Recensione PlayStation 4
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Titolo del gioco:
Yakuza 6: The Song of Life
Anno di uscita:
2018
Genere:
Action / Adventure
Sviluppatore:
SEGA
Produttore:
SEGA
Distributore:
Sony Interactive Entertaiment Europe
Multiplayer:
Competitivo a due giocatori
Localizzazione:
No
Requisiti minimi:
Console PlayStation 4 - una connessione a banda larga - un account PlayStation Network - 36.6 GB di spazio libero su Hard Disk - Prezzo: €59.99
Box
  • E si inizia così l'ultima avventura di Kazuma Kiryu
  • Le cutscene principali avranno una resa grafica eccezionale
  • I combattimenti, come sempre, saranno divertenti ed epici da giocare
  • Anche in questo capitolo è presente il Club SEGA, dov'è possibile giocare ulteriori giochi sviluppati, appunto, da SEGA
  • Ed è anche possibile farsi dei selfie!
  • Prendere a mazzate i nemici non è mai stato così divertente!
  • Sarà anche possibile allenarsi in palestra (con tanto di dieta alimentare) per accumulare qualche punto extra che servirà per aumentare le proprie abilità
  • Sarà anche possibile sfidare alcuni personaggi a freccette
  • In un particolare bar ad Onomichi sarà possibile fare amicizia. Questo simpatico minigioco sarà basato sul classico sistema dove dovremo scegliere la cosa giusta da dire
  • Sempre ad Onomichi sarà possibile eseguire della pesca subacquea
  • Ecco come risulta il gameplay della pesca subacquea
  • Avendo un sistema a punteggi, risulterà molto divertente riprovare i vari livelli per provare a fare un record
  • Onomichi, la nuova città inserita su Yakuza 6, è resa graficamente eccezionale e realistica. Una vera gioia per gli occhi
  • Il Clan Creator è una simpatica modalità dove il gioco diventa in tutto e per tutto uno strategico in tempo reale
  • Ecco una scermata di una battaglia nel Clan Creator
  • Menù dove sarà possibile scontrarsi con altre squadre create da altri giocatori
  • Sarà anche possibile giocare a Baseball, con un simpatico minigioco che premia i riflessi del giocatore
  • Si potrà anche gestire una squadra di Baseball. In tal caso, il gioco diventa un manageriale dove dovremo gestire i vari giocatori in base al loro stato d'animo e alle loro abilità principali
  • E ritorna anche il classico flirt con le ragazze al Club, questa volta con un minigioco differente rispetto ai capitoli precedenti
  • E per i maschietti più volenterosi, in Yakuza 6 si potranno visionare anche delle videochat erotiche, con tanto di minigioco!
Redattore: Ivan 'MrIvan' Guzzardi
Pubblicato il: 07-06-2018
Kazuma Kiryu è pronto per un'ultima grande avventura, tra esplorazione di nuove città realistiche e combattimenti divertenti e fluidi grazie all'implementazione di un nuovo motore grafico. Rispondi: Cosa saresti disposto a fare per la famiglia?

Correva l’anno 2006 quando per la prima volta approdava sul nostro continente la saga di Yakuza: un gioco che mischiava diversi generi e che puntava non solo ad avere un gameplay variegato, divertente e pieno di attività da fare, ma anche una narrativa matura e non banale. Una saga che tuttora è rimasta abbastanza di nicchia. Ed eccoci arrivati al 2018 con l’ultimo capitolo che segna la conclusione definitiva delle avventure di Kazuma Kiryu, storico protagonista introdotto, appunto, in quel primo capitolo uscito ben 12 anni fa.

 

Yakuza 6: The Song of Life, videogioco sviluppato da SEGA e uscito lo scorso 17 Aprile in esclusiva PlayStation 4, vuole rappresentare non solo la fine di una saga ma anche l’inizio di una nuova era, soprattutto in ambito tecnico e di gameplay. Ma andiamo con ordine...

IL CANTO DELLA VITA

La trama di Yakuza 6: The Song of Life (che da ora in poi chiameremo semplicemente Yakuza 6) inizia subito dopo il finale di Yakuza 5, con un Kiryu gravemente ferito e con un veloce recap di quello che è avvenuto precedentemente e che eviteremo di scrivere per non fare spoiler. Basti sapere che il protagonista dovrà scontare una pena di ben 3 anni. Il gioco quindi ci porterà direttamente 3 anni dopo con un Kazuma libero e volenteroso di ricominciare la sua vita insieme ai ragazzi dell’orfanotrofio Morning Glory. Arrivato lì scoprirà a suo malgrado che Haruka è scomparsa proprio da 3 anni e che non si è fatta più viva da allora. Kiryu quindi ritorna a Kamurocho per scoprire la possibile locazione della ragazza, ignaro del fatto che quest’azione lo porterà, ancora una volta, ad immischiarsi nuovamente nella Yakuza e non solo.

 

Evitiamo di scrivere maggiori dettagli sulla trama per non rovinarvi la sorpresa, vi basti sapere che si tratta di una narrativa matura e ben collegata (chi conosce la saga sa di cosa stiamo parlando) con intrecci narrativi che sfoceranno in numerosi colpi di scena e che porteranno il giocatore ad emozionarsi continuamente. Aggiungete pure quel pizzico di collegamenti con la storia vera del Giappone e personaggi caratterizzati divinamente e otterrete una storia con la S maiuscola. Nulla da dire in questo ambito, ancora una volta SEGA, come ci ha sempre abituati con questo brand, ha sfornato una trama dalle mille sfaccettature che riesce ad invogliare continuamente la curiosità del giocatore e i suoi sentimenti, soprattutto per gli argomenti che tocca.

 

Non a caso il sottotitolo del gioco è “The Song of Life” che riteniamo davvero opportuno per questo videogioco. Tutto ciò che giocheremo sarà, infatti, collegato al concetto di vita e di come sia fondamentale nella nostra esistenza scegliere la propria strada da percorrere, perché andrà a formare non solo il nostro futuro ma anche a delineare la nostra persona, giusta o sbagliata che sia la strada intrapresa. Il tutto condito con un frequente riferimento alla famiglia, andando a ricalcare soprattutto il rapporto tra padre e figlio.

 

Come se non bastasse nel cast è presente Takeshi Kitano che interpreta, non a caso, uno dei personaggi più significativi, belli e importanti di tutto Yakuza 6. Già solo questo fa capire la qualità della narrativa di questo titolo.

FISICA E FLUIDITA'

C’è davvero tantissimo da dire su Yakuza 6 per quanto riguarda il lato gameplay. Gli sviluppatori per questo capitolo hanno utilizzato un nuovo engine grafico chiamato Dragon Engine. Ciò significa che tutte le componenti del gioco, dal gameplay fino ai vari aspetti tecnici, sono stati rifatti da zero.

 

Prima di tutto abbiamo un sistema di combattimento molto diverso rispetto ai precedenti Yakuza 0 e Yakuza Kiwami. Adesso il nostro protagonista si muove in modo molto più fluido e anche ogni singola mossa e combo eseguibile è resa graficamente migliore, con una nuova fisica dei personaggi e degli oggetti che amplia ulteriormente la mole di mosse e azioni realizzabili. E’ molto probabile che chi ha giocato i precedenti capitoli si troverà inizialmente un po’ spaesato da questo nuovo sistema, non per la sua difficoltà di apprendimento ma per il suo comparto mosse. Infatti il protagonista, rispetto alle precedenti avventure, userà un singolo stile di combattimento (mentre, ricordiamo, Yakuza 0 e Kiwami permettevano di utilizzarne ben 4, tutti diversi tra di loro). Ciò significa che il parco mosse utilizzato da Kiryu è più ridotto e questo potrebbe far storcere il naso a parecchi giocatori. Noi non ce la sentiamo di criticare troppo questa scelta perché se da una parte abbiamo un sistema di combattimento meno tecnico rispetto a Yakuza 0, dall’altra abbiamo una serie di miglioramenti che ribaltano totalmente il brand, rinnovandolo in ogni singolo aspetto del gameplay.


L’aspetto che invece ci ha fatto un po’ storcere il naso è la difficoltà generale bassa. Anche giocando alla difficoltà massima Legend (sbloccabile dopo aver completato la storia almeno una volta), il gioco non riesce in alcun modo a dare una sfida soddisfacente, rimanendo fino alla fine un’esperienza dall’asticella che punta leggermente verso il basso. L’unica eccezione è rappresentata dal boss segreto secondario che, anche ai livelli di difficoltà Normale, riesce a dare al giocatore una sfida ardua e complessa ma allo stesso tempo soddisfacente. Ci sarebbe piaciuto vedere la stessa cosa applicata anche al resto del gioco, almeno nei casi in cui fosse stata selezionata la difficoltà massima. Inoltre, sempre in merito al sistema di combattimento, c’è da notificare anche la presenza di qualche piccolo bug legato alla collisione di due oggetti che, grazie alla nuova fisica implementata, tendono ogni tanto a fare spostamenti improvvisi e poco realistici. Nulla di troppo problematico ne persistente.