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Non Solo Manga #3: Sole, Mare e Riminicomix
Redattore:   Sara 'Chacha' Tagliani                          Pubblicato il:   22/08/2013
Penultimo fine settimana di Luglio. Orde di vacanzieri si mettono in viaggio verso freschi lidi per sfuggire all'afa delle città. Sarebbe stata una classica giornata al mare se non fosse stato per… la 9° edizione del Riminicomix!

Accolto all'interno del Cartoon Club, il Riminicomix è ormai diventata la fiera estiva per eccellenza e in quattro giornate ha accolto migliaia di visitatori. Come avevamo già annunciato nelle news vi abbiamo partecipato nelle vesti di redattori e cosplayer, nelle giornate di sabato 20 e domenica 21 Luglio. Ora vi racconteremo com’è andata.


INCONTRO RAVVICINATO CON LE SUORE NINJA

Il sabato, appena arrivati nella piazza Federico Fellini ci siamo mescolati agli appassionati di fumetto, cosplayer o semplici curiosi che l'affollavano dal mattino presto. Il pienone, però, ha cominciato a registrarsi (come al solito) nelle ore pomeridiane quando lo staff BHC (Best Horror Cosplay) ha iniziato a scaldare l'atmosfera dal palco. Hanno aperto, così, gli stand accolti all'interno dell'imponente tensostruttura e sono iniziate le conferenze dedicate al fumetto Made in Italy presso il palazzo municipale.

Ed è stata proprio una di queste il nostro obiettivo pomeridiano, una conferenza che leggendo il programma saltava subito all'occhio: “Suore Ninja - Il nuovo esilarante, solforico titolo targato Star Comics”. Miniserie di 6 volumi edita da Star Comics, Suore Ninja nasce dalla penna di Davide La Rosa e dalle chine di Vanessa Cardinali; i due autori, reduci del successo dei primi due volumi, erano le guest star dell’evento della riviera romagnola, ma di fatto alla fine si è presentata solo Vanessa, con Davide assente giustificato.
Sebbene l'uditorio non fosse dei più vasti, Vanessa, incalzata dagli organizzatori del Cartoon Club e dal rappresentante della Star Comics, ha iniziato a raccontare le origini dell'opera.

Ecco quindi un breve riassunto della nascita del nostro trio ecclesiastico preferito.
Dopo aver mandato svariati progetti ad editori italiani e stranieri e non avendo ricevuto alcun riscontro positivo, Davide e Vanessa, invece di rassegnarsi e abbandonare il loro sogno, decidono di autoprodursi: prendono “Zombie gay in Vaticano” l'unico progetto che non avevano mai proposto ad alcun editore, ne stampano 840 copie e partono alla volta del Lucca Comics & Games 2011. Il risultato? Sold-out in 3 giorni ed il vanto di aver prodotto l'albo che ha venduto il maggior numero di copie durante la manifestazione. Al termine dell’evento vengono contattati da Di Bernardo, uno dei capi della Star Comics che, dopo aver letto l'albo autoprodotto e chiesto a Davide un soggetto più lungo avente sempre per protagoniste le Suore, arruola i ragazzi tra le file della Star Comics e inizia la serializzazione dell'opera.

Dopo i brevi cenni sull’origine di Suore Ninja, il discorso si è spostato sul fumetto in sè, approfondendo la tematica relativa alla Chiesa. Visto il tema delicato, molte persone avranno pensato che la casa editrice abbia imposto dei paletti ai due ragazzi riguardo ai contenuti o che si sia dovuto ricorrere alla censura di alcune parti, ma Vanessa ha sfatato anche questo mito. L’autrice ha affermato infatti che essendo stato chiaro fin da subito che il fumetto aveva intenti satirici e non offensivi nei confronti della Chiesa e i suoi credenti, lei e Davide hanno avuto carta bianca nell’utilizzo dell'ambiente ecclesiastico come sfondo delle avventure delle Suore Ninja.

Alla fine, tirando le somme sul successo avuto finora dalla serie, Vanessa ha ammesso che i suoi punti di forza sono sicuramente i temi trattati (poiché nessuno fino ad oggi aveva mai osato scrivere un fumetto con argomenti tabù come la Chiesa) ed il fatto che il panorama del fumetto umoristico italiano al giorno d'oggi non sia poi così vasto.

E con lo spoiler finale sul quarto volume (in uscita il 26 settembre) che avrà l'enigmatico titolo “Una storia senza fagiani”, le Suore Ninja terminano la loro trasferta in riviera e vi aspettano in fumetteria.


FALSO D’AUTORE

Come ultima tappa della nostra prima giornata a Rimini, abbiamo deciso di fare un giro per gli stand, approfittando di un momento in cui sembrava che la calca delle prime due ore d'apertura fosse svanita. E così, facendoci largo tra appassionati del fumetto d'autore, ragazzine che cercavano gadget dei loro idoli presso gli stand k-pop e j-pop, gamer occupati a controllare meticolosamente cassette di videogiochi e provare vecchie console e otaku alla ricerca delle action figure dei loro personaggi preferiti, siamo riusciti a raggiungere un paio di espositori di nostra conoscenza e a scambiare quattro chiacchiere tra un acquisto e l'altro. Oltre alle solite domande di rito, ci siamo soffermati a parlare dell'ormai attuale e poco conosciuto fenomeno dei bootleg.

Cosa sono i bootleg? Con il termine bootleg si intende un prodotto editoriale prodotto in violazione alle leggi sul copyright (nel nostro caso si usa questo termine per indicare action figure che sono riproduzioni, non sempre di buona qualità, di quelle originali, NdR). Il danno ai rivenditori ufficiali o comunque agli "standisti" che espongono prodotti originali deriva dal prezzo altamente concorrenziale a cui vengono venduti i falsi (si arriva addirittura a casi in cui si abbassa anche del 75%, NdR). L’ignaro acquirente, infatti, non ci pensa due volte e torna a casa con la soddisfazione di aver fatto un buon affare mentre invece si ritrova tra le mani una misera copia.
Uno dei nostri standisti di fiducia ha insistito molto su questo punto. I rivenditori di falsi ingannano i compratori facendogli credere di aver messo in vendita dei pezzi originali a prezzi stracciati in occasione della fiera. Sarebbe invece più corretto mettere al corrente l’acquirente del fatto che si trova davanti ad una riproduzione e lasciargli decidere se comprarla o mettere da parte i soldi per prendere l'originale.

Qualche dritta per riconoscere i bootleg delle action figure? Innanzitutto, dovrebbe mettervi in guardia il già citato prezzo relativamente basso, la bassa qualità della figure (ottimi indicatori sono la cura prestata ai dettagli e i tratti del viso, NdR), la versione del personaggio (se porta vestiti differenti o di colore diverso dal suo character design) ed anche la scatola in cui è stato confezionato (su cui dovrebbero essere evidenti i bollini olografici della casa produttrice). Quindi occhio a quello che comprate!


COSPLAY FEVER

La domenica mattina, non avendo alcun impegno in particolare, abbiamo deciso di rimanere in un punto strategico della fiera, la fontana dei Quattro Cavalli, per osservare da vicino i veri protagonisti della fiera: i cosplayer.
Per chi ancora non lo sapesse, il cosplay è un fenomeno di origine nipponica che consiste nell'impersonare personaggi di anime, manga e videogiochi. Negli anni, il cosplay ha avuto diffusione mondiale ed è ormai raro non trovare qualche temerario cosplayer anche nelle fiere del fumetto più piccole. Ma torniamo a noi.

Dopo gli avvistamenti dei soliti gruppi più o meno completi provenienti da serie famose come Naruto, Final Fantasy, Dragon Ball e One Piece (tanto per citarne alcuni) abbiamo pensato di andare in avanscoperta alla ricerca di cosplay meno comuni. Abbiamo incontrato, così, un piccolo gruppo rappresentante i membri di Stone Ocean (edito da Star Comics), due cacciatori di Monster Hunter (videogioco della Capcom da cui sono state tratte alcune serie manga edite da GP Manga) con le armature di Kirin e di Rathalos che si aggiravano indisturbati nella pineta, due coniglietti della serie Doubt (edita da J-POP) che camminavano mano nella mano e qualche personaggio di Sword Art Online (serie ancora inedita in Italia. Potete però gustarvi la serie animata in giapponese con i sottotitoli in italiano su PoPCorn TV, NdMTK).


Una piccola minoranza di cosplayer ha preferito portare personaggi tratti dagli anime estivi attualmente trasmessi in Giappone e sconosciuti al grande pubblico italiano. Tra questi, abbiamo riconosciuto qualche ragazzo appartenente alla squadra di nuoto di Free! e qualche personaggio di Dangan Ronpa, l'adattamento animato dell'omonimo gioco per PSP.

Vista la vicinanza al mare e il caldo estivo abbiamo notato che molti ragazzi, invece di indossare pesanti costumi, hanno optato per una versione estiva presa da artwork originali o inventata da loro. Altri si sono letteralmente tuffati nella fontana o hanno preferito recarsi in spiaggia, anche per fare delle foto più suggestive. Per mettere in mostra tutti i costumi e permettere ai cosplayer di calarsi in pieno nel proprio personaggio, in tutte e quattro le giornate si è svolta la sfilata cosplay non competitiva curata dallo staff BHC, nella quale i partecipanti avevano a disposizione il palco, un impianto audio degno di un concerto ed eventuali effetti speciali per rendere unica la loro interpretazione e coinvolgere il pubblico.

Indipendentemente dal costume indossato, i cosplayer restano sempre l'elemento di forza delle fiere del fumetto grazie all'allegria e alla passione che riescono a trasmettere.


BILANCI

Nella nostra ultima giornata al Riminicomix, prima che la manifestazione volgesse al termine abbiamo intercettato ai piedi del palco Ramona Lambusta, una degli organizzatori della fiera nonché uno dei capi del BHC, che ci ha concesso gentilmente una breve intervista.

Come prima domanda le abbiamo chiesto da dove nasce, secondo lei, il successo della manifestazione che, come detto all'inizio, è ormai diventata la fiera estiva per eccellenza. La sua risposta la si può riassumere in unica parola: Rimini. La suggestiva location marittima con un’area espositiva ad entrata libera e gratuita, una serie di eventi che coprono tutto l'arco della giornata e l'ospitalità romagnola sono gli ingredienti essenziali del successo della fiera. Può essere tranquillamente considerata una delle fiere italiane più importanti, a pari merito con il Comicon di Napoli, seconde soltanto all'imponente e famosissimo Lucca Comics & Games.

Visto che molti non conoscono le origini ed i primi anni di vita del Riminicomix, le abbiamo anche chiesto come si è evoluta la fiera nel corso delle varie edizioni. La storia del Riminicomix inizia nell'ormai lontano 2004 quando la prima edizione, con tanto di cosplay convention, viene ospitata all'interno del già presente e operativo Cartoon Club.
Ramona ci ha raccontato che nelle prime edizioni i partecipanti erano per lo più parenti e amici che intrattenevano il pubblico attratto dall'insolita manifestazione e cercavano di gettare le basi per creare un solido futuro. Anno dopo anno, poi, grazie anche all'arrivo dei social network, la fiera ha iniziato piano piano a crescere e ad inserirsi nel panorama fieristico italiano, arrivando al successo dei giorni nostri.

Prima di congedarci abbiamo chiesto una piccola anticipazione dell'edizione 2014, visto che il prossimo anno il Riminicomix spegnerà le sue prime dieci candeline. Come ogni capo che si rispetti, Ramona non ha svelato alcun progetto per la prossima edizione, anche se si è lasciata sfuggire che già dalla settimana successiva alla fiera del Riminicomix, lo staff BHC avrebbe iniziato le riunioni e i preparativi per il prossimo anno.

Ringraziata Ramona per il tempo che ci ha concesso, siamo corsi in zona palco dove abbiamo partecipato alla sfilata non competitiva, insieme ad una nostra amica, con un trio rappresentativo del manga Liar Game (edito da J-POP).


Finita la nostra piccola esibizione abbiamo ripreso il treno per tornare nella calda ed afosa Bologna.
E mentre calava il sole sull'Adriatico calava anche il sipario sulla nona edizione del Riminicomix, un’ ormai grande realtà che cresce anno dopo anno e riempie di allegria e colori un altrimenti monotono e banale week end al mare.

 Locandina Cartoon Club
Il gabbiano Kelvin, la mascotte del Cartoon Club
 Anche il Dottore è venuto a Rimini
 La famosissima "piscina" dei Quattro Cavalli
 Conferenza Suore Ninja con Vanessa Cardinali
 RoboCoop & Friends
 Cosplay on the beach
 Un espositore ci mostra le novità nel mondo delle action figure
Per approfondire: