Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Outrun Europa
Anno di uscita:
1991
Genere:
Guida
Sviluppatore:
Probe Software
Produttore:
U.S. Gold
Distributore:
U.S. Gold
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 o relativo emulatore
  • Schermata invero molto bella...
  • Una delle schermate di interlivello
  • Primo livello, e già si corre velocissimi
  • Galleria, eseguita con molta classe
  • Eccoci in mare!
  • Amena gara tra moto d'acqua ed elicottero
  • Raggiunta finalmente la spiaggia!
  • Una fiammante Porsche rende il viaggio più piacevole
  • Uno dei duelli con le auto avversarie
  • Stradoni spagnoli!
  • Il faccione che annuncia che si è appena stati arrestati
Redattore:  Michelangelo 'Pippo' Carbonara                        Pubblicato il:  17/07/2011
Pronti a fare un bel giro d'Europa, tampinati dalla polizia?
Non pensiamo che si possa e debba perder tempo a parlare dei predecessori di questo racing game: Outrun e Turbo Outrun sono due pietre miliari del software di guida che hanno aperto innumerevoli strade per i futuri arcade del genere. Outrun ha introdotto i bivi nel percorso, dando un’idea di maggior realismo, visto che si tratta di corsa su percorso misto e non su circuito; in sala giochi c’era il cabinato con volante e cambio che dava il massimo della soddisfazione. Turbo Outrun non aveva più i bivi ma prevedeva una maxiscampagnata lungo gli Stati Uniti, con la particolarità che ciascun territorio possedeva caratteristiche distintive: si poteva trovare la neve, la sabbia, le tempeste, la tappa notturna, eccetera. Outrun Europa si presenta forse come il meno pomposo dei tre, il più dimesso, anche se l’idea di fondo non manca di certo; ma va trattato specialmente per quanto riguarda la storia delle conversioni per C64 perché, al contrario di ciò che ci si potrebbe aspettare, la conversione di questo terzo capitolo è sicuramente la migliore della serie e uno dei migliori giochi di guida per il piccolo Commodore. Andiamo a snocciolarne le caratteristiche!


UN PLOT INASPETTATO
La saga di Outrun nasce con un videogioco abbastanza ironico, con tanto di tamarrone su una ferrari accompagnato da sventola bionda che deve darsi da fare su strade amene (anche se zeppe di traffico). Turbo Outrun aumentava la dose di spensieratezza inserendo anche la gara contro un altrettanto truzzo proprietario di una Porsche, allo scopo di aggiudicarsi la compagnia della summenzionata sventolona. Possiamo in questo ambito considerare Outrun Europa come un gioco più serio, dalla trama più adulta e avventurosa.
L’agente segreto Simeon Kurtz è il fortunato possessore di una Ferrari, e iella nera vuole che mentre egli si trova a Londra gli sia rubata l'auto con tanto di documenti di importanza internazionale dentro! Accortosi del disastro Simeon si mette all’inseguimento dei ladri, cercando con mezzi di fortuna di acchiapparli. A Londra trova una motocicletta, ma quando arriva al porto si accorge che i malfattori si sono imbarcati su una nave. L’agente Kurtz decide quindi di prendere un mezzo acquatico e proseguire l’inseguimento. Approda quindi sulle coste francesi, prende in prestito una Porsche e continua la sua avventura; poi attraversa la Spagna, riprende la via del mare e giunge in Italia, dove continua la corsa, fino ad arrivare in Germania, dove la spedizione termina. La già difficile impresa è ulteriormente ostacolata dalla polizia che tenta continuamente di fermare il nostro eroe scambiandolo per un criminale (e un po’ criminale lo è, visto che i mezzi di trasporto che usa durante il gioco sono quasi tutti rubati!).


LA FUSIONE DEI PROTOTIPI
Questo capitolo conclusivo della trilogia opera una intelligente sintesi degli elementi dei due giochi precedenti aggiungendo questo nuovo concetto di corsa avventurosa, lontana dal carattere spaccone e americano che aleggiava dietro l’originale Outrun. Tornano i bivi per personalizzare il percorso, mentre le caratteristiche di ogni stato europeo riprendono la varietà delle tappe di Turbo Outrun. Lo scopo rimane sempre quello di arrivare ai checkpoint prima dello scadere di un determinato lasso di tempo. Per strada è possibile raccogliere un power-up che dona un turbo limitato, che permette di accelerare molto di più per qualche secondo. Una novità importante è rappresentata dalle fasi che si svolgono in mare. Questa volta non solo il giocatore deve evitare ostacoli e correre come un matto, ma deve evitare i colpi sparati da alcuni elicotteri, e può egli stesso – elemento abbastanza originale nei giochi del genere – sparare! Queste fasi di guida frammista a shoot’em up donano una apprezzabile varietà all’azione e aumentano il divertimento.
La natura del gioco fa sì anche che le macchine sulla strada non siano solo traffico anonimo che si trova lì per caso: molti veicoli sono ostili e faranno di tutto per spingere il povero Simeon Kurtz fuori strada! L’azione si fa quindi ancora più interessante perché talvolta bisognerà intraprendere vere e proprie battaglie con le auto avversarie, cercando di spingerle fuori strada prima che queste facciano lo stesso con noi! La polizia andrà ugualmente sbattuta fuori dal percorso, altrimenti si verrà arrestati, con conseguente fine della partita.

PER UNA VOLTA, LA PROBE DA' IL MASSIMO
La conversione C64 è opera della amata/odiata Probe, specializzata in conversioni insoddisfacenti: a loro sono dovute le conversioni di Turbo Outrun, Golden Axe, Super Monaco GP e altri pesi massimi di questo tipo. La loro politica è sempre stata chiara: massimo effetto, minima sostanza. Infatti Turbo Outrun si presentava benissimo ma era troppo facile e con un’azione di gioco troppo stupida, mentre Golden Axe era diventato un picchiaduro one-o-one, eliminando le mischie dei nemici e togliendo la modalità a due giocatori; Super Monaco... lasciamo perdere, era irriconoscibile.
Per fortuna, l’approccio con Outrun Europa è stato diverso: è stato messo molto più impegno nella creazione della giocabilità e dello schema di gioco e sono stati inseriti meno fronzoli. Per una volta le schermate introduttive sono sobrie: niente presentazioni esaltanti (e caricamenti millenari), solo quello che occorre, fatto bene e con professionalità. Quanto al gioco vero e proprio, la grafica è ottima ma senza strafare, il sonoro anche, tutto sembra essere pensato in maniera funzionale al gioco e al divertimento dell’azione, e non in modo fine a se stesso come accadeva precedentemente. Il livello di difficoltà è calcolato alla perfezione, è impossibile annoiarsi ed è impossibile non provare e riprovare a battere i propri tempi, il gioco è difficile e i sette livelli assicurano una notevole longevità. La velocità c’è tutta e il feeling dell’originale è intatto.
Certo, la Probe non si smentisce mai e la loro proverbiale pigrizia è riscontrabile anche qui. Ricordate i bivi cui parlavamo prima? Be’, si stava parlando delle versioni a 16 bit e non di quella per C64, perché in quest’ultima NON ci sono. Dovevano davvero essere eliminati? Chi lo sa, ma tutto fa credere che in realtà potessero essere implementati e che non siano stati inseriti per limitare il lavoro (e non dover così toccare troppo le routine preesistenti riconducibili al precedente Turbo Outrun). A parte questa leggera polemica, ci sentiamo di elogiare in pieno i ragazzi della Probe per questo Outrun Europa che è un gioco importante e tra i pochi che ha potuto dimostrare che anche il C64 può donare emozioni ed adrenalina in un arcade di guida fuori circuito.
Il gioco si presenta con le carte in regola: la grafica è animata benissimo, è molto veloce e possiede molti tocchi di classe. Numerosissime sono le gallerie, i sottopassaggi e le zone d'ombra, e i background cambiano molto frequentemente. Può essere visualizzato solo un nemico alla volta, ma ciò fortunatamente non diminuisce la frenesia dell'azione, visto che le macchine avversarie sono decisamente "cattive" e non lesineranno tamponamenti e spintoni pur di non farvi avanzare. Il sonoro è altrettanto ben fatto, con diverse musiche tra cui scegliere per ciascuna tappa e convincenti effetti sonori. La giocabilità è stratosferica, soprattutto merito dellla cura con cui è stata settato il grado di difficoltà. Il gioco è difficile ma mai frustrante e i tre "continue" a disposizione offrono buone speranze di avanzare ogni volta un po' di più. Da provare, per tutti.
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