Recensione PC
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Titolo del gioco:
Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno
Anno di uscita:
2018
Genere:
Avventura / JRPG
Sviluppatore:
Level-5
Produttore:
Bandai Namco Entertainment
Distributore:
Steam
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Sistema operativo: Windows 7 SP1 64bit, Windows 8.1 64bit Windows 10 64bit - Processore: Intel Core i5-4460 / AMD FX-6300 - Memoria: 4 GB di RAM - Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 750 Ti / AMD Radeon R7 260x (VRAM 2 GB or superiore) - DirectX: Versione 11 - Rete: Connessione Internet a banda larga - HD: 40 GB di spazio disponibile - Prezzo €59,99
Box
  • Una bella foto di gruppo ci sta tutta...
  • Ci sono tantissimi personaggi con i quali interagire e tutti hanno una storia da raccontare
  • Paesaggi mozzafiato durante tutta l'avventura... stupendi da vedere
  • Alcuni "mostri" sono più difficili di altri, ma la difficoltà è abbastanza bassa
  • Imparare a gestire tutte le abilità del nostro eroe è fondamentale... e anche spettacolare
  • La "costruzione" del nostro regno è quasi un gioco a se
  • Corri e salta, salta e corri, fino al traguardo
  • Siamo abbastanza avanti... ci vuole un impero per sconfiggerne un altro
  • Ecco i tre personaggi chiave della storia... adorabili !
  • I cioffi ci seguono, ci aiutano e combattono per noi...usiamoli bene
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 07-04-2018
Dal lontano regno di Ding Dong Dell arriva il vento del cambiamento... e ci trascina in un'avventura tutta da vivere.
PREMESSA

A sei anni dall'uscita del primo episodio che vide la luce su Playstation 3 e Nintendo DS (quest'ultima versione solo in Giappone e prima della versione per la console Sony. Non arrivò mai in nel vecchio continente. -NdNew_Neo), Level-5 senza più la collaborazione dello Studio Ghibli (ma di alcuni dei suoi vecchi componenti sì), ci offre il sequel di un gioco che, pur entrando prepotentemente nella storia degli RPG di matrice nipponica (da qui la definizione di J-RPG) fu in grado di dividere pesantemente la popolazione videoludica tra chi ne osannava le lodi e chi invece ne criticava aspramente il gameplay. Alla fine però un bel gioco rimane tale, anche se non piace a tutti (come è giusto che sia) e di conseguenza i rumour sul secondo capitolo della storia hanno generato un alto livello di aspettativa tra tutti gli appassionati del genere.


Quando il nostro buon PR mi ha chiesto di occuparmene ho avvertito subito un pesante senso di responsabilità, per una tipologia di gioco un po' lontana dalle mie corde ma al contempo capace di mietere appassionati in tutto il mondo. A venirmi incontro, come vedremo durante la nostra analisi, la natura di Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno la quale si classifica come un RPG diverso dal solito: niente battaglie a turni, tanta azione e una bellissima storia al punto da proporsi anche a chi, come me, si era avvicinato solo raramente a questo genere di videogame. A testimonianza di quanto detto ci troviamo di fronte a un ottimo lavoro di programmazione con un titolo che ci prende e ci conduce pian piano in un mondo che ci appassionerà e ci coinvolgerà fino a catturarci completamente, facendoci interrogare su come mai non ci fossimo avvicinati prima a questa tipologia di gioco e facendoci comprendere perché ci sono tantissimi appassionati in tutto il mondo che stravedono per un titolo come questo.

IL DESTINO DI UN REGNO

Il titolo del gioco descrive pienamente la situazione politica narrata durante tutta la storia. Ci troviamo nel lontano regno di Ding Dong Dell immediatamente dopo l'uccisione di Re Leopold (appartenente alla tribù dei Felinidi) da parte di Ratoleon, capo dei Murinidi. Lo scopo è sempre quello di impadronirsi del trono, approfittando anche della giovane età del figlio superstite di Leopold ed erede al trono, Evan Pettiwhisker Tildrum. In questo contesto capitiamo noi, nei panni di Roland, un presidente di uno stato non meglio precisato, trasportato nell'altra dimensione dal nostro mondo in seguito ad un qualche tipo di esplosione nucleare.


Una volta risvegliati dal torpore faremo subito la conoscenza di un impaurito Evan, inconsapevole di tutto ciò che gli accade intorno e in pericolo di vita in quanto ormai ultimo ostacolo a Ratoleon per la scalata al trono. Il precipitare degli eventi conduce verso l'unica soluzione possibile: fuggire e ricominciare da un'altra parte fondando un nuovo regno che, una volta cresciuto possa affrontare con successo l'impero di carta creato dall'usurpatore. Detta in questi termini, la storia sembra banale, quasi fanciullesca e tutto sommato non siamo poi così lontani dalla realtà. Mantenendoci in canoni abbastanza inflazionati come la vecchia storia della lotta al potere che passa attraverso l'eliminazione di un re, quella che ci viene raccontata è una vera e propria favola che potrebbe benissimo iniziare con il canonico "c'era una volta...". Lo schema comunque funziona alla grande perché a fare da contorno a una pietanza banale c'è l'intero universo popolato dalle strane creature ibride creato da Level-5: spazio quindi a felinidi dalle sembianze di gatto, ai murinidi che invece hanno a che fare con i ratti e a una enorme pletora di altre improbabili creature il cui limite è apparentemente dettato solo dalla fantasia degli sviluppatori. Di conseguenza la narrazione ci cattura piano piano, passo dopo passo riuscendo, grazie anche alla maestria dei disegnatori, a farci affezionare in un modo o nell'altro a tutti i personaggi che incontriamo sul nostro percorso, al punto da incollarci allo schermo, intrappolati da tanta semplicità. La matassa quindi è di quelle che si imbrogliano piano piano con elementi che si aggiungono in ogni momento al punto che, già dopo le prime battute, si ha la percezione della complessità di tutta la struttura. La conquista di un regno che passa attraverso la creazione di un altro infatti è una mossa saggia e prelude il vero fulcro di tutto il gioco: la componente ruolistica.


Costruire un nuovo regno da zero non sarà impresa semplice e il passaggio obbligato transita attraverso la continua acquisizione di risorse umane e materiali da accaparrarsi per portare alle stelle un piccolo villaggio dove approderemo a un certo punto. Vi troviamo compravendite di ogni tipo, principalmente di risorse umane che, specializzandosi, contribuiranno alla fioritura dei vari settori dell'economia, ma a rivestire un ruolo centrale sarà la nostra bravura nell'attirare a noi scontenti e disadattati, portandoli dalla nostra parte. Da quanto detto quindi si evince come le componenti di Ni No Kuni II siano varie: le capacità belliche e politiche si sposano con una sorta di city builder di tutto rispetto e tutto insieme viene intercalato in una fiaba della buona notte.

LE PERSONALITA' IN GIOCO

Un grande lavoro è stato fatto sulla caratterizzazione dei personaggi. Oltre ai disegni carini e coccolosi, il giocatore assiste alla loro continua evoluzione, affezionandosi ad alcuni di essi e si lascerà continuamente sorprendere dal loro percorso di crescita. Quando incontriamo Evan ci troviamo davanti un ragazzino ingenuo, convinto di essere sovrano per diritto e certo che il padre sia morto per una malattia e non per un avvelenamento: si capisce fin da subito che il ragazzino (o gattino fate voi) è cresciuto in un'ambiente protetto, al sicuro dalle insidie del mondo. Dopo le prime battute però lo vedremo sempre più consapevole, assisteremo alla sua crescita improvvisa quando deciderà di scendere in battaglia per creare un "regno dove tutti stiano bene" e la sua determinazione aumenterà passo dopo passo, fino alla completa maturazione che lo condurrà poi allo scontro finale. Lo stesso si può dire per Roland, trasportato di punto in bianco in un'altra dimensione, abituato ad essere il presidente nel mondo reale e ora costretto a menar le mani per aiutare il suo amico, ma anche di Almina, la tata di Evan, disposta a sacrificarsi per lui e così via per i personaggi che incontreremo durante il viaggio come il pirata Zoran, sua figlia Shanty e tantissimi altri. Tutti quanti sono ben caratterizzati e ottimamente disegnati, al punto da risultare perfettamente credibili. In questo contesto entra naturalmente il cattivo Ratoleon che si incarna nel prototipo dell'antieroe dimostrando un'intelligenza tattica fuori dal comune. Questa caratterizzazione passa anche attraverso un continuo altalenarsi di sentimenti che investono i personaggi su schermo ma che finiscono per riguardare anche noi che ci lasceremo coinvolgere da amore, amicizia, tradimenti e cospirazioni e affascinare dalle stupende ambientazioni come nella Val Serpentina, nella città di Canghai, oppure la stessa Sequonia, giusto per citarne qualcuno. Ogni ambiente presenta una definizione completa, al punto da rasentare un vero e proprio bioma e tutti quanti sono altamente spettacolari da vedere e da giocare. La scrittura ad opera di Akihiro Hino (autore del primo capitolo) si conferma eccellente, con la creazione di un intero universo fantasy tutto da scoprire.

LE DIVERSE MODALITA'

Come già accennato, la quest principale riguarda la creazione e lo sviluppo del regno di Eostaria. Una visuale dall'alto ci permetterà di veder fiorire la nostra città, posizionando degli edifici ai quali assegnare dei talenti specifici da reclutare in giro (con tutta una serie di sub quest). Sarà fondamentale creare la nostra valuta economica da spendere poi in una sana gestione economica per potenziare o incrementare le risorse a nostra disposizione. Non avremo la libertà di un vero e proprio city builder dal momento che la gestione degli edifici risulta in qualche modo predeterminata dagli sviluppatori, ma comunque questa mancanza di libertà non pesa più di tanto dal momento che, lo ricordiamo, questa è solo la componente di un gioco che altrimenti sarebbe diventato forse troppo complesso. La necessità continua di reclutare nuova gente diventa fondamentale e, anche se questo non è poi un passaggio difficile dal momento che basterà completare alcune missioni per convincere gli altri a unirsi a noi, procedendo nel gioco ci si rende conto di come il tutto graviti su una gestione perfetta degli equilibri. Nei livelli avanzati infatti sarà necessario un certo numero di cittadini per ambire ad un upgrade delle strutture e quindi poter proseguire nella storia principale. Di non secondaria importanza è la modalità schermaglia attraverso la quale potremo schierare strategicamente le nostre truppe sul terreno di gioco e lasciarle combattere per conto proprio.


Questa gestione delle truppe, pur apprezzando la semplicità del tutto, ci è parsa un po' troppo minimalista dal momento che, a parte il posizionamento iniziale non potremo gestire la battaglia durante il suo svolgimento relegandoci quindi a spettatori passivi della disputa. Il più delle volte, finiremo con l'evitare questa possibilità alquanto avara di soddisfazioni, soprattutto quando dovremo affrontarla per nostra personale scelta e non perché imposto dall'evoluzione di gioco.