Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Cauldron
Anno di uscita:
1985
Genere:
Sparatutto a scorrimento orizzontale e platform a schermate fisse
Sviluppatore:
Steve Brown (ideatore e programmatore) - Richard Leinfellner (programmatore) - Keith Miller (audio)
Produttore:
Palace Software
Distributore:
Palace Software
Multiplayer:
NO
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 o Emulatore C64 (ccs64 o Vice64)
Altri formati:
  • Luna piena, pipistrelli, mamma mia che nottata !
  • E' davvero dura manovrare quella terribile scopa e non farsi beccare dai pipistrelli
  • Ecco la nostra bella streghetta indaffarata col suo calderone
  • Un pò di credits...
  • Semplice ed essenziale schermata iniziale con la nostra strega che passeggia sul titolo
  • dritti dritti contro una bella zucca volante...
  • qualcosa ci ha appena colpiti...mi sa che faremo il bagno di mezzanotte : )
  • piuttosto affollato il mare a quest'ora !
  • abbiamo la chiave viola ed ecco la porta viola. Il difficile ora è atterrare...
  • ecco siamo entrati. Quel rospo ci serve per gli ingredienti ma...come arrivarci ?
  • le case sono un vero labirinto all'interno. Bisogna pure trovare l'uscita ora...
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  14/10/2011
Calderoni fumanti, notti buie, scope volanti....sniff...sniff...c'è puzza di streghe qui !
Chi ha sentito parlare della notte di Halloween sa che tale termine indica la notte delle streghe e che è buona norma svuotare una zucca e accendervi dentro una candela proprio come deterrente per le megere. Quindi, da che mondo è mondo streghe e zucche non è che siano mai andate poi tanto d'accordo...

MIII....CHE PAUUUURA
Più o meno è questo il tema fondamentale di Cauldron, sparatutto a scorrimento orizzontale uscito nel 1985. Se infatti streghe e zucche stanno su lati opposti della barricata, nel primo episodio della saga Cauldron voi impersonerete una strega, mentre nel secondo sarete una zucca...e in entrambi i casi verrete posti l'uno contro l’altro! (così rispettiamo anche la par condicio NdR)
In questo primo episodio il vostro obiettivo sarà quello di diventare Strega Regina, alla faccia del Re Zucca che dovrete spodestare dal trono. Logicamente, armi principali di una strega sono i sortilegi e ve ne servono veramente tanti per rendervi invincibili al cospetto dello zuccone. Il gioco quindi prevede che voi troviate gli ingredienti necessari. Questi sono nascosti in delle casupole che voi dovrete aprire trovando prima la chiave giusta. Ogni catapecchia (ehm, casetta.. NdR) ha la porta di un determinato colore e può essere aperta solo con la chiave del colore medesimo (ricordo all’epoca come maledii il mio monitor a fosfori verdi, dato che senza una visuale a colori questo gioco era impossibile da portare avanti!! NdR).

Cauldron quindi prevede scene all’aperto ed altre al chiuso. Comincerete all’aperto in una notte buia (ma non tempestosa.. NdR) a cavallo della vostra fida scopa e alla ricerca delle famigerate chiavi. Là fuori saranno in tanti a cercare di farvi la pelle: a partire dalle già nominate zucche che saltano da terra come fossero caricate a molla, fino ai pipistrelli, fantasmini e chi più ne ha più ne metta! Voi potrete sparargli contro delle bolle magiche, ma vi renderete subito conto che la battaglia è piuttosto ardua.

MISSIONE IMPOSSIBILE?
Ci sono tre indicatori sullo schermo. Uno segna il punteggio, l’altro le vite (partirete con nove...ma le finirete in fretta NdR), il terzo segna il magic, cioè la vostra energia. Il valore iniziale di 99% tende a scemare ogni volta che vi colpiscono (di parecchi punti) oppure ogni volta che sparate un globo magico (1 punto per volta), quindi sarete obbligati a mirare prima di far fuoco per non sprecare energia preziosa. Ogni tanto, generalmente in basso, troverete dei globi luminosi fermi: lì potrete fermarvi per ricaricare le batterie (leggi energia).
Questa parte del gioco è già molto difficile, dato che la scopa ha la manovrabilità di un ciclomotore senza manubrio e una capacità di frenata pari a quella di un rinoceronte. In parole povere, se state andando a destra e volete di colpo invertire a sinistra per evitare una mazzata, vi toccherà calcolare anche il tempo di frenata, che è non indifferente (e nel frattempo vi hanno beccato almeno 2 o 3 volte NdR).

Dicevamo delle chiavi: sono tante da trovare ma purtroppo, come per gli ingredienti, non ne potrete trasportare più di due per volta. Così, sarete costretti di volta in volta a fare tanti bei viaggi di andata e ritorno. Quando avrete la chiave giusta e riuscirete ad individuare la porta dello stesso colore, potrete provare a scendere per entrare. Diciamo provare perché dovrete fare PURE attenzione a dove atterrate, visto che la maggior parte delle volte sbaglierete manovra e vi farete male (e vorrei ben vedere a fermare la scopa, calcolare il punto dove scendere e nello stesso tempo evitare i nemici NdR) (Giuseppe, sai che ti dico? Ora capisco perchè giocai solamente il seguito... NdBoZ).

A questo punto il gioco passa ad una visuale interna. Vi troverete dentro la baracca e il game si trasforma in un platform abbastanza ostico. Qui, con il pulsante di sparo non lancerete più globi magici ma salterete. Dovrete spiccare balzi per arrivare all’ultima piattaforma utile (che in genere si trova nella seconda schermata) dove troverete il tanto desiderato ingrediente. Detto così sembra semplice...ma non lo è affatto! I problemi in questa sezione sono legati al fatto che tante volte dalla prima schermata vi troverete a saltare al buio, per poi scoprire solo arrivati nella seconda schermata che la piattaforma non era dove ve l’aspettavate...e fare quindi un bel tuffo nel vuoto.
Dopo aver accumulato un massimo di due ingredienti dovrete tornare al punto di partenza (sempre a cavallo della scopa) per buttarli nel vostro pentolone. Poi si torna fuori a cercare gli altri e così via.

UN PO DI STORIA...
Cauldron era inizialmente ispirato al film del 1978 (strafamoso) Halloween. Tanto che la Palace Software si assicurò i diritti per lo sviluppo del gioco assegnando quindi il progetto a Steve Brown. Quest'ultimo tuttavia non era soddisfatto del compito assegnatogli, soprattutto per quanto riguarda la trama. A quei tempi, infatti, c'era un pò più di considerazione per il pubblico di piccola età che si sedeva davanti al computer per giocare, ed Halloween era un horror piuttosto cruento. Di conseguenza, Brown decise di riscriverne il plot puntando in tutt'altra direzione: la guerra tra streghe e zucche, che non faceva male a nessuno ed era sicuramente più adatta a un pubblico più giovane. Brown sottopose quindi l'idea al co-fondatore della Palace Software (Pete Stone), ottenendo l'approvazione per lo sviluppo del gioco.

Ottenuta la "benedizione" di Stone, Brown si ispirò a questo punto a tutti i luoghi comuni possibili ed immaginabili sulle streghe (foulard in testa, naso lungo, scopa, ecc...) per creare il personaggio protagonista del gioco, realizzando addirittura un modello in plastilina per poi trasportarne i caratteri nel gioco (è la streghina che vediamo nella confezione del gioco NdR) (La voglio...vendimela!! NdBoZ).
Brown fu affiancato nella programmazione da Richard Leinfellner. I due però adoravano generi diversi: Brown, patito dei platform, realizzò le scene al chiuso; Leinfellner, amante degli sparatutto, realizzò quelle all'aperto. Quindi il gioco fu programmato separatamente nei due momenti e poi messo assieme, senza che ogni programmatore potesse provare la parte di competenza dell'altro. Si racconta che l'estrema difficoltà del gioco (ne parleremo meglio nel commento) sia dovuta al fatto che i due programmatori lo testarono usando vite infinite: sarà vero?
Cauldron uscì per commodore 64 (la versione migliore indubbiamente) (uhm... NdBoZ), poi per ZX Spectrum ed Amstrad CPC. Ma queste, come si suol dire, sono altre storie...
Cauldron è un gioco carino (e per certi versi anche originale all'epoca) ma è di una difficoltà inaudita (e cauldron II è ancora peggio) tanto che personalmente non sono mai riuscito a vedere in faccia il famoso re zucca e non conosco nessuno che sia arrivato alla fine senza aver utilizzato qualche trucco…
Ma veniamo all’analisi del gioco. La grafica fa il suo dovere senza deludere ma nemmeno senza eccellere, il sonoro è carino per quanto riguarda la musica che però vi godrete solo nella schermata di presentazione, per il resto solo effetti sonori. Capire cosa fare e come farlo è semplice ed intuitivo, il problema è sincronizzare entrambe le cose. Il gioco è infatti troppo difficile per appassionare a lungo, tanto da risultare abbastanza frustrante. La tanta voglia che avrete all’inizio di vedere lo zuccone vi passerà in fretta e difficilmente ve la farete ritornare.
In conclusione Cauldron è un giochino realizzato discretamente che avrebbe potuto divertire per qualche oretta se non avesse avuto un livello di difficoltà tarato a limiti impossibili. Dopo le prime 2 partite lo caricherete solo se trovate qualche poke (gli appassionati di giochi commodore sanno cosa vuol dire ...:P) per truccarlo e quindi vederne la fine, ma anche qui ci vorranno ore e dosi massicce di camomilla per non mandarlo al diavolo. Tuttavia non potrete mai definirvi cultori di retrogames e del gioiellino di casa commodore se non lo proverete almeno una volta.

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