Recensione PlayStation 4
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Titolo del gioco:
Titan Quest
Anno di uscita:
2018
Genere:
Action RPG / Hack 'n Slash
Sviluppatore:
Iron Lore Entertainment, Black Forest Games
Produttore:
THQ Nordic
Distributore:
Koch Media
Multiplayer:
Cooperativo fino a 6 giocatori
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Console della famiglia PlayStation 4 (PS4, PS4 Pro) - una connessione a banda larga - un account PlayStation Network - un abbonamento al PlayStation Plus per il multigiocatore - 11 GB di spazio libero su disco - Prezzo: €29,99
Box
  • La schermata principale
  • Ed eccole, tutta il bella mostra, la nove maestrie a disposizione per iniziare l'avventura. All'inizio potremo sceglierne una sola, dall'ottavo livello potremo scegliere un'altra
  • I Titani sono di nuovo usciti allo scoperto e rappresentano una minaccia per il genere umano. Gli Dei tacciono...
  • Il simbolo del punto esclamativo pieno rappresenta una missione sia principale che secondaria
  • Siamo al cospetto dell'Oracolo. Cosa di prezioso ci dirà?
  • Leonida ci indica la strada per il primo atto del gioco
  • Siamo davanti ad una delle famose Gorgone, meduse della mitologia greca in grado di tramutare un essere umano in pietra con lo sguardo. Ma presto farà una brutta fine sotto i nostri colpi!
  • Incantatore: ad un costo abbastanza alto potremo recuperare la reliquia/ciondolo o l'oggetto. Uno dei due andrà perso durante il processo
  • Incantatore: se riusciremo a soddisfare i requisiti della pergamena, otterremo un artefatto che farà parte del nostro equipaggiamento
  • Come potete vedere la rimasterizzazione grafica è buona... è il resto a non andare benissimo
  • La varietà dei nemici è abbastanza elevata
  • Uno dei pericolosi Telkine: siamo pronti alla battaglia!
  • Dai geroglifici che vediamo sui muri della tomba in questione, dovremmo stare nell'antico Egitto
  • Titan Quest è stata la grande alternativa a Diablo II. Il gioco oggi è invecchiato benissimo. L'opera di "restauro" è stata affidata alla tedesca Black Forest Games
Redattore: Roberto 'New_Neo' Sorescu
Pubblicato il: 14-04-2018
A distanza di 12 anni uno dei migliori action RPG dopo la saga di Diablo fa capolino su console. Vediamo com'è andato il lavoro di rimasterizzazione.

Quando agli inizi del 2000 c'era Diablo II a dettare legge da anni, nel suo genere non esistevano rivali. Nel 2006 lo sviluppatore Iron Lore Entertainent, capitanato da Brian Sullivan - conosciuto nientemeno per la saga strategica di Age of Empires - sforna Titan Quest un action RPG in pieno stile hack 'n slash ispirato alla mitologica lotta tra Dei e Titani. A partire dalla Grecia (il luogo dove iniziava ll'avventura) fino in Babilonia, dovevamo fermare alcuni si loro chiamati Telkine.

Il gioco fu subito accolto molto bene divenendo la grande alternativa al titolo Blizzard, il quale iniziava a sentire il peso degli anni. Infatti Titan Quest era superiore dal punto di vista grafico e tecnico presentando, al contempo, una solidità e fluidità di gioco granitici con un albero delle abilità a dir poco vasto comprendendo ben otto maestrie aventi al loro interno una mole enorme di poteri attivi e passivi, garantendo una libertà di scelta che a quei tempi nemmeno Diablo II poteva eguagliare. A suo tempo giocai, sul mio PC, sia la versione base che l'espansione Immortal Throne, trovandolo davvero ben fatto e molto coinvolgente rimanendo soddisfatto per un'esperienza di gioco davvero solida e con una trama che era seconda solo alla serie Diablo dove Blizzard è davvero maestra. 

Nell'estate del 2016, il gioco è tornato in auge con un'edizione su Steam chiamata Titan Quest Anniversary Edition per festeggiare i dieci anni dalla sua uscita (anche se Iron Lore purtroppo non c'è più) con diverse ottimizzazioni generali e miglioramenti al comparto multigiocatore. In più a metà novembre del 2017 si è resa disponibile Ragnarök, la seconda espansione ufficiale che andava ad aggiungere una nuova ambientazione e la decima maestria, dopo quella del Sogno introdotta da Immortal Throne. Insomma, come potete comprendere il gioco è rimasto nel cuore di tanti giocatori (come il sottoscritto) e quando THQ Nordic ha annunciato il suo arrivo su console volevamo capire se sarebbe stato all'altezza sia dal punto di vista tecnico che di gameplay. Come sappiamo, tali titoli sono progettati sull'uso del mouse, ed eseguire una conversione per renderlo perfettamente giocabile con un Pad non è affatto facile. Vi diciamo sin da subito che tale operazione si è rivelata buona ma non eccellente. Per fortuna non pregiudica la fruibilità di gioco che poteva essere più pulita ed ottimizzata. I problemi vanno ricercati altrove. Ma andiamo con ordine...

Alla ricerca dei Telkine

All'inizio potremo creare il nostro personaggio, ma non potremo “abbellirlo” in alcun modo. Infatti non c'è nessuna opzione per cambiare l'aspetto fisico e il vestiario, per il quale sarà possibile cambiare il colore attraverso specifiche tinte acquistabili dagli appositi mercanti. Successivamente dovremo scegliere una delle nove maestrie per dare un'identità all'eroe, il quale in base alla scelta fatta avrà a disposizione specifici poteri attivi e passivi all'interno di un vasto albero delle abilità. Questo porta ad una grande rigiocabilità, grazie alla possibilità di creare di volta in volta un nuovo personaggio e fargli fare un percorso diverso. Gli alberi delle abilità hanno una barra da riempire per attivare i poteri e quest'ultimi un numero massimo di potenziamenti. Gli imponenti alberi delle abilità erano e sono tutt'ora il punto di forza di un hack 'n slash che da questo punto di vista è invecchiato benissimo, anzi ci induce a sperimentare nuovi poteri per giocare in modo diverso.


Una volta fatto tutto ci ritroveremo in un campo di coltivazione all'interno della Grecia ad imparare i primi rudimenti delle meccaniche di gioco, e la prima cosa che tocchiamo con mano è l'adattamento dell'uso del Pad (in questo caso il Dual Shock 4). Dobbiamo dire che il risultato non è male: con lo stick sinistro muoveremo il nostro alter ego, con quello destro avvicineremo o allontaneremo la visuale. La telecamera è fissa e non potremo ruotarla e seguirà esclusivamente il nostro personaggio, mentre se ci troveremo in punti nascosti lo scenario diverrà trasparente per non perdere di vista il nostro eroe. A sinistra in basso troveremo un menu radiale sempre presente su schermo dove possono essere assegnati fino a otto diversi poteri, i quali si attivano premendo il tasto direzionale corrispondente. Premendo e tenendo premuto il tasto dorsale sinistro faremo scorrere la lista dei poteri in modo da utilizzare gli altri quattro. Con il tasto quadrato faremo agitare le nostre armi contro i nemici vicino a noi, mentre con cerchio scambieremo in tempo reale i due set di armi e scudi che abbiamo preparato nella mano sinistra e destra. Questo ci permetterà di creare due stili differenti di attacco, magari a seconda del tipo di nemico che avremo di fronte. Al tasto triangolo può venir assegnato uno dei due poteri relativi al set di armi che abbiamo al momento. 

L'azione, Pad alla mano, funziona piuttosto bene e con le ultime patch il tutto è stato ulteriormente rifinito per una fluidità ancora maggiore. Quello che non è stato sistemato riguarda la troppa automazione che ha il nostro eroe, il quale andrà ad attaccare sistematicamente i nemici nelle vicinanze, sfuggendo al nostro controllo, se non lo guidiamo attraverso lo spicchio di luce che possiamo evidenziare con lo stick sinistro quando teniamo premuto il tasto di attacco. Bisogna continuamente tenere sotto controllo il livello della salute, esaurito il quale si muore, e quello dell'energia che invece è indispensabile per l'uso dei poteri: quando si soccombe il nostro alter ego ricompare dalla prima fontana della salute attivata che fungerà da checkpoint. Altra magagna, a detta di alcune testate, sarebbe quella della gestione dell'inventario dove non si può spostare singolarmente ogni singolo oggetto: secondo noi non è affatto così dal momento che, premendo il tasto apposito più volte, il gioco ottimizzerà nel miglior modo tutti gli oggetti in maniera sensata. Man man che saliremo di livello non solo sbloccheremo più “sacche” aggiuntive, ma sin da subito potremo chiedere aiuto al carovaniere per stipare quelle parti di equipaggiamento che diventa utilizzabile raggiungeremo i requisiti richiesti per indossarli. Tale problematica emersa è, secondo noi, inutile perché il giocatore sarà in grado di gestire l'inventario in tutta semplicità e serenità.


Alcuni nemici specifici rilasciano parti di oggetti speciali i quali andranno ricomposti nell'inventario in modo da formare reliquie e ciondoli composti rispettivamente da 3 e da 5 pezzi. Questi non solo daranno potenziamenti aggiuntivi a spade, scudi, armature, anelli o ciondoli ma possono far parte di speciali pergamene che troveremo in giro per il mondo di gioco o dai mercanti. Tali pergamene sono formate da tre parti: una reliquia, un ciondolo e una formula arcana che può essere acquistata dal mercante per maghi. Una volta ottenuti tutti gli “ingredienti” dovremo andare da un incantatore che costruirà l'artefatto il quale farà poi parte del nostro equipaggiamento dando potenziamenti aggiuntivi al nostro eroe. 

In giro per il mondo

La versione console di Titan Quest (nello specifico quella PS4 da noi testata) comprende il gioco base più l'espansione Immortal Throne: lo si deduce perché comprende la maestria Sogno, il carovaniere per stipare gli oggetti e un atto aggiuntivo. Di certo sul PlayStation Store potevano essere più precisi visto che non è stata minimamente menzionata l'espansione. Il mondo di gioco possiamo definirlo un vero e proprio open-world a compartimenti stagni dove alcuni punti non si sbloccano fino a quando non risolviamo una specifica parte della trama principale. Non mancano diverse missioni secondarie legate al nostro percorso principale. Non sono molto variegate, ma almeno ci permettono di ottenere esperienza aggiuntiva e qualche oggetto speciale in più. 

Nello scenario sono presenti molte grotte e tombe da esplorare, alcune semplici e corte, altre più lunghe e complesse a volte legate a delle missioni secondarie. I combattimenti, come detto prima, sono molto dinamici e in pieno stile hack 'n slash come Diablo ed altri esponenti del genere. Importante è avere l'equipaggiamento adeguato per affrontare i tantissimi nemici che si frappongono tra noi e la meta da raggiungere. Nella nostra prova abbiamo scelto la maestria del Combattimento e, una volta raggiunto l'ottavo livello, quella della Terra. Con la prima, ad esempio, si ha la possibilità d'imbracciare due armi contemporaneamente, resistere fisicamente a più attacchi ma anche quello di stordire i nemici per eliminarli prima. Con quella della Terra si possono "infuocare" le nostre armi per un danno aggiuntivo, creare un anello di fuoco di fronte a noi per danneggiare i nemici ed eseguire attacchi di fuoco di gittata media. Questo è solo un piccolo assaggio di quello che il gioco offre, sta al giocatore scegliere ciò che più gli è congeniale.


Una volta terminata l'avventura principale si sbloccheranno due nuovi livelli di difficoltà: Epica e Leggendaria. Ci saranno nuovi "nemici elite" davvero tosti da eliminare e nuovi oggetti per potenziare il nostro eroe per renderlo davvero imbattibile. Da qui si comprende che la longevità è uno dei punti forti del gioco: la trama principale, compreso Immortal Throne, può essere portata a termine tra le 30 e le 40 ore, se terminiamo tutte le missioni secondarie e potenziamo a dovere il nostro eroe potremo raggiungere le 50 ore. Se poi lo vogliamo rigiocare con i due nuovi livelli di difficoltà supereremo tranquillamente le 100 ore.


Nel comparto multigiocatore (fino ad un massimo di 6 giocatori) potremo affrontare l'avventura unendoci ad una sessione in corso o creandone una propria dando un nome, un limite al level cup e aggiungendo il livello di difficoltà (chi non ha completato il gioco disporrà del solo livello normale). Da quello che abbiamo appurato non ci sono molti giocatori, ma i server non sono del tutto deserti. 

Trofei & Aggiornamenti

Titan Quest ha 25 trofei suddivisi in 11 di Bronzo, 6 d'Argento, 7 d'Oro e l'immancabile Platino. Per ottenerli tutti bisognerà uccidere tantissimi mostri, essere tra i più ricchi in assoluto, seguire la trama principale risolvendo tutti gli atti, terminare il gioco a difficoltà leggendaria, sconfiggere nemici unici, raggiungere uno specifico livello e altro che lasciamo a voi il piacere di scoprire.


Dopo l'uscita avvenuta il 20 marzo 2018, sono stati resi disponibili due aggiornamenti: il primo aggiunge la modalità 4K su PlayStation 4 Pro, il secondo - che aggiorna il gioco alla versione 1.02 - va a sistemare problemi tecnici incontrati come alcuni glitch grafici, l'interruzione dell'animazione dell'eroe (abbastanza fastidiosa), risolto una problema sul target automatico che a volte faceva impazzire l'eroe impedendolo di colpire il nemico puntato. Infine è stato rimosso il lock dei 30 fotogrammi al secondo e migliorata la performance del gioco. Rispetto al lancio, la situazione del gioco è migliorata rendendolo più giocabile e fruibile. Ricordiamo che Titan Quest è disponibile anche su Xbox One, PC (la versione migliore) e prossimamente anche su Nintendo Switch.

Una rimasterizzazione al passo coi tempi?

Fino ad ora non abbiamo fatto altro che tessere le lodi di un titolo che a suo tempo era un must del genere hack 'n slash e anche oggi può dire la sua con una varietà che non ha quasi eguali. Dove, purtroppo, bisogna puntare il dito è sul comparto tecnico. Capiamoci, non rovina l'avventura in se, ma ci ha fatto arrabbiare per una rimasterizzazione che poteva essere migliore. La prima cosa che salta all'occhio non è il comparto grafico (ricordiamo che si tratta di un gioco uscito 12 anni fa) ma una fluidità che oscilla pesantemente dai 30 ai 60 fotogrammi al secondo. Nella nostra prova fatta con una PlayStation 4 standard non solo la fluidità di gioco non è lockata (bloccata ad un framerate preciso) ma a volte è scesa anche sotto i 30 fps anche se di rado e soprattutto siamo stati testimoni di alcuni effetti grafici corrotti o non finalizzati nel test finale. L'effetto a video è davvero brutto, il che non rende giustizia ad un gioco di grande valore. Se si vuole chiudere un occhio o tutti e due, questo non pregiudica la giocabilità ma di certo poteva e si doveva stare attenti in fase di playtesting. Altra problematica fastidiosa è il testo piccolo. Se siamo più vicini allo schermo possiamo anche passarci sopra, per chi vuole invece godersi il gioco da un distanza maggiore è intollerabile non aver creato un'opzione relativa alla grandezza dei caratteri. Al giorno d'oggi non tutti stanno sempre vicino alla TV, magari si trovano al letto o sulla poltrona e sono costretti ad alzarsi per leggere una mole di testo quasi microscopica.

Come detto in precedenza la telecamera di gioco è fissa muovendosi nella sola direzione del nostro alter ego e non può essere ruotata o gestita. Una volta siamo rimasti bloccati all'interno dello scenario e siamo stati protagonisti di un crash, per il resto tutto è filato abbastanza liscio. Il paradosso è che con tutti questi problemi il restyling grafico è di buona fattura e dà nuova linfa al gioco. La parte sonora è più che buona con temi musicali e di accompagnamento che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare. Il gioco è sottotitolato nella nostra lingua e tranne alcuni errori, la qualità è apprezzabile.


Il lavoro di rimasterizzazione fatto da Black Forest Games è davvero altalenante ma alla fine quello che salva il tutto è la qualità intrinseca di un action RPG che ancora oggi ci insegna come questo genere sia ancora molto apprezzato. Di certo saremmo stati felici se oltre a Immortal Throne fosse stata aggiunta anche l'espansione Ragnarök, disponibile da meno di un anno, anche perché il prezzo della versione console è buono ma superiore alla versione PC.

   Modus operandi

Siamo tornati e combattere contro i Titani e i mostri della mitologia greca di questo storico action RPG di classe hack 'n slash grazie ad un codice fornitoci da Dead Good in collaborazione con Terminals.IO by Evolve.

Giudicare la versione console di Titan Quest è davvero una bella gatta da pelare. Dal punto di vista della struttura di gioco e della fruizione siamo di fronte ad un hack 'n slash di pregevole fattura invecchiato benissimo grazie a ben 9 meastrie a disposizione e una varietà di poteri che non hanno quasi eguali nel genere di appartenenza, il che favorisce un'ampia rigiocabilità del titolo. Dall'altra abbiamo una giocabilità abbastanza classica ma molto interessante grazie ad un equipaggiamento che possiamo migliorare per le centinaia di oggetti diversi e ad un crafting che coinvolge reliquie, ciondoli e pergamene per realizzare potenziamenti e artefatti unici. Quello che non va è nella qualità della rimasterizzazione davvero fin troppo altalenante e che perde il confronto con la versione PC peraltro più economica. Se chiudete un occhio sulle magagne tecniche, tutto il resto funziona bene e con l'ultima patch la fruibilità è migliorata. Magari se lo trovate ad un prezzo scontato e se siete appassionati del genere fateci un pensierino.
  • Il gioco è invecchiato benissimo
  • 9 maestrie suddivise in tantissimi poteri
  • Restyling grafico di buona fattura
  • Longevo e rigiocabile
  • E' uno dei migliori hack 'n slash in circolazione
  • Fluidità incostante
  • Combattimenti troppo automatizzati
  • Alcuni glitch ed effetti grafici corrotti
  • Testo piccolo e non ottimizzato su console
  • Si poteva aggiungere la più recente espansione Ragnarök
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA
LONGEVITA'
GLOBALE