Recensione PlayStation 4
Titolo del gioco:
Monster Hunter: World
Anno di uscita:
2018
Genere:
HuntingGame / Action RPG
Sviluppatore:
Capcom
Produttore:
Capcom
Distributore:
Halifax Italia
Multiplayer:
Fino a 4
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Playstation 4 - una connessione a Banda Larga - un account PlayStation Network - un abbonamento al PlayStation Plus per il multigiocatore - 16 GB di spazio libero su disco
  • L'Anjanath è uno dei primi veri problemi che dovrete affrontare - in un certo senso, la fine del tutorial
  • Non poteva certo mancare il simbolo del brand: Rathalos!
  • La cura negli ambienti si denota anche da questi meravigliosi sfondi
  • Meravigliose ali cristalline che non potrete soffermarvi ad ammirare in battaglia
  • In città potrete forgiare nuovo equipaggiamento, ricevere missioni e commissioni, e magari riposare un po'
  • Il Pukei Pukei non ha solo gli occhi da camaleonte: occhio alla sua lingua velenosa!
  • Per spostarci da un accampamento agli altri utilizzeremo gli Pterowyvern
  • Nascosti nell'erba alta attendiamo il momento giusto per colpire
  • Il nostro eroico Felyne, a cavallo di un mostro, ingaggia il Barroth
  • Vi chiedevate cosa fosse lo Zora Magdaros? Eccovi serviti!
  • Il Gran Jagras sta per rivere la cura definitiva a tutti suoi mali
  • In tre contro uno, questo Barroth avrà vita breve
Redattore:  Tommaso 'Tatsumaki' Alisonno                        Pubblicato il:  16/02/2018
Il re degli Hunting Games approda sull'attuale generazione di Home Console - ed e' subito successo...
CACCIA: CACCIA GROSSA!

Non mentiamo: lo aspettavamo. Aspettavamo il ritorno di Monster Hunter su Home Console; aspettavamo un capitolo che potesse finalmente prendere anni di esperienza accumulata in un contesto portable e utilizzarli per creare qualcosa che fosse al passo dei tempi e delle tecnologie; aspettavamo la possibilità di andare a caccia coi nostri amici; aspettavamo di poter affrontare mostri che riempissero i nostri schermi HD da enne-mila pollici.

Lo aspettavamo ed è arrivato: parliamo di Monster Hunter: World (MHW da ora). Per chi non conoscesse la serie, niente paura: il nuovo capitolo sfornato da Capcom è assolutamente adatto ai nuovi giocatori e, d’altro canto, fornirà anche tante novità ai fan di vecchia data. Per i primi diremo però che si tratta, sostanzialmente, di assumere i panni di un “Cacciatore” e di trascorrere il proprio tempo avventurandosi in zone selvagge dove abbonda una fauna a metà strada tra la preistoria e il fantasy, capitanata dai terribili Wyvern (per non parlare dei Draghi Anziani).

IL VADEMECUM DEL CACCIATORE

MHW conserva, com’è giusto che sia, gran parte degli elementi portanti della serie, ma introduce anche svariate novità. Cominciando dal personaggio, diremo che l’editor consisterà unicamente nella scelta del nome e nella creazione del profilo estetico: una volta in gioco, infatti, le caratteristiche, le abilità e le tecniche di combattimento del nostro alter-ego dipenderanno esclusivamente dall’equipaggiamento selezionato. Se, pertanto, equipaggiare uno spadone ci permetterà di compiere determinati attacchi e combo, questi cambieranno automaticamente passando, per esempio, all’arco, al martello o alla spadascia.

Le tipologie di armi sono in totale 14 (nessuna novità dunque per chi ha già giocato gli ultimi capitoli) ma di ciascuna di esse saranno presenti un gran numero di variazioni ed evoluzioni da ottenere, volta per volta, portando all’apposita forgia i materiali recuperati in missione. Numerose anche le armature, per le quali sparisce (finalmente, aggiungeremmo – e nella community è un coro di consensi. -N.d.A.) la distinzione tra “Spadaccino” e “Artigliere”: in MHW è possibile adoperare qualsiasi armatura a prescindere dall’arma imbracciata.

Insieme al nostro personaggio dovremo creare e personalizzare anche il suo compagno Felyne, un simpatico gattone bipede che lo coadiuverà in missione. Il Felyne riceverà, al pari del padrone, alcune caratteristiche da armi ed armature, ma a differenza del nostro PG possiederà un livello di esperienza: ad ogni passaggio di livello il simpatico micio guadagnerà o potenzierà alcune abilità speciali o l’uso di equipaggiamenti particolari.

SI VA A CACCIA!

Una volta compiute queste operazioni non resta che selezionare una missione o partire per una spedizione libera, ed eccoci pronti alla caccia. Che dire? Manca qualcosa? La Storia?!? Beh, i fan di vecchia data potrebbero osservare che nel passato del brand la storia sia sempre stata solo un mero pretesto per ordinare le missioni secondo difficoltà. MHW in questo senso non fa eccezione: ancora una volta gli Incarichi di trama si susseguiranno in maniera lineare affiancandosi, per così dire, alle più numerose missioni secondarie, sfide nell’arena, taglie o commissioni varie.

C’è però da dire che Capcom ha posto nel plot narrato un impegno decisamente superiore a quanto visto in passato: la vicenda seguirà quindi le avventure di un membro (anzi: due membri se si conta la simpatica Assistene) della 5ª Flotta di cacciatori/ricercatori che, partita dal “Vecchio Mondo”, approda al “Nuovo Mondo” seguendo le rotte migratorie dei Draghi Anziani. Nello specifico, la 5ª arriverà a destinazione in concomitanza di un colosso dalla pelle lavica noto come Zora Magdaros: le indagini sulla misteriosa natura e gli obiettivi di questo gigante (alto un centinaio di metri se non di più) occuperanno una buona parte della trama, ed anche quando questo nodo sarà sciolto ci saranno nuove esplorazioni e ricerche nel cosiddetto gioco “ad alto grado”.


Per un motivo o per l’altro, dunque, saluteremo spesso la città di Astora, unico insediamento del Nuovo Mondo, e partiremo per le zone selvagge: nel gioco ne sono presenti 6 (ovviamente da sbloccare via via che la trama avanza) ciascuna col suo accampamento primario ed altri da individuare e sbloccare per poter essere utilizzati. Presso gli accampamenti sarà possibile svolgere molte delle azioni di gestione del personaggio, come la selezione delle armi e dell’equipaggiamento o l’utilizzo della mensa per ottenere dei bonus temporaneai, tutte cose fattibili anche in città.

Nell’esplorazione delle zone selvagge saremo assistiti da una nuova feature: gli insetti-guida, ossia uno sciame di lucciole dotate di un fiuto tale da fare invidia ad un bracco. Ogni qualvolta esamineremo le tracce rilasciate da una creatura speciale, gli insetti-guida aumenteranno la loro familiarità con la preda: dopo qualche ritrovamento saranno quindi in grado di “puntarla” e di condurci a lei. Gli insetti guida possono essere utilizzati anche per tracciare un qualsiasi altro obiettivo conosciuto (ad esempio un PNG o un giacimento minerario), ma tendono a rintanarsi nella loro ampolla ogni qualvolta entreremo in combattimento.

CACCIARE O ESSERE CACCIATI

In battaglia, come s’è detto, il moveset dipende dall’arma equipaggiata: in generale avremo a disposizione due tasti per gli attacchi standard e due per gli attacchi speciali; di questi ultimi, uno è spesso deputato alla parata (per le armi in corpo a corpo) o per la mira precisa (con le armi a distanza), ma le eccezioni non mancano. A questi aggiungiamo un tasto di salto/schivata e uno destinato all’uso dell’oggetto selezionato dall’inventario, il quale però spesso sarà disponibile solo ad arma rinfoderata.

Soffermarsi oltre sul battle-system in questa sede sarebbe futile, sia perché sono troppe le armi da prendere in esame, sia perché di fatto non cambia nulla da quanto visto nei Monster Hunter immediatamente precedenti. Ciò che invece rappresenta una novità è la Fionda che tutti i cacciatori avranno equipaggiata sul braccio sinistro: questa feature sarà infatti molto utile per scagliare contro i nemici sassi o altri proiettili, ad esempio con lo scopo di attirare la loro attenzione, oppure di infastidirli con bacche puzzolenti, accecanti o esplosive. In mancanza d’altro, la fionda può essere usata come rete da cattura per acchiappare piccoli animali inoffensivi con cui poi potremo decorare i nostri appartamenti.

Le novità non si fermano qui: una delle caratteristiche più interessanti di MHW è infatti il fatto che riesca a trasmettere una sensazione di ambiente naturale vivo e pulsante ad ogni missione. Tanto per cominciare, il ciclo giorno/notte regola la presenza di determinate specie nelle varie aree; in seconda battuta, le varie razze interagiscono tra loro: gli erbivori fuggono all’arrivo dei predatori, i carnivori più piccoli si fanno da parte quando arriva un essere più grosso ma sono pronti ad aggredirlo se questo si trova in difficoltà. Persino tra i grossi Wyvern esistono delle relazioni: Un Rathalos sarà probabilmente portato ad aiutare una Rathian in difficoltà, ma lo stesso Rathalos potrebbe aggredire un Anjanath quando questo si addentra nel suo territorio di caccia, in una vera e propria disputa territoriale.

UN MOMENTINO DI RIPOSO

Dal punto di vista della realizzazione tecnica, il prodotto è estremamente convincente
: il design delle armature e delle armi a disposizione dei giocatori, nonché dei mostri (soprattutto i più grossi) è veramente ottimo, ma è soprattutto guardando agli ambienti che si rimane veramente impressionati. Ogni mappa è infatti decisamente vasta e offre un intrico decisamente interessante, con almeno due o tre stili che si sovrappongono nei vari livelli di profondità e nonostante ciò è possibile esplorarle senza soluzione di continuità. È pur vero che i tempi di caricamenti per accedere a una singola mappa sono sempre pesantucci, cosa che diventa particolarmente esosa quando si chiede aiuto in multiplayer, ma è anche vero che il gioco ha esigenze di spazio su disco veramente esigue: appena 15.1 GB, che tra l’altro contengono anche il doppiaggio in numerose lingue.

A proposito della traduzione possiamo dire che i doppiaggi (limitati in realtà a trama e cinematiche) sono veramente eccellenti, disponibili in numerose lingue tra cui Italiano; ciò che ogni tanto invece zoppica sono alcune traduzioni: non ci riferiamo ai dialoghi o ai tutorial, tutti perfetti, ma ad alcune didascalie nella descrizione delle armi e delle abilità le quali, probabilmente per motivi di spazio, sono un po’ troppo riassuntive e talvolta riportano imprecisioni. Ottima anche la colonna sonora: durante le esplorazioni saremo normalmente accompagnati dai rumori ambientali, ma non appena inizieranno gli scontri la musica farà la sua apparizione, con brani variabili a seconda della natura del mostro affrontato.

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Per quanto riguarda il gameplay, il gioco si presenta veramente solido: inizialmente può sembrare un po’ facile rispetto ad altri capitoli della saga e questo è sicuramente un indizio di come lo si sia cercato di rendere immediatamente fruibile per i neofiti, ma a ben vedere ci si rende conto che tutta la prima parte (diciamo fino alla prima missione dello Zora Magdaros) costituisca in un certo senso un lungo tutorial e che anche quella immediatamente successiva è solo la punta dell’iceberg rispetto alle prove epiche che attenderanno i giocatori successivamente.

Ottimo anche il comparto multiplayer: è infatti possibile trovarsi con gli amici in una sessione apposita, addirittura creare delle “sessioni di squadra”, praticamente delle gilde, oppure accedere ad una casuale. È anche possibile lanciare un “razzo SOS” durante la missione per permettere a qualsiasi altro giocatore, da tutto il mondo, di raggiungerci in-game; a margine è importante notare che la difficoltà e le ricompense delle missioni varieranno a seconda che queste vengano affrontate in singolo o in gruppo. Infine, c’è da dire che in caso di connection-failure il gioco continuerà in modalità Offline come se niente fosse: non correrete dunque mai il rischio di perdere le ricompense di una missione a causa di una caduta di connessione!

MAESTRO DI CACCIA

Insomma, lodi sperticate per questo Monster Hunter World? Indubbiamente sì: il titolo sfornato da Capcom rappresenta in tutto e per tutto la summa dell’esperienza accumulata coi precedenti capitoli applicata all’hardware dell’attuale generazione. Se poi ci aggiungete che Capcom ha promesso aggiornamenti costanti e GRATUITI al bestiario ed alle missioni, oltre ad eventi speciali a tempo, capite come lasciarsi sfuggire un simile prodotto sia impensabile sia per un fan della serie sia per chi ha sempre voluto avvicinarvisi.

E per i detrattori? Sembrerà un discorso di lana caprina, ma MHW è pur sempre un MH: se dunque in passato la serie non fosse mai (ma proprio mai) stata tra le vostre corde, magari per una certa ripetitività di fondo (uccidi mostro – crafta armi ed armature più potenti – affronta mostro più forte – ripeti), allora questo capitolo, con tutta la sua qualità, non riuscirebbe a cambiare il vostro pensiero. Ma forse potreste pensare di dargli almeno una possibilità: la serie è cresciuta molto negli anni (ve lo dice uno che ha detestato i capitoli PS2 e PSP) e con questo MHW ha fatto un ulteriore balzo in avanti.

Brava, Capcom!


Standing ovation per i ragazzi di Capcom, i quali hanno messo a frutto anni di esperienza maturata su precedenti generazioni e mercato portable per sfornare il Monster Hunter che i fan hanno sempre sognato. Vasto, vario, robusto, divertente, inizialmente facile ma successivamente crudele, tradotto e doppiato in Italiano, con aree fluide, multiplayer efficiente, aggiornamenti gratuiti. E non mancano neppure novità come gli insetti-guida o la fionda: cosa volete di più?
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE