Recensione X-Box One
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Titolo del gioco:
Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy
Anno di uscita:
2018
Genere:
Platform
Sviluppatore:
Vicarious Visions
Produttore:
Activision
Distributore:
Activision
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Requisiti minimi:
Console della famiglia Xbox One (Xbox One, Xbox One S, Xbox One X) - 19 GB di spazio libero su disco - Prezzo: €39,99
Box
  • Eccolo il nostro "bel marsupiale" in tutto il suo "splendore"
  • Quelle casse ci lanciano su per romperne altre... ma solo un certo numero di volte
  • Un portale per un livello segreto? Ce ne sono tantissimi ben nascosti nei livelli
  • Il cambio della prospettiva è un bel trucco degli sviluppatori per mascherare il 2.5D
  • Salta e corri... senza sosta !
  • Cosa vorranno da noi quei pipistrelli? Niente di buono forse...
  • A cavallo del nostro orsetto giù per i sentieri ghiacciati... occhio alle curve però
  • La nostra cavalcatura è veloce ma un po' imprudente... attenti alle spine !
  • Su uno skateboard acquatico si sfreccia alla grande... e si dimenticano tante casse
  • Tre belle mele e una pianta carnivora... sappiamo qual è la sequenza giusta vero ?
  • La scivolata (introdotta dal secondo capitolo) rende le cose più interessanti
  • Noi lanciati verso l'orizzonte... bellissima immagine
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 12-07-2018
Uno dei giochi più famosi dell'universo Playstation approda su Xbox One. Rimpinziamoci di mele e suoniamole di santa ragione a tutti quanti...
NOSTAL-PLATFORM

Chi ha avuto la fortuna di possedere una Playstation non può non conoscere Crash Bandicoot, un marsupiale (Bandicoot per l'appunto) umanizzato che zompava da un livello all'altro nel tentativo di sopravvivere ai folli piani del Dr. Cortex. All'epoca della sua uscita - siamo nel 1996 -, il tentativo dei Naughty Dog che si occuparono dello sviluppo del gioco mirava a contrastare lo strapotere di altre due pietre miliari nella storia dei platform: Mario 64 su Nintendo e Sonic naturalmente su SEGA. Il successo della prima Playstation comunque passava anche attraverso altri giochi destinati poi a entrare nell'olimpo videoludico (Syphon Filter, Parasite Eve, Metal Gear Solid, Medievil e potremmo continuare per ore ed ore), ma l'impegno sul genere platform rasentava un azzardo del tutto nuovo. L'esperimento comunque riuscì in pieno: pur con tutti i suoi difetti, il primo Crash Bandicoot aveva dalla sua una grafica cartoonosa accattivante, una buona ventata di simpatia del protagonista, una colonna sonora perfettamente a tema e, anche se proseguiva su binari preimpostati, aveva calato l'asso della grafica in 2.5D che dava al giocatore una buona sensazione di profondità e spessore. Certo il paragone con l'open world di Mario 64 era impietoso ma, quanto meno, si era creata una base valida dalla quale partire anche per eventuali sequel. Nel corso degli anni comunque il genere platform è stato un po' bistrattato dalle software house, soprattutto per la console Microsoft che vanta un parco giochi sul genere particolarmente risicato e raramente di qualità: a parte l'ottimo Yooka-Laylee i possessori di una console Xbox amanti dei platform hanno poca roba a disposizione, ecco perché una trilogia come Crash Bandicoot rappresenta una ventata d'aria fresca.


L'effetto nostalgico comunque c'è ed è tangibile, sia per chi appartiene alla fortunata schiera di giocatori che ha potuto cimentarsi con Crash a suo tempo (come il sottoscritto che ha letteralmente divorato la trilogia! -NdNew_Neo) che per chi invece non possedendo una Playstation poteva solo invidiare i propri amici. Sia che si ami o si odi il personaggio creato da Naughty Dog, la verità è una sola: il gioco è entrato a pieno titolo fra quelli maggiormente rappresentativi di un'intera generazione di console e adesso, con opportuni adattamenti volti a limare 20 anni di tempo trascorsi dal suo esordio, tutti hanno la possibilità di sfidare il Dr. Cortex e tutti i suoi scagnozzi.

C'ERA UN'ISOLA SPERDUTA

Il primo capitolo inizia in una non meglio precisata isola australiana, con il Dr. Neo Cortex che, insieme al suo fido collaboratore Netrus Brio, mira (manco a dirlo) a conquistare il mondo avvalendosi un macchinario di sua costruzione, l'Evolvo Ray, utile per trasformare gli animali in esseri umani al fine di creare un proprio esercito. Naturalmente la situazione gli sfugge di mano e la sua "cavia", un bandicoot di nome Crash, riesce a sfuggire dalle sue grinfie mentre la sua ragazza Tawna non ha la stessa fortuna. Toccherà quindi al nostro protagonista ritornare sul luogo del misfatto per cercare di liberare la sua amata dalla prigionia del Dr. Cortex. Con l'aiuto dello stregone Aku Aku inizia così un'avventura tra i livelli dell'isola tropicale, fra salti, casse da distruggere e gemme da recuperare fino a giungere al cospetto del cattivone per sconfiggerlo e liberare Tawna. Nota abbastanza innovativa per l'epoca era quella che ci regalava un finale alternativo che si apriva a noi solo dopo aver raccolto tutte le gemme segrete. In totale c'erano 33 livelli da completare (2 nascosti) sulle tre isole a disposizione durante il cammino.


Parlando di un gioco uscito ormai più di 20 anni fa, la struttura era abbastanza articolata. Ad esempio raccogliendo 100 frutti si guadagnava una vita extra, mentre rompendo tutte le casse di ogni livello ed evitando di morire dopo il primo check point si guadagnava una delle 26 gemme a disposizione presenti per i vari livelli. Raccogliendo poi tre tazzine con la stessa effige (Tawna, Brio e Cortex) si aveva la possibilità di salvare la posizione del gioco ricaricando Crash di frutti e vite oppure di sbloccare livelli segreti nei quali bisognava rompere tutte le casse presenti per ricevere ulteriori premi. Il gameplay del primo capitolo invece era abbastanza semplice: il nostro protagonista poteva soltanto saltare oppure roteare per far fuori i nemici (a seconda della loro natura bisognava saltargli sopra o rotearci contro) anche se a quel tempo si verificarono alcuni problemi di hitbox con i comandi che non erano proprio precisissimi (una blasfemia per un platform). Ad ogni modo il gioco alternava uno scrolling verticale sud-nord oppure nord-sud (la scena del masso che ci insegue mentre corriamo verso la telecamera, chiaramente ispirata alla palla gigante del Tempio Maledetto di Indiana Jones è rimasta nella storia) mentre in altri livelli lo scrolling era est-ovest oppure ovest-est. Con questo piccolo espediente e con l'ausilio di una profondità grafica negli scenari si dava la sensazione al pubblico di un gioco in 3D anche se, come già detto, eravamo di fronte a un 2.5D in realtà. La simpatia delle cutscene, le ambientazioni colorate e soprattutto la penuria di titoli platform per Playstation fecero la differenza permettendo al primo capitolo di Crash di vendere quasi 7 milioni di copie in tutto il mondo.

IL RITORNO DI CORTEX

Il secondo capitolo della serie vede la luce un anno dopo: siamo nel 1997 e la trama riprende esattamente da dove si era interrotta dopo la disfatta di Cortex. Il malvagio scienziato atterra su un'isola dove scopre un cristallo viola, dotato di un immenso potere che gli permetterà, insieme al nuovo collaboratore N.Gin, di controllare l'umanità. Dal momento che l'energia fornita da un solo cristallo non è sufficiente, il lestofante decide di imbrogliare Crash convincendolo a recuperargli gli altri 25 sparsi su pianeta. Il nostro protagonista si trova quindi in una stretta morsa tra Netrius Brio che, tradito dal Dr. Cortex nutre di conseguenza un certo rancore nei suoi confronti, prova a fargli raccogliere solo le gemme e Cortex che invece gli dice di prendere i cristalli. Il nostro Bandicoot finirà per raccoglierli entrambi salvo, a lavoro compiuto, venire a conoscenza dalla sorella Coco dei loschi piani dello scienziato pazzo. Alla fine di tutto comunque i 25 cristalli e le 42 gemme sparse per i livelli aiuteranno i nostri cari fratellini a spedire nelle profondità dello spazio il terribile marchingegno creato da Cortex e a vincere ancora una volta.


Un sensibile miglioramento nella struttura del gioco è data dall'ambientazione, non più limitata ad un'isola tropicale e alla possibilità di utilizzare una moto d'acqua, un jet-pack spaziale e avvalersi della collaborazione di un orso da cavalcare nei livelli ghiacciati. Il tutto si articola per la durata di ben 27 livelli (25 di gioco e 2 nascosti) accessibili tramite la Warp Room e al solito numero di casse da spaccare e di gemme da raccogliere per le varie locazioni di gioco. Non mancano ovviamente le varie stanze segrete, presenti praticamente in ogni livello, vero punto di forza del gioco e che lasciamo a voi il piacere di scoprire. Diciamo soltanto che alla piattaforma del teschio si accede senza perdere vite, a quella della gemma colorata si accede solo possendendo la gemma di quel determinato colore mentre alcuni passaggi segreti si scoprono camminando all'indietro o attraversando determinati muri (un po' come accadeva in alcuni livelli di Donkey Kong Country questi si scoprono più per fortuna che per abilità). Le diverse ambientazioni e i ritocchi al gameplay rappresentarono a suo tempo un netto miglioramento del gioco rispetto al capitolo precedente.

NON C'E' DUE SENZA TRE

Il terzo capitolo, Crash Bandicoot 3: Warped uscì nel 1998 e, anche in questo caso, la trama di gioco si riallaccia al finale del capitolo precedente. Questa volta ad essere liberato è Uka Uka, uno stregone malvagio fratello del nostro amico Aku Aku (la maschera) che salva il Dr. Cortex e gli presenta Nefarious Trophy, uno scenziato ancora più strambo in grado di costruire una macchina per viaggiare nel tempo e recuperare così i cristalli del potere sparsi nelle varie epoche. Tocca ancora una volta a Crash e Coco cercare di battere i cattivi sul tempo recuperando i famigerati cristalli prima di loro e salvando così l'umanità. Questa volta i livelli da affrontare sono 30 (più 2 segreti) anche se in questa remastered ne è stato aggiunto un trentunesimo, Future Tense, che presenta tutto il repertorio di cattivi visto durante il gioco e che si attesta a livelli di difficoltà abbastanza alti (ispirato al famigerato Stormy Ascent che chi ha giocato Crash non può non conoscere). Questa volta anche Coco sarà controllabile e presenterà uno stile completamente diverso dallo sgraziato Crash, anche se tutte le boss-fight saranno affidate al nostro vecchio amico. I viaggi nel tempo, vera e propria innovazione del gioco, ci porteranno da Atlantide alla Muraglia Cinese, alla preistoria, all'antico Egitto e addirittura negli scenari della prima guerra mondiale. I collezionabili sono davvero esagerati e permettono di completare il gioco al 105% raccogliendo tutti i cristalli, le gemme e anche le reliquie ottenibili, queste ultime, solo affrontando i vari livelli in una corsa contro il tempo.

GAMEPLAY A77