Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
L.A. Noire
Anno di uscita:
2017
Genere:
Avventura / Azione
Sviluppatore:
Rockstar Games
Produttore:
Rockstar Games
Distributore:
Cidiverte
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo, no audio
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - 17 GB di spazio libero su hard disk - Prezzo € 39,99 (Xbox One X per usufruire del 4K)
  • Bisogna chiedere, interrogare, in poche parole... investigare
  • Ah il fascino di quegli anni...
  • Ci toccherà anche un po' d'azione... siamo detective in fondo
  • Un coltello insanguinato... che sia l'arma del delitto che stavamo cercando?
  • Ci sono tanti collezionabili nascosti in giro... troviamoli tutti!!!
  • Siamo appena arrivati sulla scena di un delitto. Lo spettacolo non è dei migliori
  • Ci vuole molta pazienza per scovare informazioni utili
  • Una macchia di sangue... c'è stato un delitto, ma dov'è finita l'arma?
  • I testimoni sono importanti, quasi fondamentale... sempre che siano disposti a parlare
  • E' il momento di interrogare il nostro sospettato. Riusciremo a farlo confessare?
  • Il logo ufficiale del gioco, direttamente da Rockstar Games
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  04/12/2017
Investigare e arrestare i cattivi nella Los Angeles degli anni '40... non chiediamo di meglio.
Uscito nel 2011 per PlayStation 3 e Xbox 360 e poi convertito per PC nella fine di quell'anno in una versione comprendente tutti i DLC, il gioco creato dai ragazzi di Team Bondi riscosse un enorme successo dalla critica internazionale. Con la sua grafica in motion scanning, i suoi enigmi investigativi ottimamente strutturati e con una miscela di strategia e fase action presentava una struttura di gioco invidiabile per l'epoca. A distanza di ben 6 anni Rockstar Games ce lo ripropone per le nuove console con il solito restyling grafico tipico delle "remastered version", con tutti i contenuti usciti a suo tempo e con l'implementazione del VR (chiamato L.A. Noire: The VR Case Files su PlayStation VR e HTC Vive) e del 4K (su PlayStation 4 Pro e sulla fresca e potente Xbox One X) (ricordiamo, inoltre che il gioco è disponibile anche su "Nintendo Switch" che ne esalta le sue caratteristiche peculiari. -NdNew_Neo)

Nel frattempo però altri capolavori hanno visto la luce e fra i vari GTA, Mafia, Watch Dogs e così via, la componente action del gioco ha perso un po' il suo smalto: guidando per le strade di Los Angeles e inseguendo i cattivi in fuga si notano gli anni trascorsi e si fa, obbligatoriamente, il paragone con titoli più performanti, ma se consideriamo che la parte Action in L.A. Noire è prettamente secondaria allora il problema è presto risolto. Il titolo Rockstar Games nasce, vive e muore come un gioco di investigazione e tutto il resto è semplice e puro contorno. Con queste premesse vale la pena tornare a parlarne dopo tanto tempo...

QUEL FILIBUSTIERE DI COLE PHELPS

Il nostro protagonista è in realtà un veterano della seconda guerra mondiale, finito per arruolarsi in polizia dopo il grande conflitto per buscarsi la pagnotta e si trova in un contesto criminale abbastanza grave. Tutta Los Angeles è infatti colpita da una ventata di delinquenza con crimini che sembrano inizialmente fini a se stessi ma che, come si scoprirà andando avanti nel gioco, sono legati da un filo conduttore. Con i mezzi disponibili ai poliziotti di allora, ben lungi da GPS e scanner (che fanno pure il caffè) tipici dei giorni nostri, il nostro agente verrà chiamato di volta in volta ad indagare su un delitto. Recatosi sul posto insieme ad un suo collega dovrà analizzare la scena del crimine alla ricerca di importanti indizi, con lo scopo di raccogliere un numero sufficiente di prove che possa condurre ad un colpevole da arrestare e poi interrogare.

Detto così il tutto sembra semplice e banale ma scendendo in campo si vede come la parte investigativa sia invece molto ben strutturata con prove spesso difficili da trovare, con i cattivi capaci di mentire e depistarci e soprattutto con la possibilità di commettere errori arrestando innocenti e prendendo quindi delle cantonate pazzesche. Come dicevamo prima le fasi di guida servono da contorno, giusto per spostarsi da un punto all'altro o per inseguire qualche fuggiasco e lo stesso si può dire delle fasi "shooter" dove ci troveremo coinvolti in veri e propri scontri a fuoco contro dei delinquenti che proveranno a farci la pelle. Il sistema di sparo è parecchio semplice e ben lungi dalle complessità che si vedono nei giochi moderni, ma fa bene il suo dovere con un sistema di puntamento tutto sommato preciso e affidabile. Questi momenti rappresentano delle valide alternative per spezzare il ritmo dell'avventura altrimenti monotono in attesa di ritornare a indagare.

I progressi nel gioco ci premieranno con dei punti intuito a seconda della corretta (e completa) risoluzione di un caso: potremo spendere questi punti invocando degli aiuti qualora ci trovassimo in difficoltà e in questo caso riceveremo dei suggerimenti nei dialoghi oppure ci verranno evidenziati alcuni indizi che ci erano sfuggiti. Durante le fasi di guida potremo anche decidere se rispondere o meno alle chiamate di emergenza che ci arrivano dalla centrale: in questo caso si attiveranno alcune missioni secondarie buone però quasi esclusivamente per guadagnare punti intuito, un po' meno per divertirci dal momento che risulteranno ben presto parecchio simili tra loro.

GUARDIAMOLI BENE IN FACCIA

A parte l'innovativo gameplay, L.A. Noire deve il suo successo sicuramente al comparto grafico il quale, all'epoca grazie alla tecnica del motion scanning, ci offriva personaggi estremamente espressivi con volti vicinissimi al fotorealismo puro e realizzati grazie all'ingaggio di attori reali che hanno prestato la loro immagine per la realizzazione del gioco. Ne consegue che le espressioni dei visi risultano fondamentali durante un'indagine, con alcuni personaggi che possono essere scagionati o sospettati semplicemente guardandoli attentamente in faccia dal momento che sono in grado di tradirsi oppure di non lasciar trapelare emozioni come un veterano giocatore di poker. Basta osservarli, guardandoli negli occhi, per rendersi conto della meticolosità degli sviluppatori nella realizzazione del gioco al punto da dar l'impressione di trovarsi davanti a un film e non a un videogame.

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A distanza di anni migliorie nel comparto grafico dei giochi ne abbiamo viste parecchie, basti osservare alcuni giochi più recenti, eppure il lavoro dei programmatori riesce ancora a meravigliare e a farsi apprezzare dal giocatore. A perdere quindi sono le texture di alcuni fondali, la fluidità delle animazioni e il resto della componente grafica (pur restando ad alti livelli) ma di certo non l'espressività dei protagonisti del gioco. Un'altra eccellenza riguarda la qualità degli interrogatori con domande e risposte profondamente sensate, a volte fuorvianti, ma comunque abbastanza realistiche. Saper porre le domande giuste e interpretare bene le risposte ci potrà indirizzare nell'una o l'altra direzione con la possibilità, come dicevamo prima, anche di poter sbagliare. In questo caso il gioco continuerà comunque sulla sua strada e il buon Phelps se la caverà con una bella tiratina d'orecchie.

Il comparto narrativo, preso nel suo insieme, è il vero punto di forza di tutto il titolo con una trama che emerge a poco a poco fino ad esplodere in tutta la sua bellezza e con investigazioni perfettamente credibili e ben strutturate.

LA NUOVA VERSIONE

Partendo dal presupposto che non ci troviamo di fronte a un remake ma di una sorta di aggiornamento (perlopiù grafico) dell'originale ai tempi odierni, cambia poco sulla struttura grafica in sé a parte qualche miglioria nei giochi di luci ed ombre e i già ottimi volti dei protagonisti che beneficiano dell'alta risoluzione. Le immagini più lontane, così come alcuni fondali risentono maggiormente degli anni passati. Considerando che il gioco non è stato rivoluzionato ci si può per certi versi anche accontentare.

Oltre a luci ed ombre sono state ritoccate le condizioni atmosferiche e aggiunti un bel po' di collezionabili utili per sbloccare quattro nuovi abiti che ci daranno poi delle specifiche abilità. Indizi e veicoli sono stati comunque migliorati, così come sono state riviste alcune opzioni durante gli interrogatori: adesso abbiamo asseconda, forza e accusa al posto dei vecchi verità, dubbio e menzogna. Inoltre sono stati ridefiniti meglio (graficamente) alcuni indizi e un buon numero di oggetti anche se, visto nel suo insieme, qualcosa di più poteva essere fatto. Naturalmente sono inclusi i DLC usciti dopo l'esordio del titolo sul mercato e comunque già compresi nella versione PC del gioco e cioè: Nicholson Electroplanting, Un Mare d'erba, La città nuda, Un piccolo lapsus e La macchina del console. Il risultato finale è quello di un gioco in grado di tenerci impegnati per ben più di 20 ore soprattutto se ci lanciamo alla ricerca dei vari collezionabili e di tutte le missioni secondarie.

Pur trovandosi davanti un gioco ritoccato, ben poco rispetto la versione originale, la percezione di trovarsi davanti a un capolavoro comunque è presente: questa è dovuta alla grandezza del gameplay del gioco originale che, nel corso degli anni, ha mantenuto tutto il suo carisma ben figurando anche se paragonato a titoli molto più recenti. L'ottimo comparto narrativo, l'intelligenza delle investigazioni, la voglia di scoprire indizi nascosti e interrogare i cattivi si sposano con l'ottima recitazione e con una splendida sceneggiatura in grado di stupirci oggi come allora senza perdere un colpo.
Ottimo anche il comparto audio con delle splendide musiche a tema (ricordo che ci troviamo negli anni '40) e con un gran bel doppiaggio purtroppo solo in inglese. I sottotitoli sono ben realizzati, perdendo qualche colpo solo sporadicamente e limitadonci in parte nelle rare fasi action quando perderemo tempo a leggerli piuttosto che a concentrarci su ciò che dobbiamo fare.

In conclusione chi ha avuto modo di giocare la versione PC a suo tempo, difficilmente vorrà investire in questa nuova proposta (salvo quando scenderà un po' il prezzo), ma chi non si è mai avvicinato al titolo Rockstar Games dovrebbe acquistarlo senza pensarci due volte. L'importante è sapere che ci si trova davanti a un gioco un po' datato nel comparto tecnico ma attualissimo come gameplay dove la componente action non è il vero fulcro del gioco.

Modus operandi: siamo tornati a vestire i panni dell'investigatore Phelps grazie ad una copia promozionale gentilmente mandataci da Cidiverte.


L.A. Noire è una rimasterizzazione un po' minimalista, con piccoli aggiustamenti nel comparto grafico che si esalta con l'alta definizione solo per le scene in motion scanning che già eccellevano a suo tempo. Il punto di forza del gioco è e rimane la componente investigativa appagante e stupenda sotto ogni punto di vista, con enigmi intelligenti, dialoghi coerenti e con una sana e profonda soddisfazione ogni volta che becchiamo un assassino. A parte chi ha giocato la versione PC, tutti gli altri utenti dovrebbero acquistarlo senza pensarci due volte perché ci troviamo davanti a un vero e proprio capolavoro di gameplay.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE