terra un solo videogiocatore che non lo conosca, ma se fate parte di questa ristretta cerchia di persone, allora dovete rimediare subito. Chi lo ha già giocato a suo tempo invece sa che non dico un'eresia se consiglio di ricaricarlo e di fare un'altra partita perchè ne vale veramente la pena.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE