Recensione PC
Titolo del gioco:
Vessel
Anno di uscita:
2012
Genere:
Puzzle/Platform
Sviluppatore:
Strange Loop Games
Produttore:
Strange Loop Games
Distributore:
Steam
Multiplayer:
No
Localizzazione:
Solo testo, no audio
Sito web:
Requisiti minimi:
Sistema Operativo: Windows 7 / Vista / XP - Processore: Dual Core 2.0GHz o equivalente - RAM: 2GB - Hard Disk: 1.5GB - Scheda Video: ATi Radeon HD 2400 o NVIDIA GeForce 7600 o superiore (lo Shader Model 3.0 deve essere supportato) - DirectX®: 9.0c - Sonoro: Compatibile DirectX
  • I semi possono rotolare giù per questi tubi per noi inaccessibili.
  • Queste grate non sono un ostacolo nè per la semplice acqua, nè per i Fluro completi.
  • I semi usati come magneti.
  • Strano luogo per metterci una fontana di marmo.
  • O noi, o loro.
  • Situazione... spinosa.
  • Getti orientabili.
  • La macchina risolutrice.
  • Giochi d'acqua.
  • E luce fu.
  • Pesa!
Redattore:  Silvano 'Avion' Iorizzo                        Pubblicato il:  13/04/2012
"L'Apprendista Stregone" non ci ha insegnato nulla.
La scena videoludica "indie" ci sta abituando a giochi sempre più interessanti, quando non a veri capolavori. Il motivo è presto detto: piccoli sviluppatori con pochi soldi e grandi idee che non hanno paura di sperimentare, anzi, sono stimolati a farlo per risaltare in un mercato sempre più appiattito su alcuni generi popolari cui si affidano le grandi case di produzione per non rischiare troppo di vedere perduto il proprio ingente investimento. Strange Loop Games è un piccolo studio composto di sole quattro persone, ma dotate di grande esperienza e voglia di innovare; vediamo cosa sono riusciti a ottenere con questo loro primo lavoro.


FLUIDAMENTE

M. Arkwright credeva di aver risolto il problema dei lavori logoranti quando inventò i Fluro, automi infaticabili composti di acqua capaci di sostituire l'uomo nello svolgimento di compiti semplici ma pesanti. Ma, come nel citato episodio del film Fantasia, i Fluro sono andati fuori controllo, autoreplicandosi all'infinito e addirittura evolvendosi in nuove, impreviste forme. Arkwright decide quindi di rimediare al disastro che ha causato. Per farlo dovrà raggiungere il proprio laboratorio e, in seguito, muoversi per le varie locazioni alla ricerca dei componenti utili a completare la macchina che gli permetterà di porre fine alla minaccia dei Fluro.
Questa è la semplice storia che farà da sfondo alle imprese del nostro alter ego digitale. Il gioco si dipana essenzialmente attraverso una serie di enigmi di difficoltà crescente, talvolta inframmezzati da fasi puramente platform. Il gameplay ruota attorno alla fisica dei fluidi e al modo in cui possiamo sfruttare i Fluro per superare gli ostacoli. I Fluro non sono dotati di reale intelligenza, ma di specifici comportamenti: alcuni sono attratti dalle luci, altri cercano di attaccare il protagonista, e così via. Vessel si prende tutto il tempo che serve per insegnare al giocatore tutto ciò che gli occorre sapere senza noiosi tutorial, ma calandolo in situazioni volte a mostrargli i singoli aspetti del gameplay, aggiungendone strada facendo e chiedendogli poi di applicare ciò che ha appreso per poter risolvere gli enigmi.
Anche l'upgrade delle capacità del protagonista passa attraverso enigmi. Inizialmente avremo a disposizione solo il corpo di Arkwright, con cui attivare meccanismi e, in qualche caso, distruggere Fluro fastidiosi semplicemente passandoci attraverso per disgregarli. In seguito otterremo un comodo idrante portatile e, soprattutto, i semi di Fluro. Questi sono il nucleo attorno a cui si formano gli esseri che dobbiamo fermare: se gettati in un fluido, o innaffiati con l'idrante, vedremo le creature formarsi come per magia e, se presenti gli opportuni stimoli, iniziare a correre in giro per il livello. A ciascun seme è associato un comportamento e starà a noi capire come, quali e quando sfruttarli per venire a capo dei puzzle proposti. I semi funzionano anche come magneti per i fluidi, permettendo, se opportunamente disposti, di deviare il corso dei flussi o anche di far loro sfidare la forza di gravità.


FISICAMENTE

Avrete notato che stiamo parlando genericamente di fluidi e non semplicemente di acqua. Infatti nel corso del gioco ne incontreremo diversi tipi, quali lava o liquidi luminosi, ciascuno dotato di differenti proprietà. Il motore fisico è pensato per renderne realistici i comportamenti in funzione della densità, delle forze applicate e nelle interazioni con altri fluidi e corpi. Il risultato è eccellente e non solo cosmetico, dato che la risoluzione di molti enigmi si basa sullo sfruttamento o la manipolazione della fisica.
Procedendo nel gioco sarà possibile potenziare l'equipaggiamento di Arkwright con nuove funzionalità. Per farlo è necessario trovare e risucchiare con l'idrante alcuni blob rosei costituiti da particolari cellule. Il team ha limitato al massimo l'utilizzo di interfacce e menù, quindi per ottenere gli upgrade occorrerà recarsi presso un'apposita macchina. Qui si sceglierà il potenziamento desiderato muovendo un'apposita leva, si verserà nella macchina la quantità di cellule richiesta e la si azionerà con una manovella. Non immediato, ma ben più divertente ed originale del classico menù di scelta.
Il sistema di controllo è piuttosto semplice e, benché il gioco sia fruibile con mouse e tastiera, l'ideale è utilizzare un joypad, che permette una naturalezza maggiore nell'impartire i comandi. C'è purtroppo da rilevare una certa imprecisione nei salti del personaggio, che diventa fastidiosa nelle fasi platform o quando un enigma richiede di spostarsi rapidamente per attivare più comandi in sequenza.
Lo stile grafico scelto per il gioco è piuttosto particolare: benché il gioco si sviluppi su un unico piano come i platform classici, tutto è stato creato in 3D e i modelli sono stati ricoperti con texture disegnate a mano, così come gli sfondi. Il risultato è suggestivo: assomiglia quasi a un quadro animato. C'è da evidenziare che, per mantenere inalterate le texture durante i movimenti, Arkwright è stato modellato come se fosse una marionetta composta di assi di legno: non è brutto da vedere, benché le sue animazioni risultino piuttosto innaturali.
Nulla di particolare da segnalare sul fronte degli effetti sonori. Sono invece belle e suggestive le musiche, ma alcune tendono a diventare ripetitive e fastidiose col tempo.
Vessel è una piacevole sorpresa, un gioco che, per un prezzo piuttosto basso, vi regalerà ore di gioco facendovi spremere le meningi in modo intelligente, risultando raramente frustrante - a patto di non sottovalutare le brevi fasi platform, che sanno essere punitive se affrontate con leggerezza. I puzzle sono proposti in modo tale da farvi giungere pienamente preparati a ciascuno di essi, a patto di saper combinare adeguatamente le nozioni e gli oggetti acquisiti lungo il percorso. Quando un enigma appare insolubile, o state trascurando qualcosa, o, se siete un po' più avanti nel gioco, dovete tornarci in un secondo momento, dopo aver acquisito ulteriori strumenti. Ed è sempre grande la soddisfazione nel riuscire ad attivare il meccanismo che permette di proseguire per la propria strada. Se questo è solo il primo progetto, dobbiamo tenere bene d'occhio Strange Loop Games.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE