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Specialone Natalizio 2025
Redattore: Roberto 'New_Neo' Sorescu
Pubblicato il: 24-12-2025
Anche quest'anno è ormai terminato. La redazione tira le somme e ruota libera di ciò che ha vissuto, con il 2026 che sarà legato indissolubilmente dall'uscita di GTA 6.

Cari amici, ma soprattutto care amiche!


Ed anche quest'anno siamo giunti alle festività natalizie che preparano l'arrivo del nuovo anno.


Per noi di GamesArk.it è stato un anno altalenante iniziato con alcune anteprime, frutto dell'invito dei partner a presentazioni a porte chiuse di titoli in lavorazione. Uno di questi di cui andiamo particolarmente fieri è stato senz'altro Steel Seed, l'action adventure italiano della romana Storm in the Teacup che, pur con qualche debolezza, è stata una delle produzioni italiane più interessanti di quest'anno.


Ovviamente ad aprile c'è stato il fenomeno Clair Obscur: Expedition 33 che, come ben sapete, è stato il mattatore dei The Game Awards svoltosi l'11 dicembre scorso. Personalmente l'ho amato alla follia, divorandolo con tanto di seconda run che non faccio mai con gli RPG e JRPG. La qualità del combat system dinamico, della storia e i suoi segreti mi hanno rapito. Complimenti a Sandfall per la scommessa fatta con un budget non certo multimilionario, con l'industria dovrebbe farsi un esame di coscienza e capire che i tripla A, come gli intendiamo noi, non sono più sostenibili. Quello che deve vincere è l'idea, capendo cosa realmente il pubblico vuole.

Il gioco che mi ha davvero sorpreso è stato Cronos: The New Dawn. Ho avuto la possibilità di recensirlo grazie proprio a Bloober Team (gli autori del gioco) due mesi dopo l'uscita. Le sue meccaniche da survival horror tosto ma mai infame, un sistema di gestione delle risorse che ti spinge ad esplorare ed una storia e lore estesa mi hanno letteralmente ammaliato. E poi l'atmosfera pesante, ulteriormente amplificata da un comparto sonoro di grandissimo spessore. Volete un consiglio spassionato? Se amate il genere o volete sperimentare qualcosa di forte, l'opera dello sviluppatore ed editore polacco - autore anche del remake di Silent Hill 2 - vale ogni singolo centesimo di quello che offre!


Ciò che ci ha contraddistinto quest'anno come Redazione è stata la produzione degli articoli più elevata della storia del portale. Ebbene si! Nonostante l'essere in pochi, è stata superata la soglia dei 100 articoli. Il protagonista assoluto è stato il nostro immenso Giuseppe Iraci Sareri che si è scatenato, analizzando sia titoli di un certo spessore che quelli piccoli ma originali in quantità industriale. Anche il sottoscritto si è dato non poco da fare, stabilendo il proprio record di pubblicazioni. Ma ogni membro della redazione ha dato il massimo in base alla propria disponibilità. Ciò che è calato è stato il numero delle news, davvero basso rispetto agli altri anni. Purtroppo non si può avere tutto, non possiamo fare miracoli ma l'impegno e la dedizione sono quelli di sempre. Infatti il supporto dei partner non è affatto mancato, anzi... ci dispiace non poter dare spazio a tutte le richieste. Speriamo di fare meglio e con più efficienza nel prossimo anno.

Il 2026 verrà ricordato per il lancio di GTA 6 (se non ci sarà un nuovo invio). Se sarà così nel mese di novembre l'opera di Rockstar Games creerà un immane cataclisma videoludico che spazzerà via ogni cosa nel raggio di almeno un mese. Crediamo che le uscite principali potrebbero arrivare prima o slittare dopo novembre. Un assaggio lo abbiamo avuto con la pubblicazione a sorpresa - con poco anticipo - di Hollow Knight: Silksong che ha messo in crisi gli store principali come Steam e il PlayStation Store, andati in tilt.


Uscito il 5 settembre il metroidvania di Team Cherry (che il nostro Antonio sta letteralmente divorando!) ha fatto slittare più di un produzione indipendente e messo in difficoltà giochi come Hell is Us e Cronos: The New Dawn usciti proprio in quei giorni. Tra undici mesi, probabilmente sapremo cosa accadrà.


Concludo questo mio intervento - come faccio sempre – con un pensiero verso le persone meno fortunate. Proprio nelle festività si vede maggiormente questa situazione. Realtà come la Comunità di Sant'Egidio, le Parrocchie e diverse associazioni si mettono in moto per offrire servizi, pasti caldi e vicinanza a chi vive disagi, solitudini e altre difficoltà tra cui quelle economiche. Che anche loro possano passare un Natale con un po' di calore umano e un sorriso.


Tanti auguri per in sereno Natale e un grande 2026!


Roberto “New_Neo” Sorescu


Gioco dell'anno: Cronos: The New Dawn

IL RISCATTO DEL POPOLO

Il mondo degli sviluppatori indipendenti è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni, andando a colmare le lacune, soprattutto in termini di nuove idee, dei grandi produttori di videogames. A parte qualche piccola perla, infatti i “grandi” si barcamenano tra promesse a lungo termine (vedi GTA 6), remake e remastered di vecchie glorie che, dietro al pallido tentativo di far conoscere alcuni capolavori ai giocatori moderni, mascherano in realtà una cronica carenza di idee anche perché il grande produttore deve fare i conti con un bel po’ di parametri: un gioco tripla A deve essere graficamente strabiliante, deve innovare il gameplay (soprattutto se è un sequel) e deve riuscire ad accontentare quanti più giocatori possibili dal momento che bisogna far quadrare i contri e rientrare degli (onerosi) investimenti.


Naturalmente non sempre il tentativo riesce: nel 2025 a parte DOOM: The Dark Ages, Dying Light: the Beast, Borderlands 4 e Cronos: the New Dawn, pochissimi altri hanno raggiunto il traguardo di Hot Game. Diverso il discorso per il mercato Indie che ha dimostrato, caso mai ce ne fosse bisogno, che con poche risorse a disposizione si possono creare piccoli capolavori. Hollow Knight: Silksong ha sbaragliato tutta la concorrenza, piccola e grande, ma anche Rusty Rabbit, Constance, oltre al gradito ritorno degli shoot’em up con Platypus Reclayed e R-Type Delta: HD Boosted oppure delle avventure con l’ottimo Simon the Sorcerer Origins. Tanta roba insomma che dimostra il solito vecchio teorema: servono le idee ancor più delle risorse da mettere in campo.  

E in un mondo sempre più complicato stretto tra la morsa del politicamente corretto e delle esigenze sempre crescenti da parte degli utenti, un po’ di semplicità è una vera e propria boccata d’aria fresca. Cambiano le atmosfere, cambia il clima, cambiano i rapporti umani, soprattutto nel periodo di Natale, sempre meno sentito e sempre più votato al commercio e al business che alla magia dello spirito di fratellanza e di bontà. Forse sono i tempi che passano, forse è anche normale che sia così ma alcuni come il sottoscritto non riescono a rassegnarsi al cambiamento (anche perché non è poi detto che ogni cambiamento sia verso il meglio).


Lo si vede e percepisce anche uscendo per strada con una frenesia esagerata e spesso ingiustificata condita con arrivismo, arroganza e prevaricazione che ha preso il posto di amore e rispetto verso gli altri. Ecco perché, anche a costo di fare qualche mentale tuffo nel passato, preferisco sempre la semplicità, l’efficacia delle idee e non tanto la loro grandezza, e quindi premio lo sforzo di piccoli sviluppatori che con pochissime risorse a disposizione riescono a compiere dei veri e propri miracoli, semplicemente inseguendo un sogno.  

Poi ci sono anche quei top game che fanno ben sperare per il futuro: con una combinazione perfetta tra grafica e gameplay riescono a catturare la mia attenzione al punto da spingermi a completarlo (e non è facile visto il poco tempo che ho a disposizione) o quantomeno a dedicargli ogni attimo libero. Quest’anno è andata bene, ce ne sono stati due e quindi la scelta per il gioco dell’anno è per quanto mi riguarda molto ma molto difficile. Dying Light: the Beast mi ha appassionato dall’inizio alla fine, grazie alla capacità di trasmettere la continua angoscia nella sopravvivenza in un universo zombie intervallata dal dualismo predatore-preda tra il giorno e la notte.


Incredibile poi la vastità di un gioco come Borderlands 4, enorme, spettacolare, coinvolgente e soprattutto con un gameplay libero che mi permette di seguire le missioni oppure anche solamente di girovagare senza troppi pensieri. Ecco perché stavolta, se proprio devo fare una scelta, mi butto sul pianeta Kairos.


Voi invece scegliete il gioco che volete, grande o piccolo, corto o lungo, facile o difficile, bello o brutto, purché vi permetta di scaricare la tensione della giornata, di svuotare la mente dai tanti pensieri della vita e vi faccia semplicemente sognare. Perché c’è tantissimo bisogno di sognatori in questo mondo. Spero, quindi, che i miei più sinceri auguri di Buon Natale arrivino in tutte le vostre case, sotto la forma che preferite, purché vi portino la serenità e la pace che tanto desiderate.


Buone feste a tutti i lettori di GamesArk.it


Giuseppe ‘Isg71’ Iraci Sareri


Gioco dell'anno: Borderlands 4

LA FINE DI UN CAPITOLO… L’INIZIO DI UNO NUOVO!

Un altro anno sta per dirci addio e con esso tutto il nostro vissuto del 2025 sta per diventare l’ennesimo capitolo-ricordo della nostra vita. Per alcuni sarà stato semplicemente un altro anno che passa e se va senza cambiare nulla, per altri sarà stato un anno di svolta e per altri ancora un anno rovinoso. Ci sono otto miliardi e mezzo di prospettive diverse nel mondo, ognuna ha vissuto quest’anno in maniera diversa e arrivati a questo punto del mese di dicembre è arrivato il momento di tirare le somme.


Purtroppo, a livello globale alcune cose sono andate a peggiorare, l’inflazione che aggrava sempre di più sulle famiglie di tutto il mondo, le guerre che non sembrano voler cessare, il prezzo della vita media che continua ad aumentare nonostante gli stipendi stiano rimanendo gli stessi ed il potere di acquisto che rispetto agli anni passati sta considerevolmente diminuendo.


Un avanzamento notevole è sicuramente quello dell’intelligenza artificiale e della tecnologia in generale, che sta piano piano prendendo sempre di più le sembianze di quella che ci viene mostrata nei film/libri o videogiochi post-apocalittici dove l’umanità soccombe agli androidi e alla tecnologia. Speriamo sia però una storia come quella di Detroit: Become Human e non come in Atomic Heart.

Personalmente penso che questo avanzare della tecnologia possa beneficiare l’umanità solamente se si accompagna alla mente dell’uomo, nel senso che adesso l’accesso all’IA è gratuito per tutti. Soprattutto i ragazzi/bambini a scuola possono benissimo affidare a questa macchina tutti i loro compiti o avere troppo facilmente le risposte a dei problemi che invece servono proprio a sviluppare la mente nell’età più giovane e il pensiero critico, abilità di problem solving, lavoro di squadra e così via. Tutte capacità che all’uomo servono, soprattutto con il complicarsi del circuito lavorativo e la crescente competitività nei candidati già oggi. Non sarà l’IA ad accompagnarci nel nostro cammino di vita, ma dev’essere la nostra stessa mente. E sì, possiamo sicuramente allenarla affiancandoci all’intelligenza artificiale, ma non dobbiamo permetterle di impigrirci e farci diventare dei suoi subordinati, perché la dipendenza da questa macchina potrebbe trasformare il mondo in un ritrovo per inetti, rendendoci deboli e miserabili.


Questo abuso dell’IA si vede anche nel mondo dell’intrattenimento: disegni e arte generata dall’IA, giochi creati dall’IA, anche alcuni film di animazione la utilizzano per accorciare i tempi e i costi di produzione, danneggiando poi l’immagine della compagnia che se ne occupa. Il bello dell’intrattenimento è proprio quello che è fatto da un essere umano per un altro essere umano, perché è qualcosa che ci collega, che solo noi possiamo capire. L’IA non dipinge per esprimere le proprie emozioni, lo fa copiando l’uomo e le emozioni dell’uomo, è questa la differenza più grande tra noi e le macchine, perché è scontato che un’IA sia in grado di fare un quadro perfetto, simmetrico e dettagliatissimo, ma non racchiude nulla, non racconta una storia, non esprime un’emozione, è solo una bellissima inutile tela. Speriamo che in futuro si capisca meglio questo concetto e si limiti, anche se sviluppatissimo, l’uso dell’IA per determinate cose.

Quest’anno pieno di impegni universitari e non, mi ha concesso una presenza limitata nel portale, ma in questo poco tempo mi sono occupato di giochi molto vari tra di loro. Ho finalmente recensito il tanto atteso While We Wait Here ad inizio anno e altri giochi indipendenti, alcuni horror semplici, altri con una storia più complessa, altri multiplayer. Infine il gioco che, secondo me, rispecchia meglio questo periodo dell’umanità ed il discorso fatto in precedenza è A.I.L.A, un horror che ha come protagonista questa battaglia contro l’IA che si presenta prima come un’amica in grado di aiutarci e migliorare le nostre vite e poi si rivela invece qualcosa di più macabro e malvagio che vuole prendere il controllo. Per il resto è stato un anno abbastanza monotono, pieno di studio, esami, qualche soddisfazione personale, nuove conoscenze in facoltà e tanta tanta voglia di imparare e crescere.


Per il momento, però, è meglio mettere da parte tutte queste preoccupazioni per goderci il Natale serenamente. Ci sono 365 giorni per preoccuparci, almeno uno prendiamocelo come pausa e godiamoci il momento con le nostre famiglie, i nostri amici ed in generale tutti i nostri cari, divertiamoci, mangiamo e festeggiamo anche per il 2025, qualsiasi cosa ci abbia portato. Auguro a tutti noi un felicissimo Natale ed un altrettanto felice anno nuovo, che possa portarci gioia, pace, serenità e faccio raggiungere a tutti i nostri più grandi obbiettivi e realizzare i nostri sogni, buone feste!!


Ad maiora semper!


Federico “Zombo” Giunta


Gioco dell’anno: A.I.L.A

UN PICCOLO RANT SU HOLLOW KNIGHT: SILKSONG E IL SUO IMPATTO NEL MONDO DEL GAMING MODERNO

Quest’anno è stato decisamente molto interessante per il mondo del gaming, dal rilascio di Nintendo Switch 2 all’uscita di uno dei sequel più attesi degli ultimi anni, posso dire con certezza che non è mancato contenuto per i giocatori del mondo.


Non ho potuto fare a meno di osservare, però, che con l’aumento dei prezzi, i re-release dei remaster dei sequel e la silenziosa entrata dell’AI usata in sempre più giochi per un motivo o per un altro, diversi gamer si stanno iniziando a ribellare e, mentre i più nostalgici o chi è curioso di vivere il periodo dove i giochi dovevano essere perfetti entrano nel mondo dei retrogames, molti altri giocatori si rivolgono invece al moderno mercato dei giochi indie, fatti da piccoli team di sviluppatori con l’amore e la dedizione di cui le compagnie di giochi tripla A hanno fatto a meno. Questi giochi tendono a costare molto meno e tendenzialmente sono più divertenti e interessanti.  

Uno dei giochi indie più attesi dell’anno è sicuramente Hollow Knight: Silksong, tanto atteso che ha fatto crashare gli store di Steam, Xbox, PlayStation e Nintendo il giorno dell’uscita. Il gioco è disponibile per tutte le piattaforme a €19,99, facendo tremare tutte le compagnie “tripla A” e portando dell’aria fresca in questo mercato sempre più abusivista nei confronti dei giocatori. Ma questo gioco è degno dell’hype che lo precede? SI, SI E SI. Per dare una risposta più lunga, la storia è interessantissima, le meccaniche molto uniche e il gioco dura davvero molto, specialmente per persone come me che non sono dei talenti naturali (ho una run di 70 ore e non l’ho finito ancora). Inoltre, è un gioco schifosamente difficile, ma così difficile da fare impazzire. Tuttavia è impossibile farne a meno, almeno per me.


Tuttavia, è chiaro che il prezzo è quasi scandaloso, vista la quantità enorme di contenuto, ma spero che questo porti altre compagnie indie a creare giochi con prezzi più accessibili (ovviamente nei limiti del ragionevole) e che faccia capire alle compagnie “tripla m***A” che i giocatori hanno altre alternative ai loro prezzi oltraggiosi e alla loro spazzatura.

Spendete coscientemente i soldini di Natale e pensate che l’ennesimo re-release del giochino di calcio pieno di bug, hacker, server scrausi e microtransazioni costa 3,5 Silksongs.


Buon Natale ahahahah!


Antonio “A77” Iraci Sareri


Gioco dell'anno: Hollow Knight: Silksong

Dalla Redazione di GamesArk.it sinceri e calorosi auguri di Buon Natale a tutti Voi che ci seguite e alle vostre famiglie. Che la vicinanza alle persone che amiamo ci possa rendere un po' migliori, e lasciare agli altri qualcosa che conta veramente.