Recensione X-Box Series X-S
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Titolo del gioco:
The Sinking City 2
Anno di uscita:
2026
Genere:
Action / Adventure / Survival Horror
Sviluppatore:
Frogwares
Produttore:
Frogwares
Distributore:
Xbox Store
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo (no audio)
Requisiti minimi:
Console Xbox Series X|S - una connessione a banda larga - un account Xbox - 50 GB di spazio libero su disco - Prezzo €49,99 (Standard Edition), €54,99 (Deluxe Edition), € 59,99 (Premium Edition)
Box
  • Questo una volta era il mercato del pesce...
  • L'acqua si &egrave; presa la citt&agrave;... e continua ad avanzare.
  • Le bestie brutte non mancano in Sinking City 2.
  • Questo strano personaggio &egrave; sicuramente un po' fuori di testa. Ma &egrave; utile.
  • La distanza ravvicinata non &egrave; mai d'aiuto e quel colore rosso sembra dire &quot;spara qui&quot;.
  • Lo zombie &egrave; pronto per l'assalto, una bella schivata aiuter&agrave;.
  • La stamperia &egrave; una delle nostre destinazioni, ma come arrivarci?
  • Non &egrave; che scendere in strada ispiri pi&ugrave; di tanto per la verit&agrave;.
  • La barca &egrave; il modo migliore per muoversi in quelle aree.
  • I vermi orribili sono un pericolo, meglio farli fuori subito.
  • Gli enigmi sono interessanti e intriganti. Bisogna ragionarci su.
  • Una donna legata come un salame in quello scempio? Non possiamo dirvi altro per&ograve;.
  • Strana questa statua. Cosa vorr&agrave; dirci?
  • &Egrave; veramente strano incontrare persone durante il percorso.
  • Questi bipedi sono tanto pericolosi quanto prevedibili. Basta schivare al momento giusto.
  • La key art ufficiale del gioco senza logo.
Redattore: Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri
Pubblicato il: 21-08-2026
Il mondo è precipitato nell'inferno trascinando anche noi. Riusciremo a tirarcene fuori?

A distanza di ben sette anni dal primo capitolo della serie The Sinking City e dopo la parentesi di Sherlock Holmes the Awakened, i ragazzi di Frogwares tornano con un loro nuovo lavoro, provando però ad alzare ancora di più il tiro e cimentandosi in un survival horror. Onestamente parlando, infatti, il loro nuovo gioco con il primo The Sinking City (qui la nostra recensione) condivide quasi esclusivamente il nome dal momento che adesso è cambiato il tema: ci sono nuovi protagonisti e soprattutto la modalità di gioco investigativa open world ha ceduto il passo a un survival horror su percorsi ben definiti e incanalati. Se la scelta potrebbe sembrare più esemplificativa, così non è dal momento che adesso, The Sinking City 2, scende nella baraonda di una concorrenza agguerrita e costellata di grandi capolavori videoludici come Resident Evil (dal quale trae ispirazione in parecchie parti), Silent Hill e così via.


Una scelta assolutamente rispettabile che finisce per denotare non tanto l'incoscienza degli sviluppatori nello sfidare tali capolavori che, giocoforza, si finisce per utilizzare come termine di paragone, quanto per il coraggio e per la dedizione che invece testimoniano un impegno molto importante, durato anni e in un contesto lavorativo tutt'altro che tranquillo come quello di un paese in guerra come l'Ucraina dove Frogwares ha dovuto lavorare. Una continua pressione subita dalle persone che hanno dato vita al gioco che se non può essere presa in considerazione in una recensione, dato che l'utente finale vuole ciò per cui paga, d'altro canto non può essere tralasciata quando si parla di impegno e determinazione.

GROSSI GUAI AD ARKHAM

Il gioco inizia presentando fin da subito i suoi protagonisti: Calvin Rafferty un uomo dedito allo studio e alla ricerca di oggetti maledetti e proibiti, utili per soddisfare la sua innata passione per esoterismo e scienze occulte, e Faye Bennett una strana donna diversa da Calvin per estrazione sociale ma comunque attratta dallo spirito dell'esplorazione e della scoperta. Ci troviamo ad Arkham nel 1929 con la città caduta tra le spire dell'inferno e invasa da particolari parassiti che ne hanno preso completamente il controllo. Una città inondata, con le acque che cercano sempre più di sommergerla e invasa da particolari vermi, gli Slither che hanno fatto scempio di tutti i suoi abitanti che non sono riusciti a fuggire, rendendo le vie della città stessa pericolose e inaffidabili.


In questo contesto si interseca il dramma di Calvin e Faye con la donna che, rapita da forze oscure, cade in un coma profondo apparentemente senza soluzione di continuità. Toccherà a Calvin, quindi, avventurarsi per le vie di una città in preda all'orrore per cercare di recuperare l'anima della sua amata grazie alla maschera Night Shade e a una serie di forze occulte con le quali confrontarsi e, manco a dirlo, da sconfiggere.

UNA PROFONDA IMPRONTA LOVECRAFTIANA

Fin dalle prime battute di gioco, quando cioè si esce dalle mura domestiche per raggiungere la barca che utilizzeremo per muoverci nelle vie della città, non si può non notare l'influenza degli scritti di H.P. Lovecraft, nella sceneggiatura di The Sinking City 2. A partire, ad esempio, dalla città sede della nostra avventura, quella Arkham inventata proprio dallo scrittore di Providence e messa al centro di tutti i suoi scritti, in particolare grazie al legame con la Miskatonic University e con lo stesso Mythos suffragato anche dalle strane creature anfibie che spesso ci toccherà affrontare.


Il richiamo riesce anche molto bene, dato che i segni di decadenza ad Arkham sono perfettamente visibili e l'invasione delle acque sembra ricordare, per gravità ed efficacia, quella della nebbia di The Fog oppure del nulla de La Storia Infinita. Tutto insomma contribuisce da un lato a testimoniare un mondo passato che sembra ancora reclamare la sua presenza, elemento questo ben visibile ogni volta che incontriamo qualche "umano" in giro, dall'altro l'orrore e la decadenza dovuta ad elementi soprannaturali che ormai sembrano aver preso il sopravvento. Non sono difficili, infatti, le somiglianze con il mondo sospeso di Silent Hill giusto per voler fare qualche esempio.

BISOGNA ANDARE SEMPRE AVANTI

L'obiettivo di Calvin è quello di fare chiarezza su fenomeni che nulla hanno di umano. Per questo deve spostarsi attraverso le varie aree della città, cercando di risolvere i vari enigmi bloccanti che gli impediscono ogni volta di proseguire. Anche perché per ridestare Faye dal torpore, strappandola alla dannazione non basterà leggere qualche libro qua e là, servirà ben altro. In questo secondo capitolo, come dicevamo, l'investigazione ha un ruolo secondario, quasi marginale, e si limita ad una schermata del menu di pausa dove potremo collocare i vari documenti trovati in giro cercando di collegarli tra loro per farci un'idea più chiara della situazione e ricevere in cambio l'Essenza del Sogno necessaria per migliorare i nostri Talenti.


I puzzle sono di diverso tipo, quasi sempre coerenti e risolvibili con un po' di sana esplorazione e soprattutto leggendo i tanti indizi che troviamo in giro. Solo così potremo recuperare quella data che apre quella certa cassaforte, quel documento che ci suggerisce la sequenza da mettere in atto in un determinato punto e così via. Dovremo muoverci ovviamente, spostandoci da una zona all'altra, ma l'abbandono dell'open world ha semplificato questi passaggi grazie a percorsi fondamentalmente obbligati con il risultato che non ci si perde quasi mai, e anche fare avanti e indietro (come richiesto più volte) avviene quasi in maniera naturale.

E BISOGNERÀ ANCHE COMBATTERE

Naturalmente durante i nostri tragitti incontreremo delle bestie veramente orribili. Innanzitutto zombie, con i vari vermi (gli Slither) che infestando cadaveri li riporteranno "in vita" scagliandoli contro di noi, ma anche alcuni mostri a due zampe che proveranno a saltarci addosso, altri che proveranno ad attaccarci da lontano e così via. Tutti mineranno alla nostra salute, provando a metterci in seria difficoltà anche perché Calvin è il più "normale degli eroi" non essendo dotato di alcun potere speciale di sorta. Per difenderci potremo optare per il corpo a corpo (in linea di massima sconsigliato) oppure utilizzare le varie armi che avremo recuperato in giro, a patto di avere anche le rispettive munizioni.


Possiamo portarne dietro fino a un massimo di quattro (alla Resident Evil, selezionabili con il pad direzionale per intenderci) spaziando dalla pistola al fucile a pompa ad un Thompson e perfino a un lanciagranate. Non sarà comunque semplice, soprattutto perché i mostri tendono ad attaccarci in massa con le nostre munizioni sempre abbastanza limitate. Il gioco per fortuna ci da la possibilità di scegliere se affrontare le bestie oppure scappare - sicuramente consigliato in determinati frangenti -, principalmente sfruttando gli elementi dello scenario che possono farci risparmiare un bel po' di munizioni (tagliole, estintori esplosivi e così via).

CON UNA CERTA STRATEGIA OVVIAMENTE

Bisognerà ragionare molto, imparando a utilizzare molto la schivata che se eseguita nel punto giusto può far disorientare lo zombie facendolo cadere a terra e permettendoci di prenderlo a calci. Inoltre alcuni di loro hanno delle parti sul corpo evidenziate e quindi più vulnerabili contro le quali dovremo far fuoco per eliminarli definitivamente (ma può essere anche utile sparargli alle ginocchia per farli cadere e poi prenderli a pedate). Importante è pestare i vari vermi presenti sul pavimento che possono andare a colonizzare qualche altro corpo e scatenarci altri zombie pronti a farci la festa.


Come dicevamo le munizioni sono limitate, molte le troveremo in giro, altre potremo fabbricarle da soli se troveremo ad esempio polvere da sparo e rottami da mescolare in una sorta di crafting molto semplice e basico che ci permetterà anche di creare pillole analgesiche, medikit e molto altro. Il gioco punta molto sulla tensione che infligge al giocatore in qualunque momento, sia durante gli scontri che nei momenti di silenzio quando si ha la percezione che in ogni momento possa spuntar fuori qualche bestia orrenda pronta a farci la pelle, quindi avere sempre delle munizioni a portata di mano è sicuramente più rassicurante che girare a mani nude.