Anteprima X-Box One
Titolo del gioco:
Sea of Thieves
Data di uscita:
Marzo 2018
Genere:
Azione / Avventura
Sviluppatore:
Rare
Produttore:
Microsoft Studios
Distributore:
Microsoft Studios
Multiplayer:
Online
Localizzazione:
Solo testo, no audio
Sito web:
Requisiti minimi:
Console Xbox One - 7,5 GB di spazio libero su disco - Abbonamento Xbox Live Gold per il gioco online
  • Volevate affondarci? Una bella cannonata e vi passa la voglia !
  • L'assalto del Kraken è devastante...meglio evitarlo finché ci riesce
  • Delle sirene maschili? Questa ancora mancava...
  • Ecco la nostra bella ciurma..presentiamoci bene, ne va della nostra reputazione
  • Una bella tracannata è quel che ci vuole dopo una missione faticosa
  • Non possiamo stare a guardare lui. In una nave ci sono tante cose da fare..
  • Un bel combattimento di notte...questa è vita !!!
  • Questo bel tramonto mostra la cura ai dettagli messa dai grafici del gioco
  • Piove, è buio e ci hanno appena tirato una cannonata...evviva !
  • Il porto di notte ha il suo fascino... indubbiamente
Redattore:  Giuseppe 'Isg71' Iraci Sareri                        Inserito il:  02/02/2018
Chissa' quante volte, da piccoli, abbiamo sognato avventure piratesche. Ora grazie a Sea of Thieves possiamo anche giocarle, a patto di tirar fuori il pirata che e' dentro di noi...
Il progetto di Rare per una delle esclusive Microsoft più attese per il 2018 è parecchio ambizioso: l'idea è quella di creare un intero mondo piratesco dove i giocatori possano incontrarsi, interagire tra loro, cooperare a fronte di un obiettivo comune e anche darsele di santa ragione per rubarsi le risorse tanto faticosamente conquistate. In realtà, di tentativi più o meno riusciti ne abbiamo visti diversi finora, fatto sta che comunque il progetto è lo stesso molto ambizioso: tanto per farci un'idea immaginiamo il mondo (ottimamente creato) dalla serie cinematografica Pirati dei Caraibi.

Tesori da scoprire, continue lotte per dominare su una zona di mare, abbordaggi, assalti, risse nei locali e una vita intera vissuta all'insegna della sregolatezza. Riproporre tutto questo in ambito videoludico non è impresa da poco, a maggior ragione perché Sea of Thieves si presenta come un'esperienza simulativa a tutti gli effetti, quindi carente di tutti quegli "aiutini" normalmente presenti in un videogame e perché si propone di far interagire in contemporanea tantissimi giocatori di tutto il mondo.

MOLLIAMO GLI ORMEGGI DUNQUE....

I quattro giorni (poi estesi a sei per problematiche ai server di gioco) della closed beta concessi da Rare ci hanno permesso di poter dare un'occhiata allo sviluppo del prodotto che comunque uscirà in versione definitiva tra meno di due mesi, rigorosamente in esclusiva per Xbox One e Windows 10. A primo impatto ci sono ancora molte cose da sistemare e il tempo stringe, tuttavia con l'unica missione disponibile al momento, abbiamo avuto la possibilità di vivere anche noi qualche giorno da pirata alla ricerca di tesori nascosti.

A parte il fatto che al momento l'unica localizzazione disponibile è in lingua inglese (ma dovrebbero essere previsti almeno i sub in italiano) per ora ci è stato possibile solo scegliere il tipo di veliero e optare per una crew di gioco per la quale potevamo scegliere tra la versione full, smaller oppure il gioco in solitaria (come vedremo più avanti, altamente sconsigliato). Nel momento in cui abbiamo scelto di giocare con altri tre compagni umani, un matchmaking abbastanza veloce ci ha trovato subito gli amici con i quali condividere la nostra avventura. A primo impatto, comunque, la mancanza di un tutorial di gioco ci ha spiazzati un po': è vero che nella vita corsara nessuno ti dice cosa fare, tuttavia almeno un approccio più soft ai comandi di gioco e qualche indirizzo sul come muoversi sarebbero stati graditi. Partendo da un'osteria, siamo arrivati sulla nostra nave dopo una breve nuotata e lì, finalmente, abbiamo fatto la conoscenza dei nostri compagni di gioco.

Tutti disorientati all'inizio, abbiamo potuto comunicare tramite il microfono della console (esperienza stupenda) e, non lo neghiamo, i primi movimenti sono stati al limite del grottesco. Tutti sul timone, poi tutti a leggere la mappa di gioco, finché presa l'opportuna confidenza ci siamo divisi i compiti. Questo passaggio è fondamentale dal momento che per governare una nave di quel tipo, serve chi si occupi del timone, chi legga la rotta, chi manovri l'ancora, chi orienti le vele e chi sia pronto ad azionare i cannoni al momento del bisogno. Una volta partiti siamo andati per mare senza sapere dove dirigerci, ricevendo delle cannonate ogni volta che provavamo ad avvicinarci a qualche atollo oppure cercando di tirar fuori l'acqua dalla nave e riparare le falle createsi dopo l'urto di qualche scoglio. Il vero fulcro del gioco sta comunque nella sapiente lettura della mappa, aggiornata in base a informazioni acquisite qua e là e comunque in grado di indicare un punto di arrivo dove si dovrebbe celare un tesoro nascosto da recuperare. Così come nella realtà ci si trova a navigare e orientarsi a vista, senza alcun indicatore su schermo e con il solo paesaggio come punto di riferimento. La natura free roaming del gioco poi non aiuta molto, dal momento che nessuno ci proibisce di deviare dalla nostra missione per sbarcare su un'altra isola a nostro piacimento alla ricerca di utili risorse. Questo senso di libertà però il più delle volte ci ha fatto perdere del tutto l'orientamento.

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NOI PRENDIAMO...SENZA CHIEDERE

Gli oggetti trovati in giro rappresentano una risorsa fondamentale per proseguire nell'avventura
: le assi ad esempio ci serviranno per riparare nell'immediato le falle dello scafo, mentre la frutta rimpinguerà la nostra barra di energia, le palle di cannone ci serviranno per difenderci e così via. Naturalmente potremo attaccare altre navi di passaggio e, se avremo la meglio, potremo appropriarci anche del loro tesoro. Si tratta comunque e sempre di giocatori umani e, dal momento che vale anche il viceversa, trovare una crew più affiatata che magari ci prende di mira, renderà le cose dannatamente difficili. Il gioco infatti andrebbe affrontato in compagnia di nostri amici, dove ci si conosce tutti e ognuno sa come muoversi in gruppo.

Nel matchmaking da noi adottato, invece, abbiamo sfidato la fortuna con il risultato di beccare altri due personaggi con i quali abbiamo potuto comunicare in inglese e un russo che invece conosceva solo la propria lingua con il risultato che uno su quattro giocava per conto proprio. Una delle difficoltà maggiori del gioco sta proprio qua, anche perché ci sono così tante cose da fare che è impossibile farle da soli. Ogni tanto poi si può finire in acqua a lottare con gli squali oppure non si riesce a salvare la propria nave dall'affondamento. In questo caso una sorta di tritone luminoso compare in mezzo al mare e, una volta raggiunto, ci da la possibilità di ritornare al punto di partenza e ricominciare daccapo.

I pericoli non sono solo quelli enunciati: ad esempio sbarcando su un'isola potremmo essere attaccati da alcuni scheletri (in questo caso controllati dalla CPU) che proveranno a farci la pelle (avete presente "La maledizione della prima luna?" -NdR). Sulla terraferma il problema dell'orientamento si ripresenta di nuovo, potendo contare solo sulla nostra bussola e su quello che ricordiamo della mappa. A volte, poi, per scovare un tesoro non disporremo di una mappa di gioco ma di alcuni indizi celati in strani indovinelli tutti da decifrare. Ne consegue che recuperare un tesoro è tutt'altro che semplice e ci capiterà anche di scavare per non trovare nulla e capire che abbiamo sbagliato completamente il punto. Tutto è ai limiti del realismo, senza aiuti, né suggerimenti di alcun tipo, nel bene o nel male. Ognuno dei giocatori inoltre può scovare un indizio che potrà, magari, portare a un tesoro da recuperare. Le missioni recuperate da ognuno del gruppo possono essere proposte ai compagni e, tramite un voto democratico nella cabina del comandante, si sceglierà tutti insieme quale missione affrontare per prima.

TECNICAMENTE

Tanto realismo nel gameplay è intercalato in un contesto grafico molto cartoonoso. I fondali sono ottimamente disegnati e colorati, così come i personaggi di gioco che, nel loro stile, si presentano piacevoli da vedere. Il gioco è completamente in prima persona e, da quanto visto finora, non si registrano problemi con la telecamera. Belli gli effetti speciali, con i cambiamenti climatici che, soprattutto quando stiamo navigando, incidono sulla stabilità della nave aumentando la difficoltà nel guidarla: non ci aspettiamo comunque un mezzo che risponda in modo semplice al timone, soprattutto le virate richiedono il giusto tempo di manovra così come il far avanzare e frenare il nostro battello richiederà un certo tempo di pratica di gioco.

Il superbo comparto grafico (bisogna vederlo per crederci) si sposa con un gameplay che, una volta appreso, diventa abbastanza gestibile. L'interazione con gli altri giocatori è molto bella: poter comunicare direttamente a voce con gente sparsa per il mondo è utile e al contempo appagante e, anche se al momento è tutto limitato alla lingua inglese, la speranza è che i server si popolino anche di giocatori italiani una volta che il gioco uscirà sul mercato. Dedicare qualche momento all'inizio del gioco a una corretta suddivisione dei compiti di certo può essere d'aiuto, principalmente nelle fasi concitate nelle quali ognuno deve sapere cosa fare e soprattutto quando farlo.

È un po' limitante la sola tipologia di missione che abbiamo visto e giocato e, anche se per la versione definitiva dovrebbero aggiungersene delle altre, speriamo che venga anche modificato il meccanismo trova la mappa-naviga-raccogli il tesoro perché al di là dell'intervento di altri pirati concorrenti il tutto alla lunga potrebbe diventare ripetitivo. Comunque gli sviluppatori sembra vogliano continuare a migliorare il proprio prodotto: ne è testimonianza la recente introduzione del Kraken, vera e propria scheggia impazzita (e imprevedibile) sulla mappa di gioco. L'atmosfera comunque è molto bella e fa ben sperare per un gioco che è stato bollato come indie ma da quanto visto è molto di più. Non ci resta che aspettare e nel frattempo, visto anche il freddo dell'inverno, versiamoci un bel bicchiere di rum.

Modus operandi: abbiamo potuto testare lo stato dei lavori dell'esclusiva sviluppata da Rare, grazie ad un codice per la closed beta gentilmente datoci da Microsoft Italia.