Recensione Commodore 64
Titolo del gioco:
Turbo Charge
Anno di uscita:
1991
Genere:
Guida/Shoot'em up
Sviluppatore:
Chris Butler (codice, grafica), Robin Levy (grafica), Sean Connolly e Marc François (grafica)
Produttore:
System 3
Distributore:
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Commodore 64 o relativo emulatore
  • Il primo impatto è subito di classe
  • La presentazione di stampo cinematografico è grandiosa...
  • ... e guardate che superbo uso dei colori!
  • Forse tra le migliori bitmap presenti in un gioco per C64
  • E dopo essere stati abbagliati come si fa a non voler giocare?
  • L'inizio dell'avventura
  • Le case sono molto bidimensionali, ma dovreste vedere a che velocità scorrono!
  • Uno dei problematici bivi che si trovano di tanto in tanto lungo il tragitto
  • I terroristi valgono ben un posto di blocco sfondato
  • Dossi e depressioni sono onnipresenti in queste desolate strade
  • Primo ceffo catturato. Naturalmente per ogni missione cambia la faccia
  • L'ingresso di una galleria
  • Scorribande in Egitto...
  • Una delle flotte di aerei ed elicotteri che cercheranno di bombardarvi
  • Il parabrezza in condizioni abbastanza penose dopo varie sparatorie
  • Addirittura gli aerei in galleria! Non ci vogliono proprio lasciare in pace...
  • Le due schermate di fine partita sono le più belle
  • ...Soprattutto questa, che è la nostra preferita
Redattore:  Michelangelo 'Pippo' Carbonara                        Pubblicato il:  05/10/2011
Proseguiamo la serie di capolavori commodoriani della System 3, con la migliore simulazione di guida (e non solo) di loro produzione...
Nel 1991 la popolare casa inglese System 3 riuscì ad acchiappare uno dei miti del videogioco degli anni 80, quel Chris Butler che si era fatto conoscere e stimare per pietre miliari come Ghosts’n’Goblins e Power Drift. Essendo quest’ultimo titolo un riuscito gioco di guida si pensò di creare un game che avesse caratteristiche tecniche simili ma che aggiungesse l’elemento avventuroso e rough caratteristico della software house (dopo The Last Ninja, Vendetta, Tusker e compagnia). Immancabilmente, con delle premesse del genere, Turbo Charge si pose, e ancor si pone, tra le vette delle simulazioni motoristiche per Commodore 64 e contemporaneamente è uno dei più divertenti crosshair games del periodo, grazie al suo immediato controllo “punta e clicca” per poter sparare ai nemici.

CURVE PERICOLOSE E UN MARE DI PROIETTILI

In Turbo Charge si impersona una coppia di intrepidi agenti segreti, Agrippa e Drusus, alle prese con gang di terroristi che possiedono un enorme quantitativo di armi rubate e non vedono l’ora di squagliarsela oltre i confini di Stato. Il compito dei due eroi è di inseguire i terroristi ed arrestare il capobanda di ogni gang. Le missioni da completare sono cinque e si svolgono in percorsi generalmente aridi e inospitali. Le strade sono letteralmente pullulanti di nemici arrabbiatissimi che desiderano solo l’eliminazione dei due agenti, per cui è richiesta una grande abilità per schivare i vari mezzi come camion, elicotteri, motociclette eccetera e i vari proiettili lanciati continuamente, oltre, come è ovvio, a cercare di non andare a schiantarsi su un albero, una costruzione o un cartello stradale. L’automobile a disposizione di Agrippa e Drusus è di gran lusso, una poderosa Lamborghini dotata di velocità superlativa e anche di una discreta resistenza, visto la quantità di colpi che può sopportare. In ogni caso i danni da poter assorbire sono limitati ed evidenziati da un counter percentuale: quando i danni arrivano al 100% la macchina esplode candidamente e la partita è finita. Per impreziosire l'impatto grafico della soggettiva, quando si viene crivellati di colpi vengono visualizzati dei fori di proiettile sul parabrezza virtuale dell'auto. Altri casi di game over sono dovuti all’esaurimento del tempo a disposizione oppure al fatto di essere rimasti “a secco” (e si sa le Lamborghini quanto carburante bevono!). A tal proposito lungo il percorso sono disseminate delle taniche da poter prender per aumentare la quantità di benzina di cui si dispone. Per fortuna almeno le munizioni sono illimitate, per cui è possibile sparare all’impazzata per eliminare il maggior numero di nemici che intralciano il cammino. Le missioni sono divise in due stage: nel primo bisogna semplicemente arrivare vivi alla frontiera prima dello scadere del tempo, nel secondo invece è necessario raggiungere l’auto del boss della banda terrorista e cercare di farla fermare, distruggendola con i proiettili e affiancandosi con la propria macchina. Oltre alle normali pallottole si può usufruire di un numero molto limitato di missili che infliggono un danno maggiore.
Un’idea molto divertente inserita nel gioco consiste nel fatto che la strada ogni tanto si biforca, e solo una delle due strade è corretta, mentre l’altra porta ad un vicolo cieco. Imboccare un vicolo cieco è particolarmente penalizzante nel momento in cui si è all’inseguimento di un boss, e a volte può essere addirittura fatale per la partita!
Come in molti giochi System 3 del periodo, la versione disco e cassetta differiscono in importanti particolari, in quanto la versione tape , oltre a non possedere tutte le schermate statiche di game over, prevede cinque continues per poter ricominciare dall’ultimo livello raggiunto, mentre nella versione floppy si ha un solo tentativo a disposizione, dopodichè bisogna ricominciare tutto da capo. La differenza non è da poco, in parte cambia la natura della partita e onestamente noi siamo contrari a questo tipo di operazioni che creano un divario eccessivo tra i due supporti. In questo caso il motivo della modifica in questione è dovuta alla perniciosa caratteristica del gioco che introduce il prossimo capitolo della recensione.

UN TALENTO DI CHAMPAGNE IN UN BOCCALE DI BIRRA

Tecnicamente Turbo Charge è un gioiello, ma è parzialmente rovinato da un fattore piuttosto rilevante: la penosa gestione dei caricamenti. Va detto che il gioco viene preceduto da una fantastica presentazione animata, con tanto di musica esaltante e schermate bitmap da capogiro. Tale presentazione è talmente esagerata che, da sola, prende ben tre sessioni di multiload. Per quanto riguarda il gioco vero e proprio, ognuno dei dieci stage dura all’incirca 2-3 minuti e viene caricato separatamente; i tempi di caricamento di ogni sezione non sono proprio velocissimi (un minuto per il floppy, tre minuti di media per la cassetta). Già è una bella sciagura che ad ogni partita si debba ricaricare il primo livello, ma qui si esagera: infatti è richiesto di ricaricare anche, AD OGNI PARTITA, tutte e tre le sessioni di presentazione. Va da sé che solo per la presentazione ogni volta se ne vanno via quasi dieci minuti completamente inutili. Ed è naturalmente per questo che per graziare gli utenti delle cassette è stata aggiunta l’opzione di continuare la partita cinque volte. Rimane comunque, all’interno di un gioco così di alta qualità, questo elemento dilettantesco che pesa non poco sulla longevità del prodotto. A parte questa triste feature, per fortuna, il resto è stellare. Il gioco è talmente veloce che alcuni all’epoca dell’uscita addirittura si lamentarono dell’eccessiva frenesia. I tipi di avversari sono decine e decine, tutti ottimamenti disegnati e con pattern di movimento e comportamento individuali: basti pensare alle auto della polizia che si piazzano in orizzontale in mezzo alla strada oppure i blindo con lo sportello che si apre e l'omino che si affaccia per sparare dal lato. La grafica non è raffinatissima (presentazione a parte) ma i fondali sono davvero vari e gli ambienti rappresentati possiedono un indubbio fascino. La macchina si controlla egregiamente, è possibile effettuare manovre repentine e imprevedibili e il computer reagisce con eccellente prontezza. Il livello di difficoltà è settato abbastanza bene anche se la quarta missione è veramente diabolica, con i suoi continui bivi che rendono la guida un vero e proprio slalom per evitare i vicoli ciechi. Dulcis in fundo, il comparto sonoro, sia musiche che sfx, è di prim’ordine, comprendendo sei diverse colonne sonore e numerosi effetti, anche di un certo realismo, nei limiti del C64.
La dote principale del gioco, oltre alle caratteristiche tecniche top class, è l'immediatezza del sistema di controllo e la relativa facilità con cui ci si può immergere nell'avventura. L'azione è sul serio frenetica, le orde di nemici tolgono il respiro e bisogna anche contare che le sparatorie si svolgono mentre si corre a 200 Km/h! E' un gran peccato che il sistema di caricamento sia così noioso e lento; aggiungo anche che i supporti originali erano estremamente delicati, a volte il caricamento non riusciva e il gioco si piantava definitivamente, cosa imperdonabile per chi era costretto a spendere 25.000 lire per averlo originale. Nonostante ciò, un prodotto imperdibile, che mostra quanto un Commodore 64, se ben utilizzato, possa rendere bene in un gioco in stile coin-op, con musiche efficaci ed effetti sonori roboanti, grafica scintillante ed ultraveloce ed un ritmo di gioco rapidissimo ed estremamente vario. Un capolavoro.
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