Recensione PC
Titolo del gioco:
Driver: San Francisco
Anno di uscita:
2011
Genere:
Arcade guida free roaming
Sviluppatore:
Reflections
Produttore:
Ubisoft
Distributore:
Ubisoft
Multiplayer:
si
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows XP, Vista oppure 7; CPU: Intel Pentium D 3.0 Ghz oppure AMD Athlon64 X2 4400+ 2.2Ghz; RAM: 1GB (Windows XP) oppure 2GB (Windows Vista/7); HDD: 10 GB di spazio libero su hard disk; Grafica: 256 MB di Memoria grafica con shader 4.0; Scheda audio: compatibile DirectX 9; DirectX: Versione 9.0c
  • Gli eventi sparsi per la città sono ben indicati lungo le strade. Per attivarne uno basterà avvicinarsi...
  • Vista aerea sulla città...
  • ...e vista un po più ravvicinata. Da qui si possono già individuare alcuni veicoli in cui, eventualmente, "shiftare"
  • mappa della città (o meglio, di una sua parte) contenente tutte le missioni e gli eventi disponibili...
  • Nei credits non poteva mancare il buon Martin!
  • Jericho è il cattivissimo di Driver: San Francisco. A lui dobbiamo, paradossalmente, i nostri "superpoteri"...
  • i potenziamenti sono un aspetto abbastanza secondario del gioco. Ma a qualcuno potrebbero interessare...
  • Il quadro dei loschi individui coinvolti nell'operazione Jericho si aggiornerà automaticamente man mano che andremo avanti nella storia principale
  • il dettaglio dei veicoli e la qualità globale della grafica sono uno dei punti di forza di Driver: San Francisco
  • è troppo presto per giocare questa missione "storia": prima dovremo completare qualche missione secondaria...
  • In questa missione, dobbiamo speronare questa autocisterna prima che giunga a destinazione. Che ci vorrà mai...
  • Ricordate "Speed"? Ok, scendete dall'autobus e salite su un gigantesco TIR...
  • è possibile ingrandire leggermente la minimappa. Quasi inutile...
Redattore:  Simone 'BoZ' Zannotti                        Pubblicato il:  11/10/2011
Per le strade di San Francisco vige un solo codice: il vostro...
Era da parecchio che non mettevo mano ad un episodio di Driver. Eppure, le sensazioni e la giocabilità mi sono tornate immediatamente familiari: un po come tornare ad andare in bicicletta dopo un lungo periodo di abbandono… Ma bando alle ciance: vediamo insieme cosa si è inventato stavolta quel vecchio volpone di Martin Edmondson...

DO YOU REMEMBER…REFLECTIONS
...e dire Martin Edmondson significa tornare indietro al 1984, quando in Inghilterra quest'uomo - oggi considerato un mito vivente della scena, alla stregua dei vari Molyneux e Minter - fondò la Reflections Interactive, una software house che si fece le ossa su un preistorico BBC per poi passare ai computer Amiga. Ed è proprio su Amiga che arriverà la consacrazione del team inglese: Shadow of the Beast non rappresentò solo un buon videogioco per questa macchina, ma anche una prova di forza per il suo hardware, dando inizio ad una fortunatissima trilogia. Dopo Beast (di cui custodisco la scatola originale con audiocassetta della versione Speccy...quanti ricordi! NdR) e un breve balzo nel mondo dei platform (Brian the Lion, 1994) il buon Martin si diede al 3D e ai giochi di guida vedendo evidentemente in questo genere una nicchia di successo per gli anni a venire. E a ben guardare Destruction Derby (1995), viene effettivamente da pensare che alcune persone nascano con un istinto innato che ha del geniale.

Certo non è stata tutta rose e fiori la carriera dei Reflections. Un po come il Team 17 sopravvive (“sguazza” forse suona meglio.. NdR) a suon di nuovi episodi di Worms, così i Reflections portano avanti da anni la loro serie, Driver, con risultati a dirla tutta non proprio lusinghieri. Dal calo di interesse al fallimento il passo è breve: lo deve aver capito bene la Ubisoft, che è giunta quale Deus ex machina a salvare la situazione acquisendo casa di sviluppo e diritti sulla serie. Ma soprattutto, alzando la voce su quale dovesse essere il livello qualitativo del prossimo titolo in lavorazione: Driver San Francisco.
Oggi analizziamo la versione PC del gioco, uscita esattamente il 29 settembre a distanza di qualche settimana dal lancio delle versioni console: salite a bordo e allacciatevi le cinture perchè, da adesso, iniziamo a fare sul serio...

GIRIAMO LA CHIAVE...
Se è vero che il primo Driver non si scorda mai, dobbiamo dire che anche questo episodio si difende bene. Dopo infatti l’avvio del gioco, con l'installazione automatica dell'ultima patch eventualmente disponibile (la 1.2 al momento di scrivere NdR), ci si tuffa subito in una atmosfera magica “anni ‘70” che esalterà non poco gli appassionati, complice una splendida e trascinante colonna sonora.
Un rapido sguardo alle opzioni ci mostra quindi la possibilità di usare un joypad oppure un volante durante il gioco. Per gli amanti di questa periferica, è supportato anche il classico controller della Xbox 360.

Il menù “tecnico” è essenziale: questo si intuisce abbastanza bene dai settaggi video, dal momento che non sono previste voci separate per i vari aspetti del motore di gioco ma piuttosto un generico “dettaglio basso – medio – alto” che si spera possa accontentare un po tutti. Segnaliamo comunque la possibilità “extra” di attivare l’antialias, mentre non abbiamo affatto gradito l'assenza di settaggi per luminosità e contrasto.

Tra le modalità di gioco principali troviamo la storia ed il multiplayer: quest'ultimo presenta ben diciannove diverse tipologie di gioco, tra cui la classica "Capture the Flag", e vedrà come protagonista la possibilità di "shiftare" tra diversi veicoli. Ma di questo ne riparleremo più avanti...

OK COLLEGA, FACCIAMOCI UN GIRO...
Driver SF, nella sua “campagna” singleplayer, è un gioco esclusivamente di guida in stile free roaming ambientato nella città di San Francisco (ma va? NdR) dove impersoniamo John Tanner, un tipico "sbirro da strada" sempre in giro in compagnia del suo collega, l'afroamericano Tobia Jones, a bordo di una potente musclecar.
La storia ruota intorno ad un pericoloso criminale di nome Jericho: sarà lui infatti il nostro principale obiettivo, insieme a tutta una serie di personaggi "di contorno" che comunque ruoteranno intorno alla sua figura, e che andranno a comporre un quadro via-via automaticamente aggiornato.

Visto il genere di gioco, saremo liberi di seguire la trama principale oppure di "deviare" verso missioni secondarie. Più nel dettaglio, la storia principale è divisa in vari capitoli: all'inizio di ciascun capitolo ci verranno presentate una serie di missioni da completare, nell'ordine che preferiamo. Queste missioni possono essere di vario tipo: acrobazia, inseguimento, gara o storia. Le missioni storia sono quelle della trama principale (in genere non sono da subito sbloccate ma richiedono il completamento di almeno un paio di altre missioni) mentre le altre rappresentano missioni secondarie, utili per accumulare punti ed esperienza.

Oltre alle missioni, avremo la possibilità di cimentarci con altri obiettivi sparsi per la città: sfide, attività ed azzardi. Tutti questi nomi non vi dicono niente? Allora chiariamoci subito: il comune denominatore di ogni modalità di gioco è la guida di un veicolo, sia esso un camion, una macchina o un carro attrezzi, nel modo più spericolato, veloce e folle che possiate immaginare! E se non ci credete, date un'occhiata a questo filmato che ci vede nei panni di un poliziotto alle prese una corsa clandestina...

Tutte le missioni e tutti gli obiettivi secondari saranno indicati sulla mappa da una serie di particolari icone. Approposito di mappa, come nel classico Grand Theft Auto uno stralcio comparirà sempre in sovraimpressione sullo schermo, con la possibilità di un leggero ingrandimento supplementare. Non avremo invece alcun GPS a bordo...e sinceramente durante il nostro test non ne abbiamo sentito affatto la mancanza!

GUARDA MAMMA, STO SHIFTANDO!!
Nella migliore tradizione dei moderni giochi free-roaming alla Grand Theft Auto, è possibile appropriarsi di diversi veicoli presenti in città. Per far questo, gli autori si sono inventati un sistema che hanno definito Shifting. In pratica, il nostro caro detective potrà letteralmente "reincarnarsi" in altri piloti (!): basterà passare alla modalità "vista aerea" della città e qui, con lo scorrere lento del tempo, scegliere con il puntatore uno dei veicoli che transitano in quel momento per la strada. A questo punto si entrerà immediatamente nel veicolo selezionato...strano ma vero!
Lasciamo invece a voi il piacere di scoprire come gli autori hanno deciso di giustificare, contestualizzandolo con la trama del gioco, questo "superpotere" di Tanner.

PLEASE INSERT COIN...NO EH?
Sia che si usi il joypad o un volante, sia che si usi la tastiera (fattibilissimo, una volta tanto NdR), la giocabilità di Driver: SF è sempre totalmente arcade. Questo significa che ogni aspetto simulativo va immediatamente accantonato in favore di una guida scanzonata, semplice ed immediata; ciononostante, dal punto di vista fisico le auto rispondono ai comandi in maniera stupefacente: questo è tanto più evidente in particolare negli urti e nei sobbalzi, nelle derapate e nelle curve affrontate a grande velicità. In questo caso la sensazione di avere un veicolo a quattro ruote sotto il proprio sedere al posto di una semplice sedia da scrivania è paurosamente reale, e più di una volta ci siamo trovati a muovere la testa da una parte all'altra dello schermo nella sensazione di stare realmente affrontando una curva in derapata.

Dentro un veicolo sono possibili varie visuali: una esterna, una sul cofano, una raso terra senza alcun elemento dell'auto e una interna. La visuale interna è stupefacente: vedere le mani muoversi sul volante in maniera estremamente realistica è una vera gioia per gli occhi!

La quantità di città "esplorabile" sarà inzialmente limitata, ma si ingrandirà via-via che andremo avanti nella storia principale. Graficamente la città appare sì completa e bella da vedere, ma anche un po spoglia di dettagli; tutto ciò che troveremo è infatti funzionale alle missioni e ai tanti inseguimenti da affrontare. Aspettatevi dunque marciapiedi enormi, strade mai intasate di traffico fermo ai semafori e soprattutto una miriade di particolari oggetti inseriti appositamente per creare spettacolo al nostro passaggio o durante un inseguimento: parliamo di scale, pensiline del bus, cestini, pali e lampioni, scatole e chi più ne ha più ne metta, tutti elementi che svolazzeranno come birilli se colpiti, in perfetto stile "FlatOut". Nonostante la loro intensa presenza, sarà invece impossibile investire i pedoni : si tratta ovviamente di una precisa scelta da parte degli autori, che in questo modo si possono assicurare un vasto e giovane target per la loro nuova produzione.
POO-PII, POO-PII (dovrebbe essere una sirena.. NdR)

Fuori dalle missioni principali o secondarie, in giro per San Francisco non sarà raro imbattersi nella Polizia. Quest'ultima pattuglia in continuazione la città, intervenendo anche in azioni che nulla hanno a che fare con la nostra attività (interessante prova di I.A NdR), ma interverrà contro di noi solamente in caso di urto violento con uno dei loro veicoli. In questo caso si lancerà istantaneamente al nostro inseguimento non solo l'auto coinvolta, ma anche molte altre presenti nei paraggi. Si tratta di una caccia spietata, che richiederà sempre tanta abilità al volante e il cui esito dipenderà da tanti fattori tra cui il tipo di veicolo che si sta guidando, l'intensità del traffico ed eventuali oggetti "ingombranti" presenti sul percorso. E se siete stufi di fare sempre la parte dei cattivi, niente paura: grazie allo shifting potrete passare in qualsiasi momento dalla parte dei "buoni" impadronendovi di una volante...dopodichè sarete Voi la legge!

ANCHE L'OCCHIO...E L'ORECCHIO...
Tecnicamente siamo su livelli eccellenti: pur avendo testato il gioco con un modestissimo seppur valido computer portatile, al massimo del dettaglio abbiamo notato qualche rallentamento solo in caso di particolare "affollamento" di veicoli, durante gli inseguimenti. Inutile dunque dire che, con un sistema aggiornato, il tutto dovrebbe filare via liscio come l'olio.

La nostra guida, Polizia compresa, sarà sempre accompagnata da della buona, per non dire splendida, musica: gli autori hanno infatti inserito ben 76 brani di ogni genere, per accontentare qualsiasi "palato".
Il suono delle sirene rappresenta invece un punto dolente del gioco: avremmo infatti gradito una maggiore diversità da questo punto di vista, dato che gli inseguimenti che vedono coinvolte auto della polizia, anche in gran numero, rappresentano una buona percentuale del gameplay. Invece, il suono sarà più o meno sempre lo stesso, per tutte le auto coinvolte, motivo per cui dopo un po potrebbe risultare irritante per qualcuno (immaginate tre auto della Polizia con la stessa identica sirena, magari spesso solo leggermente sfasata, ripetuta per 10 minuti... NdR).
Ultimo ma non meno importante segnaliamo il doppiaggio in italiano, nel complesso valido eccezion fatta per alcuni dialoghi e battute un po banali.
La classe, Signori, non è acqua. E Reflections, con una piccola spinta da parte dei capoccia di Ubisoft, di classe ne ha da vendere. Semplice, divertente ed irresistibile come un arcade dei bei tempi ad 8/16 bit andati (mi vengono in mente Turbo Esprite e Chase HQ) Driver: San Francisco è la conferma che la vecchia scuola può essere ancora in grado di dire la sua in fatto di videogiochi di alto livello.
Certo, anche SF ha i suoi lati "oscuri": per esempio il sistema di shifting è in se surreale nel contesto della storia, il meteo non cambia, i veicoli sono più o meno sempre gli stessi ed anche le missioni alla lunga potrebbero risultare non troppo dissimili fra loro. In definitiva, Driver San Francisco è un po come un buon gelato: va gustato fin che dura, dopodichè solo il multiplayer potrà salvarlo (forse) dall'oblio. Ma intanto, finchè ce n'è...divertitevi pure alla grande!
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