Recensione X-Box One
Titolo del gioco:
Destiny 2
Anno di uscita:
2017
Genere:
Sparatutto in prima persona
Sviluppatore:
Bungie Studios
Produttore:
Bungie Studios
Distributore:
Activision
Multiplayer:
Locale e Online
Localizzazione:
Completa (audio & video)
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - un abbonamento Xbox Live Gold per il gioco online - 35 GB di spazio libero su disco - Prezzo: €69,99
  • Cunicoli sotterranei pieni di storia, nemici e ghiotte ricompense
  • Bellissimi dettagli e stupendi effetti speciali
  • Eccolo il cattivone di turno, il sommo Ghaul
  • Sfondi mozzafiato? Ce ne sono tanti in Destiny 2
  • Gli attacchi combinati spesso sono l'unica soluzione, altrimenti si muore e basta !
  • Il coraggio non ci manca, i mezzi dobbiamo procurarceli
  • La nostra cara amica, è grazie a lei se possiamo tornare in pista dopo l'attacco dei Cabal
  • La fattoria in mezzo alla foresta. Sostituisce la vecchia torre andata ormai perduta
  • Non vi dico dove si trova questo posto, ma è spettacolare
  • Apparentemente il campo sembra libero, apparentemente però...
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Pubblicato il:  25/09/2017
Una nuova e terribile minaccia si e' abbattuta sul nostro mondo, portando devastazione e togliendoci anche la luce. Ma noi siamo i guardiani, quindi lanciamoci nella mischia e iniziamo la nostra vendetta.
A tre anni esatti dall'uscita del primo Destiny (qui la nostra recensione), seguito poi da un paio di DLC e da una serie di promesse mantenute solo in parte, gli sviluppatori di Seattle ci presentano Destiny 2, un gioco che si propone di continuare tutto ciò che era rimasto a metà nel primo capitolo cercando anche di migliorarne i punti di debolezza e zittire tutti gli scettici che non gli avevano dato fiducia. Va detto che il progetto di Bungie si era rivelato forse troppo ambizioso fin dall'inizio: creare un universo condiviso abbinando ad un FPS delle componenti ruolistiche, mantenendo sempre viva l'attenzione dei giocatori e calamitandone una grande quantità in una community di caratura mondiale.

Il primo Destiny però, a dispetto di facili critiche e giudizi frettolosi spesso pilotati dalla concorrenza, qualcosa di buono nel mercato videoludico l'aveva apportato. Se si eccettua un comparto narrativo non proprio indimenticabile e alcune componenti PvP non ottimamente implementate, l'idea di fondo si è rivelata parzialmente vincente soprattutto per il coinvolgimento di parecchi giocatori che, catapultati sui server Bungie andavano alla ricerca di un level cap che, grazie anche allo sbilanciamento di alcune sessioni online, gli permettesse di dominare sugli altri giocatori virtuali presenti nel globo.
A testimonianza di una campagna mediatica forse un po' partigiana, al gioco fu anche contestata la formula di integrazione del comparto narrativo e del gameplay con successivi rilasci di contenuti aggiuntivi che, a detta di alcuni, avrebbero richiesto ulteriori esborsi agli utenti già abbastanza salassati dal costo del prodotto iniziale. Giusta o sbagliata comunque questa è una formula adottata da diverse software house che, riflettendoci un pochino, non hanno ricevuto le stesse pesanti critiche riservate a Destiny pur condividendone la policy economica.

Diciamo fin da subito che il nuovo gioco Bungie rappresenta, globalmente, una netta evoluzione rispetto al primo capitolo, offrendosi come il raggiungimento dell'obiettivo iniziale che si erano prefissati gli sviluppatori tre anni fa e presentando quindi una certa maturità di programmazione e di riscontro ai feedback degli utenti che non può non essere apprezzata.

L'ARRIVO DI GHAUL

La piccola prefazione iniziale, una volta lanciato il gioco, è utile per farci prendere confidenza con i comandi, per scegliere la classe da utilizzare, ancora una volta tra Titani, Cacciatori e Stregoni e per dare dei connotati al nostro protagonista, modificando parametri come la razza (umana, insonne o exo), il volto, capelli e molto altro. Naturalmente c'è la possibilità di importare direttamente il nostro vecchio combattente, compagno di sventure, nella storia del primo Destiny. Fin dai primi momenti però si vede una certa cura nel comparto narrativo che riesce a intrattenere, anche grazie a ottimi filmati d'intermezzo, e a incuriosire il giocatore: punto debole del primo capitolo, questa volta la trama diventa un vero punto di forza con una storia che si dipana in un continuo crescendo di colpi di scena e approfondimenti sulla storia dell'universo di Destiny. Le armate dei Cabal guidate dal loro capitano Ghaul attaccano l'ultima città della terra e rapiscono il viaggiatore con lo scopo di assicurarsene gli importantissimi poteri, di conseguenza tutti i guardiani si vedono privati della loro luce e soprattutto della possibiltà di essere riportati in vita una volta caduti sul campo di battaglia. Ci risveglieremo dopo una violentissima e spettacolare caduta, completamente privi dei nostri poteri, feriti e senza armi e di tutti i bottini accumulati finora, costretti a ricominciare da zero in un mondo ostile e con un bel bersaglio disegnato sulla schiena. Il senso di impotenza, percepibile dalla ottima atmosfera di gioco, si acuisce quando veniamo attaccati dalle bestie di guerra, specie di lupi mutanti appartenenti alla legione rossa e dai quali dovremo difenderci con pochissimi mezzi a disposizione. Solo una volta giunti al rifugio e grazie al raggiungimento di un frammento del viaggiatore riusciremo a riacquistare alcuni dei nostri poteri e a fare scorta di armi e di supporto amico per mettere in atto la nostra vendetta.

Questo accenno alla trama però è forzatamente minimalista, dal momento che descrivere tutto ciò che ruota attorno al comparto narrativo di Destiny richiederebbe parecchio tempo e rischierebbe di rovinare il gusto della sorpresa a chi decide di cimentarsi sul gioco. Basti sapere che incontreremo un gran numero di alleati come Zavala, Ikora e Cayde-6 e di nemici, come i generali di Ghaul, tutti ottimamente caratterizzati e ben presentati nel gioco. Come se non bastasse, oltre alla campagna principale, ogni missione supplementare ci permetterà di scoprire altri pianeti, località e approfondimenti davvero molto interessanti.


UN'INFINITA' DI COSE DA FARE

In questo nuovo capitolo sono stati introdotti tanti nuovi pianeti visitabili grazie all'astronave l'Ala Errante che ci viene messa a disposizione fin da subito da Suraya Hawthorne, una volta raggiunto il primo rifugio rappresentato da una fattoria in mezzo ai boschi. Peccato che l'aggiunta dei nuovi pianeti abbia comportato l'eliminazione di tutte le vecchie aree già incontrate e visitate nel primo Destiny che ormai avevamo imparato a conoscere a menadito e anche ad apprezzare. Va detto però che le nuove ambientazioni non sono assolutamente da meno: faremo la conoscenza del difficile ambiente di Titano, del Nessus ai confini del sistema solare, di Io e di molti altri posti che preferiamo non svelarvi.

Ogni ambiente presenterà un NPC di riferimento pronto ad assegnarci tante missioni da completare e ricompensandoci man mano che saliamo di livello come reputazione nei suoi confronti con tanta roba parecchio utile. Il primo personaggio con il quale verremo a contatto comunque si trova nella Zona Morta Europea, un certo Devrim Kay a capo dell'avanguardia di resistenza. Buona parte degli spostamenti avverranno a piedi anche se, interagendo con il nostro fido navigatore potremo approfittare degli spostamenti rapidi che ci limiteranno un po' le perdite di tempo. In realtà però la componente esplorativa riveste il suo ruolo importante dal momento che potremo imbatterci in luoghi molto interessanti non segnati sulla mappa di gioco, dove affrontando orde di nemici poco raccomandabili, potremo trovare anche interessanti ricompense per la crescita del nostro personaggio.

Oltre ai vari incarichi di pattuglia spesso fini a se stessi ma comunque più integrate nella trama rispetto a Destiny, ci sono le avventure che, oltre a farci scoprire luoghi interessanti, servono da approfondimento per il comparto narrativo. Molto interessante anche l'introduzione dei settori perduti, micro-aree sulla mappa dove affronteremo i cattivi con tanto di boss finale per ottenere un bottino il più delle volte prezioso. Dalla stessa mappa di gioco potremo accedere facilmente anche agli eventi pubblici, disponibili in un determinato momento ben indicato sul nostro navigatore che rappresentano ininteressanti missioni affrontabili da soli oppure con l'aiuto di qualcuno e che ci regaleranno interessanti ricompense. Inoltre compiendo delle azioni ben precise in battaglia, questi eventi possono essere trasformati in eroici con difficoltà e premi finali ancora maggiori. In ogni pianeta comunque potremo imbatterci anche in un'impresa evidenziata da uno scudo blu che rappresenta una serie di mini-obiettivi da raggiungere in successione e che ci ricompensa con un'arma esotica. Risulta tangibile comunque come in Destiny 2 abbiano voluto potenziare la campagna in singolo, con tantissime cose da fare, ricompense interessanti e soprattutto con continui approfondimenti del comparto narrativo per non parlare della varietà di gioco in grado di offrirci missioni e ambientazioni sempre diverse.

L'OTTIMA CARATTERIZZAZIONE DEI PERSONAGGI

Come dicevamo in precedenza tanto i buoni che cattivi sono stati ben caratterizzati in Destiny 2. A differenza del primo capitolo dove i nemici distruggevano per l'esclusivo piacere di farlo, il nostro antagonista Ghaul ha tutta una storia alle spalle e soprattutto diverse motivazioni che l'hanno spinto ad attaccare l'umanità. Il sentimento dell'invidia sull'apporto che il Viaggiatore ha riservato alla razza umana rispetto ai Cabal è frutto di un'esistenza vissuta in un determinato modo. Senza voler raccontare più di tanto, fin dalla sua prima apparizione e nel suo dialogo con il fido consigliere, si vede come Ghaul sia un nemico temibile ma che rispetta un suo codice d'onore e una certa linea di comportamento. Ogni personaggio presente sugli scenari di gioco inoltre non è mai messo lì per caso, ma si integra perfettamente con la storia e risulta profondamente credibile anche grazie all'animazione e al doppiaggio sapientemente proposti dagli sviluppatori.

A contribuire alla realizzazione di un'atmosfera di gioco eccellente, concorre sicuramente la componente sonora con musiche appositamente realizzate, a volte incalzanti, altre volte struggenti, ma sempre in linea con il momento di gioco che si sta affrontando in un determinato momento. La musica triste e malinconica che accompagna il nostro eroe ferito mentre cerca di raggiungere il primo rifugio è solo un esempio di quanto detto. Inoltre la sensazione è che ci sia sempre qualcosa da fare e da scoprire in tutti gli scenari che visiteremo. Un rapido cenno ad esempio riguarda i vari easter eggs disseminati in ogni rifugio (provate a salire in alto sul mulino nella fattoria... -NdR) segno di una programmazione certosina e a tratti monumentale per un gioco che a primo impatto nasconde tutta la sua potenzialità.

LE ARMI E LA CRESCITA DEL PERSONAGGIO

Il protagonista del gioco parte ovviamente dalla scelta della classe iniziale (titano, cacciatore o stregone) ed è dotato di un'albero delle abilità che cresce man mano che si procede nell'avventura e si riscuotono le varie ricompense. Di conseguenza il nostro eroe sarà in grado di utilizzare granate sempre più efficaci, di erigere barriere più resistenti, di effettuare salti più spettacolari e così via. Accedendo al nostro personaggio noteremo un albero delle abilità che si dipana in vari rami, ognuno specializzato in una determinata caratteristica. Inoltre sarà possibile sbloccare delle abilità speciali davvero devastanti, con un'arma che si carica progressivamente durante il gioco e che può essere azionata alla pressione simultanea dei tasti LB+RB: la prima disponibile fin dall'inizio permette al nostro eroe di attaccare quasi impunemente qualsiasi nemico si trovi sullo schermo, naturalmente per una durata limitata. Oggetti speciali, engrammi e persino la fusione di armi che non ci servono più oppure di componenti della nostra armatura ci permettono di acquisire sempre nuovi potenziamenti anche se i veri punti abilità che sbloccano i vari settori del ramo di espansione sono per lo più reperibili completando le varie missioni che ci vengono assegnate. A differenza di Destiny però una volta completati tutti i settori dei due rami di espansione, il gioco ci chiederà di sceglierne uno a discapito dell'altro a seconda della linea d'azione che intendiamo seguire.

Destiny2wallpaper.jpg

Una novità riguarda la sostituzione della luce con la potenza che rappresenta una media del proprio valore di attacco con il corrispettivo di difesa che cresce man mano che sblocchiamo nuove armi oppure nuovi pezzi di armatura più resistenti. Le armi adesso sono suddivise in cinetiche, energetiche e distruttive. Le cinetiche sono le armi classiche come mitragliatori, fucili a impulso mentre quelle energetiche sono in grado di generare danni elementali e quindi molto utili contro nemici muniti di uno scudo energetico dello stesso colore. Le armi distruttive invece sono tantissime e spesso devastanti, spaziando dai lanciagranate agli shotgun fino al fucile da cecchino. Ad ogni modo visto che non possiamo equipaggiarne più di una per ogni tipo (fino a tre selezionabili con la pressione del tasto Y sul controller), ci toccherà spesso e volentieri entrare nel menu del personaggio per cambiare l'arma assegnata e, in un gioco che non si ferma neanche con la pressione del tasto pausa, questo può rappresentare un problema soprattutto nei momenti più concitati del gioco. Come se non bastasse, alcune sono state anche depotenziate rispetto a quanto visto nel primo episodio di Destiny come ad esempio le granate anche se questo può essere un bene soprattutto nella fase PvP del gioco, ad esempio nel crogiolo dove risulta molto più difficile far fuori un avversario con un colpo solo.

Le armi sono comunque tante da sembrare quasi infinite e sono potenziabili man mano che si avanza nel level cap del gioco con nuovi dispositivi che permettono anche di sparare ad arco (giusto per fare un esempio). L'intelligenza artificiale dei nemici è abbastanza credibile, con i cattivi che spesso cercano di sorprenderci alle spalle e che si nascondono bene dietro ai ripari per evitare di diventare "carne da macello". Ad ogni modo tutta la difficoltà del gioco è tarata su una curva un po' bassina tanto che si riesce ad andare avanti senza troppi patemi, eccetto che per qualche boss un po' più ostico. Sotto questo punto di vista si poteva fare meglio spostando l'asticella verso l'alto.

ENDGAME E PVP

Una volta completata la campagna principale del gioco, si apre uno scenario enorme
rappresentato dal gioco online contro (o insieme) ad altri giocatori sparsi per il globo. Una novità riguarda la possibilità di vedere se gli altri membri del nostro team oppure del team avversario hanno l'arma speciale pronta all'uso o meno, oltre a poterne leggere la classe di appartenenza (e lo stesso faranno gli altri con noi ovviamente). Al momento sono disponibili 6 assalti uno dei quali, quello al Pyramidion davvero ben realizzato e appagante. Comunque sono tutti di un livello di difficoltà abbastanza abbordabile per un guardiano abbastanza avanti come livello.

Differente è invece la modalità Cala la Notte che, con cadenza settimanale, propone sfide molto più difficili, dove la struttura del gruppo è in grado di fare la differenza. I nostri nemici in questo caso saranno vulnerabili sempre ad attacchi diversi con una cadenza di circa 30 secondi, trascorsi i quali la nostra arma diventa inefficace contro l'avversario (viene indicata su schermo per un brevissimo periodo l'arma giusta), per non parlare del fatto che in Destiny 2 adesso questa modalità è diventata a tempo, trascorso il quale si ritorna in orbita. Il risultato per la verità non è incoraggiante dal momento che si finisce con il rendere eccessivamente frenetica questa modalità che forse poteva essere affrontata in un modo più ragionato.

Il Crogiolo invece si dipana nella modalità partita veloce e competitiva e comunque tutte le modalità di gioco sono comunque state uniformate a sessioni di 8 giocatori (4 contro 4). In quest'ultima due team si affrontano con un numero di vite limitato, infatti dopo 8 uccisioni non si può più rientrare e la morte diventa permanente. Nella modalità Countdown invece una squadra deve cercare di piazzare una bomba mentre l'altra deve impedirlo, inoltre ad ogni giocatore è consentita una sola rianimazione (da elargire o subire) durante tutta la sessione. Ad ogni modo l'endgame e il conseguente gioco in PvP di Destiny 2 è destinato a crescere con la continua introduzione di nuove modalità più o meno interessanti come ad esempio le Meditation e i Raid. La sensazione è comunque quella di un gioco in continua evoluzione e in grado di tenere impegnato il giocatore per parecchio tempo, anche dopo il completamento della campagna in singolo.

TIRIAMO LE SOMME

Descrivere esaurientemente un gioco così immenso è davvero arduo, dal momento che si corre sempre il rischio di dimenticare qualcosa anche se abbiamo volutamente omesso alcuni passaggi proprio per non rovinarvi il gusto della sorpresa, basti pensare ai clan e allo Stendardo di Ferro che dovrebbe essere introdotto fra pochi giorni. Durante la stessa campagna in singolo comunque si è sempre tutti connessi in un mondo condiviso, con altri giocatori (umani) che incontreremo per strada e con i quali potremo interagire usando la crocetta direzionale del controller.

Ad ogni modo ad un primo impatto il gioco non lascia vedere tutto il potenziale che nasconde poiché se ci si limita solo alla campagna principale tralasciando le missioni secondarie, i collezionabili (perché hanno tolto le carte del grimorio? -NdR) gli eventi pubblici e tutto il ben di Dio che il gioco ha da offrire, si rischia di perdere gran parte del divertimento. Se invece si da il giusto peso alla componente esplorativa, alla crescita del personaggio e ad una narrazione stupenda condita da un'atmosfera di gioco spettacolare allora ci si diverte davvero per lungo tempo, non considerando poi endgame e PvP che rappresentano il vero fulcro di un prodotto destinato (stavolta sì) a durare nel tempo.

Graficamente ottimo, con scenari da urlo e con ambientazioni spettacolari, si avvale anche di un'ottima caratterizzazione dei personaggi, di un doppiaggio ben realizzato e di una colonna sonora fantastica. Buona anche la fase shooter anche se sarebbe stato auspicabile un piccolo innalzamento del livello di difficoltà, ma ci sono così tante cose da fare e da scoprire che non ci si annoia proprio mai.

In conclusione Destiny 2 rappresenta quell'evoluzione che ci si aspettava dal primo capitolo con gli sviluppatori che hanno fatto tesoro delle critiche ricevute e hanno tentato (spesso riuscendovi) di evitare gli stessi errori. Già si presenta come un gioco immenso al momento, immaginiamo cosa accadrà con future integrazioni e con gli immancabili DLC che verranno rilasciati in futuro. Tutti gli appassionati degli sparatutto in prima persona con crescita del personaggio, del gioco multiplayer e di belle storie tutte da vivere dovrebbero immediatamente correre a procurarsene una copia.

Modus operandi: abbiamo testato la nuova evoluzione dell'universo di gioco di Destiny grazie ad un codice gentilmente fornitoci da Activision Italia.

I
Destiny 2 è un gioco immenso, con tantissime cose da fare e da scoprire. Con una fase shooter ben implementata, una crescita del personaggio accattivante e soprattutto con ambientazioni e trame tutte da scoprire, gode anche di un comparto tecnico all'altezza grazie a grafica e sonoro di sicuro impatto. Una campagna principale con tantissime missioni primarie e secondarie, l'interazione con gli altri utenti negli eventi PvE e un endgame enorme con una fase PvP in continua crescita, la sensazione è quella di trovarsi davanti a un gioco che può solo crescere ulteriormente e intrattenerci ancora di più.

Consigliato a tutti gli appassionati del genere senza se e senza ma.
PRIMO IMPATTO
GRAFICA
SONORO
GIOCABILITA'
LONGEVITA'
GLOBALE