Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
The Way of the Exploding Fist
Anno di uscita:
1985
Genere:
Beat'em-up / Arti marziali
Sviluppatore:
Gregg Barnett
Produttore:
Beam Software
Distributore:
Melbourne House
Multiplayer:
Si
Localizzazione:
No
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 e datassette, o emulatore + file del gioco
  • La schermata di presentazione (peccato che non possiate ascoltare l'urlo di Bruce Lee!)
  • Un salto mortale in avanti da parte del nostro avversario
  • Tentiamo un calcio volante mentre il nostro avversario esegue un salto mortale in avanti
  • La sconfitta fa male (nel senso letterale del termine)
  • Il toro inferocito ci sta caricando: un solo colpo molto preciso riuscirà ad abbatterlo
  • Una spazzata coglie il nostro avversario di sorpresa
  • Il nostro avversario è steso a terra, stordito, dopo essere stato colpito da un nostro calcio volante
  • L'arbitro ha votato per la nostra vittoria, essendo noi in vantaggio "ai punti"
Redattore:  Stefano 'Tyrant' Peracchi                        Pubblicato il:  02/03/2009
Il più famoso gioco di arti marziali degli anni '80 è nato, e non avrebbe potuto essere altrimenti, sul Commodore 64!
LE ORIGINI DELLA LEGGENDA
Era la metà degli anni '80, e il film "Karate Kid" stava spopolando in tutto il mondo; inoltre, il mito di Bruce Lee veniva tenuto vivo e vegeto dall'ennesima replica dei suoi film più famosi, trasmessi in prima serata dalle più note reti televisive mondiali.
Nel 1985 una software house australiana, la Melbourne House, decise di cogliere la palla al palzo: ispirandosi a Karate Champ, primo vero gioco di arti marziali uscito sul mercato, mise sotto pressione i programatori della propria consociata, la Beam Software, per far uscire un gioco che potesse catturare immediatamente l'attenzione del mercato dei videogiocatori a 8-bit emuli delle imprese di Ralph Macchio (aka Daniel LaRusso).
La scelta del titolo da assegnare al videogioco fu quasi altrettanto delicata, in quanto un nome troppo scontato avrebbe rischiato di attirare solamente i veri appassionati e praticanti di arti marziali, con la conseguenza di fallire l'obiettivo commerciale dichiarato.
L'ufficio marketing della Melbourne House prese nuovamente la decisione giusta: facendo leva sul fascino che l'oriente, con la sua filosofia così misteriosa, esercitava su tutto il mondo occidentale, scelse un nome che sarebbe rimasto per sempre nell'Olimpo dei giochi per i computer a 8-bit: "The Way of the Exploding Fist".

IMPATTO ESTETICO
Per fortuna i programmatori della Beam Software non furono da meno dei loro colleghi del marketing, e il gioco che ne uscì era poco meno che un capolavoro.
Se avete letto lo speciale sul SID del C64, pubblicato su questo stesso sito pochi giorni fa, avrete notato che questo gioco è uno di quelli citati come più interessanti dal punto di vista sonoro: vengono ricordate le meravigliose colonne sonore orientali che variano dal misticheggiante/rilassante al dinamico/esaltante. Ciò che ha colpito di più l'immaginario collettivo è però sicuramente la sorpresa al momento della fine del caricamento del gioco, quando alla schermata di presentazione si sente un vero urlo di attacco alla Bruce Lee! La grandiosità della realizzazione sarebbe già stata sufficiente a rendere The Way of The Exploding Fist una pietra miliare nella storia delle produzioni musicali del Commodore 64, ma immaginate cosa possa essere successo quando si venne a sapere che l'urlo era stato digitalizzato da "I 3 dell'operazione Drago" (titolo originale "Enter the dragon", NdTyrant), l'ultimo film completo girato proprio da Bruce Lee! I fan andarono in visibilio, e il gioco della Melbourne House era già diventato una leggenda a pochi giorni dalla sua uscita.
Dal punto di vista grafico il gioco era leggermente inferiore rispetto alla sua controparte sonora, a causa di una definizione leggermente "granulosa" degli sprite dei combattenti. Questo non detraeva comunque molto dal risultato finale: la fluidità dei movimenti dei personaggi, l'elevato numero di frame di animazione degli stessi, e soprattutto gli sfondi orientali differenti per ogni livello rendevano Exploding Fist assolutamente impressionante anche da questo punto di vista.

PREDECESSORI, EMULI E PROGENIE

Exploding fist è diventato molto più famoso di Karate Champ per merito della sua superiore realizzazione tecnica e dell'ambientazione orientale, priva di contaminazioni occidentali: tutti elementi che rendono molto più gradevole l'esperienza di gioco ai puristi.
I paesaggi mistici (le cui caratteristiche principali si ritroveranno in seguito nella trilogia di The Last Ninja), l'utilizzo dei simboli filosofici dello Yin e dello Yang uniti a formare il punto completo e l'utilizzo di colonne sonore differenti rendono l'atmosfera assolutamente coinvolgente per coloro che sanno ascoltare e immergersi nelle emozioni che questi elementi possono suscitare.

Il predominio assoluto di Fist nell'ambito delle arti marziali era destinato ad essere messo a dura prova poco dopo, in quanto nel 1986 la System 3 diede alla luce International Karate: pur essendo praticamente un clone di Karate Champ (più di quest'ultimo che di Fist, in quanto si ritornava alle ambientazioni occidentali) IK si poneva come diretto avversario di Fist, riuscendo ad equivalerlo in tutte le aree di gioco (e a superarlo in campo grafico). Acclamato come come nuova icona del karate computerizzato, International Karate rimane in verità praticamente alla pari del suo maestro, in quanto non ci sono assolutamente novità o cambiamenti degni di nota, se non appunto dal punto di vista estetico: troppo poco per dargli lo scettro di re delle arte marziali.
Dopo questi 3 giochi uscirono pochissime altre simulazioni di arti marziali pure (tra le quali vogliamo ricordare almeno "Uchi Mata", ottima simulazione di judo edito dalla Martech nel 1986, Samurai Trilogy e Budokan), sostituite da giochi che puntavano più sulla spettacolarità del combattimento in sè che sulla perfezione dell'emulazione dell'arte marziale. Giochi come Yie Ar Kung-Fu, Thai Boxing, Shao Lin's Road e Bangkok Knights, pur con la loro discreta qualità, non rappresentavano pienamente la disciplina della quale si facevano portabandiera; era svanita ormai la simulazione ed era nato il gioco di combattimento puro, che avrebbe poi dato i natali, in vesti più improntate allo spettacolo scenico che altro, a Street Fighter prima e Mortal Kombat dopo.
DINAMICA DI GIOCO
Il gioco non si differenzia praticamente in nessun modo dal suo padre putativo, Karate Champ, al quale è dichiaratamente ispirato: due karateka, rispettivamente in kimono bianco e rosso, si danno battaglia senza esclusione di colpi e con mosse derivate dalla vera disciplina per atterrare l'avversario. I colpi inferti possono essere pieni, nel qual caso viene assegnato un punto intero, o non perfettamente assestati e quindi premiati solamente con mezzo punto.
Il primo combattente ad arrivare a due punti vince lo scontro. Se allo scadere del tempo nessuno dei due contendenti ha raggiunto i due punti, un arbitro (rappresentato da un anziano maestro fermo sullo sfondo) assegna la vittoria a chi ha il punteggio più alto, o in caso di parità al contendente che si è dimostrato più efficace durante il combattimento.
Lo scopo del gioco è di sconfiggere tutti i propri avversari, sempre più forti ed intelligenti, per arrivare al grado massimo dell'abilità di karateka, rappresentato dal famoso 10° dan; la cosa curiosa (e discutibile) è che voi dovrete sconfiggere il vostro avversario due volte prima di poter affrontare quello successivo, mentre sarà sufficiente una vostra singola sconfitta per concludere prematuramente la partita.

Le mosse disponibili sono numerose e tutte rese in modo molto efficiente: si va dal classico calcio volante (molto efficace ai livelli bassi, molto meno efficace a quelli alti) a quello ruotato (spettacolare ma rischiosissimo), dal pugno allo stomaco a quello al volto. Esistono inoltre tre mosse puramente difensive: il salto mortale in avanti o all'indietro, che vi permetterà di tirarvi fuori dalle situazioni più pericolose, e la parata (o blocco), che eseguirete automaticamente se arretrate mentre l'avversario sta portando un colpo ai vostri danni.
Le tattiche per sconfiggere l'avversario vanno dall'assalto senza quartiere al colpisci e fuggi, fino ad arrivare al "pedina e colpisci"; mano a mano che progredite nei livelli di difficoltà dovrete imparare a sfruttare la strategia migliore, ma soprattutto dovrete imparare a padroneggiare molto bene tutte le mosse a vostra disposizione. Contrariamente a molti giochi di questo tipo non esiste, fortunatamente, una vera e propria mossa risolutiva che vi permetta di sconfiggere l'avversario sempre e comunque; esistono mosse generalmente più efficaci e mosse che ai livelli avanzati sono praticamente inutili, e dovrete capire con l'esperienza quali utilizzare a seconda della situazione.
Un ulteriore punto a favore del gioco è il "bonus round", che appare dopo aver superato lo scoglio del terzo Dan: un toro infuriato vi caricherà, e voi dovrete abbatterlo con un colpo ben assestato, oppure evitarlo con un salto mortale (ma in quest'ultimo caso ovviamente non riceverete nessun bonus).

CONCLUSIONI
The Way of the Exploding Fist è una delle tante pietre miliari del Commodore 64. Che sia per l'atmosfera, o per l'aspetto grafico/sonoro o per la precisione del combattimento, Exploding Fist è comunque un piccolo capolavoro, giustamente ricordato ancora oggi con reverenza e entusiasmo dai veri appassionati delle arti marziali, che anelano alla purezza piuttosto che allo spettacolarismo.
Il fatto che sia uscito sull'onda del successo dei "Karate Kid" ha ulteriormente contribuito a farlo diffondere maggiormente tra i commodoriani (come tra gli spectrumiani, amstraddisti e così via, ovviamente). Ovviamente il marketing ha giocato un ruolo fondamentale nella popolarià di Fist, e ad esso si possono anche concedere delle incongruenze commerciali come la presenza dell'urlo di Bruce Lee, che non era un maestro di karate, bensì di kung-fu e di jeet kune do.
Le cose importanti, in definitiva, sono la qualità e l'integrità di un gioco che ha colpito l'immaginario pubblico più di qualsiasi altro nel suo genere.
Un consiglio: provate a seguire anche voi la "Via del Pugno Esplosivo", non ne rimarrete delusi!
Pur non avendo mai amato i giochi di combattimento uno contro uno, ho sempre avuto un debole per The Way of the Exploding Fist. Le ragioni sono spiegate nella recensione, e spero siano abbastanza chiare e interessanti da invogliarvi almeno a dare un'occhiata a questa ennesima chicca uscita per il Commodore 64.
Un'ottima grafica e soprattutto un sonoro da urlo (capita la battuta?) rendono il primo impatto con Fist devastante, e l'eccellenza della simulazione farà innamorare chiunque sia anche solo vagamente interessato alle arti marziali.
La difficolà è ben calibrata, anche se il 2° dan mi sembra più difficile del 3°, e passerà molto tempo prima di arrivare al 10° dan, ve lo posso assicurare!

94
85
95
91
94
92