La saga di Blue Reflection, possiamo dirlo, è sostanzialmente di nicchia. Una serie composta da due giochi principali, l'adattamento giocabile dei 24 episodi dell'anime e la trasposizione della versione mobile (ora chiusa) opportunamente riadattata sfruttando il motore di gioco di Blue Reflection: Second Light.
Blue Reflection Quartet racchiude l'intera saga attraverso quattro titoli all'interno di una schermata che indica in che ordine giocarli. L'opera di riadattamento dell'accoppiata Gust (autore dei due giochi principali) e Koei Tecmo vuole mettere a disposizione una serie non molto popolare, ma che potrebbe attecchire su un pubblico specifico. Parliamo degli amanti dei giochi di ruolo giapponesi e della vita scolastica, in questo caso, tutta al femminile di età adolescenziale. Quindi ci troviamo a dialoghi ed emozioni prettamente giapponesi, legati ad una storia comunque lunga e sfaccettata non priva di colpi di scena e di una gameplay discretamente vario.


Questa speciale raccolta permette non solo, come abbiamo detto, di accedere subito ad ognuno dei giochi ma anche di vedere l'evoluzione e i collegamenti di tutti i personaggi principali man mano che si avanza. La sezione Reference non solo include le descrizione e i collegamenti dei protagonisti, ma possiede una linea temporale che si evolve in base agli eventi di ogni gioco della serie. Inoltre c'è anche un glossario, anch'esso collegato con l'evoluzione della storia di tutti i giochi presenti nella raccolta. Infine abbiamo anche una galleria d'immagini, di tipo visual, che racchiude tutti i giochi della serie. Insomma, una buona dose di aggiunte che incentivano la voglia di conoscere una saga poco conosciuta da noi.
Andiamo ad analizzare il contenuto delle serie Blue Reflection nella nostra recensione!
Sviluppata da Gust, famosa soprattutto per la serie Atelier, l'ossatura della serie si compone di due giochi principali: Blue Reflection e Blue Reflection: Second Light. Il primo uscito a marzo del 2017 in Giappone su PlayStation 4 e PS Vita (avete capito bene!) e a settembre dello stesso anno in occidente (Nord America ed Europa) su PlayStation 4 e PC. Pur non attecchendo molto, il primo gioco della serie ha creato una fetta di appassionati. Second Light è arrivato quattro anni dopo, quindi nel 2021, con un'esperienza più ampia e variegata avente un combat system tutto nuovo ed una storia che si riallaccia a quella del primo titolo della serie.
Gli altri due giochi, pur ricollegandosi ai giochi principali, si distaccano dai titoli principali. Blue Reflection Ray è un adattamento giocabile dell'omonimo anime uscito tra la primavera e l'estate del 2021. Blue Reflection Sun invece, è l'edizione riadattata sulle piattaforme moderne della versione per dispositivi mobile uscito nel 2023 in Giappone. Si trattava di un titolo free to play poi chiuso l'anno successivo.
La struttura di Blue Reflection Quartet permette di farsi un'idea molto approfondita di tutti i giochi della serie semplicemente giocandoli, per poi accedere a tutte le informazioni sui personaggi principali, linee temporali, glossari e aiuti in modo facile e veloce. Un ottimo modo, a nostro giudizio, di gustarsi una serie poco conosciuta.

Ed ora entriamo nel cuore della raccolta curata da Gust e Koei Tecmo con una veloce analisi dei giochi inclusi. In primis le opzioni di gioco permettono una discreta personalizzazione per adattarsi alla struttura di gioco tra livelli di difficoltà, gestione della camera e altro. La schermata principale permette di accedere ai giochi della serie, alla Reference e ai Crediti. Come abbiamo detto la sezione Reference, cosi come le linee temporali, si arricchirà man mano che si procede con ogni gioco.
BLUE REFLECTION
La storia della studentessa Hinako Shirai apre le danze della raccolta con il primo gioco della serie. Il suo sogno è quello di diventare una ballerina, ma purtroppo un infortunio alle gambe non gli permette di esercitarsi. E' iscritta all'istituto scolastico di scuola superiore di Hoshinomiya, prettamente femminile. A Lei si avvicinano due misteriose ragazze di nome Yuzu e Lime che le danno un anello che la fa accedere ad un misteriosa dimensione parallela nota come Common, trasformandola in un Reflector con poteri fuori dall'ordinario. Al suo interno si trovano diversi biomi che sono legati ai sentimenti delle persone. In poche parole, Hinako, Yuzi e Lime dovranno combattere all'interno di questo mondo allo scopo di proteggere e preservare i sentimenti delle ragazze con cui interagiscono nel mondo reale.
Il combat system è prettamente a turni, legato alla crescita dei personaggi principali e di tutti i comprimari che man mano si aggiungeranno a loro per proteggere il mondo da una minaccia molto più grande: i Sephira, esseri giganteschi e pericolosi in grado di entrare nel mondo reale. Man mano che si prosegue nella storia, il combat system si arricchirà di nuove opzioni come l'Overdrive e la collaborazione di diversi comprimari in grado di agire in sincronia con i protagonisti durante lo scontro con i Sephira.


L'esplorazione avviene prettamente nell'istituto scolastico e nel Common dove l'interazione si basa sui dialoghi con gli NPC e qualche opzione ambientale. Nel Common invece si combatte e si raccolgono oggetti con cui effettuare il crafting per prepararsi al meglio per le battaglie e potenziare speciali frammenti da inserire nei poteri che man mano si espandono. Non manca anche una sezione social, che ricorda vagamente quella della serie Persona. Si accede tramite smartphone con l'app FreeSpace!, la quale permette di chattare con i personaggi incontrati, ascoltare la musica di gioco, un quiz per trovare oggetti nascosti nel mondo di gioco e una specie di giornale che si aggiorna in base ad alcuni eventi di gioco.
C'è poi anche un'interazione speciale con alcuni personaggi, facenti parte del gruppo, che permette di invitarli in alcuni punti della città per conoscerli meglio. Tale opportunità conclude la giornata che poi riprendere il giorno dopo, legato da ciò che farà Hinako una volta tornata a casa. Niente di trascendentale, ma è un elemento un più che rende l'esperienza di gioco più ampia. In buona sostanza si tratta di un'opera di nicchia che prende spunti dagli JRPG più influenti del periodo, per poi andare sulla propria strada.

BLUE REFLECTION RAY
Il secondo titolo della raccolta di Blue Reflection Quartet è un adattamento in forma giocabile basato esclusivamente sulla storia che riassume tutti i 24 episodi dell'anime Blue Reflection Ray (che può essere fruito sulla piattaforma Crunchyroll). All'interno del mondo di gioco si esplora e si interagisce con gli elementi dello scenario allo scopo di raccogliere specifici elementi legati alle due protagoniste, ovvero Hyori e Ruka. Dovranno far riaffiorare tutti i ricordi smantellati dal cattivo (o meglio cattiva) di turno, allo scopo di ritornare ad essere i Reflector pronti per affrontarla nuovamente una volta per tutte.
L'esplorazione e l'interazione si basano esclusivamente sulla storia, che si può leggere all'interno dell'opzione di gioco apposita. Infatti la longevità di questo adattamento giocabile è all'incirca di 2-3 ore. Ma è abbastanza ricca di contenuti, tanto da sbloccare diversi trofei se giocate su PlayStation 5 (versione da noi testata), arricchendo la sezione Reference con un discreto numero di elementi. Questo titolo è sostanzialmente privo di elementi aggiuntivi gameplay, il quale potrebbe venire a noia se non si vuole sorbire i lunghi dialoghi in inglese o nelle lingue principali asiatiche. Non esiste un adattamento in altre lingue.


BLUE REFLECTION SUN
Il nuovo progetto della serie si distacca dal filone narrativo principale per abbracciare un mondo di stampo apocalittico. Il secondo spin-off è un riadattamento del gioco per dispositivi mobile uscito in Giappone, sfruttando il motore di gioco e il combat system di Blue Reflection Second Light (che tra poco analizzeremo). Questa volta una serie di ragazze, capitanate da una figura maschile - l'unica a quanto pare - dovranno fronteggiate una minaccia nota come Ash (cenere), in grado di trasformare le persone in mostri aggressivi. Il Leader, che in buona parte comanderemo nell'esplorazione del quartier generale che poi è sostanzialmente è l'accademia scolastica Mitsuishi Hinomori (sponsorizzato dall'omonima corporazione), è in grado di potenziare le ragazze in battaglia ed entrare nella coscienza dei boss che al loro interno hanno una barlume di coscienza di quanto erano umani.
Il combat system, come abbiamo detto, è ereditato da Second Light (il secondo gioco della serie) e si basa sullo scorrimento di una linea temporale dove potremo utilizzare i tre personaggi per impartirgli i comandi di attacco, di difesa e altro per contrastare i nemici. In realtà sono due linee temporali: quella nostra e quella del nemico. La prima, una volta utilizzati i primi attacchi, avanzerà ulteriormente attivando nuovi poteri e possibilità contro nemici più potenti. Il personaggio principale va gestito manualmente con il tasto X, mentre gli alleati agiranno automaticamente a meno che non usiamo i tasti dorsali (L2 ed R2) del Controller DualSense. C'è anche l'opzione per far sì che la battaglia sia totalmente automatica senza il nostro intervento.

Per quanto riguarda l'esplorazione dell'accademia e l'interazione con i personaggi, il tutto avviene in modo pressoché guidato. Dopo ogni scontro si potrà parlare con alcuni alleati (o meglio alleate), vedendo l'evolversi dei loro legami, anche se tutto sembra totalmente accessorio. Prima di ogni battaglia bisogna organizzare il numeroso party a disposizione tra la linea di attacco e le riserve. Avremo tre elementi in campo più uno che funge da supporto. La difficoltà sembra tarata verso il basso, non avendo avuto alcun problema a buttare giù i primi boss. Si può agire nelle opzioni principali per adattare il gioco alle proprie esigenze, ma niente di trascendentale.
Chiudendo con l'analisi di Blue Reflection Sun possiamo dire che questo adattamento mette sul piatto della bilancia un discreto mix tra esplorazione, dialoghi e combattimenti legati all'evolversi della storia che rende l'esperienza piacevole senza troppi complicanze. Una volta compreso il funzionamento del combat system e l'evoluzione dei personaggi il tutto scorre via liscio come l'olio. Chi vuole un'esperienza senza troppi fronzoli, in Sun avrà un gioco scorrevole con la pazienza di accettare i numerosi dialoghi e cutscene che potrebbero rischiare di allentare la fruizione del gioco.