Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
Kona
Anno di uscita:
2017
Genere:
Azione - Avventura
Sviluppatore:
Parabole
Produttore:
Ravenscourt
Distributore:
Koch Media
Multiplayer:
Assente
Localizzazione:
Solo testo, no audio
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - 4 GB di spazio libero su hard disk - Prezzo: € 19,99
  • La macchina serve per gli spostamenti...e per andare a sbattere...il fondo stradale non aiuta
  • Sono queste le ambientazioni di Kona...mai viste su Discovery Channel ?
  • Il tizio stava facendo un solitario a carte...che fine avrà fatto ?
  • Una lampada accesa a terra...sembrano tutti spariti all'improvviso
  • Un bel po' di disordine, ma spesso c'è roba importante là in mezzo
  • Paesaggi innevati e soprattutto silenzio...questo è Kona !
  • All'emporio al posto di una persona troviamo un cadavere...di chi sarà ?
  • L'accesso alle miniere di rame del signor Hamilton..ci saranno indizi importanti ?
  • Neve, sempre e ovunque, neve...
  • Un'ascia per difenderci dai lupi? Non siamo messi molto bene...
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  30/03/2017
Carl Faubert si mette in viaggio per un lavoro semplice, ma le cose non sono mai come sembrano...benvenuti nel freddo di Kona.
Dopo un anno di Early Access (accesso anticipato) su Steam, finalmente il gioco degli sviluppatori Parabole approda sul mercato nella sua versione definitiva ed esordice oltre che sulla piattaforma PC, anche in versione console su PS4 e Xbox One. Effettivamente questo genere di avventure ha sempre vissuto il suo massimo splendore proprio quando giocato con l'ausilio di tastiera e mouse, a dispetto di piattaforme di gioco più votate al genere action che a una struttura punta e clicca tipica di un'avventura che si rispetti.

L'errore forse più grave degli sviluppatori quindi è quello di tentare di accontentare una fetta più ampia di videogiocatori, implementando una struttura ibrida fra action e avventura nel loro gioco e finendo poi per non esaltare la struttura di nessuna delle due componenti. Per fortuna, come leggeremo in seguito, ci sono parecchi elementi positivi da salvare in Kona il che fa ben sperare per produzioni future dei Parabole che hanno annunciato l'uscita di una serie di titoli che condivideranno con questo gioco ambientazioni e tematiche.

IL SOLITARIO FREDDO DEL QUEBEC

I fatti si svolgono attorno al 1970 quando il protagonista del gioco, Carl Faubert, un veterano di guerra che adesso si occupa di investigazioni private, viene contattato da William Hamilton, un miliardario locale che deve la sua fortuna alle miniere di rame possedute nei dintorni di Atamipek Lake, un'immaginaria zona sita nel Quebec del nord. La richiesta di Hamilton è quella di indagare su alcuni atti vandalici che subiscono le sue proprietà da parte della comunità di nativi Cree, segno di un rapporto conflittuale dell'uomo con la gente e le tradizioni del luogo come già visto in una gran quantità di opere letterarie e cinematografiche (tanto per citare una pellicola, Sfida tra i ghiacci con Steven Seagal...NdR). L'importante componente economica dell'accordo e la prospettiva di un lavoro tutto sommato semplice convincono Faubert a mettersi in auto e recarsi all'appuntamento con il miliardario presso un emporio nei pressi del lago di Atamipek.

Dopo una piccola presentazione grazie a una voce narrante molto profonda e d'atmosfera (anche se in lingua inglese) il nostro protagonista si trova nei pressi di un casello abbandonato nel quale dovrà risolvere un piccolo enigma, giusto per prendere confidenza con i comandi di gioco e con l'inventario, salvo poi rimanere coinvolto in un incidente dal quale si risveglierà dopo diverse ore trovandosi nel mezzo di un'enorme bufera di neve e nella solitudine più disperata.

L'avventura inizia proprio in quel momento evidenziando immediatamente una delle problematiche riscontrate nel gioco: la mancanza di un vero e proprio tutorial, così come ormai siamo abituati a vedere in tutti i prodotti di recente uscita, la quale costringe il giocatore a visualizzare l'elenco dei comandi dal controller per capire come abbassarsi (per la cronaca con il grilletto LB), rialzarsi (con RB) oppure come eseguire altre azioni semplici.

La tormenta di neve, ben realizzata per la verità, mette di fronte il giocatore ad una problematica importante: come venire a capo della situazione senza poter contare sulla collaborazione di nessuno e ricostruendo il puzzle di tutta la storia pezzo dopo pezzo.

ANGOSCIA E SOLITUDINE

La parte meglio riuscita di Kona quindi non può non risentire dell'ambientazione di gioco, appositamente aspra e desolata, con neve ovunque e un senso di disperazione che si tramuta in angoscia quando ci si rende conto di trovarsi soli in mezzo al nulla. Il nostro protagonista quindi oltre ad indagare è costretto a cercare di sopravvivere al freddo e ai pericoli esterni, come lupi e altro che non sto a dire per non rovinarvi la sorpresa.

Il gioco quindi si basa sulla ricerca di indizi, documenti importanti anche se spesso ridondanti e sul tenere sotto controllo i tre indicatori fondamentali come la salute, la temperatura corporea e lo stress: la modifica verso il basso di uno dei tre finirà con l'influire anche sugli altri due costringendo continuamente il giocatore a porre rimedio ad eventuali deficit ad esempio assumendo cibo o kit di pronto soccorso per livellare la salute, oppure accedere un fuoco per ripristinare la temperatura corporea oppure fumare, bere acqua, riscaldarsi o assumere antidolorifici per tenere a bada il livello di stress. Anche se i mezzi per fronteggiare le emergenze durante il gioco abbondano, la morte del protagonista genera comunque un game over permettendoci poi di ricominciare dall'ultimo checkpoint salvato, con il risultato che ci toccherà ripetere le ultime azioni alla ripresa del gioco: una soluzione un po' anacronistica con i tempi nei quali i giochi ci permettono ormai di salvare in real-time in ogni punto.



Premendo il tasto Y del controller si può accedere ad una ghiera dalla quale si possono selezionare:

- l'inventario: inizialmente vi troviamo solo dei fiammiferi e le pellicole della nostra Polaroid;
- i consumabili: come ad esempio le sigarette;
- l'equipaggiamento: torcia, diario, la Polaroid e la mappa;
- il diario: dove il nostro Carl annota tutti gli indizi e l'interpretazione personale dei documenti trovati in giro. Va detto che il diario non offre mai soluzioni dirette agli enigmi ma può aiutarci a ragionare sulla prossima mossa da fare per proseguire nell'avventura;
- i documenti: riguardano naturalmente tutte le registrazioni, i post-it e il materiale cartaceo trovato in giro. Spesso non riguardano solamente la trama principale del gioco ma contribuiscono al contesto narrativo al punto, nella parte finale, da darci la percezione di saperne molto di più di quanto fosse necessario;
- opzioni: da questo comando invece si accede per l'appunto alle opzioni di gioco dalle quali possiamo modificare i livelli audio e poco altro.

Naturalmente buona parte dei contenuti di inventario, consumabili e così via va visto in maniera dinamica dal momento che si modifica man mano che, procedendo nel gioco, troviamo oggetti in giro, l'importante è non dimenticare mai di portarsi dietro l'occorrente per accendere un fuoco che servirà a scaldarci (ripristinando i nostri livelli di temperatura corporea) e da punto di salvataggio.

AZIONE O AVVENTURA?

Il settore nel quale Kona eccelle è proprio quello dell'avventura vera e propria
, con una storia interattiva tutta da vivere, con un filone narrativo di ottima fattura, appassionante e coinvolgente al punto giusto, coadiuvato da un'ambientazione di gioco che, grazie ad un miscuglio di fattori, riesce a trasmettere il senso di solitudine e di angoscia che attanaglia il nostro Carl per quasi tutta l'avventura.

Dove le cose vanno meno bene è nelle parti action, prevalentemente con il combattimento contro i lupi, che evidenziano delle animazioni non proprio fluidissime e una definizione poligonale che mortifica l'alto livello raggiunto dagli sviluppatori sulla console Microsoft nei giorni nostri (abbiamo provato la versione Xbox One ma anche su PS4 e PC le cose non vanno meglio. -NdR). Il risultato è quello di una parte action un po' deficitaria che finisce per spezzare il ritmo della parte avventurosa soprattutto a causa di caricamenti abbastanza invadenti che, durante il gioco, interrompono l'azione spesso e volentieri.

La parte tipica dell'avventura va decisamente meglio, con enigmi mai impossibili ma spesso impegnativi e con una certa libertà di azione nei movimenti limitata solo nei punti in cui siamo obbligati a riportarci sul filone narrativo principale: per il resto saremo liberi di andare in giro a curiosare qua e là nel tentativo di capirne di più su usi e tradizioni locali, appagati spesso da documenti esplicativi che riusciamo a trovare in giro nei punti più impensabili. Anche se, come già detto, non tutto il materiale trovato serve per venire a capo della storia, ci troveremo tra le mani un corredo di informazioni non indifferente che arricchirà le nostre conoscenze sulla storia di chi vive in quegli ambienti così ostili.

La durata del gioco varia dalle 5 alle 8 ore a seconda della nostra voglia di limitarci alla storia principale (ma sarebbe un peccato) oppure di curiosare in giro per saperne di più. Una nota dolente riguarda proprio il finale del gioco del quale ovviamente non anticiperemo nulla ma che, a nostro avviso non rende giustizia a tutto il comparto narrativo con un epilogo un po' frettoloso e campato in aria: se aggiungiamo poi che ci viene impedito di tornare indietro ad Atamipek (per cercare ad esempio altri documenti o semplicemente per girovagare un po') allora la frittata è servita.
Probabilmente la poca esperienza dei Parabole ha giocato loro questo brutto scherzo anche se, da quanto visto, gli sviluppatori hanno tutte le carte in regola per rifarsi nei loro prossimi lavori.


TIRIAMO LE SOMME

In definitiva Kona offre al giocatore elementi positivi e negativi. Ad un comparto grafico un po' approssimativo, all'invadenza dei caricamenti durante il gioco e al finale che lascia l'amaro in bocca, si contrappone un filone narrativo affascinante e coinvolgente, accompagnato da una colonna sonora, opera dello sconosciuto ma bravissimo gruppo folk canadese CureLabel, spettacolare e dalla trasmissione del senso di angoscia e solitudine che finisce per essere percepito dal giocatore aumentando in maniera esponenziale l'immedesimazione nel gioco stesso.

Deficitario nelle parti action quindi il gioco dei Parabole si comporta molto bene nella parte "Avventura" con enigmi sempre all'altezza e impegnativi senza essere impossibili e con un filone logico che stuzzica il giocatore a saperne di più sulla storia del gioco anche se non gli viene richiesto.

La risultante è che chi ama questo tipo di paesaggi freddi, le culture tanto diverse da noi e soprattutto le belle storie farebbe bene a dare una possibilità a questo gioco malgrado i suoi difetti.

Modus Operandi: siami entrati nel freddo di Atamipek Lake grazie ad un codice Xbox Live gentilmente datoci da Koch Media.

Kona è un gioco che evidenzia la giovane età e l'inesperienza degli sviluppatori, con continui alti e bassi. Pregno di difetti sul comparto tecnico, principalmente dal punto di vista grafico e delle animazioni, per non parlare dei fastidiosi caricamenti e del finale deludente, riesce a compensare con una storia molto bella e con un'atmosfera che gode appieno di un'azzeccata ambientazione di gioco e di una colonna sonora strepitosa. La pecca principale è quella di voler strafare sforando in componenti action anziché limitarsi a ciò che gli riesce meglio: l'avventura. Tirando le somme però chi ama questo tipo di ambientazioni e ha voglia di una bella narrazione dovrebbe dargli una possibilità, potrebbe rimanerne piacevolmente sorpreso.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE