Recensione Virtual Boy
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Titolo del gioco:
Dragon Hopper
Anno di uscita:
2026
Genere:
Adventure / Platform
Sviluppatore:
Intelligent Systems Co. Ltd.
Produttore:
Nintendo
Distributore:
Nintendo
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
No
Requisiti minimi:
Per giocare su un Virtual Boy originale: una cartuccia programmabile (come un'HyperFlash32) e il file ROM del gioco | Per giocare su Nintendo Switch o Nintendo Switch 2: iscrizione al Nintendo Switch Online + Pacchetto aggiuntivo - uno dei 2 visori richiesti per giocare ai giochi del Virtual Boy
Box
  • Il primo scenario da esplorare.
  • Il mercante di incantesimi, dove spendere i nostri gettoni.
  • Una dei numerosi incantesimi disponibili.
  • La schermata di selezione degli incantesimi.
  • Ponti.
  • L'intro del gioco.
  • Un gettone stella.
  • &Egrave; possibile combattere saltando in testa ai nemici o colpendoli col tasto di attacco.
  • La mappa.
  • Scappando dai nemici.
  • Una speciale key art presa da Planet Virtual Boy.
Redattore: Antonio 'A77' Iraci Sareri
Pubblicato il: 14-09-2026
Nelle lontane terre di Celestia, un tempo pacifiche, è scoppiata una rivolta! Tutta la famiglia reale è stata catturata, ad eccezione del piccolo principe Dorin che è fuggito. Sarà suo compito riconquistare il suo reame, un balzo alla volta.
Alla ricerca degli spiriti

Dorin sarebbe stato catturato a sua volta se non fosse caduto accidentalmente giù per un buco che l'ha condotto a Faeron, un reame sotterraneo abitato dalle fate. Queste ultime si sono prese cura del draghetto e l'hanno portato al cospetto della regina che, dopo aver ascoltato la storia del principe, ha spiegato a Dorin che il potere dei quattro spiriti elementali che abitano a Faeron possono aiutarlo a riconquistare il suo regno, aggiungendo tuttavia che gli spiriti sono scomparsi. Sta quindi a Dorin ritrovare i 4 spiriti, nascosti nei 7 livelli del gioco, e sfruttare i loro poteri per liberare i suoi cari e riconquistare Celestia!


Prima di partire però veniamo guidati dalle fate nel regno di Faeron, dove impariamo le meccaniche basilari di movimento e combattimento. Alla fine dell'ultima area ci tocca sconfiggere una delle guardie d'onore e poi la fata Seline si unirà a noi nel nostro viaggio, dando fine al livello tutorial e inizio al gioco vero e proprio.

Saltellando qua e là

Dragon Hopper è un platformer con prospettiva top-down, dove ognuno dei 7 livelli è formato da diverse aree e ciascuna di queste è piena di piattaforme sospese e situate a livelli di altezza diversi. Dorin può sfruttare le sue capacità per saltare da una piattaforma all'altra, anche a livelli diversi di altezza, e, premendo il tasto di salto a mezz'aria, può sbattere le ali per rimanere sospeso in aria per un attimo permettendo, a chi impara il giusto tempismo, di percorrere lunghe distanze orizzontali. Diversi oggetti sono disseminati sulle isole: piccoli cuori e frammenti di mana, che possono rigenerare rispettivamente la nostra salute e il nostro indicatore magico, oltre che le monete stella, utilizzate per acquistare nuovi incantesimi che la fata Seline può usare su nostra richiesta, consumando mana. In alcune aree possiamo trovare anche delle chiavi, necessarie per aprire aree chiuse che bloccano il nostro cammino.


I livelli sono inoltre disseminati di nemici, che possiamo attaccare direttamente con un tasto dedicato o provare a saltargli sopra. Avremo a disposizione anche delle forme alternative per Dorin, donate dai 4 spiriti man mano che liberiamo; queste forme alterano le nostre capacità, tra cui l'altezza del nostro salto, la velocità a piedi e il nostro attacco e diventano necessarie per proseguire nei livelli successivi del gioco.


È giusto evidenziare che il nostro draghetto non è invincibile: anche se è immune al danno da caduta, alcune isole sono sospese sul vuoto e possono danneggiarlo; inoltre alcuni ostacoli e i nemici possono comunque danneggiarlo. Se perdiamo tutti i nostri cuori, abbiamo la possibilità di continuare, venendo mandati all'inizio dell'area.

Dentro il visore

Dragon Hopper offre la possibilità di salvare i nostri progressi senza l'uso di password, visto che la cartuccia originale era stata pensata per ospitare una batteria, come alcune cartucce del Game Boy e del Super Nintendo. Questa feature è un po' arbitraria se si gioca la versione emulata del gioco, data la possibiltà di creare dei Save States dentro l'app, ma è comunque giusto evidenziarla, visto che nessun altro gioco per il Virtual Boy aveva questa funzionalità e, per chi gioca con l'hardware nativo, questa resta comunque una comodità non indifferente.


Dal punto di vista grafico, questo gioco fa un ottimo uso del 3D stereoscopico nel dare un senso di profondità da capogiro, lo scaling degli sprite non distrae dall'esperienza, le piattaforme inferiori alla nostra vengono oscurate, mentre quelle superiori possono essere rese trasparenti con un tasto dedicato o automaticamente quando Dorin si trova sotto una di queste. Tutto ciò permette al giocatore di muoversi senza il pericolo di confondersi con piattaforme a livelli diversi da quelli che credono, anche se il 3D fa il grosso del lavoro sotto questo punto di vista.



Diamo agli sprite un'altra nota di merito per la loro complessità nonostante il rigido limite di 3 toni del rosso della console e il grosso problema dello scaling quando le piattaforme si avvicinano o si allontanano. D'altra parte però questa complessità comporta una leggera mancanza di distinzione tra gli sprite dei personaggi e il terreno; non è nulla di insopportabile, perché una leggera outline è presente ed è vero che farla completamente nera, piuttosto che scura, sarebbe forse stato un po' troppo, però il rosso scuro negli sprite dei personaggi si confonde con quello presente nel terreno.


Il comparto sonoro è solido, con una OST che richiama a tratti The Legend of Zelda: Link's Awakening: energetica, allegra e piacevole da ascoltare durante il gameplay. L'uso dell'audio stereo favorisce un po' l'immersione se si gioca con le cuffie, grazie ai panning presenti in alcuni brani. Non a caso il compositore è Minako Hamano, uno dei compositori delle OST di Super Metroid, Galactic Pinball e il sopra citato Link's Awakening.

Modus Operandi:

Ci teniamo a ringraziare Planet Virtual Boy per il loro impegno nel preservare e divulgare tutto il patrimonio mediatico legato al Virtual Boy.

Dragon Hopper è un gioco molto interessante: è evidente che gli sviluppatori hanno avuto del tempo per familiarizzare con il Virtual Boy e il risultato è evidente. Abbiamo un gioco che sfrutta al meglio il 3D stereoscopico, riuscendo ad avere una grafica più che rispettabile nonostante i limiti ed è pensato come un'avventura vera e propria, al contrario di diversi altri titoli sulla console che sono invece progettati come degli arcade. Oseremmo definirlo il tipo di gioco perfetto per il Virtual Boy, perché siamo sicuri che se Nintendo non avesse staccato la spina nel '96 e avesse permesso al gioco di essere rilasciato, Dragon Hopper si sarebbe distinto come un ottimo esempio di ciò che la console era in grado di fare già allora. Al di là dell'aspetto tecnico, il gioco è molto divertente e tiene incollati al visore per diverse ore. Poveri occhi!
  • Non molto difficile
  • Sprite elaborati e ben fatti...
  • Comparto sonoro solido
  • Dura diverse ore
  • Il 3D stereoscopico è necessario per goderselo
  • ... ma a volte si confondono con il personaggio
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